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Recensioni clienti

3,9 su 5 stelle
8
Sola in Alaska. Viaggio nelle terre del lungo inverno
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il 4 maggio 2018
I viaggi che si compiono nella vita sono sempre il frutto di qualche necessità interiore, ma quando a scegliersi è una meta come l'Alaska non si può attribuire il senso di questa necessità alla sola volontà di fuga dal quotidiano, seppure anche questa venga espressa nel libro: perché se è vero che tutti conosciamo la frenesia e lo stress di una vita piena di impegni, è altrettanto vero che pochi scelgono di cimentarsi in un viaggio di scoperta che -per quanto eccitante- resta pur sempre qualcosa di impegnativo.

Dev'esserci di più. Ciò che porta a spingersi tanto lontano è un desiderio di riscoperta del wild, della forza del selvaggio incontaminato, e sotto la spinta di questo desiderio Ulrike Raiser ci porta con sé nel suo viaggio in solitaria alla scoperta di cosa significhi Alaska. Zaino in spalla e poche comodità, l'autrice descrive per noi le sue escursioni e i suoi incontri con la fauna caratteristica con una chiarezza e una limpidezza d'espressione tali da far sì che si abbia l'impressione di essere davvero lì, con lei. Le parole scorrono e nella mente si dipingono immagini di sconfinate foreste di sempreverdi, immensi ghiacciai, imponenti montagne e poi orsi alci balene, e non si può non sentirsi investiti dalla potenza della natura che in un posto come l'Alaska, a nord del Mondo, resiste ancora selvaggia ed inviolata, brulicante di vita sotto il suo manto gelido di apparente immobilità.

E il rientro e la fine di questa avventura rendono un po' tristi anche noi.

Questo libro è una lettura certamente consigliata a coloro che sanno stare in piedi di fronte la forza della natura, non addomesticata né depauperata a beneficio di un rassicurante senso di controllo da pare degli uomini, perché ciò che trasmette questo libro è proprio l'imperativo all'umiltà e all'adattamento alle leggi della Vita in un mondo ormai avvezzo a concepire solo il contrario.

E' una lettura consigliata a coloro che amano Jack London perché qui ritroveranno scenari della stessa intensità e capacità impressiva sul lettore.

Ed è infine un libro consigliato anche a coloro che progettano di partire e intraprendere lo stesso viaggio, perché offre una buona anteprima di cosa aspettarsi in un territorio bello com'è l'Alaska.
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il 9 maggio 2018
Un racconto di viaggio ben scritto, ironico, scorrevole, empatico.
Un racconto lontano dai clichè ormai retorici alla "into the wild" o "survivor", perchè si può partire con lo zaino in spalle ed esplorare terre lontane e poco frequentate senza per forza cibarsi di radici e scuoiare alci a mani nude, perchè leggere di viaggi fatti come la maggior parte di noi farebbe ce li rende più famigliari, più coinvolgenti, senza inutili sproloqui sensazionalisti.
Un racconto che, a parer mio, non ha la pretesa di scioccare nessuno, ma di incuriosire tutti.
Un racconto reale e, proprio per questo, mai banale.
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il 7 aprile 2018
Da leggere.
Un misto tra divertimento, paesaggi e emozioni.
Una scrittura di immagini direi! riesco a visionare e immaginare perfettamente pagina dopo pagina, mi sembra di essere in viaggio. (E in più molto divertente!)
E fantastico . Davvero.
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il 21 aprile 2018
Questo è un libro che si legge tutto d'un fiato: non solo perché lo stile è limpido e scorrevole, ma anche e soprattutto per la capacità dell'autrice di dipingere gli scenari dell'Alaska con una nitidezza e allo stesso tempo un' obiettività ed un amore tali che è stato impossibile per me non lasciarmi trasportare e incantare. Naturalmente, accompagnata da un'ironia gentile ed intelligente. Lo consiglio vivamente a tutti gli amanti del genere,specialmente a quelli facili ad imbarcarsi ;)
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il 6 maggio 2018
Un'esperienza di viaggio si può declinare in tantissimi modi differenti e questo libro lo dimostra pienamente. L'autrice ci racconta con toni molto divertenti il suo viaggio in Alaska, un viaggio non estremo ma alla portata di tutti. È proprio questo il punto di forza dello scritto, il far capire che andare in Alaska non vuol dire per forza fare chissà che avventure eroiche ma avvicinarsi ad una natura ancora incontaminata con sensibilità e consapevolezza.
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il 8 maggio 2018
Finalmente un diario di viaggio ironico e coinvolgente. L’autrice non è mai banale o didascalica ma riesce a descrivere l’elettrizzante avventura in terre così poco conosciute e frequentate con passione e amore per la natura. Un libro che ti trasporta in Alaska con la mente e con il cuore
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il 5 maggio 2018
Il peggior libro di viaggio che abbia mai letto, anzi definirlo libro di viaggio è un complimento che non merita. 186 pagine di una vacanza sciatta e banale in Alaska, di quelle peggiori. Dico solo che fino a pagina 100 la vacanza parla della sua settimana su una nave da crociera enorme, di escursioni guidate e impacchettate della durata di un paio di ore, di pranzi, balli e affini. Poi il libro prosegue con un banale viaggio in auto di sette giorni, compreso il rientro a Milano, tra mete banali, riflessioni personali superficiali e nozioni storicheda Lonely Planet+Wikipedia. Con lo stesso metro tutti potrebbero scrivere un libro sulle vacanze, dal campeggio all'Isola d'Elba, alla vacanza a Rimini. L'autrice scrive bene, di questo debbo dargliene atto, ma per il resto voto zero.
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il 6 maggio 2018
Premetto che non ho letto il libro, ma sono stato ad una presentazione dell'autrice. Vista la copertina, letto il riassunto e il titolo, sono partito con le più grandi aspettative di ritrovarmi di fronte una vera avventura, ma dal racconto dell'autrice si capisce benissimo che dell'avventura tanto pubblicizzata ce n'è ben poca. Un "banale" viaggio-vacanza, fatto di crociere e tour guidati, che sicuramente alla scrittrice possono aver regalato emozioni, ma che forse non sono sufficienti per scriverci un libro e ancor di più un libro dal titolo "Sola in Alaska“.
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