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Altri libertini di [Tondelli, Pier Vittorio]
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Altri libertini Formato Kindle

4.1 su 5 stelle 19 recensioni clienti

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Formato Kindle
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Copertina rigida
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Lunghezza: 117 pagine Miglioramenti tipografici: Abilitato Scorri Pagina: Abilitato

Descrizione prodotto

Recensione

L’Ultimo spettacolo nella Correggio del mio Tondelli 20 anni dopo. Un «tondelliano postumo» rilegge le opere libertine ora raccolte in 2 volumi

Ho saputo chi era Pier Vittorio Tondelli quando lui non era più di questo mondo da un paio d'anni. Mi capitò tra le mani una copia di Altri libertini, sfogliai le prime pagine, trovai la sua scrittura lontana da ciò che mi interessava allora, e misi via il libro. Ciò che mi infastidiva maggiormente, credo, era l'alone sacrilego che accompagnava quel libro di successo. Sapevo che era stato al centro di una causa per oscenità, qualcuno voleva che fosse ritirato dalle librerie, e che quella causa aveva contribuito a farlo leggere ancora di più. Forse per colpa di libri che si erano portati dietro accuse, fatwe, fama di scandalo e che avevo letto senza capirci un accidente, o trovandoli indigesti polpettoni ripieni di droghe e sesso spinto e senza un briciolo di anima, ero prevenuto anche nei confronti di Altri libertini. Fu poi uno scritto del critico Fulvio Panzeri, anche quello capitatomi sotto gli occhi per caso, ad accendere un barlume di interesse; e poi le letture di due autori come Culicchia e Ballestra che Tondelli aveva aiutato a esordire alimentarono il barlume acceso da Panzeri, e fu con vivo interesse che ripresi Altri libertini. Be', inutile sottolineare che fu un'esperienza folgorante. Il libro non era cambiato da quando lo avevo sfogliato la prima volta: ero cambiato io, ero un lettore maturo, ero pronto a lasciarmi trascinare nelle avventure di quelle busone, quei tossici gay con un'anima vagabonda e disperatamente sentimentale, quelle ragazze che si erano fatte una cattiva reputazione perché discinte e promiscue, ma nelle quali pulsava un amore più puro e toccante di quello di una suora per Cristo. C'era questa provincia emiliana ritagliata sulla nativa Correggio, che sembrava un po' il set de L'ultimo spettacolo di Bogdanovich, là dove i tavolacci freddi del «Posto Ristoro» andavano a sostituire il bar-sala da biliardo e il cinema in dismissione di Sam il Leone. Quei personaggi e quei posti mi ispirarono da subito (e continuano a farlo) una furente e tenera passione: erano esistenze ai margini che prendevano il centro della scena, per poi dileguarsi, all'ultima pagina, nella nebbia di un futuro incerto ma quasi sicuramente disgraziato. Gli outsider di Bukowski e Selby jr, che avevo ritenuto individui così tipicamente americani, in realtà erano passati anche nella nostra letteratura, e in ritardo ne prendevo coscienza. Dico ritardo, ma forse non è così. Semplicemente Tondelli era un autore di un'altra generazione, e io dovevo, come ogni buon lettore, risalire il fiume del tempo per incontrarlo e ammirarlo: siamo tutti successivi a qualcuno o qualcosa di eccezionale. Ma era il linguaggio il corpo tramortente dei racconti dello scrittore emiliano: l'infilata di bestemmie, citazioni, parole sgrammaticate, periodi senza punteggiatura, dialoghi parossistici e teneri, descrizioni sguaiate di stati di follia, intuizioni verbali, scippi dai fumetti, la coloritura a tinte forti di destini/declini. Tutto, nei tocchi di Tondelli, diventava orgia di vita e poesia dell'annullamento. Ogni racconto ti lasciava dentro un senso di infatuazione colpevole, un brivido incantato da sguardo nell'abisso. Tondelli non era quel tipo di scrittore di cui vorresti avere il numero di telefono per chiamarlo dopo che hai finito di leggere un suo libro: perché non avresti saputo cosa chiedergli e che tipo di complimento fargli. E non t'importava se fosse un'asceta della parola tutto preso dal mito di se stesso oppure un artista sensibile alla lusinga: Tondelli, almeno per me - se avessi cominciato a leggerne le opere quando ancora abitava questo mondo -, sarebbe esistito attraverso i suoi scritti: che fossero racconti, romanzi, commedie, articoli, o testi inclassificabili come Un weekend postmoderno, a me sarebbe bastato sapere che esisteva, e che scriveva, scriveva. Leggerlo postumo mi ha sollevato dalla responsabilità di incontrarlo, di vederlo in diretta appollaiato sulle poltrone di qualche fichissimo salotto televisivo, a consumarsi in trite dissertazioni sullo stato delle cose e a consumarmi la stima. Cinicamente, la morte me lo ha reso più affascinante, più vero, più avvicinabile. Come spero possa accadere alle generazioni dopo la mia, in quel risalire indietro nei decenni che è continua fonte di meraviglia e nostalgia.

Recensione di Tuttolibri, a cura di Christian Frascella

Recensione

Il lettore che nel giugno del 1979 fosse uscito dal bar della stazione ferroviaria dove ha inizio Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino, tra spie e vecchie mondane, per entrare di lì a poco in un altro bar di un’altra stazione, quella di Postoristoro, con cui si apre Altri liberitini, libro di esordio di Pier Vittorio Tondelli, nel gennaio del 1980, avrebbe misurato di colpo il cambio di stagione accaduto nel giro di quei mesi. Gli anni di piombo sono al loro culmine; a Bologna esplode la bomba neofascista nella stazione, ma il declino del terrorismo è già cominciato. Il bar della stazione di Reggio Emilia, baricentro geografico dell’intero libro di racconti di Tondelli, è il ricettacolo di eroinomani, piccoli delinquenti, spacciatori, checche e travestiti, giovani abbandonati da tutti e da tutto.
Tondelli racconta in sei episodi – un romanzo di racconti – le storie della sua gioventù e dei suoi coetanei. L’iniziazione alla vita, al sesso, ai sentimenti, alla droga e al viaggio di quella generazione che è stata la protagonista del movimento del Settantasette.
Gli anni Ottanta sono finiti da un pezzo eppure Altri libertini sembra ancora parlare una lingua che si comprende benissimo. I ragazzi di oggi lo comprendono perché al centro della sua narrazione c’è l’educazione sentimentale di un ragazzo: le passioni, i timori, le scoperte, le bizzarrie di un’educazione amorosa che è scoperta di se stessi e del mondo.
Rileggerlo ora significa misurare la distanza anche con uno dei maestri del decennio precedente, Pier Paolo Pasolini, che solo cinque anni prima aveva scioccato e abbacinato l’Italia con i suoi Scritti corsari. L’iniziazione omosessuale raccontata in Viaggio è lontana anni luce dalla passione erotica per i giovani ragazzi di PPP. Con questo, che è il racconto più gioioso e insieme malinconico, si può osservare dall’interno la trasformazione avvenuta alla fine degli anni Settanta, mentre le Br uccidevano Moro, i partiti si liquefacevano e i comunisti non riuscivano a conquistare il potere. Il patetico sembra il sentimento dominante di Tondelli, stigma di un’intera epoca in cui lo sguardo dei singoli si rivolge verso il proprio Self: estenuazione dei sentimenti, deriva narcisistica, passione come patimento, impossibilità di raggiungere la perfezione di sé. Altri libertini non ha perso il suo smalto. A tratti sono pagine piroettanti, a tratti esplosive, a tratti il racconto implode su se stesso. Diverte, commuove, fa riflettere sul nostro “come eravamo”. Scritti nel giro di poco tempo, dopo che la Feltrinelli gli ha respinto un voluminoso romanzo sperimentale ancora inedito, in cui erano in parte incastonati, questi sei racconti segnano anche l’avvento della letteratura industriale di cui il giovane di Correggio è stato l’inconsapevole ostetrico. Trent’anni passati in un lampo, ed è subito ieri.

Recensione di Marco Belpoliti, www.doppiozero.com

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 732 KB
  • Lunghezza stampa: 117
  • Editore: Feltrinelli Editore (1 novembre 2013)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B015EHAPYO
  • Word Wise: Non abilitato
  • Miglioramenti tipografici: Abilitato
  • Media recensioni: 4.1 su 5 stelle 19 recensioni clienti
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: #12.340 a pagamento nel Kindle Store (Visualizza i Top 100 a pagamento nella categoria Kindle Store)
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Recensioni clienti

Principali recensioni dei clienti

2 giugno 2014
Formato: Formato Kindle|Acquisto verificato
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29 gennaio 2017
Formato: Formato Kindle|Acquisto verificato
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24 agosto 2014
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12 febbraio 2015
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18 gennaio 2018
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21 settembre 2015
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23 marzo 2017
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14 febbraio 2018
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