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Anna (Einaudi. Stile libero big) di [Ammaniti, Niccolò]
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Anna (Einaudi. Stile libero big) Formato Kindle

3.4 su 5 stelle 180 recensioni clienti

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Lunghezza: 274 pagine Miglioramenti tipografici: Abilitato Scorri Pagina: Abilitato

Descrizione prodotto

Sinossi

In una Sicilia diventata un'immensa rovina, una tredicenne cocciuta e coraggiosa parte alla ricerca del fratellino rapito. Fra campi arsi e boschi misteriosi, ruderi di centri commerciali e città abbandonate, fra i grandi spazi deserti di un'isola riconquistata dalla natura e selvagge comunità di sopravvissuti, Anna ha come guida il quaderno che le ha lasciato la mamma con le istruzioni per farcela. E giorno dopo giorno scopre che le regole del passato non valgono piú, dovrà inventarne di nuove. Con Anna Niccolò Ammaniti ha scritto il suo romanzo piú struggente. Una luce che si accende nel buio e allarga il suo raggio per rivelare le incertezze, gli slanci del cuore e la potenza incontrollabile della vita. Perché, come scopre Anna, la «vita non ci appartiene, ci attraversa».

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 913 KB
  • Lunghezza stampa: 274
  • Editore: EINAUDI (29 settembre 2015)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B012PWP6M2
  • Word Wise: Non abilitato
  • Screen Reader: Supportato
  • Miglioramenti tipografici: Abilitato
  • Media recensioni: 3.4 su 5 stelle 180 recensioni clienti
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: #3.630 a pagamento nel Kindle Store (Visualizza i Top 100 a pagamento nella categoria Kindle Store)
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Recensioni clienti

Principali recensioni dei clienti

Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Era da parecchio che desideravo leggere questo libro, essendo una grande fan di Ammaniti e sperando che l'autore fosse tornato a incantare i lettori dopo la delusione di Il Momento è delicato. E invece questo romanzo mi ha riservato un'altra delusione.

Questo libro non ha nulla a che vedere con i precedenti capolavori di Ammaniti. E' anche vero che non bisogna giudicare il libro paragonandolo alle opere dello scrittore. Sta di fatto che ho trovato questo libro alquanto deludente, la trama non è sviluppata, è semplicemente un susseguirsi di scene descritte frettolosamente che non riesce a incantare il lettore, per non parlare del finale inconcludente. In generale i finali di Ammaniti lasciano il lettore con mille domande sul proseguimento della storia, in questo caso lascia con un senso di incompiutezza generale. Inoltre i personaggi mancano di spessore ed è impossibile affezionarcisi.

In generale non è una lettura che consiglio a chi ama le altre opere dell'autore in quanto ne resterebbe profondamente deluso.
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Di Claudio il 13 ottobre 2016
Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Da grandissimo fan di Ammaniti non posso che dirmi deluso dalla sua ultima performance letteraria. Romanzo stanco, senza la brillantezza a cui ci ha abituato Niccolò. Anche il suo solito punto di forza - la narrazione dalla prospettiva dei bambini - è qui meno marcato. Ammetto che forse sono condizionato dal fatto che concettualmente è molto simile a "La strada" di McCarthy, altro romanzo che non mi è piaciuto per niente.
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Di Lexa il 6 aprile 2017
Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Libro molto crudo, senza una trama e soprattutto senza un finale. La narrazione è spesso confusa, si tratta solo un susseguirsi di scene macabre, disgustose, di degrado e disperazione. Un libro che mette una certa angoscia senza uno scopo. Altri libri dello stesso autore mi sono piaciuti ma questo proprio lo sconsiglio a chiunque.
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Ammaniti è senza dubbio uno dei miei scrittori preferiti, sempre capace di rapirmi e rendermi curiosa, ma non stavolta....In"Anna" manca tutto del suo stile e in nessuna parte del testo si trova traccia della sua genialità. Rimane solo l'indiscussa capacità narrativa, a cui non aggiunge altro se non la ripetitiva e tediosa descrizione di un paesaggio apocalittico in cui i personaggi diventano persino marginali. Privo di senso e mai sorprendente (se non in negativo).Ricomprerei tutti gli altri suoi libri, ma non questo.
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Di simona c il 8 febbraio 2016
Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Ho letto tutti i libri di Ammaniti, ne ho regalati altrettanti.
Scrive sempre benissimo e ti trascina dentro le pagine del libro appena lo apri. La quinta stella non la metto solo perchè la storia è piuttosto angosciante, ma del resto è quello che deve suscitare.
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Va bene la visione apocalittica, ben descritta anche se ripetuta allo sfinimento. Ma il libro non convince per nulla. Cosa manca totalmente? Quella ironia graffiante e sorprendente a cui Ammaniti ci aveva abituato...peccato!.
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Formato: Formato Kindle
Buongiorno a tutti! Oggi vorrei parlarvi di uno scrittore che emergente non è. Vorrei raccontarvi l’ultima lettura che ho affrontato: “Anna”, di Niccolò Ammaniti, ancora una volta edito da Einaudi – Stile Libero Big.

Vorrei subito cominciare questa recensione col dirvi che il romanzo merita moltissimo. Ricordate il Niccolò Ammaniti di Fango o di Branchie? Scordatevelo. Se lì era all’inizio della sua carriera da scrittore, ora è, a mio avviso, all’apice. Già con Ti prendo e ti porto via si potevano intravedere i primi fiori sbocciare, si sono moltiplicati con Io non ho paura e sono continuati a crescere con Come Dio comanda. Si sono poi fermati con Io e te, un mini romanzo che affrontava il tema della droga e dell’assuefazione. Era un romanzo normale, che non presentava nulla di nuovo e molto veloce da leggere (e forse anche da scrivere).

Ora i fiori sono sbocciati e sono tantissimi. È passato qualche anno da allora e oggi Ammaniti torna in stile Io non ho paura, e con una miscela di fantasia distopica in più lo fa con una storia strappalacrime (ma non da latte-alle-ginocchia – non sarebbe Ammaniti!), la vicenda di Anna e del suo fratellino in una landa desolata e terribile che è diventata la Sicilia.
La terra delle arance è infatti vittima di un virus letale – la Rossa – che arriva dal Belgio e che uccide i Grandi (coloro che hanno superato l’adolescenza) lasciando in vita solamente i bambini e i ragazzini, che debbono autogestirsi. Lo faranno senza molta maturità – sono pur sempre piccoli – ma con grande fantasia e volontà, che probabilmente solo loro possono avere.

Le descrizioni dei paesini della Sicilia e dei paesaggi sono mozzafiato.
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Formato: Formato Kindle
Che cosa ne penso? Penso che non ce n'era proprio bisogno. Ammaniti, caro, mi piaci e sei uno scrittore che stimo, ma di questo secondo me potevi farne anche a meno.
Qualcuno lo ha definito "young adult, distopico e post apocalittico", concordo. Di conseguenza lo consiglierei ad una quattordicenne, un po' distopica e sufficientemente apocalittica (togliendo il post).
Insomma, non aggiunge nulla agli innumerevoli libri di questo genere già letti e che, francamente, mi hanno anche già stufata.

In un futuro piuttosto prossimo un terribile virus, partito dal Belgio, colpirà l'intera popolazione adulta mondiale, falcidiandola, si salvano solo i bambini e i pre-adolescenti, ancora privi probabilmente di un qualche ormone, sono immuni dal virus. Questo fino allo sviluppo, a quel punto anche loro contraggono "la rossa" e muoiono nel giro di poche settimane.
Anna e Astor (soprav)vivono in quella che era la casa di famiglia, cercando cibo nelle zone vicine, saccheggiate e bruciate, e tirando a campare. Finché Astor non viene rapito dai bambini blu, scopre che esiste un mondo fuori dal parco della casa dove ha sempre vissuto e dove la sorella maggiore tentava di confinarlo per evitargli il dolore della conoscenza.

Scontato. Semplicemente. Ci sono tutti gli stereotipi del genere: ragazzina indurita dalla vita, coetaneo belloccio ma un po' sfigatiello, cane cattivo diventato buono, i bambini sopravvivono all'epidemia (fortuna? innocenza? muoiono non appena vengono corrotti dall'età adulta?) .. condiamo il tutto con un po' di sano spirito macabro, descrizioni disgustose e qualche pizzico di buoni sentimenti qua e là. Ecco fatto il libro.
Insomma, secondo me se ne poteva tranquillamente fare a meno.
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