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Recensioni clienti

4,6 su 5 stelle
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il 29 giugno 2016
Leggere una storia di Mario Pacchiarotti è sempre un'esperienza emozionante: nel vero senso della parola i suoi scritti suscitano (almeno in me) sempre delle emozioni, delle belle emozioni. Con garbo, lucidità e, spesso, ironia, Mario racconta della realtà, anche la peggiore, per offrire una speranza.
Nel romanzo Baby Boomers, siamo la goccia che diventa mare Mario ci propone una possibile risposta alla domanda “questa realtà e questo mondo non mi piacciono, li considero ingiusti: posso fare come singolo qualcosa per cambiarli?” E la risposta è che ciascuno di noi può essere, semplicemente, la goccia che diventa mare.
Non dovete però temere che il romanzo sia filosofico o noioso o moralistico. Tutt'altro. C'è azione, una dose di ironia, sostenute da una buona scrittura. I personaggi sono molto umani e i protagonisti sono insoliti, dei settantenni pieni di energia, ideali e idee.
La vicenda si svolge in un'Italia futura (2030), distopica ma molto realistica, e anche in un mondo virtuale, quello di un gioco giocato da moltissime persone; le avventure del gruppo dei Baby Boomers in questo mondo virtuale fanno da specchio e integrano quanto viene da essi vissuto nella realtà.
Insomma, il testo di Mario è dunque assolutamente moderno e originale e ne consiglio la lettura.
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il 1 luglio 2016
Distopico? Non saprei, la vicenda inizia nel 2020 e si snoda per i successivi 10 anni ma, sotto certi aspetti, alcune problematiche sono di estrema attualità. Anche oggi le persone di una certa età, stanche e depresse dopo un’intera vita di lavoro, affollano gli uffici dei patronati sindacali sperando di avere notizie chiare e certe sulla data in cui la caotica legislazione attuale consentirà loro di andare in pensione. Altri ancora apprendono, sbigottiti, che l’importo della loro futura retribuzione sarà talmente misero da non consentire loro di vivere, bensì, a stento, di sopravvivere. L’intero impianto del romanzo, tra l’altro scritto in modo splendido e accuratissimo, affronta una tematica sociale di grandissima attualità e riesce a svolgerla con una scrittura fluida e gradevole, priva di ogni pesantezza e ricca di interesse e di emozione al punto di non riuscire a staccare gli occhi dal libro. Non farò altri accenni alla trama, già ampiamente trattata sia nella sinossi che nelle recensioni che mi hanno preceduto, mi limiterò a dire che siamo tutti consapevoli dei danni, più o meno ingenti, che possono generarsi in una società governata da un partito unico e totalitario anche se apparentemente e formalmente democratico.
Insieme a molte altre cose di notevole rilievo, due sono gli elementi che mi hanno particolarmente colpito: l’una di carattere socio-filosofico, l’altra di carattere socio-informatico. La prima: “Siamo la goccia che diventa mare” è una frase bellissima dal significato estremamente profondo e che richiederebbe una lunghissima trattazione; se ognuno di noi, invece di lasciarsi trascinare dalla corrente, si opponesse personalmente alle ingiustizie, alla sopraffazione e alla corruzione, potrebbe essere di esempio ad altre persone che nel tempo diverrebbero moltitudine ed infine popolo. La seconda, è il sistema utilizzato da un gruppetto di anziani per riunirsi e concordare un piano di azione: partecipare con un avatar elettronico ad un gioco di guerra on-line, e consociarsi in una Gilda, sistema che ovviamente consente di effettuare nascostamente delle riunioni senza che nessuno si allontani dalla propria abitazione. Per i meno giovani dirò che già da tempo esistono in rete molti giochi dei quali non farò il nome che consentono un tale approccio. In conclusione è un romanzo svelto, interessante e movimentato che consiglio vivamente di leggere ed apprezzare.
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il 24 giugno 2016
Ambientato tra il 2018 e il 2031, questo romanzo presenta alcuni tratti tipici della distopia. Siamo in un'epoca del futuro in cui al potere vi è di fatto una sola coalizione politica. Tuttavia, i riferimenti alla realtà attuale - inevitabili, in tutte le opere distopiche - sono facilmente intuibili. È proprio questo il proposito dell'autore, a mio avviso. Utilizzando un contesto temporale vicino al nostro, il lettore si trova catapultato in una serie di eventi plausibili e verificabili. Quello che si legge potrebbe realizzarsi senza troppa fatica nei prossimi giorni. Ma l'autore non ha voluto solo infondere timore o infoltire il libro di moralismi e raccomandazioni. C'è una sana storia d'intrattenimento, a metà tra thriller e avventura, un finale a sorpresa (più o meno), verosimile e credibile nel contesto della narrazione. Insomma, è un libro che sollazza il lettore, l'ironia è forte, ma, sopratutto, lascia qualcosa nella coscienza di chi legge. Se dovessi sintetizzare, è un libro che parla dei libri, o meglio, del potere dei libri. Assolutamente consigliato.
5 persone l'hanno trovato utile
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il 3 dicembre 2017
Sono rimasto molto colpito da questo romanzo per la sua originalità e per il senso di positività e di onestà che riesce a suscitare. Personaggi ben delineati e non scontati che si mettono in gioco per un fine superiore: quello di migliorare la società in cui vivono; e per far questo mettono ognuno in gioco i propri talenti in un'avventura coinvolgente. Nel mettere in luce i difetti della nostra società riesce a far riflettere sui "difetti civili" di ognuno di noi.
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il 23 giugno 2016
Con l'espressione baby boomers si intendono i nati negli Stati Uniti fra la fine della Seconda Guerra Mondiale e i primi anni sessanta. Tale termine è stato adottato, per indicare quella generazione, anche in altri paesi occidentali, fra cui l'Italia. I baby boomers, nel corso della loro vita, hanno visto tanti cambiamenti: le rivoluzioni socio-culturali dei '60, l'estremizzazione politica e gli anni di piombo del decennio successivo, la grande illusione degli anni '80, la corruzione, le stragi di mafia, le crisi economiche. Ora, nel 2030, un gruppo di loro, ormai in età in cui sarebbe giusto godersi pensione e riposo, decide di fare un'azione dimostrativa, non rassegnandosi ad accettare passivamente un governo che, pur non essendo totalitario e opprimente ai livelli orwelliani, è sistematicamente corrotto, improntato al controllo delle coscienze e all'imposizione del pensiero unico, nonché particolarmente avverso agli anziani, avendoli di fatto emarginati ed estromessi dalla vita sociale e civile. Anche se si servono di armi per arrivare al loro scopo, il messaggio che vogliono lanciare con l'attacco al nuovo Palazzo del Governo è non violento, positivo, di risveglio e ribellione verso i poteri forti dai quali si sentono traditi e vilipesi. Sulla loro strada troveranno il commissario Marchetti, poliziotto diviso fra dovere e coscienza, che alla fine dovrà decidere da che parte stare.
Un romanzo dalla trama articolata, contaminato da vari generi: distopia, fantascienza (c'è di mezzo anche la realtà virtuale), thriller, in cui l'autore conferma quanto di buono ci aveva già mostrato con i suoi racconti; l'idea di fondo è originale, i personaggi ben disegnati, i dialoghi credibili e la tematica favorisce la riflessione. Ho seguito lo sviluppo di questo romanzo fin dalla prima stesura, su invito di Mario sono stato uno dei lettori beta, ho apprezzato tutto il suo lavoro per rendere questo libro un prodotto ben confezionato, dalla copertina, all'editing, alle limature della trama e della scrittura; il risultato non può essere considerato meno che ottimo.
A questo punto posso dire di aver letto pressoché tutta la produzione letterario di Mario Pacchiarotti, che sia uno dei miei autori indie preferiti?
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il 20 agosto 2016
Non conoscevo Mario Pacchiarotti come autore. Sono incappato, felicemente, in questa accattivante e perfetta copertina in FB, per poi leggere la sinossi del romanzo quando era in pre-booking. Lo spunto del libro era estremamente interessante, anche perché le problematiche pertinenti ad una generazione che in effetti rischia sempre più di essere de-professionalizzata e senza lavoro, in attesa di un'età pensionabile ci sono tutti. E chi è negli anti, li sente anche con un certo timore, così come nel contempo guarda con preoccupazione e rabbia a tanti gioventù talentuosa e spesso anche culturalmente preparata a barcamenarsi con voucher e incertezze... Il romanzo di Pacchiarotti parte da questa realtà del domani prossimo venturo, ma che nell'oggi non ha purtroppo solo le radici. Parte da qui, però ha un grande pregio: nonostante il drammatico quadro sociale (e la deriva politica descritta nel testo) non si sviluppa in una storia lacrimevole, cupa, distopica nell'animo oltre che nello scenario. E' stato fantastico incontrare persone in la' negli anni con la voglia di regire e agire, non solo di brontolare. Di guardarsi, oltre che di guardare gli altri. Di avere e dare speranza. Di parlare ai giovani non pretendendo di essere giovani, ma senza dare all'esperienza quel connotato solo positivo, che non ha. Di sfruttarla, invece, questa esperienza. Questo sì.
Ho amato questi spendidi giovani vecchi, protagonisti del libro; forse (ma sottolineo "forse") in qualche caso anche troppo capaci, ma chissenefrega. Dopo tanti Young Adult (e nessun accenno di disprezzo nelle mie parole, sono una constatazione numerica) dove la ribellione nasce talvolta addirittura dagli adoloescenti, è fantastico leggere un Old Young! :)
Ho fatto bene a fidarmi del mio istinto. "Baby Boomers" è da leggere!
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il 23 giugno 2016
Il libro è un mix tra un poliziesco, un romanzo utopico o distopico a secondo dei punti di vista, una critica del mondo moderno (anche se ambientato nel 2030 ricorda stranamente i nostri tempi).
La trama è interessante e ben costruita con una buona suspance che mantiene alta l'attenzione del lettore in un quadro coerente e credibile per tutta la durata del romanzo.
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il 12 luglio 2016
Noi che apparteniamo alla vasta generazione degli "anta", che troppo spesso ci voltiamo a rimpiangere il passato, grazie a questa narrazione ritroviamo la voglia di guardare al futuro, ma con uno sguardo ironico. Grazie all'autore, consigliato a tutti, perché tutti - inevitabilmente - farete parte della mia generazione...
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il 22 ottobre 2016
Tema e trama molto originali. Scrittura fluida e leggibilissima. Un libro che finalmente non parla di giovani alla ricerca della propria identità, ma di chi si sta avvicinando alla vecchiaia e la vita l'ha già vissuta, in modo più o meno rocambolesco. Esperienze diverse, quelle dei nostri settantenni, ma che convergono verso l'ideale comune di una società migliore. Utopia? Forse. Ma leggere questo libro apre un barlume di speranza verso un mondo più giusto.
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il 18 luglio 2016
Distopico ma con forti agganci alla realtà che ci circonda; il messaggio è chiaro e lascia al lettore credere o meno alla possibilità di migliorare il mondo grazie al nostro impegno: noi tutti siamo la goccia. Affascinanti le introspezioni dei personaggi e vivide le loro descrizioni. Buona la "penna", consigliatissimo!!!
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