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Campo dei Fiori: Storia di un monumento maledetto (Saggi Vol. 946) di [Bucciantini, Massimo]
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Campo dei Fiori: Storia di un monumento maledetto (Saggi Vol. 946) Formato Kindle

3.9 su 5 stelle 8 recensioni clienti

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Lunghezza: 416 pagine Miglioramenti tipografici: Abilitato Scorri Pagina: Abilitato
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Descrizione prodotto

Sinossi

Campo dei Fiori è una biografia: la biografia di una statua. Ma è anche un libro sull'Italia, sulle tante debolezze del fronte laico e sulla ostinata chiusura a ogni idea di modernità presente nella Chiesa cattolica di allora. È l'avvincente ricostruzione di una lotta politica che ebbe numerosi protagonisti: il movimento studentesco romano, Francesco Crispi e la massoneria, Ettore Ferrari e Giovanni Bovio, papa Leone XIII e i gesuiti della «Civiltà Cattolica», Francesco De Sanctis, Antonio Labriola, Giuseppe Garibaldi. E anche un certo Armand Lévy, di professione rivoluzionario, ex comunardo, esule, ebreo e socialista, sconosciuto ai piú, ma che svolse un ruolo decisivo nella fase preparatoria del monumento. Si trattò di una vera e propria battaglia laica e anticlericale: una delle poche combattute nel nostro Paese e che è giusto non dimenticare. Non tanto per celebrarla quanto per conoscerla, anzi forse è meglio dire per decifrarla: attraverso la comprensione di uno scontro che fu violentissimo e dei tentativi compiuti per disinnescarlo, come delle alleanze e degli opportunismi che di volta in volta furono messi in campo per vincere la partita o per rinviarla per sempre. I cattolici piú intransigenti le cambiarono persino il nome. Dopo quanto accadde la mattina del 9 giugno 1889 chiamarono quella piazza non piú Campo dei Fiori ma Campo Maledetto. E nelle loro intenzioni sarebbe rimasta tale fino al giorno in cui al posto del "monumento infame" non sarebbe sorta una cappella di espiazione al Cuore Santissimo di Gesú. Questo libro è il racconto drammatico di un conflitto durato la bellezza di tredici anni, tanti ne occorsero per erigere quella statua. Un burrascoso affresco che trovò linfa vitale nelle passioni di studenti innamorati di Bruno e Mazzini, di Garibaldi e Oberdan, e decisi a mettere in pratica un disegno radicale che in breve tempo si trasformò in una seconda Porta Pia. Ma Campo dei Fiori è anche il capitolo di una storia piú grande, che tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento è scandita dalle battaglie per l'emancipazione femminile e il suffragio universale, per la cremazione e l'abolizione dell'insegnamento religioso nelle scuole e della pena di morte. Sono trascorsi 125 anni dall'inaugurazione della statua, e oltre quattro secoli da quando, all'alba di un giovedí di febbraio, a dorso di mulo, Giordano Bruno venne trasportato in quella piazza, e lí legato a un palo e bruciato vivo.

Dalla quarta di copertina

Campo dei Fiori è una biografia: la biografia di una statua. Ma è anche un libro sull’Italia, sulle tante debolezze del fronte laico e sulla ostinata chiusura a ogni idea di modernità presente nella Chiesa cattolica di allora. È l’avvincente ricostruzione di una lotta politica che ebbe numerosi protagonisti: il movimento studentesco romano, Francesco Crispi e la massoneria, Ettore Ferrari e Giovanni Bovio, papa Leone XIII e i gesuiti della «Civiltà Cattolica», Francesco De Sanctis, Antonio Labriola, Giuseppe Garibaldi. E anche un certo Armand Lévy, di professione rivoluzionario, ex comunardo, esule, ebreo e socialista, sconosciuto ai piú, ma che svolse un ruolo decisivo nella fase preparatoria del monumento. Si trattò di una vera e propria battaglia laica e anticlericale: una delle poche combattute nel nostro Paese e che è giusto non dimenticare. Non tanto per celebrarla quanto per conoscerla, anzi forse è meglio dire per decifrarla: attraverso la comprensione di uno scontro che fu violentissimo e dei tentativi compiuti per disinnescarlo, come delle alleanze e degli opportunismi che di volta in volta furono messi in campo per vincere la partita o per rinviarla per sempre.

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 6227 KB
  • Lunghezza stampa: 416
  • Editore: EINAUDI (17 febbraio 2015)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B00THXOKDY
  • Word Wise: Non abilitato
  • Screen Reader: Supportato
  • Miglioramenti tipografici: Abilitato
  • Media recensioni: 3.9 su 5 stelle 8 recensioni clienti
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: #97.828 a pagamento nel Kindle Store (Visualizza i Top 100 a pagamento nella categoria Kindle Store)
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Recensioni clienti

Principali recensioni dei clienti

Di Red il 4 giugno 2017
Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Interessante documentato a volte retorico e divertente. Un clima di odio al calor bianco. Si capisce perché il Vaticano alla fine si sia buttato anima e core nel fascismo.
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Formato: Copertina rigida
Il libro ha il merito (ovviamente ricercato) di riproporre, nelle note e nella bibliografia, una messe notevole di scritti su Bruno ed il suo monumento; ha anche il merito (forse, questo, non ricercato) di far vedere chiaramente come i panegirici dei fautori del monumento a Bruno “martire del libero pensiero” non avessero niente a che fare con il vero personaggio Giordano Bruno ma fossero solo un’espressione di astio per la Chiesa. Nonostante questi due meriti, resta forte l’impressione che il libro appartenga, più che ad una serena indagine scientifica, alla letteratura militante a favore del monumento. Gl’indizi in questo senso provengono innanzitutto dai peana di apertura alle “battaglie laiche” (prologo, xxiii), riflessi poi nei peana conclusivi alle “nuove battaglie laiche” (pagine 309-310). L’insistenza poi che la volontà di costruire il monumento fosse attribuibile ad una “combattiva minoranza studentesca” (pagina 50), quasi fosse una gioventù di avanguardia del sol dell’avvenire, lascia il tempo che trova, dato che il libro stesso riconosce che l’idea del progetto “non è farina italiana”, ma di Armand Lévy, “un rivoluzionario francese, un anticlericale e comunardo” (pagina 40), e comunque, se non fosse stato per Crispi e massoneria andante, e per l’esito delle elezioni municipali a Roma nel 1888 (pagine 156 e 208), al centro della piazza ci sarebbe verosimilmente ancora la bella fontana.Ulteriori informazioni ›
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Formato: Copertina rigida
Il 9 Giugno 1889, nonostante la resistenza da parte della chiesa, fu inaugurata a Roma a Piazza Campodei Fiori la statua di Giordano Bruno, opera di Ettore Ferrari. La realizzazione del monumento fu promossa da un'associazione di studenti universitari e sostenuta da un ampio schieramento di forze culturali, politiche. laiche e progressiste. La statua, collocata nel luogo dove Giordano Bruno fu condannato al rogo, fu accolta immediatamente come simbolo di libertà di pensiero. Il bel libro di Massimo Bucciantini racconta con una scrittura chiara e vivace questa complessa vicenda dai molti attori: studenti universitari impegnati nell'affermazione della laicità dela Capitale del nuovo Stato, repubblicani, garibaldini, mazziniani, socialisti, politici del governo centrale e dell'amministrazione comunale, lo Stato e il Vaticano, Presidenti del Consiglio e Papi.Intorno alla statua del filosofo nolano una grande rappresentazione teatrale con colpi di scena, entusiasmi, sconfitte e vittorie. La statua di Giordano Bruno diviene un simbolo culturale una icona politica, ma anche un riferimento spaziale. Uno spazio urbano nuovo che da allora assume una diversa qualità e tensione. Massimo Bucciantini fa rivivere l'ambiente urbano di quegli anni, ne descrive i contorni, le dinamiche dei cortei e delle folle. L'attenzione per la statua e per il suo valore simbolico si è mantenuto a lungo, solo negli anni più recenti sembra essersi offuscata, sommersa dalle folle di turisti e dal clamore della movida. Ma la memoria di Giordano Bruno è nell'aria come ci ricorda il fregio Triumphs and Laments di Willam Kentridge lungo il muraglione del Tevere a Ponte Sisto, dove tra le figure troviamo, non a caso, quella del Bruno.
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Formato: Formato Kindle
Un libro ben scritto su un argomento che non finisce di suscitare reazioni contrastanti. Si tratta di un ottimo esempio di come si può fare ricerca storica seria e documentata rendendola fruibile a tutti. Una dote rara che consente a tutti di comprendere quanto il passato ci riguardi sempre da vicino e l'Italia di oggi sia figlia dell'Italia di ieri.
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