Non disponibile.
Non sappiamo se o quando l’articolo sarà di nuovo disponibile.
Scegli il tuo indirizzo
Immagine del logo dell'app Kindle

Scarica l'app Kindle gratuita e inizia a leggere immediatamente i libri Kindle sul tuo smartphone, tablet o computer, senza bisogno di un dispositivo Kindle.

Leggi immediatamente sul browser con Kindle per il Web.

Con la fotocamera del cellulare scansiona il codice di seguito e scarica l'app Kindle.

Codice QR per scaricare l'app Kindle

Segui l'autore

Si è verificato un errore. Riprova a effettuare la richiesta più tardi.

Canale Mussolini. Parte seconda Copertina flessibile – 19 aprile 2018

3,9 3,9 su 5 stelle 932 voti

C'è una nuova edizione di questo articolo:

Canale Mussolini. Parte seconda
14,25 €
(932)
Disponibilità: solo 3
Il 25 maggio del 1944 finisce la guerra a Littoria, la futura Latina, e il Canale Mussolini, dopo essere stato per mesi la dura linea del fronte di Anzio e Nettuno, torna a essere quello che era, il perno della bonifica pontina. Inizia la ricostruzione mentre al Nord la guerra continua e coinvolge i Peruzzi su tutti i fronti, repubblichini o partigiani. Con il suo funambolico impasto linguistico, col suo sguardo irriverente e provocatorio sempre addolcito da un'umanissima pietas, Antonio Pennacchi torna a narrare le gesta dei Peruzzi, famiglia di pionieri bonificatori, grandi lavoratori, eroici spiantati, meravigliosi gaglioffi e donne generose. Canale Mussolini – Parte seconda è un grandioso romanzo corale e polifonico, un'opera letteraria di smagliante bellezza che, alternando i toni dell'epica a quelli dell'elegia, ci dà lucidamente conto di ciò che siamo, in forza di ciò che nel bene e nel male siamo stati.
Risparmia fino al 15%

Dettagli prodotto

  • Editore ‏ : ‎ Mondadori (19 aprile 2018)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 434 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8804689889
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8804689881
  • Peso articolo ‏ : ‎ 370 g
  • Dimensioni ‏ : ‎ 21.6 x 2.3 x 14 cm
  • Recensioni dei clienti:
    3,9 3,9 su 5 stelle 932 voti

Informazioni sull'autore

Segui gli autori per ottenere aggiornamenti sulle nuove uscite, oltre a consigli avanzati.
Antonio Pennacchi
Brief content visible, double tap to read full content.
Full content visible, double tap to read brief content.

Scopri di più sui libri dell'autore, guarda autori simili, leggi i blog dell’autore e altro ancora

Recensioni clienti

3,9 su 5 stelle
3,9 su 5
932 valutazioni globali
È la seconda parte ... inutili paragoni con la prima ... solo complementare.
4 stelle su 5
È la seconda parte ... inutili paragoni con la prima ... solo complementare.
La storia è un fatto collettivo. Non si compie da sola, la realizziamo tutti assieme. E ognuno deve fare la sua parte. ... maladeti i Zorzi Villa 😃 (cit.)
Grazie per i commenti
Siamo spiacenti, si è verificato un errore
Siamo spiacenti, non siamo riusciti a caricare la recensione

Recensioni migliori da Italia

Recensito in Italia il 28 maggio 2024
Per capire quello che succede con la caduta del fascismo e tutto quello che segue questo romanzo è utile e appassionante...
Recensito in Italia il 19 febbraio 2023
Sempre un grande Pennacchi anche se si è perso un pò il romanzo e ci si dedica più a lungo saggio sull'italia dal dopoguerra ad oggi. Rimane un penna magistrale, ma il trasporto della prima parte si è un pò affievolito
Recensito in Italia il 12 aprile 2017
Un libro che si fa leggere molto volentieri, che, come il primo, porta il lettore indietro nella storia della nostra nazione e che fa riscoprire fatti ormai dimenticati che hanno reso l’ITALIA un PAESE LIBERO E DEMOCRATICO.
Dopo averci lasciato, nel primo libro, con la famiglia Peruzzi che tornava alla vita, riscendendo da quei monti che svettano sull’agro pontino e che han loro dato rifugio nei giorni dello sbarco di Anzio, Pennacchi racconta, sempre con il suo spirito popolare che oscilla tra goliardia e serietà, la guerra di liberazione con il sangue versato, dall’una e dall’altra parte, sempre dagli stessi italiani, fratelli che si ritrovano in lotta fra loro a causa di un ideale, quello fascista, ormai sconfitto dalla storia e da sé stesso, che tenta l’ultimo improbabile e ingiustificabile colpo di coda attraverso il “governo fantoccio” della RSI.
Così che, anche la nuova generazione dei Peruzzi, si ritrova a combattere su fronti differenti, divisa fra PARTIGIANI ( Statilio, nella divisione “Cremona” ) e REPUBBLICHINI ( il fratello Paride, nella divisione “Tagliamento”). Fra questi, c’è chi tenta di divincolarsi da questa morsa fratricida e comincia a progettare il futuro, fatto di ricostruzione e di speranza. È Diomede, figlio della Modigliana. Per sfuggire alla RSI, si offre alla Todt, impresa bellica tedesca che ha il compito di costruire strade e rifugi per i soldati. Lì, stringe un’amicizia fraterna con un ufficiale tedesco di nome Eberhand, rosso di capelli come lui. Ma le ostilità aperte dallo sbarco di Anzio portano alla morte dell’amico e Diomede fugge di nuovo a casa. A pochi giorni da quel fatto, sfruttando una botta di fortuna (il caveau della Banca d’Italia di Littoria fatto saltare dai tedeschi in fuga quel 25 maggio del 1944, giorno della liberazione di Littoria) e la sua intraprendenza, comincia la sua ascesa nel mondo imprenditoriale italiano, sino a prestare soldi persino all’avvocato Agnelli, colto da un momento di crisi.
La guerra e poi la morte dei nonni Peruzzi porta alla fine di quella società prevalentemente agricola e patriarcale conosciuta nel primo libro. Gli stessi Peruzzi sembrano ormai disuniti. Diomede rappresenta il NUOVO che AVANZA, diverso dagli altri della sua famiglia (rosso di pelo), pronto a rischiare per arricchirsi. Non è un caso che sarà l’unico dei Peruzzi a fare soldi. È il primo a mettere da parte le ideologie politiche e a gettarsi anima e corpo nel nuovo tempo. E l’Italia a poco a poco si rialza, diventa una società industrializzata, scopre il boom economico e la città di Littoria, ormai diventata Latina, tende a dimenticare il suo passato. Anno dopo anno cresce sempre di più. Rispetto al primo libro, le gesta della famiglia Peruzzi si perdono anch’esse in questo cambiamento di WELTASHAUNG. Ma non mancano pagine emozionanti, drammatiche, commoventi e divertenti, il tutto condito da quella superstizione popolare che riporta il fantasma del Duce e della Petacchi sulle strade della nuova Latina, o che spinge Diomede ad affidarsi ai consigli del fantasma dell’amico tedesco.
E ancora una volta Pennacchi, attraverso il suo racconto, ci regala uno spaccato di quello che eravamo, spingendoci, anche con il sorriso sulle labbra, a riflettere su noi stessi e ad accettare la nostra storia, senza per forza REVISIONARLA.
Peccato, infine, per 2-3 errori, abbastanza gravi, nella sequenza temporale rispetto al primo libro, come per esempio la morte dei nonni Peruzzi (nel 1952 nel primo libro, mentre a cavallo fra il 1949 e 1950 nel secondo) oppure la nascita di Emancipazione, dopo il 1904, che non rispecchia ciò che è stato affermato nel primo libro. Errori che non possono di certo essere scusati con la tradizione del racconto orale dei FILO’. Peccato davvero. Errori banali che possono screditare un seguito interessante, che conferma la qualità e la tecnica narrativa del primo libro, il quale per forza, per inventiva e per originalità, resta un capolavoro assoluto della letteratura moderna non solo italiana, ma internazionale.
13 persone l'hanno trovato utile
Segnala
Recensito in Italia il 16 agosto 2023
Conosco la zona e gli abitanti e mi sono ritrovato nei racconti
Recensito in Italia il 14 maggio 2023
Avvincente descrizione di un periodo storico
Recensito in Italia il 18 settembre 2023
Bravissimo Pennacchi! Grande perdita
Recensito in Italia il 19 dicembre 2016
1)Ho dato questa valutazione perché pensavo di trovare un libro "leggero", senza giudizi storici fatti da uno scrittore che storico non è. Il periodo dall'armistizio alla fine della guerra non può essere descritto superficialmente spaziando dalla Corsica a Brindisi. La chiave "resistenziale" data da Pennacchi non fa certo onore al suo romanzo (anche se certamente farà vendere di più); troppo sangue giovane è stato versato con eroismo da tanti e soprattutto da quelli che combattevano con segni di riconoscimento (divisa e gladio) perché venga messo in evidenza solo " l'eroismo" di coloro che non portavano la fascia "PER L'ONORE D'ITALIA e nemmeno portavano una divisa e troppo spesso venivano colpiti alle spalle. In troppe situazioni vengono ignorate le risultanze dei processi contro chi si é reso colpevole di sanguinosi crimini anche se poi il governo Renzi, tramite la Pinotti ha concesso a uno di loro la medaglia d'oro. (Vedi la strage di Schio e la medaglia d'oro al partigiano Bortoloso in arte "Teppa")
2)La prima parte (circa 90 pagine) è scritta in modo piacevole e anche spiritoso. Per questa ragione ho dato le due stelle.Quello che non mi è piaciuto mi sembra di averlo già scritto e
3) Non so ma credo proprio di no.Forse merita per la parte finale una stella.
Recensito in Italia il 31 luglio 2023
Premetto di avere amato il primo volume e di apprezzare Pennacchi come narratore. Purtroppo il volume 2 in oggetto non è all'altezza del peimo Canale Mussolini. Il principale difetto è lo squilibrio fra parte narrativa e parte "storica", a svantaggio della prima, che rende la lettura noiosa oltre a dare l'impressione che le ulteriori vicende della famiglia Peruzzi siano un pretesto per parlare di altro.

Le recensioni migliori da altri paesi

Traduci tutte le recensioni in Italiano
BIAGIO
5,0 su 5 stelle Mácabro, mas foi o que aconteceu, Pennacchi não viveu esses tempos, mas os retratou bem.
Recensito in Brasile il 1 ottobre 2021
Conta algo que aconteceu e que não podemos esquecer.
Immagine cliente
BIAGIO
5,0 su 5 stelle Mácabro, mas foi o que aconteceu, Pennacchi não viveu esses tempos, mas os retratou bem.
Recensito in Brasile il 1 ottobre 2021
Conta algo que aconteceu e que não podemos esquecer.
Immagini presenti nella recensione
Immagine cliente
Immagine cliente
Christian Vanoni
4,0 su 5 stelle Meglio la prima parte del libro
Recensito nel Regno Unito il 17 ottobre 2021
Preferisco la prima parte, la seconda parte è più incentrata sulla storia della resistenza in Italia e si perde un po’ il filo conduttore delle avventure della famiglia Peruzzi