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Canale Mussolini. Parte seconda Copertina flessibile – 19 aprile 2018
C'è una nuova edizione di questo articolo:
- Lunghezza stampa434 pagine
- LinguaItaliano
- EditoreMondadori
- Data di pubblicazione19 aprile 2018
- Dimensioni21.6 x 2.3 x 14 cm
- ISBN-108804689889
- ISBN-13978-8804689881
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Il fasciocomunista. Vita scriteriata di Accio Benassi. Con SegnalibroAntonio PennacchiCopertina flessibile
Dettagli prodotto
- Editore : Mondadori (19 aprile 2018)
- Lingua : Italiano
- Copertina flessibile : 434 pagine
- ISBN-10 : 8804689889
- ISBN-13 : 978-8804689881
- Peso articolo : 370 g
- Dimensioni : 21.6 x 2.3 x 14 cm
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Dopo averci lasciato, nel primo libro, con la famiglia Peruzzi che tornava alla vita, riscendendo da quei monti che svettano sull’agro pontino e che han loro dato rifugio nei giorni dello sbarco di Anzio, Pennacchi racconta, sempre con il suo spirito popolare che oscilla tra goliardia e serietà, la guerra di liberazione con il sangue versato, dall’una e dall’altra parte, sempre dagli stessi italiani, fratelli che si ritrovano in lotta fra loro a causa di un ideale, quello fascista, ormai sconfitto dalla storia e da sé stesso, che tenta l’ultimo improbabile e ingiustificabile colpo di coda attraverso il “governo fantoccio” della RSI.
Così che, anche la nuova generazione dei Peruzzi, si ritrova a combattere su fronti differenti, divisa fra PARTIGIANI ( Statilio, nella divisione “Cremona” ) e REPUBBLICHINI ( il fratello Paride, nella divisione “Tagliamento”). Fra questi, c’è chi tenta di divincolarsi da questa morsa fratricida e comincia a progettare il futuro, fatto di ricostruzione e di speranza. È Diomede, figlio della Modigliana. Per sfuggire alla RSI, si offre alla Todt, impresa bellica tedesca che ha il compito di costruire strade e rifugi per i soldati. Lì, stringe un’amicizia fraterna con un ufficiale tedesco di nome Eberhand, rosso di capelli come lui. Ma le ostilità aperte dallo sbarco di Anzio portano alla morte dell’amico e Diomede fugge di nuovo a casa. A pochi giorni da quel fatto, sfruttando una botta di fortuna (il caveau della Banca d’Italia di Littoria fatto saltare dai tedeschi in fuga quel 25 maggio del 1944, giorno della liberazione di Littoria) e la sua intraprendenza, comincia la sua ascesa nel mondo imprenditoriale italiano, sino a prestare soldi persino all’avvocato Agnelli, colto da un momento di crisi.
La guerra e poi la morte dei nonni Peruzzi porta alla fine di quella società prevalentemente agricola e patriarcale conosciuta nel primo libro. Gli stessi Peruzzi sembrano ormai disuniti. Diomede rappresenta il NUOVO che AVANZA, diverso dagli altri della sua famiglia (rosso di pelo), pronto a rischiare per arricchirsi. Non è un caso che sarà l’unico dei Peruzzi a fare soldi. È il primo a mettere da parte le ideologie politiche e a gettarsi anima e corpo nel nuovo tempo. E l’Italia a poco a poco si rialza, diventa una società industrializzata, scopre il boom economico e la città di Littoria, ormai diventata Latina, tende a dimenticare il suo passato. Anno dopo anno cresce sempre di più. Rispetto al primo libro, le gesta della famiglia Peruzzi si perdono anch’esse in questo cambiamento di WELTASHAUNG. Ma non mancano pagine emozionanti, drammatiche, commoventi e divertenti, il tutto condito da quella superstizione popolare che riporta il fantasma del Duce e della Petacchi sulle strade della nuova Latina, o che spinge Diomede ad affidarsi ai consigli del fantasma dell’amico tedesco.
E ancora una volta Pennacchi, attraverso il suo racconto, ci regala uno spaccato di quello che eravamo, spingendoci, anche con il sorriso sulle labbra, a riflettere su noi stessi e ad accettare la nostra storia, senza per forza REVISIONARLA.
Peccato, infine, per 2-3 errori, abbastanza gravi, nella sequenza temporale rispetto al primo libro, come per esempio la morte dei nonni Peruzzi (nel 1952 nel primo libro, mentre a cavallo fra il 1949 e 1950 nel secondo) oppure la nascita di Emancipazione, dopo il 1904, che non rispecchia ciò che è stato affermato nel primo libro. Errori che non possono di certo essere scusati con la tradizione del racconto orale dei FILO’. Peccato davvero. Errori banali che possono screditare un seguito interessante, che conferma la qualità e la tecnica narrativa del primo libro, il quale per forza, per inventiva e per originalità, resta un capolavoro assoluto della letteratura moderna non solo italiana, ma internazionale.
2)La prima parte (circa 90 pagine) è scritta in modo piacevole e anche spiritoso. Per questa ragione ho dato le due stelle.Quello che non mi è piaciuto mi sembra di averlo già scritto e
3) Non so ma credo proprio di no.Forse merita per la parte finale una stella.
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Recensito in Brasile il 1 ottobre 2021



