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Chiudete internet: Una modesta proposta Formato Kindle

4,1 4,1 su 5 stelle 26 voti

La rivoluzione digitale ha cambiato la nostra quotidianità, ha ridisegnato radicalmente il mondo che abitiamo, offrendo possibilità inaudite di sviluppo, di conoscenza e di divertimento. Allo stesso tempo, però, la promessa di nuova libertà si è rivelata campo di battaglia per altri monopoli, terreno fertile per interessi opachi, conflitti e forme crescenti di controllo e dispotismo.Osservatore entusiasta dei fenomeni della rivoluzione digitale riguardo all’avanzamento della libertà, alla riduzione della povertà globale e alla costruzione del mito dell’incontenibile progresso economico e tecnologico di questi anni, Christian Rocca lancia un duro j’accuse contro la società che vuole fare a meno della competenza e dell’esperienza. A minacciare seriamente il mondo contemporaneo è l’idea che i social network siano strumenti neutri e quindi non responsabili delle informazioni che veicolano. In un pamphlet che è allo stesso tempo sfida ambiziosa e proposta provocatoria per rivendicare i nostri diritti di cittadini digitali, l’autore definisce la necessità e analizza i vari modi possibili di regolamentare le grandi piattaforme digitali. Altrimenti non ci saranno rimedi da opporre alla fine del mondo come lo conosciamo

Iniziative "18app" e "Carta del Docente"
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Dettagli prodotto

  • ASIN ‏ : ‎ B07PFW4SM4
  • Editore ‏ : ‎ Marsilio (21 marzo 2019)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Dimensioni file ‏ : ‎ 677 KB
  • Da testo a voce ‏ : ‎ Abilitato
  • Screen Reader ‏ : ‎ Supportato
  • Miglioramenti tipografici ‏ : ‎ Abilitato
  • Word Wise ‏ : ‎ Non abilitato
  • Memo ‏ : ‎ Su Kindle Scribe
  • Lunghezza stampa ‏ : ‎ 75 pagine
  • Recensioni dei clienti:
    4,1 4,1 su 5 stelle 26 voti

Informazioni sull'autore

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Christian Rocca
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Recensioni clienti

4,1 su 5 stelle
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26 valutazioni globali

Recensioni migliori da Italia

Recensito in Italia il 1 giugno 2020
Chiudete internet, ma prima dopo leggere il libro capire il perché.
Recensito in Italia il 12 agosto 2019
Importanti riflessioni sui cambiamenti apportati dall’arrivo di Internet.
Una persona l'ha trovato utile
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Recensito in Italia il 26 agosto 2019
Ho sempre apprezzato gli scritti di Christian Rocca. Stavolta, lo confesso, sono rimasto piuttosto deluso. Mi spiego meglio. Ci troviamo di fronte ad un saggio di un centinaio di pagine (non lasciatevi fuorviare dal numero errato di pagine indicato nel sito) venduto ad un prezzo esorbitante. Il tema trattato è assai interessante ed attuale, ma, nonostante le buone intenzioni dell'autore ed un'ottima premessa che prepara il lettore ad una trattazione organica e sufficientemente approfondita di temi indubbiamente complessi, il saggio delude sul più bello quando, invece che delle problematiche poste dalla rete libera e dallo strapotere dei social media, l'obbiettivo principale della trattazione sembra diventare il denigrare ed il deridere (spesso a ragione, sua chiaro) l'avversario politico di casa nostra e non soltanto.
Mi aspettavo molto di più.
Mi sento proprio di sconsigliarne l'acquisto, soprattutto a prezzo pieno.
5 persone l'hanno trovato utile
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Recensito in Italia il 23 marzo 2020
Per mia completezza ho deciso di leggere questo pamphlet, per vedere il punto di vista "giornalistico" su Internet - non me ne vogliano i miei amici giornalisti che apprezzo e con cui regolarmente discuto. Purtroppo il risultato è stato quello che mi aspettavo. Come prima cosa ho scritto pamphlet, e non instant book che probabilmente era quanto immaginato da autore ed editore, per una ragione molto semplice: non ci sono note e riferimenti. Detto in altro modo, bisogna prendere per vero quanto scrive Rocca e accettare la sua <i>auctoritas</i> (nel senso di autorevolezza più che di autorità). Occhei, il testo è strutturato nel modo che giornalisticamente si chiama panino: si inizia parlando di quanto è diventata brutta Internet e come gli OTT rubino i soldi a chi procaccia e raccoglie le notizie, c'è una sezione centrale nella quale si mostra come la politica mondiale sia stata rovinata dalla disintermediazione, e si termina riprendendo la giaculatoria iniziale. Io non entro nel merito della parte centrale, per l'ottima ragione che non ne so abbastanza. Sul resto però un po' di informazioni ce le ho, e mi sono messo le mani nei capelli. Badate: io ritengo che la disintermediazione sia una iattura, quindi in teoria dovrei essere sulla stessa linea di Rocca: ma quando leggo che il caso Roth su Wikipedia nacque perché lo scrittore non è la persona che ne sa di più su quello che vuole dire, l'unica cosa che posso aggiungere è che se le intermediazioni sono queste allora tanto vale farne a meno. D'altra parte, mettere nello stesso calderone i ricavi di Facebook, che è fatto in modo da trattenerti il più possibile nel suo giardinetto, e il numero di pagine visualizzate da Wikipedia, che funziona tanto meglio quanto più il lettore è invitato a seguire le fonti esterne, significa che nonostante le continue assicurazioni di non essere un neoluddista Rocca è perlomeno uno che fa di tutta l'erba un fascio. Vabbè, tanto tra qualche mese tutti si saranno dimenticati del libro, anche se poi ci sarà qualche altro esponente dell'intellighentija mediatica che riprenderà lo stesso grido di dolore: mentre scrivevo questa recensione Ricolfi lo aveva appena fatto.
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