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Come d'aria Copertina flessibile – 13 gennaio 2023
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Ada è la madre, che sulla soglia dei cinquant’anni scopre di essersi ammalata. Questa scoperta diventa occasione per lei di rivolgersi direttamente alla figlia e raccontare la loro storia.
Tutto passa attraverso i corpi di Ada e Daria: fatiche quotidiane, rabbia, segreti, ma anche gioie inaspettate e momenti di infinita tenerezza.
Le parole attraversano il tempo, in un costante intreccio tra passato e presente.
Un racconto di straordinaria forza e verità, in cui ogni istante vissuto è offerto al lettore come un dono.
* «Un libro magico… una gigantesca storia d'amore che sceglie di non fare mai i conti, addizioni e sottrazioni, quanto bene e quanto dolore. Ma non dimentica» Elena Stancanelli - La Stampa
* «Una storia d’amore luminosa e ingiusta come tutte le storie d’amore, ma di più. Leggere, leggere, leggere» Chiara Gamberale
* «Un libro toccante, straziante e pieno di vita. Leggerlo è come un attraversamento» Lisa Ginzburg
* «In questo libro c’è il dolore ma il dolore è vita… bisogna leggerlo, non si può sfuggire» Tiziana Panella, Tagadà, La7
* “Colpisce dritto al cuore!” Nadeesha Uyangoda, Internazionale
* “Un libro magnifico. Un meraviglioso dialogo tra madre e figlia… E’ di tutti, una storia così, è un dono: si dice grazie, in questi casi, e si sorride” Conchita de Gregorio, la Repubblica
- Lunghezza stampa144 pagine
- LinguaItaliano
- EditoreElliot
- Data di pubblicazione13 gennaio 2023
- Dimensioni21.2 x 1.1 x 14.1 cm
- ISBN-108892762451
- ISBN-13978-8892762459
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Dettagli prodotto
- Editore : Elliot (13 gennaio 2023)
- Lingua : Italiano
- Copertina flessibile : 144 pagine
- ISBN-10 : 8892762451
- ISBN-13 : 978-8892762459
- Peso articolo : 170 g
- Dimensioni : 21.2 x 1.1 x 14.1 cm
- Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 600 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)
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Ho scritto una recensione su due romanzi che trattano di argomenti molto simili.
Usciti entrambi quest’anno i due romanzi non sono accomunati solo dal titolo, ma anche dall’argomento: il rapporto tra un genitore e un figlio gravemente disabile. Si leggono entrambi tutti di un fiato, sono la testimonianza di come la letteratura, se è vera letteratura, possa raccontare anche l’indicibile con leggerezza e, allo stesso tempo, profondità.
Più romanzesco e apparentemente meno drammatico il primo, "Fame d’aria", raccontato da un narratore esterno: la vecchia Golf di Pietro Borzacchi l (250000 km) lo abbandona di venerdì pomeriggio in uno sperduto paesino del beneventano, Sant’ Agata del Sannio. Il vecchio meccanico che lo ha soccorso gli promette di sostituire la vecchia frizione dell’auto con una usata ma ancora funzionante. Ma ci vuole qualche giorno. Pietro e il figlio Jacopo, un ragazzo gravemente autistico, dovranno soggiornare nell’unica vecchia pensione del paese, che fa anche da ristorante. Dove è veramente diretto Pietro lo si scoprirà solo alla fine del libro, ma la sospensione del viaggio serve a Mencarelli per raccontare il rapporto tra Pietro e Jacopo, <slanciato e bello, di una bellezza che può ingannare per qualche istante, poi, anche mentre cammina, non si puà notare il leggero dondolamento, … le dita della mano sinistra che non smettono mai di passare e ripassare sulla coscia>. E’ una specie di “<firma della malattia>. Jacopo è un autistico a basso funzionamento <non parla, non sa fare nulla, si piscia e caca addosso>.
Proprio in quella piccola pensione di un paesino ormai quasi disabitato ci sarà una svolta nella vita di Pietro, ormai senza speranza, oppresso dalla malattia del figlio e dalla povertà . <I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione>.
Una vera autobiografia è invece il secondo, "Come d’aria": <questo libro è la storia , vera , mia e di Daria>, scrive Ada D’Adamo nella premessa. Ada D’Adamo è morta il primo aprile del 2023, a 55 anni, di cancro. Danzatrice e studiosa della danza e del teatro del Novecento, e anche scrittrice. "Come d’aria" è il suo primo romanzo, o come lo definiva lei, un memoir. E’ il racconto del suo rapporto con la figlia Daria, affetta da una gravissima malattia neurologica, oloprosencefalia semilobare, che la rende tetraplegica, incapace di parlare, quasi cieca, con un gravissimo ritardo mentale.
Il dramma di Daria si intreccia con quello di Ada, che si ammala di tumore al seno, diffuso poi in tutto il corpo nonostante le terapie, e la sofferenza è tanto più intensa per la consapevolezza che <quando hai un figlio disabile cammini al posto suo, vedi al posto suo, prendi l’ascensore perché lui non può fare le scale, guidi la macchina perché lui non può salire sull’autobus. Diventi le sue mani e i suoi occhi, le sue gambe e la sua bocca. Ti sostituisci al suo cervello>.
La malattia di Ada toglie così a Daria per la seconda volta tutto quello che noi, troppo spesso, diamo per scontato. Nel romanzo Ada si rivolge alla figlia, che quel libro non potrà mai leggerlo. E’ il racconto di una vita, fatta non solo di dolore , ma anche di interessi profondi, di rapporti familiari e amicali intensi. Anche di momenti di felicità, per esempio quando incontra, nel mondo della riabilitazione <persone che non perdono tempo a rimpiangere quel che ti manca ma sfruttano il poco che hai. E quel poco diventa tanto. Brevi attimi di felicità fioriscono tra le pieghe dei giorni. Durano un istante, ma è grazie a questi istanti che si può andare avanti>.
I due romanzi non sono accomunati solo dal tema, ma anche dalla sobria raffinatezza dello stile e dalla capacità di far condividere ai lettori ciò che si prova in una situazione estrema, tra le più terribili che un essere umano possa incontrare, raccontandolo senza retorica. E questa è, indubbiamente, una delle funzioni più alte della letteratura.
Non basta la nascita di una figlia con una malattia invalidante, anche il cancro alla persona che se ne prende cura, alla madre, la scrittrice.
Il coraggio di questa donna, i suoi pensieri e i sentimenti più profondi
sono perle da custodire con rispetto.
Leggerlo non è semplice, ma credo sia un dovere morale farlo, per capire quanto siamo fortunati.
Una testimonianza della solitudine di quelle famiglie che hanno un disabile a cui prestare cure, senza sosta, nonostante la stanchezza, la mancanza di soldi, il cancro.
Dal punto di vista strettamente letterario non è però un'opera adatta ad un concorso come il premio Strega.
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Questo, per il contenuto. Relativamente al premio Strega sono più perplesso, perchè, pur essendo ben scritto, vorrei quasi dire scritto correttamente, questo libro mi sembra più un rapporto che un testo letterario. Forse mi sbaglio, ma credo che un premio (non sempre) prestigioso come lo Strega debba premiare la particolare originalità dell'argomento, la particolare qualità dello stile, e aprire spazi là dove non ci eravamo ancora avventurati. Conclusione : consiglio caldamente il testo della D'Adamo, che fa capire a fondo cosa significa la disabilità di un figlio e le ripercussioni a livello familiare, ma penso che si tratti piuttosto di un rapporto ben scritto e non di un testo letterario.

















