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Elogio del politeismo: Quello che possiamo imparare oggi dalle religioni antiche (Intersezioni) di [Bettini, Maurizio]
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Elogio del politeismo: Quello che possiamo imparare oggi dalle religioni antiche (Intersezioni) Formato Kindle

4.4 su 5 stelle 18 recensioni clienti

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Lunghezza: 155 pagine Miglioramenti tipografici: Abilitato Scorri Pagina: Abilitato

Descrizione prodotto

Sinossi

"Se si parte dal principio che gli dèi sono molti viene meno il motivo per affermare che quelli degli altri sono falsi dèi o demoni… All’interno delle nostre società, l’adozione di alcuni quadri mentali propri del politeismo ridurrebbe senz’altro il tasso di conflittualità fra le diverse religioni monoteistiche e le loro interne suddivisioni"

Duemila anni di monoteismo ci hanno abituato a ritenere che Dio non possa essere se non unico, esclusivo, vero. Al contrario, il politeismo antico prevedeva la possibilità di far corrispondere fra loro dèi e dèe appartenenti a culture diverse (la greca Artemis alla romana Diana, l’egizia Isis alla greca Athena), ovvero di accogliere nel proprio pantheon divinità straniere. Questa disposizione all’apertura ha fatto sì che il mondo antico non abbia conosciuto quella violenza a carattere religioso che invece ha insanguinato, e spesso ancora insanguina, le culture monoteiste. È possibile attingere oggi alle risorse del politeismo per rendere più agevoli e sereni i rapporti fra le varie religioni?

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 514 KB
  • Lunghezza stampa: 155
  • Editore: Società editrice il Mulino (3 aprile 2014)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B00JHJA3A2
  • Word Wise: Non abilitato
  • Screen Reader: Supportato
  • Miglioramenti tipografici: Abilitato
  • Media recensioni: 4.4 su 5 stelle 18 recensioni clienti
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Principali recensioni dei clienti

Di MasFerrario RECENSORE TOP 500 il 23 giugno 2015
Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Un'analisi fine e documentata, mai noiosa ma sempre fluida, coinvolgente e stuzzicante, di cosa siano state le religioni antiche, in particolare quelle dei greci e dei romani, anche in rapporto ai tre monoteismi di cui il cristianesimo fa parte, insieme con islamismo e ebraismo.
Si ha conferma della flessibilità di questi culti 'plurali', della loro facile disponibilità ad accogliere nuove divinità dai popoli vinti, del rispetto per gli dei sconosciuti, della loro capacità di interpretare il divino in modo duttile, curioso, aperto. E si impara che anche i termini usati per definire queste religioni (politeismo, idolatria, idoli, paganesimo) sono prodotti 'nostri, figli della nostra troppo sicura, e quindi violenta, visione del mondo: prodotti autoreferenziali, segnati dalla autocentratura dogmatica che ci abita.
Un libro che sarebbe bene disturbasse le nostre sicurezze. E ha tutto per riuscirci: approccio piano, supporti documentali, esposizione chiara, scorrevole, convincente. Ma, come sappiamo, anche il tutto non basta, se siamo 'noi' a non essere pronti a farci disturbare e invece restiamo orgogliosamente convinti di avere sempre la Verità in tasca (con la maiuscola), quando addirittura non crediamo di dover brandire e imporre il nostro Dio, con le armi e con le insegne addirittura della croce, al mondo intero.
Il titolo è azzeccato: si può restare monoteisti, ma non si può, a mio parere, non condividere l'elogio di queste 'altre' modalità di vivere il sacro: più 'quiete' e rilassate, in armonia con gli altri e la natura; oggi diremmo più 'ecologiche' e meno impregnate di quella 'hybris' che rende l'uomo monoteista, quasi necessariamente, un fondamentalista e un integralista.
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Di AlbertoG il 10 novembre 2015
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Eh sì, verrebbe proprio da dire così.
Primo perchè a diversità di tanti saggi non è scritto in maniera non "accademica" .
Secondo perchè ribalta il concetto, tradizionalmente trasmesso da anni di catechismo, delle vecchie religioni rappresentate come stupide, intolleranti e sanguinarie.
Da regalare a Natale, per dispetto, ad un parente bigotto.
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Maurizio Bettini, Elogio del politeismo. Quello che possiamo imparare oggi dalle religioni antiche, Bologna, Il Mulino, 2014.

Uno dei saggi più straordinari e - per me - coinvolgenti che abbia letto negli ultimi anni.

Il punto essenziale da cui parte l'autore Maurizio Bettini, che insegna Antropologia del Mondo antico a Siena, è questo: le religioni monoteiste sono esclusive. Il Dio, che si chiama appunto Dio e non ha un nome proprio, non può non essere l'unico, il vero. Connesse alle culture monoteiste sono dunque le convinzioni che la salvezza sia legata a quell'unico, a quel vero, a quell'unico vero Essere soprannaturale. Nell'Esodo, è scritto: "Distruggerete i loro altari, farete a pezzi le loro stele, taglierete i loro pali sacri". Il Dio delle religioni monoteiste è un Dio "geloso".

Al contrario, le religioni politeiste antiche erano inclusive. Greci e romani, combattendo e sconfiggendo popoli stranieri (e pertanto nemici) non si sarebbero mai sognati di combattere contro i loro dei. Per prudenza, per timore di ritorsioni dei cieli avversi, per cultura: al loro pantheon si sarebbero potuti aggiungere anche gli dei del popolo sconfitto, per una protezione in più ricevuta su questa terra. Così ad esempio è stato per i romani rispetto agli dei e alle dee della Grecia, ma lo è stato anche per dei egizi, persiani o di altri popoli.

Proprio per questa tendenza all'inclusione, alla "traduzione degli dei", in epoca classica non si sono combattute guerre di religione. Contro gli altri sì, ma non a causa dei loro dei.
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Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Scritto in maniera chiara e semplice da un grande filologo. Spiega le ragioni ed i motivi della "pericolosità" delle religioni monoteiste, in confronto alle più aperte credenze politeiste, con un confronto stringente e credibile tra le diverse caratteristiche. Un libro che fa riflettere, specialmente in questi tempi, dove il riemergere di pulsioni integraliste tra le diverse etnie prospettano un futuro pieno di tensioni e di incomprensioni.
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Formato: Copertina flessibile
Un libro che dimostra come le religioni monoteistiche siano "aliene" nel panorama religioso del mondo antico, e di come abbiano usato la violenza per imporre la propria visione ESCLUSIVA (questo il concetto chiave del saggio di Bettini) della Verità, presentandola come rivelata dall'unico Dio e quindi perfetta e per l'appunto unica. Nell'ultima parte l'autore si spinge a sognare un ritorno alla pluralità dell'esperienza divina, un'utopia che però è decisamente irrealizzabile.
Il saggio induce alla riflessione riguardo le due grandi religioni monoteistiche precedenti all'Islam, entrambe ben lontane da rappresentare un ideale di pace e fratellanza. Percepite come anomale già nell'antichità, esse hanno fatta piazza pulita delle confessioni loro concorrenti, con una violenza non dissimile da quelle delle moderne corporation che fagocitano le piccole aziende.
Con quest'opera l'autore ha voluto ricordarci che nell'antichità non esistevano guerre di religione, né tantomeno Crociate : le une e le altre sono state inventate dalle religioni monoteistiche, e attraverso duemila e più anni di storia ci hanno condotto al mondo di oggi, quando a scontrarsi sono rimaste solo le grandi fedi nel Dio unico, ciascuna delle quali ritiene di essere la sola depositaria della Sapienza Divina e quindi considera suo proprio e santo dovere cancellare le altre, in quanto "eretiche".
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