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Recensioni clienti

4,8 su 5 stelle
50
4,8 su 5 stelle
Eternal war. Gli eserciti dei santi
Formato: Copertina flessibile|Cambia
Prezzo:12,00 €+ Spedizione gratuita con Amazon Prime


il 29 luglio 2017
Questo è il terzo libro che leggo di Livio Gambarini, che è diventato ormai una certezza.
"Eternal War - L'esercito dei santi" è uno dei romanzi più originali che abbia mai letto.
Invece di maghi, draghi o folletti qui la parte sovrannaturale è rappresentata da Santi, Muse, e soprattutto dagli Spiriti Guida che accompagnano i personaggi e li guidano nei loro pensieri, momenti, emozioni, azioni.
Sottolineo la costante grandissima capacità narrativa di questo scrittore che è in grado di coinvolgere il lettore senza mai annoiare, trasportandolo in un'epoca storica (il Medioevo) con una facilità sconvolgente. Inoltre la caratterizzazione dei personaggi è profonda, senza però essere prolissa o pesante.
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il 15 luglio 2015
Storia, leggenda, magia e tante battaglie, questo e altro in "Eternal War - Gli eserciti dei santi". Con uno stile semplice, diretto, accattivante, l'autore ci porta nel mezzo dello scontro tra Guelfi e Ghibellini, e anche all'interno dello scontro tra le due anime che si consuma all'interno di Guido Cavalcanti. Uno scontro che preoccupa anche Kabal, il suo Ancestrarca, che è un pò il suo spiritello guru che lo aiuta e lo indirizza nelle situazioni/scelte difficili. Così, mentre Guido combatte la sua guerra personale, per riscattare l'onore della famiglia Cavalcanti dopo la battaglia di Montaperti, struggendosi per Bice e scoprendo anche nuovi talenti letterari (con tanti cameo di famosi personaggi storici, come Dante, la "sua" Beatrice, Rustico Filippi, Farinata degli Uberti ecc), anche Kabal combatterà la sua, nel mondo dello Spirito, separato da quello della Materia, anzi sovrapposto. Il ritmo è sempre frenetico, di avventure ce ne sono tante, ma la storia procede spedita, senza perdersi in divagazioni inutili. Non mi dispiacerebbe comunque un seguito, visto che di materiale su cui lavorare ancora ce n'è.
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il 17 giugno 2015
Dopo aver letto ASAP e Le Colpe dei Padri, ho smesso di considerare questo giovane autore una sorpresa e ho cominciato a ritenerlo una certezza. Quando ho scoperto che sarebbe uscito Eternal War, ero impaziente di sapere cosa avrebbe tirato fuori dal cappello questa volta. Così a occhio, mi aspettavo una sorta di American Gods all'italiana, un fantasy di buon livello ma canonico. Bhè, Eternal War di canonico non ha proprio nulla! Avete presente l'historic fantasy? ecco, Livio l'ha preso, l'ha buttato in un frullatore e ne ha tirato fuori qualcosa di incredibile, un autentico page-turner che ti tiene incollato fino all'ultima riga. Non mi capita spesso di dirlo, ma stavolta un autore italiano ha prodotto qualcosa che può veramente competere con la tradizione anglosassone. Way to go, Livio! 5 stars!
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il 20 giugno 2015
Premettendo che non sono un appassionato della Toscana duecentesca (e nemmeno degli Stilnovisti), questo libro mi ha sorpreso, anzitutto per la sua capacità di non annoiare mai, grazie a una serie di eventi sempre nuovi e un rito più che incalzante. Essendo un romanzo breve avrebbe potuto non esserci spazio per delineare appieno tutti i personaggi, eppure l'autore ci riesce, e anche bene; inutile dire che quelli che escono maggiormente sono Guido Cavalcanti e Kabal. Detto questo, la parte migliore è sicuramente la struttura del soprannaturale, estremamente ricco ma senza essere sovrabbondante, weird e simbolico al punto giusto, anche se spero venga ampliato ancora nei romanzi successivi (perché si intuisce che, nonostante esso si prenda metà del romanzo, non si limita certo alle mura di Firenze e Roma). La cosa più divertente in assoluto, comunque, è che è una sorta di Extraordinary Gentlemen medievale, un mood che a mio avviso funziona sempre, se fatto bene e con criterio come in questo caso. ^^
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il 5 giugno 2015
5 stelle piene.
L'ho letto in anteprima grazie all'editore e devo dire che questo romanzo ha tutto, e intendo proprio tutto, quello che deve avere una storia: intrighi, battaglie, drammi individuali, rivalsa, un protagonista larger than life (come dicono i colleghi 'merigani), un tocco di romanticismo, e l'elenco proseguirebbe a lungo.
Inoltre è un concept che non avevo mai visto prima e che mi ha levato di dosso quella fastidiosa sensazione di "già visto" che mi attanaglia sempre.

La storia parla di un giovane Guido Cavalcanti e di Kabal, Penato della sua famiglia (sì, proprio i penati della tradizione romana, ve l'avevo detto che era un concept originale), e di come la Firenze dell'epoca, dilaniata dalle guerre di fazione intestine, provi a raggiungere un equilibrio e una pace duratura. Se ce la farà o meno non ve lo dico perché odio gli spoiler, ma tanto quel che conta non è la destinazione ma il viaggio che ti ci porta, e questo vale molto più del prezzo del biglietto.

Guest star: Dante Alighieri (fantastico), Farinata degli Uberti (che fino ai 10 anni ho pensato fosse una donna, me misero), tale Beatrice/Bice (mai sentita, vero?), e gli spiriti famigliari delle principali casate fiorentine e non.

Quello che mi ha più colpito sono le dinamiche dei due mondi (materiale e spirituale), entrambe strettamente correlate ed entrambe molto verosimili. Non sembra quasi di leggere fantasy, nel senso che ti dimentichi che si sta parlando di spiriti e te lo godi davvero come fosse vero.

Poi, dai, c'è in mezzo anche una tenzone verbale da piegarsi a metà dalle risate.
Buon acquisto e buona lettura!
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il 13 agosto 2017
Gambarini mi ha dato quello che cerco in un fantasy: l'immersione in un mondo originale, ma descritto in maniera così razionale da potermi illudere che tale mondo possa esistere davvero.
Questa è una cosa davvero rara dato che il 99% degli autori fantasy fa almeno una delle due: ambienta il proprio libro in un mondo basato sulla mitologia norrena o/e butta nel racconto della magia senza spiegarne in alcun modo il meccanismo, finendo per fornire senso di meraviglia, ma al contempo costringendo il lettore a pensare al deus ex machina.
Gambarini non appartiene a tale 99% e per questo entra a pieno merito nella mia personale top 3 di autori fantasy.
"Eternal war" è una lettura che consiglio in particolar modo a tutti coloro che sono in crisi d'astinenza da Sanderson. Vi sono, a mio modo di vedere, delle assonanze positivissime:
- Gambarini crea, come detto, un mondo del tutto originale per il fantasy
- Gambarini ha l'idea geniale di fondo, ma non la lascia lì e basta, ossia non descrive semplicemente un mondo uguale al nostro, ma diverso solo per quel dettaglio. No, lui riflette e immagina come il nostro mondo cambierebbe sotto ogni punto di vista se quel dettaglio fosse vero
- Sistema magico spiegato scientificamente, eludendo ogni accusa di deus ex machina
- Magia con limiti ben precisi che la rendono ancora più interessante dato che i personaggi che la usano non sono onnipotenti
- Tutto è stato studiato nel dettaglio nella trama, tutto torna magnificamente nel finale
- Climax finale gestito magistralmente

Per me l'unica pecca è la brevità del libro, in quanto avrei potuto restare immerso in quel mondo molto più a lungo. Spero arrivino presto tanti e corposi seguiti.
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il 3 ottobre 2017
Ho acquistato questo libro direttamente dalle mani dell'autore in occasione di una fiera del fumetto.
Interessata dal genere delle sue opere ho chiesto qualcosa di più fantasy e meno "romanzo storico" e l'autore mi ha subito indirizzato su questo libro, cogliendo a pieno i miei gusti.
Libro scorrevole ed estremamente piacevole alla lettura, ambientazione dettagliata senza essere troppo prolissa. Nel tempo concesso dal numero di pagine si diventa subito fan dei personaggi e mi è sinceramente dispiaciuto lasciarne uno in particolare, Kabal.
Consiglio l'acquisto di questo libro perchè è un buon prodotto, una bella avventura fuori dal fantasy convenzionale e, mi permetto di dirlo, anche a buon prezzo.
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il 5 giugno 2015
Se a scuola mi avessero voluto interessare alla letteratura del 1200/1300 e contemporaneamente alla storia, la figura di Guido Cavalcanti avvrebbe potuto essere sfruttata maggiormente, per esempio come è stata sfruttata in questo romanzo.

Guido era poeta (rimava con Dante e sbeffeggiava Cecco Angiolieri); ma era anche guerriero (combatteva i ghibellini) e accorto politico (sposa la rampolla della casata avversaria).

Troppa grazia, direte voi? L'ha pensato anche l'autore.
La spiegazione, a credergli, sta nelle schiere invisibili degli spiriti, che guidano il protagonista e tutti gli esseri, viventi o meno.
C'è un mondo invisibile, ma percettibile, che combatte al di sopra degli uomini.

Guido riuscirà a non essere solo una marionetta nelle mani degli spiriti in lotta tra di loro?
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il 16 maggio 2017
Ho acquistato il romanzo cartaceo all'adunata di Feudalesimo e Libertà del 14 maggio. L'ho preso più per aiutare un autore italiano che per vera curiosità, essendo che, dopo aver letto qualsiasi cosa si avvicinasse al fantasy e aver un po' esaurito l'interesse, trovando perlopiù roba trita e ritrita, mi sono allontanata dal genere..
Ho divorato questo romanzo, affascinata dal mix storico/fantastico e dall'originalità della sua ambientazione, supportata da una scrittura scorrevole, piacevole ed accurata. Davvero complimenti Livio!
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il 5 giugno 2015
Ho Letto il romanzo in anteprima e se siete lettori e vi piace il fantasy, sono sicuro che vi piacerà.
è un romanzo intelligente, unione tra storia reale e fantastico, più vicino al Folklore italiano che ai soliti archetipi Tolkeniani. (il concept prende ispirazione dagli antichi spiriti Penati dei romani).
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