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il 15 luglio 2015
Storia, leggenda, magia e tante battaglie, questo e altro in "Eternal War - Gli eserciti dei santi". Con uno stile semplice, diretto, accattivante, l'autore ci porta nel mezzo dello scontro tra Guelfi e Ghibellini, e anche all'interno dello scontro tra le due anime che si consuma all'interno di Guido Cavalcanti. Uno scontro che preoccupa anche Kabal, il suo Ancestrarca, che è un pò il suo spiritello guru che lo aiuta e lo indirizza nelle situazioni/scelte difficili. Così, mentre Guido combatte la sua guerra personale, per riscattare l'onore della famiglia Cavalcanti dopo la battaglia di Montaperti, struggendosi per Bice e scoprendo anche nuovi talenti letterari (con tanti cameo di famosi personaggi storici, come Dante, la "sua" Beatrice, Rustico Filippi, Farinata degli Uberti ecc), anche Kabal combatterà la sua, nel mondo dello Spirito, separato da quello della Materia, anzi sovrapposto. Il ritmo è sempre frenetico, di avventure ce ne sono tante, ma la storia procede spedita, senza perdersi in divagazioni inutili. Non mi dispiacerebbe comunque un seguito, visto che di materiale su cui lavorare ancora ce n'è.
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il 17 giugno 2015
Dopo aver letto ASAP e Le Colpe dei Padri, ho smesso di considerare questo giovane autore una sorpresa e ho cominciato a ritenerlo una certezza. Quando ho scoperto che sarebbe uscito Eternal War, ero impaziente di sapere cosa avrebbe tirato fuori dal cappello questa volta. Così a occhio, mi aspettavo una sorta di American Gods all'italiana, un fantasy di buon livello ma canonico. Bhè, Eternal War di canonico non ha proprio nulla! Avete presente l'historic fantasy? ecco, Livio l'ha preso, l'ha buttato in un frullatore e ne ha tirato fuori qualcosa di incredibile, un autentico page-turner che ti tiene incollato fino all'ultima riga. Non mi capita spesso di dirlo, ma stavolta un autore italiano ha prodotto qualcosa che può veramente competere con la tradizione anglosassone. Way to go, Livio! 5 stars!
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il 5 giugno 2015
5 stelle piene.
L'ho letto in anteprima grazie all'editore e devo dire che questo romanzo ha tutto, e intendo proprio tutto, quello che deve avere una storia: intrighi, battaglie, drammi individuali, rivalsa, un protagonista larger than life (come dicono i colleghi 'merigani), un tocco di romanticismo, e l'elenco proseguirebbe a lungo.
Inoltre è un concept che non avevo mai visto prima e che mi ha levato di dosso quella fastidiosa sensazione di "già visto" che mi attanaglia sempre.

La storia parla di un giovane Guido Cavalcanti e di Kabal, Penato della sua famiglia (sì, proprio i penati della tradizione romana, ve l'avevo detto che era un concept originale), e di come la Firenze dell'epoca, dilaniata dalle guerre di fazione intestine, provi a raggiungere un equilibrio e una pace duratura. Se ce la farà o meno non ve lo dico perché odio gli spoiler, ma tanto quel che conta non è la destinazione ma il viaggio che ti ci porta, e questo vale molto più del prezzo del biglietto.

Guest star: Dante Alighieri (fantastico), Farinata degli Uberti (che fino ai 10 anni ho pensato fosse una donna, me misero), tale Beatrice/Bice (mai sentita, vero?), e gli spiriti famigliari delle principali casate fiorentine e non.

Quello che mi ha più colpito sono le dinamiche dei due mondi (materiale e spirituale), entrambe strettamente correlate ed entrambe molto verosimili. Non sembra quasi di leggere fantasy, nel senso che ti dimentichi che si sta parlando di spiriti e te lo godi davvero come fosse vero.

Poi, dai, c'è in mezzo anche una tenzone verbale da piegarsi a metà dalle risate.
Buon acquisto e buona lettura!
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il 5 giugno 2015
Se a scuola mi avessero voluto interessare alla letteratura del 1200/1300 e contemporaneamente alla storia, la figura di Guido Cavalcanti avvrebbe potuto essere sfruttata maggiormente, per esempio come è stata sfruttata in questo romanzo.

Guido era poeta (rimava con Dante e sbeffeggiava Cecco Angiolieri); ma era anche guerriero (combatteva i ghibellini) e accorto politico (sposa la rampolla della casata avversaria).

Troppa grazia, direte voi? L'ha pensato anche l'autore.
La spiegazione, a credergli, sta nelle schiere invisibili degli spiriti, che guidano il protagonista e tutti gli esseri, viventi o meno.
C'è un mondo invisibile, ma percettibile, che combatte al di sopra degli uomini.

Guido riuscirà a non essere solo una marionetta nelle mani degli spiriti in lotta tra di loro?
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il 16 maggio 2017
Ho acquistato il romanzo cartaceo all'adunata di Feudalesimo e Libertà del 14 maggio. L'ho preso più per aiutare un autore italiano che per vera curiosità, essendo che, dopo aver letto qualsiasi cosa si avvicinasse al fantasy e aver un po' esaurito l'interesse, trovando perlopiù roba trita e ritrita, mi sono allontanata dal genere..
Ho divorato questo romanzo, affascinata dal mix storico/fantastico e dall'originalità della sua ambientazione, supportata da una scrittura scorrevole, piacevole ed accurata. Davvero complimenti Livio!
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il 5 giugno 2015
Ho Letto il romanzo in anteprima e se siete lettori e vi piace il fantasy, sono sicuro che vi piacerà.
è un romanzo intelligente, unione tra storia reale e fantastico, più vicino al Folklore italiano che ai soliti archetipi Tolkeniani. (il concept prende ispirazione dagli antichi spiriti Penati dei romani).
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il 5 giugno 2015
Ho avuto la fortuna di leggere questo romanzo in anteprima e non posso far altro che consigliarlo. I due mondi che qui incontriamo, quello storico e quello fantasy, si intrecciano dalla prima all'ultima pagina in perfetto equilibrio, senza mai strafare, dando vita a un libro che si legge in fretta non perché breve, ma perché difficile da lasciare. Il romanzo è ben scritto e sorretto da un ritmo incalzante. Una bella lettura, di intrattenimento ma anche interessante dal punto di vista storico e culturale, che consiglio sinceramente a tutti.
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il 13 settembre 2015
Ho acquistato Eternal War dopo aver letto alcuni racconti brevi dell'autore che mi hanno colpito positivamente e ho ritrovato nel romanzo le stesse caratteristiche e tropi che avevo apprezzato precedentemente nei suoi racconti.
Eternal War si concentra su un periodo storico del nostro paese talmente complesso e articolato da incutere spesso un timore reverenziale nei potenziali lettori, il Tredicesimo secolo.
Se sentir parlare di Firenze, guelfi e ghibellini farà sudare i palmi a molti di coloro che hanno avuto docenti particolarmente severi, Eternal War sarà capace di mettere a proprio agio anche il lettore meno avvezzo alle vicende del passato.
Mescolando sapientemente elementi storici realmente avvenuti, un pizzico di fiction e un secchio bello pieno di fantasia d'alto livello, Livio Gambarini è riuscito a generare un cocktail equilibrato e avvincente che unisce gli interessanti eventi della nostra storia alla "storia fantasma" del mondo dello spirito ove risiedono alcuni tra i più interessanti protagonisti del romanzo.
Proprio grazie alla presenza del mondo spirituale vengono introdotte alcune delle meccaniche più interessanti del racconto, come un sistema magico complesso e originale che riesce a mantenere vivo l'interesse sino all'ultima pagina o la natura stessa degli ancestrarchi, impegnati a gestire i propri protetti come pedine su una scacchiera in un sistema di sacrifici e risorse che sembra quasi strizzare l'occhio a certi elementi gestionali tipici del mondo videoludico.
In definitiva Eternal War si è dimostrato una lettura scorrevole e interessante capace di bilanciare sapientemente le due anime (storica e fantasy) che la compongono, un acquisto consigliato.
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il 24 agosto 2015
Premesso che conosco personalmente l'autore, ma premesso anche che non faccio recensioni di cortesia od amicizia, ritengo che Eternal War: gli Eserciti dei Santi sia da ritenersi un buon prodotto per chi cerca una lettura di intrattenimento fantasy piuttosto leggera ed estremamente scorrevole. I punti di forza sono sicuramente il ritmo incalzante e la suggestiva ambientazione storica. La trama "nello spirito" è sicuramente quella più interessante, anche perché ovviamente libera da qualsivoglia vincolo di storicità, anche se talvolta risente della volontà dell'autore di essere didascalico (ed a tratti un po' pedante) nel voler spiegare al lettore le "regole dell'ambientazione" immaginata, finalità che probabilmente è voluta perché apprezzata da un certo tipo di lettore del genere fantasy. Di contro il racconto "nella materia", seppur afflitto da una trama meno originale, riesce a regalare alcuni passaggi scritti in una prosa molto apprezzabile e superiore a quella media del libro e delle precedenti opere di Gambarini. In definitiva il mio voto è una sufficienza tirata (5 e mezzo): è sicuramente un libro da leggere per gli appassionati o i curiosi del genere fantasy, non sono d'accordo sia il capolavoro celebrato in altre recensioni, ma si vedono in nuce i presupposti per migliorare di molto nei prossimi volumi della prospettata trilogia. In particolare sono rimasto molto colpito dai primi capitoli, ma ho poi avuto l'impressione che la qualità andasse scemando nel prosieguo del libro.
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il 6 giugno 2015
Terza opera dello scrittore, si tratta di un fantasy storico, ricco di intrighi e di riferimenti ad eventi reali.
Ha una scrittura estremamente scorrevole, che vi impedirà di staccarvi facilmente dalla lettura.
E' estremamente interessante vede come l'autore abbia re-interpretato e creato tutto un background molto complesso per la trama.
Un consiglio? Compratelo.
Non ve ne pentirete!
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