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I Viceré di [Roberto, Federico De]
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I Viceré Formato Kindle

4.4 su 5 stelle 22 recensioni clienti

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Lunghezza: 557 pagine Miglioramenti tipografici: Abilitato Scorri Pagina: Abilitato

Descrizione prodotto

Sinossi

I Viceré è il romanzo più celebre di Federico De Roberto che ne iniziò la stesura a Milano nel 1894 raccogliendo materiale sulle vicende del risorgimento meridionale, qui narrate attraverso la storia di una nobile famiglia catanese, quella degli Uzeda di Francalanza, discendente da antichi Viceré spagnoli della Sicilia ai tempi di Carlo V.Con il nome degli Uzeda De Roberto allude in realtà alla principesca casa Paternò, e in particolare alla figura del Marchese Antonino Paternò Castello di Sangiuliano, sindaco di Catania, ambasciatore e ministro degli Esteri, che nel romanzo è identificato con il giovane Consalvo Uzeda.Questa "storia di famiglia" si ispira al principio positivistico e naturalistico della race (l'ereditarietà), con tutte le sue conseguenze. I componenti della famiglia degli Uzeda sono accomunati dalla razza, e dal sangue vecchio e corrotto, anche a causa dei numerosi matrimoni tra consanguinei. Quanto emerge da questa famiglia è una spiccata avidità, una sete di potere, meschinità e odii che i componenti nutrono l'uno per l'altro, alimentando in ciascuno una diversa patologica monomania.Ogni membro della famiglia ha una storia segnata dalla corruzione morale e biologica, che si evidenzia anche nella loro fisionomia e nelle deformità fisiche che verranno illustrate dall'autore nell'episodio di Chiara che, dopo aver partorito un feto mostruoso, lo conserva sotto formalina in un boccione di vetro. Ma I Viceré, oltre a "una storia di famiglia", sono anche una rappresentazione dagli accenti forti e disillusi della storia italiana tra il Risorgimento e l'unificazione. Il romanzo è infatti ambientato negli anni tra il 1850 e il 1882.Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 1510 KB
  • Lunghezza stampa: 557
  • Editore: E-text (19 febbraio 2008)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B005WUIWAI
  • Word Wise: Non abilitato
  • Screen Reader: Supportato
  • Miglioramenti tipografici: Abilitato
  • Media recensioni: 4.4 su 5 stelle 22 recensioni clienti
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: #2.095 a pagamento nel Kindle Store (Visualizza i Top 100 a pagamento nella categoria Kindle Store)
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Principali recensioni dei clienti

Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
E' una lettura impegnativa per le dimensioni, per il linguaggio di fine '800 e infine per il procedere lento degli eventi, soprattutto nella prima metà del romanzo.
Ma è anche una lettura ricca che fotografa con grande efficacia il modo di vivere di una famiglia dell'alta nobiltà siciliana: grande alterigia e arroganza verso tutti quelli di censo due gradini più basso, per non parlar del popolo. Quelli di un solo gradino più basso invece sono indispensabili per sentirsi superiori.
La famiglia si propaga nel tempo sulla linea del primo maschio: l'unico maschio che può sposarsi e che eredita il titolo nobiliare e quasi tutte le proprietà. Questa regola iniqua lascia molti insoddisfatti con cui si innescano tensioni, litigi e partiti in lotta tra loro all'interno della famiglia.
Quasi tutti si occupano di spendere le loro rendite e di litigare tra loro; solo alcuni, non per vocazione, ma come strumento per sopravanzare gli altri, cercano di far fruttare i propri possedimenti. A volte riuscendoci, a volte dissipando.
In generale il lavoro è precisamente quell'attività che dimostra la mancanza di status: oggi diciamo che "nobilita l'uomo", allora era esattamente il contrario. E anche lo studio erasullo stesso piano: studiare è già un passo per poi lavorare. Viceversa l'analfabetismo era quasi la dimostrazione di non aver bisogno di nulla dal mondo esterno, tanto un nobile ne aveva di suo.

Poi arriva in Sicilia Garibaldi, il clero paga un forte scotto, i nobili meno perché rimangono comunque rispettati e venerati dal popolo.
Quando arrivano le elezioni allora cambiano i meccanismi, ma è stupefacente come continuino a non cambiare le persone.
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Formato: Formato Kindle
nella mia antologia del liceo De Roberto, con il suo libro, era relegato in due righe alla fine del capitolo sul verismo, fra gli autori minori.
Al contrario, i Viceré non ha niente da invidiare ai libri di autori più noti (Verga, Zola, Tolstoj...).
I personaggi, la natura umana, le dinamiche sociali sono tratteggiati con finezza ed ironia.
Credo che sia proprio l'occhio critico con il quale l'Autore guarda al potere costituito, sia politico che economico ed ecclesiastico, a collocarlo fuori dei circuiti ufficiali della cultura scolastica.
Ci voleva una fiction televisiva per riportarlo alla luce...
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Un grande romanzo verista da ascrivere senz'altro alla migliore letteratura italiana, al pari del miglior Verga. Personaggi cesellati; ambientazioni superbe; analisi dei caratteri perfette; perfetta resa dello spirito dell'epoca e delle realtà storiche. L'ho letto e riletto anni addietro. Ora, avendo perso il libro in formato stampa, l'ho riacquistato in formato Kindle. Una nota: non è assolutamente noioso, si legge come un romanzo di Wilbur Smith.
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Secondo il prof. Vittorino Andreoli, psichiatra di chiara fama, "L'Italia è un Paese malato di mente".
Federico De Roberto, con I Viceré, ce lo spiega, brutalmente, dal punto di vista storico. Il germe dell'italica follia è tutto in questo straordinario affresco ottocentesco -una saga vera e propria- in cui la capitale, anziché Roma, è Catania, e le dentate scintillanti vette non sono più le Alpi, ma le cime dell'Etna.
Tutto sommato poco importa se la forma repubblicana, oggi, ha sostituito quella monarchica: in ogni manicomio che si rispetti un sedicente Napoleone non manca mai.
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"Al museo dei Benedettini c'era infatti un altro aborto animalesco, un otricciuolo con le zampe, una vescica sconciamente membrificata; ma il parto di Chiara era più orribile. Don Lodovico non rispose; fatta una breve visita alla sorella, andò via. Anche gli altri a poco a poco se ne andarono, lasciando Chiara sola col marito a guardar soddisfatta quel pezzo anatomico, il prodotto più fresco della razza dei Viceré".
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Formato: Formato Kindle
Romanzo storico di Federico De Roberto ambientato a cavallo tra il Risorgimento e l'Unità d'Italia, I Viceré è un mirabile esempio del perché il Verismo non fosse semplicemente quella "cosa pallosa di Giovanni Verga" che ti costringevano a studiare a scuola. Romanzo a tratti spietato che narra, attraverso le vicende di una nobile famiglia catanese, quello che lo stesso autore siciliano descrive come "il decadimento fisico e morale d'una stirpe esausta."

La casata degli Uzeda, principi di Francalanza e discendenti dei Viceré spagnoli, viene descritta in tutte le sue trame, i suoi vizi e le sue ossessioni per tre diverse generazioni, con una folla notevole di personaggi che viene letteralmente "sparata" in prima pagina generando una notevole confusione iniziale e una lettura che parte - almeno per me - lenta e faticosa.

Il fastidio per la cacofonia di fatti e personaggi lascia poi il posto all'interesse della vicenda, che viene narrata in maniera "oggettiva" come vogliono le regole del verismo ma si cura di tratteggiare in modo adeguato psicologie distorte e degeneri - da vera razza decaduta. De Roberto non fa mancare il cinismo e qualche puntura d'ironia feroce qua e là, e in questo I Viceré ha qualche tratto in comune con un altro grande romanzo storico scritto e ambientato in tutt'altre latitudini della vecchia Europa (La fiera della Vanita di Thackeray).

Alla fine, chiusa l'ultima pagina del libro, I Viceré spiega meglio di qualsiasi saggio molti dei motivi per cui l'Italia e la Sicilia sono ancora, a quasi 150 anni di distanza, un autentico calderone di inciviltà, miserie umane, prepotenze della politica autoreferenzione e diritti negati ai fessi che ancora credono a questa mitologica "nazione unita". Una nazione di avvoltoi che professa il bene comune ma continua a farsi rigorosamente i ca**i propri.
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