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L'enigma delle scarpe rosse di [Paric, Manuela]
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L'enigma delle scarpe rosse Formato Kindle

3.9 su 5 stelle 38 recensioni clienti

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Lunghezza: 59 pagine Miglioramenti tipografici: Abilitato Scorri Pagina: Abilitato

Descrizione prodotto

Sinossi

32 mini capitoli da leggere in fretta per un massimo di 3000 battute a capitolo. Un piccolo giallo d'atmosfera, un esperimento. Un racconto nato come prologo autoconclusivo de "L'enigma delle anime perdute".

Una ragazza scompare, nella notte, lasciando sulla porta di casa un paio di scarpe rosse. Tutti credono che si tratti di un gioco tra ragazzi ma non il Signor Mocha. Guidato da un vago senso di inquietudine e aiutato dalla colorata chiromante Teodora segue gli indizi fino ad arrivare a mettere a rischio la sua stessa vita. Per tornare poi, come un eroe antico, alla propria consuetudine: “le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese...”.



Come per Maigret la pipa ed il Pernod, per S. Holmes il violino, così la tazzina di caffè per Mocha è il momento della riflessione e del manifestarsi della creatività e del pensiero divergente. La vita del protagonista è permeata dell'aroma del caffè che, come una calda madeleine, genera ricordi ed emozioni che lo accompagnano nei labirinti della memoria.



Pubblicato per la prima volta nel giugno del 2011 sul giornale Libertà di Piacenza che, per un intero mese, aveva messo a disposizione un piccolo spazio da dedicare al racconto d'appendice. Il racconto “Scarpe rosse” rinnova così l'interesse per il romanzo d'appendice, genere letterario che ebbe il suo massimo successo a cavallo del XIX e XX secolo annoverando opere importanti di Victor Hugo con I miserabili, Eugene Sue con I misteri di Parigi, Dumas padre con I tre moschettieri. Da ricordare nel genere giallo-fantastico Il manoscritto trovato in una bottiglia di E.A.Poe.



"Mi piace definirlo un racconto lungo a capitoli brevi. L’enigma delle scarpe rosse” è un “quasi-giallo” nato per caso. Un piccolo libretto d'appendice germogliato all'interno di un piedino pubblicitario di un quotidiano di provincia. Le possibilità di intervento andavano dalle 1200 alle 3000 battute a capitoletto. E’ stato un esperimento, una sfida...ma l'idea di sviluppare un intreccio avendo così tanti vincoli (anche contenutistici) mi ha allettato…ed eccolo qua. La storia se pur classica trova la sua originalità, oltre che nella sintesi, anche nelle modalità con cui viene trattato il fatto delittuoso: nessuno è in allarme, non vi è traccia di polizia e non è possibile effettuare le indagini in modo canonico. Il protagonista, Jean-Luc Mocha è un uomo qualunque, un curioso in balia delle sue intuizioni e della sua inquietudine. Insegue una sensazione e sono le emozioni che creano la vicenda. Il caffè è un elemento ricorrente all'interno della trama, per il Signor Mocha rappresenta il momento della riflessione, del manifestarsi della creatività e del pensiero divergente. Altri personaggi dalle personalità marcate animano il racconto: una coloratissima chiromante, un avvocato stanco, un clochard folle, dei giovani appassionati e delle donne sole e solitarie. Il racconto seppur autoconclusivo è da considerarsi un prologo ad una serie di altri libri più corposi e strutturati. (Mi sono fatta prendere!) Ritroveremo perciò gli stessi protagonisti all'interno di nuovi misteri. Il prossimo titolo sarà: L’enigma delle anime perdute."



Ed eccolo, il romanzo L'ENIGMA DELLE ANIME PERDUTE. http://www.amazon.it/Lenigma-delle-anime-perdute-Manuela-ebook/dp/B00IEEKO3M







NB: file aggiornato il 25.05.2014

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 3424 KB
  • Lunghezza stampa: 59
  • Utilizzo simultaneo di dispositivi: illimitato
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B00B0PHEVC
  • Word Wise: Non abilitato
  • Screen Reader: Supportato
  • Miglioramenti tipografici: Abilitato
  • Media recensioni: 3.9 su 5 stelle 38 recensioni clienti
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: #55.160 a pagamento nel Kindle Store (Visualizza i Top 100 a pagamento nella categoria Kindle Store)
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Recensioni clienti

Principali recensioni dei clienti

Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Un racconto giallo, lungo e narrato con un susseguirsi di capitoli molto brevi, quasi un album di fotografie da sfogliare; fotografie molto speciali perché mostrano non solo immagini ma anche sensazioni e pensieri dei vari personaggi. Il protagonista, Jean-Luc Mocha, è uno scrittore, amante del caffè; è un osservatore e una persona che riflette molto ed è simpatico: un investigatore dilettante con tutte le carte in regola, insomma.
Quello che più ho apprezzato di questo testo sono lo stile e la scrittura, originali ed evocativi, in grado di creare, partendo dalla realtà quotidiana, atmosfere intriganti e suggestive.
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Come si può definire una storia strutturata in 32 mini-capitoli?
Non lo so! La particolare esigenza narrativa, dovuta a un piccolo spazio messo a disposizione da uno sponsor sul giornale locale per 32 puntate, non toglie nulla alla trama di questo giallo domestico dai toni edulcorati come una puntata qualsiasi della "Signora in Giallo".
La narrazione è continua, molto ben scritta e non lascia perplessità né buchi; se si considera il requisito iniziale, direi che è proprio ben confezionata. Inutile disquisire sulle probabilità che gli assassini e i moventi siano più o meno reali, con ciò intendendo credibili ai lettori: la letteratura, ma soprattutto la cronaca, dimostrano che la realtà è sempre superiore alla più bieca fantasia.
Brava Manuela, complimenti per aver accettato e saputo vincere questa particolare sfida!
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Di questo racconto lungo ho apprezzato l'originalità. L'idea dei mini capitoli se dal principio mi spiazzavano poi invece mi hanno catturato e sedotto (concordo con le recensioni precedenti che li paragonano a dei quadri). Lo trovo un esperimento inconsueto e ben riuscito. Soprattutto se proposto fuori dal circolo editoriale standard (a meno di non dire una stupidaggine non mi pare che ci siano ne editor ne case editrici sotto)
Nonostante la brevità (sulle 65 pag + o -) non lo definirei un racconto da spiaggia, l'autrice ha un linguaggio denso, riesce a condensare in poco spazio un universo di significati e a caratterizzare con fermezza e lucidità personaggi e ambiente...non ci si può distrarre! Anche l'indagine nel suo essere una "non indagine" (per come viene abitualmente intesa nei gialli) ha in se un fascino nuovo. Ultima cosa, poco importante per molti ma importante per me, ho apprezzato i nomi dati ai personaggi. Perciò senza aspettarsi un romanzo o un racconto per come li conosciamo (ne rimarreste delusi) posso certamente consigliare questa lettura.
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Un storia senza grande spessore. Poco coinvolgente, che non lascia il segno. Nulla di particolarmente interessante perché valga la pena di leggere
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Un cucchiaino di Agatha Christie, una scorza di Twin Peaks, una spolveratina di Padania, un aroma persistente di caffè. La ricetta di Manuela Paric è insolita e anche ambiziosa perché il tutto va shakerato negli spazi ristretti di un mini-romanzo d'appendice, pubblicato originariamente a puntate su un giornale di Piacenza. Capitoli brevissimi, quasi dei flash, condizionati dall'esigenza di tenere desta l'attenzione del lettore e incoraggiarlo a leggere il seguito. Il genere è quello del whodunit ("Chi è stato?"), in cui il lettore accompagna il protagonista alla ricerca del colpevole tra una cerchia ristretta di indiziati. L'asso della deduzione è una specie di Miss Marple al maschile, detective dilettante chiamato a muoversi tra personaggi strambi e inquietanti che sembrano avere tutti qualcosa da nascondere, un po' come accadeva nel leggendario serial di David Lynch. Del resto, nemmeno lui obbedisce sistematicamente alla logica: quando l'indagine sembra arenarsi, non disdegna il ricorso al paranormale, abbinato all'immancabile tazza di caffé (che altro potrebbe bere uno che si chiama Mocha?). Mi è piaciuto il modo con cui l'autrice convince il lettore ad accettare un universo governato da leggi diverse da quelle "normali". La scrittura alterna immagini suggestive con inciampi che non si possono attribuire solo alla formula penalizzante dei mini-capitoli: un po' di auto-editing in più non guasterebbe, a mio avviso. E sarebbe interessante vedere il racconto trasformato in un vero romanzo, senza limiti di tempo, di spazio e di fantasia.
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...un piccolo capolavoro. Un gioiellino veloce, saporito e divertente. Che ne hai gustato un inizio, e sei già sparato dentro il contesto. Poco dopo sei a metà, non te ne sei accorto e ne vuoi ancora. Tempo un attimo, l'hai finito e stai maledicendo l'autrice perché non ne ha ancora scritto un altro (ma tutto lascia intendere che lo farà, la storia puzza di serie lontano un miglio). Tutto qua: un lampo. Un lampo di personaggi precisi e a tutto tondo, un lampo di idee, di location e di situazioni (tra tutti, un club del mistero che spero davvero tanto di vedere e approfondire ancora). La scrittura a metà strada tra il Doyle vittoriano (le non indagini di Mocha sono affascinantissime, nella descrizione dei suoi giri perlustrativi) e un più leggero Pennac moderno (le pause caffè con le riflessioni che rappresentano l'intramezzo nell'Italia odierna), è elegante e immediatamente comprensibile. L'autrice, self-publishing per fortuna del lettore, possiede una innata e spiccata dote di sintesi che manca a molti autori moderni. Una sintesi però che non manca di coprire tutto quello che la storia abbisogna.
32 capitoli rapidi e completi, per un romanzo giallo breve che non può non piacere. Vivamente consigliato: un romanzo, un personaggio ed un background fatti per rimanere impressi.
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