The Bad Guy: Nuova stagione - 5 dicembre
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Limbo: L'industria del salvataggio Formato Kindle

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SWERF e TERF. Due sigle inglesi che stanno per “Femministe Radicali che Escludono le Sex Workers” e le persone “Transgenere”.
Molti in Italia conoscono femminist* che queste sigle inquadrano molto bene. Sono per lo più persone che evitano il dialogo con chi non è allineato al loro pensiero, e usano l’insulto e l’infamia contro chi considerano un “avversario”. Paradossalmente, camminiamo fianco a fianco nelle marce, eppure loro vorrebbero etichettare come non femminista tutto ciò che non è swerf e terf. Eppure sono sempre esistiti, i femminismi. Plurali. E questa è sempre stata una ricchezza per il movimento femminista.
Negli ultimi decenni, a livello globale, la seconda onda del femminismo è tramontata per lasciare spazio alla terza onda. Il concetto di intersezionalità è diventato cruciale e imprescindibile nelle lotte femministe. Il concetto di “differenza” basata sul sesso biologico è sempre meno accettato e riconosciuto, perché si presta male alle esigenze intersezionali.
Abbiamo scoperto che il patriarcato eteronormativo non nuoce solo alle donne cisgenere, bianche, benestanti, occidentali.
Altre minoranze hanno lottato per affermare la loro voce, ed è diventato evidente che non si può combattere il patriarcato se non si combattono l’omofobia, il razzismo, la sessuofobia e tutti quei sistemi di oppressione da cui il patriarcato trae forza e consenso.
Abbiamo scoperto che il colonialismo culturale, pur se benintenzionato, non è una risposta alle esigenze di liberazione di tutti. Che solo la lotta a partire da sé è una lotta efficace. Che non si possono “liberare” con la forza altri individui, non è così che funziona la liberazione.
Molte persone cresciute a pane e seconda onda non sono state in grado di fare questo salto. Sono rimaste ancorate ad una visione binaria del genere, per loro indissolubilmente legato al sesso, ed ad una visione romanzata e negativa e del sesso e dell’industria del sexworking.
Ma mentre loro rimanevano chiuse nei loro circoli, il mondo si è svegliato intorno a loro. Le sexworkers si sono organizzate e hanno fatto rete, le persone trans hanno reso consapevolezza di sé e delle proprie peculiari istanze. Con l’arroganza dell’autorità che queste persone pensavano di detenere in quanto mostri sacri della seconda onda, quando queste voci sono diventate troppo alte per essere ignorate la risposta è stata odio.
Come osano le donne transgenere chiamarsi donne? Come osano gli uomini transgenere tradire il loro sesso? Come possono esistere sexworkers che hanno scelto, lucidamente, il loro tristo destino?
Eppure queste persone esistono, sono politicizzate e organizzate, sono femministe. La loro vita, voce, opinione ha un valore che non può essere ignorato. La terza onda le ha accolte, ed abbiamo scoperto qualcosa di sorprendente: le loro istanze aiutano la lotta di tutt*.
Rimuovere lo stigma dal lavoro delle sexworkers significa rimuovere lo stigma sulla sessualità, distruggere la rigida visione patriarcale del sesso al femminile come qualcosa di sempre sacro, sempre intimo, sempre fatto “per amore”. Significa liberare la sessualità femminile dal fardello della procreazione per forza, dell’amore per forza, della sacralità per forza.
Accogliere le donne e gli uomini transgenere significa mettere in discussione cosa sia l’appartenenza di genere, l’identità di genere, il costrutto sociale di cosa è donna e cosa uomo. Ripensare da zero i ruoli di genere. Gettare luce sul privilegio maschile, soperchiarne i meccanismi.
L’intersezionalità è la più grande ricchezza che il femminismo poteva sperare.
Eppure la resistenza delle matriarche è violenta, non lesina l’uso di autoritarismi e fascismi, e si crogiola nei suoi argomenti ad auctoritatem.
Questo romanzo ha il preciso scopo di mostrare i paradossi di questa resistenza, e lo fa raccontandoci un futuro distopico in cui queste matriarche hanno un potere politico e economico, oltre che accademico.
È ironico, paradossale, irriverente. È eretico.

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Dettagli prodotto

  • ASIN ‏ : ‎ B06VTNSML7
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Dimensioni file ‏ : ‎ 2903 KB
  • Da testo a voce ‏ : ‎ Abilitato
  • Screen Reader ‏ : ‎ Supportato
  • Miglioramenti tipografici ‏ : ‎ Abilitato
  • Word Wise ‏ : ‎ Non abilitato
  • Lunghezza stampa ‏ : ‎ 127 pagine
  • Numeri di pagina fonte ISBN ‏ : ‎ 1520585365
  • Recensioni dei clienti:
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Informazioni sull'autore

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Eretica Whitebread
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Eretica Whitebread è una attivista, femminista, gestisce la pagina facebook di Abbatto i Muri e il blog con lo stesso titolo. Ha un blog anche su Il Fatto Quotidiano. Scrive anche per Medfeminiswiya.net

Recensioni clienti

4,3 su 5 stelle
14 valutazioni globali

Recensioni migliori da Italia

Recensito in Italia il 20 marzo 2017
Questo libro serve a fare chiarezza. In un momento storico liberticida in cui proibizionismo e paternalismo vengono spacciati come mezzi di liberazione e di inclusione, una lettura come questa è necessaria. Perché il fanatismo, non solo religioso, è fra noi. Qui e ora. Questo libro restituisce senso all'idea che dovrebbe essere alla base di ogni movimento libertario, qual è il femminismo intersezionale: il diritto ad autodeterminarsi.
3 persone l'hanno trovato utile
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Recensito in Italia il 11 marzo 2017
Bello da leggere in un fiato e meditarci sopra a lungo. Una sferzata a certi femminismi esasperati e dogmatici che non liberano nessun*
4 persone l'hanno trovato utile
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Recensito in Italia il 13 febbraio 2017
Divertente, visionario. Una scrittura fluente e critica. Un libro che si interroga sull'applicazione di idee portate all'estremo e sulla libertà. Se questo libro non piace ad mra, uomini in crisi con la propria mascolinità (vedi alcune recensioni fatte senza leggere il libro. È un e-book, gli alberi sono salvi, genio) e donne che confondono il femminismo con l'odio per gli uomini, il bollino di qualità è assicurato. Un libro che aiuta a superare i propri limiti e pure i limitati.
9 persone l'hanno trovato utile
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Recensito in Italia il 15 febbraio 2017
È un lavoro intelligente e provocatorio come, credo, fosse nelle intenzioni dell'autrice. Da leggere se non temete le idee forti
5 persone l'hanno trovato utile
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Recensito in Italia il 2 giugno 2018
Non so come sia possibile che qualcosa del genere sia potuto arrivare in libreria. Poi mi è venuta istintivamente la risposta: self-publishing su Amazon.
4 persone l'hanno trovato utile
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Recensito in Italia il 13 febbraio 2017
Scrittura che definire di basso livello sarebbe eufemistico.
Politicizzazione di idee insensate e distopie assurde e forzate per dimostrare il nulla.
Bella prova. Poveri alberi sprecati.
14 persone l'hanno trovato utile
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