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La Masai bianca: Storia di una vera passione africana (BUR) di [Hofmann, Corinne]

La Masai bianca: Storia di una vera passione africana (BUR) Formato Kindle

4.3 su 5 stelle 29 recensioni clienti

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Descrizione prodotto

Recensione

Tra la bella signora svizzera e il Masai amore a prima vista

Mirella Serri, Tuttolibri - La Stampa

Era stato un vero colpo di fulmine quello tra Corinne Hofmann, attraente ventisettenne svizzera, e il giovane e muscoloso Masai, dallo sguardo fiero e armato di lancia.
Corinne, cittadina elvetica, accompagnata dal fidanzato Marco, è approdata in Kenya come una turista qualsiasi per assaporare l’ebbrezza del safari e immergersi in un’atmosfera esotica. Di ebbrezza ne aveva avuto subito fin troppa: appena messo piede sul continente nero era stata travolta dall’appeal del possente guerriero, tutto dipinto di sgargianti colori, con treccine, abbigliato solamente con uno striminzito gonnellino sulle parti basse.
L’intraprendente elvetica, donna d’affari, proprietaria di una boutique nei pressi di Berna, si slancia alla conquista del bel Masai, come racconta lei stessa nella ricostruzione del travolgimento amoroso: La Masai bianca. Storia di una passione africana. Lketinga, così si chiama il Masai, abita in una baracchetta con una sua amica, Priscilla, e vivacchia alla meno peggio esibendosi in balli folkloristici e vendendo collanine.
Corinne è disposta a tutto pur di averlo e dopo un primo approccio torna in Svizzera, lascia il fidanzato, liquida la boutique e ritorna a Mombasa. Inizia così la sua avventura nel mondo che tanto l’affascina. Anche se le condizioni quotidiane non sono proprio le migliori, Corinne è carica di entusiasmo. I lavori sono pesanti e vanno dal bucato a mano nel caldo tropicale ai chilometri da fare ogni giorno sotto il sole cocente per comprare un pezzetto di carne che marcisce rapidamente. Ma ancor più difficile, però, è abituarsi al rapporto uomo-donna come è concepito dai Masai. Per esempio, i guerrieri non possono mangiare cibi che siano stati preparati da mani femminili né accettano, nemmeno lontanamente, l’idea di stare a tavola con una signora. Ancor peggio, sempre dal punto di vista occidentale, quando si trovano sotto le coltri: non baciano, non toccano il viso né i capelli del partner. Il divieto di carezze, con gran delusione di Corinne, si estende a tutto il resto del corpo. I Masai, poi, sono poligami e Lektinga accetta di sposare solo dopo aver ottenuto la promessa che lei non gli vieterà di prendersi un’altra moglie. A mettere i bastoni tra le ruote del suo amore è poi anche la burocrazia, con funzionari che la deridono quando lei si presenta con il suo accompagnatore in costume adamitico, e l’ostacolano nella richiesta del passaporto per il suo uomo, chiedono costose cauzioni per i documenti per il matrimonio.
Sono in tanti, comunque, che la sconsigliano di convolare a nozze. Corinne, però, è una tosta: con i proventi della vendita del negozio in Svizzera si compra una jeep, apre uno spaccio di alimentari dove risiede la famiglia del suo Masai, e si adatta a vivere tra montagne di sterco di mucca e di capra e dorme in una manyatta con le altre donne della tribù. Ma, quando si becca prima la malaria e poi l’epatite, deve ritornare per lunghi soggiorni al suo Paese natale. Per di più, il guerriero, così bravo a dipingere il suo corpo con rosso e ocra, a fare danze tribali ed esercizi ginnici, al lavoro proprio non è abituato. Preferisce masticare per ore e ore sostanze allucinogene, berci sopra una decina di birre e poi andare nel pallone.
Il guerriero fuori di testa ha dei veri e propri attacchi di paranoia. Vede rivali e tradimenti ovunque. L’arrivo della prole fa aumentare poi i suoi sospetti: Liktinga, spalleggiato dalla mamma, dubita che la piccolina sia veramente sua figlia. E’ addirittura geloso delle chiacchiere che Corinne fa con il suo fratellino James, che, a differenza di lui che non ha mai studiato, vive in un college e prende le distanze dalla tradizione Masai. Quello che in realtà Liktinga e anche la sua famiglia non sopportano sono la diversità e soprattutto l’autonomia di Corinne. Il guerriero teme la superiorità della moglie. E il matrimonio naufraga: Liktinga è sempre più violento e ricatta Corinne minacciando di portarsi via la piccolina. Per Corinne resta solo una via di scampo, quella della fuga. E se ne ritorna in Svizzera, dopo aver perso tutti i suoi quattrini. Da lontano scrive lettere e continua a preoccuparsi per la sorte del suo grande amore perduto. Tu vo fà l’africana.... le avrebbe cantato in altri tempi, per consolarla, Renato Carosone. 

Recensione

Tra la bella signora svizzera e il Masai amore a prima vista

Mirella Serri, Tuttolibri - La Stampa

Era stato un vero colpo di fulmine quello tra Corinne Hofmann, attraente ventisettenne svizzera, e il giovane e muscoloso Masai, dallo sguardo fiero e armato di lancia.
Corinne, cittadina elvetica, accompagnata dal fidanzato Marco, è approdata in Kenya come una turista qualsiasi per assaporare l’ebbrezza del safari e immergersi in un’atmosfera esotica. Di ebbrezza ne aveva avuto subito fin troppa: appena messo piede sul continente nero era stata travolta dall’appeal del possente guerriero, tutto dipinto di sgargianti colori, con treccine, abbigliato solamente con uno striminzito gonnellino sulle parti basse.
L’intraprendente elvetica, donna d’affari, proprietaria di una boutique nei pressi di Berna, si slancia alla conquista del bel Masai, come racconta lei stessa nella ricostruzione del travolgimento amoroso: La Masai bianca. Storia di una passione africana. Lketinga, così si chiama il Masai, abita in una baracchetta con una sua amica, Priscilla, e vivacchia alla meno peggio esibendosi in balli folkloristici e vendendo collanine.
Corinne è disposta a tutto pur di averlo e dopo un primo approccio torna in Svizzera, lascia il fidanzato, liquida la boutique e ritorna a Mombasa. Inizia così la sua avventura nel mondo che tanto l’affascina. Anche se le condizioni quotidiane non sono proprio le migliori, Corinne è carica di entusiasmo. I lavori sono pesanti e vanno dal bucato a mano nel caldo tropicale ai chilometri da fare ogni giorno sotto il sole cocente per comprare un pezzetto di carne che marcisce rapidamente. Ma ancor più difficile, però, è abituarsi al rapporto uomo-donna come è concepito dai Masai. Per esempio, i guerrieri non possono mangiare cibi che siano stati preparati da mani femminili né accettano, nemmeno lontanamente, l’idea di stare a tavola con una signora. Ancor peggio, sempre dal punto di vista occidentale, quando si trovano sotto le coltri: non baciano, non toccano il viso né i capelli del partner. Il divieto di carezze, con gran delusione di Corinne, si estende a tutto il resto del corpo. I Masai, poi, sono poligami e Lektinga accetta di sposare solo dopo aver ottenuto la promessa che lei non gli vieterà di prendersi un’altra moglie. A mettere i bastoni tra le ruote del suo amore è poi anche la burocrazia, con funzionari che la deridono quando lei si presenta con il suo accompagnatore in costume adamitico, e l’ostacolano nella richiesta del passaporto per il suo uomo, chiedono costose cauzioni per i documenti per il matrimonio.
Sono in tanti, comunque, che la sconsigliano di convolare a nozze. Corinne, però, è una tosta: con i proventi della vendita del negozio in Svizzera si compra una jeep, apre uno spaccio di alimentari dove risiede la famiglia del suo Masai, e si adatta a vivere tra montagne di sterco di mucca e di capra e dorme in una manyatta con le altre donne della tribù. Ma, quando si becca prima la malaria e poi l’epatite, deve ritornare per lunghi soggiorni al suo Paese natale. Per di più, il guerriero, così bravo a dipingere il suo corpo con rosso e ocra, a fare danze tribali ed esercizi ginnici, al lavoro proprio non è abituato. Preferisce masticare per ore e ore sostanze allucinogene, berci sopra una decina di birre e poi andare nel pallone.
Il guerriero fuori di testa ha dei veri e propri attacchi di paranoia. Vede rivali e tradimenti ovunque. L’arrivo della prole fa aumentare poi i suoi sospetti: Liktinga, spalleggiato dalla mamma, dubita che la piccolina sia veramente sua figlia. E’ addirittura geloso delle chiacchiere che Corinne fa con il suo fratellino James, che, a differenza di lui che non ha mai studiato, vive in un college e prende le distanze dalla tradizione Masai. Quello che in realtà Liktinga e anche la sua famiglia non sopportano sono la diversità e soprattutto l’autonomia di Corinne. Il guerriero teme la superiorità della moglie. E il matrimonio naufraga: Liktinga è sempre più violento e ricatta Corinne minacciando di portarsi via la piccolina. Per Corinne resta solo una via di scampo, quella della fuga. E se ne ritorna in Svizzera, dopo aver perso tutti i suoi quattrini. Da lontano scrive lettere e continua a preoccuparsi per la sorte del suo grande amore perduto. Tu vo fà l’africana.... le avrebbe cantato in altri tempi, per consolarla, Renato Carosone. 

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 2543 KB
  • Lunghezza stampa: 316
  • Editore: BUR (9 maggio 2012)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B00836MH9U
  • Word Wise: Non abilitato
  • Screen Reader: Supportato
  • Miglioramenti tipografici: Abilitato
  • Media recensioni: 4.3 su 5 stelle 29 recensioni clienti
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: #23.212 a pagamento nel Kindle Store (Visualizza i Top 100 a pagamento nella categoria Kindle Store)
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5 aprile 2018
Formato: Copertina flessibile|Acquisto verificato
10 luglio 2016
Formato: Formato Kindle|Acquisto verificato
16 maggio 2014
Formato: Copertina flessibile|Acquisto verificato
12 novembre 2016
Formato: Formato Kindle|Acquisto verificato
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17 febbraio 2018
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23 ottobre 2014
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3 novembre 2016
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25 giugno 2014
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