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Mi ricordo di [Capriolo, Paola]
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Formato Kindle, 25 mar 2015
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Lunghezza: 272 pagine Miglioramenti tipografici: Abilitato Scorri Pagina: Abilitato

Descrizione prodotto

Recensione

In cerca della bellezza che spegnerà il lager

Lorenzo Mondo, Tuttolibri - La Stampa

Paola Capriolo ha scritto con Mi ricordo uno dei suoi romanzi più avvincenti, la prova più alta della sua maturità. Colpisce a prima vista l’originalità della struttura, che tuttavia non ha nulla di esibizionistica bravura, aderisce al cuore stesso del racconto. E’ la storia di due donne, che si svolge a capitoli alterni. Vivono in anni diversi e sono distanziate anche dai tempi verbali, dalla prima e dalla terza persona che le racconta. Adela vive nella villa di una agiata famiglia borghese in riva al fiume, in quella che per vari indizi si può identificare come l’Austria degli anni Trenta. Appassionata di musica e letteratura, intrattiene un ingenuo, innamorato carteggio con un rinomato poeta. E le sue lettere compongono, senza soluzione di continuità, la parte del romanzo che la riguarda. Adela intravede in quei versi, improntati ad una aristocratica separatezza, la quintessenza della bellezza.
Le missive invaghite dell’adolescente lasciano trapelare però l’inquietudine per ciò che accade nella sua città. Designata come Ninfa dal suo Maestro, è in realtà un’«ebreuccia» che assiste via via, con sgomento e raccapriccio, alle persecuzioni razziali da cui sarà travolta anche la sua famiglia. E il poeta che, davanti all’Annessione del paese al Terzo Reich e alla successiva entrata in guerra della Germania, non nasconde l’ammirazione per la conquista di una «Patria più vasta», finisce per diradare le sue lettere e chiudersi nel silenzio. Paola Capriolo registra con grande finezza la caduta progressiva e inesorabile di Adela verso l’abisso. Quello del lager, dove troverà una ignominiosa salvezza nel bordello definito dagli aguzzini come «la casa della gioia».
L’altra protagonista del romanzo bipartito è Sonja, una donna di mezza età. Rispondendo a una inserzione, è finita inopinatamente nella casa azzurra in cui è vissuta bambina, per fare da badante a un vecchio signore. E’ un uomo accigliato e malevolo che soltanto la malattia e la smemorata regressione all’infanzia riescono ad addolcire. Sonja non tarderà a scoprire nella villa oggetti e fantasmi familiari, fino a un fascio di lettere conservate in uno stipo. Sono le minute che documentano la storia di Adela, l’infatuazione per il Grande Poeta e il dramma di colei che è stata sua madre. Il colpo di scena, che intreccia i destini delle due donne, non esaurisce il senso più profondo del romanzo. L’inferno dei campi di sterminio ci viene restituito con rinnovato e agghiacciante stupore. Ma si tratta, come rammenterà la diretta testimone, di «cose risapute». Il tema più forte e pervasivo è dettato dall’asserzione che Dostoevskij, nell’Idiota, mette in bocca al principe Myskin: «La bellezza salverà il mondo». Ma quale bellezza? Certo non quella che Adela credeva di trovare nei versi smaltati del suo Maestro, la purezza esornativa che occulta e mentisce, che distoglie lo sguardo dalle peggiori infamie. «Nei rari momenti in cui ancora posso concedermi di pensare - argomenta Adela - penso a una bellezza diversa: qualcosa che, se il mondo è un frutto, non sarebbe la buccia, ma il nocciolo sepolto; qualcosa che ha volte mormora, ma a volte anche grida, e siede, accanto al trono di Dio, fra gli angeli travagliati della misericordia».
Il tema, rintracciato nella lettura delle carte materne, coinvolge anche Sonja. Lei non ha confidenza con la letteratura, non può appellarsi alla responsabilità di artisti e scrittori, quelli veri che hanno dato qualche conforto a sua madre. Ma è pronta a raccoglierne la più dimessa, quotidiana lezione. Di una bellezza che, in tutte le sue accezioni, non può prescindere da connotazioni di ordine morale. E Sonja sembra individuarla nella dedizione al vecchio che assiste. Di lui intuisce, attraverso brandelli di memoria, la vita travagliata e, nella sua pietas, finisce quasi per sovrapporre a quell’estraneo la perduta immagine paterna.

Sinossi

Adela e Sonja: due figure di donna e due destini che non si potrebbero immaginare più diversi. La prima, negli anni trenta, conduce un’agiata esistenza accanto ai genitori nella loro villa in riva al fiume, intrecciando con un insigne poeta un ingenuo e appassionato carteggio sull’arte, la musica, la bellezza; la seconda, ai giorni nostri, lavora nella stessa casa come badante al servizio di un vecchio signore dispotico. Ma non è stato un caso a condurla lì, perché, come scopriremo a poco a poco, un vincolo profondo lega queste due vicende che scorrono parallele nelle pagine del libro. Mentre si prende cura del padrone accompagnandone la regressione verso l’infanzia, Sonja compie un lungo, tormentoso “scavo archeologico” alla ricerca del proprio passato familiare; intanto, le lettere di Adela al poeta ci svelano il lento precipitare della sua vita dalla normalità all’incubo: le persecuzioni razziali, la deportazione in un campo di sterminio, la “salvezza” pagata con i servigi prestati in un’altra casa, dalle imposte perennemente chiuse, che gli aguzzini definiscono con atroce ironia “la casa della gioia”, l’impossibile ritorno, dopo quella degradazione estrema, alla normalità di una vita borghese. Se esiste una speranza di riscatto, è affidata alla memoria e alla compassione di chi viene dopo; o forse a quella misteriosa frase di Dostoevskij, “La bellezza salverà il mondo”, di cui Sonja intuirà solo alla fine un significato possibile.

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 907 KB
  • Lunghezza stampa: 211
  • Editore: Giunti (25 marzo 2015)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B00V3BEUYW
  • Word Wise: Non abilitato
  • Screen Reader: Supportato
  • Miglioramenti tipografici: Abilitato
  • Media recensioni: 4.0 su 5 stelle 1 recensione cliente
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: #35.325 a pagamento nel Kindle Store (Visualizza i Top 100 a pagamento nella categoria Kindle Store)
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Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Ho già avuto occasione di suggerirlo ad amici come un libro molto leggibile e avvincente. L'ho percorso tutto d'un fiato (cosa che mi succede sempre più raramente). Il tema della memoria credo parli profondamente a ciascuno di noi. Ho apprezzato molto il modo in cui l'autrice descrive l'abilità con cui la protagonista tenta di difendersi proprio dalla memoria.
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