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Molto forte, incredibilmente vicino di [Foer, Jonathan Safran]
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Molto forte, incredibilmente vicino Formato Kindle

4.1 su 5 stelle 122 recensioni clienti

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Lunghezza: 351 pagine Miglioramenti tipografici: Abilitato Scorri Pagina: Abilitato

Descrizione prodotto

Recensione Amazon.it

Nota! Alcune pagine differiscono dallo standard. Non si tratta di un difetto, ma di una caratteristica del libro voluta dall'editore.

Recensione

Le Torri Gemelle: il cielo dopo il caos

Elena Loewenthal, Tuttolibri - La Stampa

In principio era il caos. Ma il caos è rimasto, e da quel giorno non ha fatto che diventare più scuro, profondo. Il caos è la realtà, il dolore inafferrabile, è tutto quello che non capisci né mai capirai. Lo dice bene Oskar, che cosa è il caos: «Quel segreto era il buco al centro di me stesso dove cadeva ogni felicità».
Chi è Oskar? Quante risposte possibili esistono alla domanda. E' il caos che le rende possibili. Oskar è un bambino, è ancora un bambino. Ma come dice il suo biglietto da visita, è anche: «inventore, designer di gioielli, fabbricante di gioielli, entomologo dilettante, francofilo, vegano, origamista, pacifista, percussionista, astronomo dilettante, consulente informatico, archeologo dilettante, collezionista di: monete rare, farfalle morte di morte naturale, cactus in miniatura, cimeli dei Beatles, pietre semipreziose e altro». E' anche un fan, seppure un poco scettico, di Stephen Hawking.
Abita a New York, anzi Manhattan, benché qualche rara volta sia andato anche nel Bronx e a Brooklyn. Non è però mai stato nel sesto distretto, una specie di Atlantide metropolitana da cui s'è fatto appena in tempo a trascinare via Central Park, prima che sparisse. Del resto, diceva a Oskar suo papà, come non pensare che Central Park venga da un altro mondo?
Il papà di Oskar è morto in una delle Torri Gemelle, l'11 settembre del 2001. Era lì di passaggio, faceva il gioielliere. Oskar sa che lui è morto. Lo sa bene perché suo papà gli ha lasciato svariati messaggi sulla segreteria telefonica di casa, prima di andarsene per sempre: Oskar li tiene nascosti, quei messaggi. Un po' per paura un po' per non fare soffrire ancora di più sua mamma. Però lui continua a cercarlo, suo padre. Lo cerca come fosse un mistero. Lo cerca dentro quell'inguaribile caos che è il mondo, con il candore e la spietatezza che solo un bambino geniale - disarmante ma anche disarmato - è capace di usare affrontando il caos.
Un po' Peter Pan e un po' Indiana Jones (ma niente di tutto questo, in fondo), Oskar cerca suo padre, armato di una chiave e un nome misterioso. Forse lo trova, alla fine del libro e dentro il caos, trova suo papà che invece di precipitare giù dalla Torre in un ultimo volo di morte, risale verso il cielo: basta girare le pagine della storia all'incontrario.
Molto forte, incredibilmente vicino è il secondo romanzo di Jonathan Safran Foer. L'ha tradotto in maniera mirabile Massimo Bocchiola. Chissà quanti aspettavano questo autore non ancora trentenne al varco, dopo Ogni cosa è illuminata. Eccolo. Con un romanzo non meno stupefacente.
Safran Foer affronta ancora una volta di petto il caos: lo sfilaccia, lo accartoccia, e poi da questa matassa densa pesca una trama, anzi un filo di trama, la segue con tenacia. Il risultato è un'armonia narrativa che sfrutta, e spiazza il caos.
Oskar è un bambino un po' speciale, anzi fantastico: si muove per i meandri della città - e del caos - con un'incoscienza calcolatrice, con intuito e determinazione. Ha inventiva da vendere, è anche timido a suo modo. Sogna di dirla tutta in faccia a chi gli sta antipatico, vagheggia un colpo di scena alla recita scolastica di Amleto (ma siccome ha letto da qualche parte che attualmente sulla terra vivono più persone di quante non ne siano mai vissute lungo tutta la storia dell'umanità, se tutti volessero recitare contemporaneamente il monologo del protagonista, non ci sarebbero abbastanza teschi). E' anche ubbidiente, a suo modo. Come quando deve andare dallo psicologo: «Martedì pomeriggio sono dovuto andare dal dottor Fein. Non capivo perché avevo bisogno di aiuto, dato che a me sembrava che quando muore il tuo papà è naturale avere le scarpe pesanti, e che se non le hai, allora sì che ti serve aiuto. Però ci sono andato lo stesso, perché se no non avrei avuto l'aumento della paghetta». Ecco, il nodo è questo: Oskar ha le scarpe pesanti. Eppure macina chilometri su e giù per New York (e non solo Manhattan), nel desiderio di risolvere il mistero. Di quella chiave, di suo padre che chissà dove è finito, dato che gli hanno fatto il funerale e tutto, ma la bara era vuota. E attraverso questa ricerca, Oskar scopre, o meglio concede al suo lettore meravigliato e colpito, sorridente e sconcertato, di scoprire altri caos. Dresda e Hiroshima. Un nonno che non parla. Un taxista riconoscente. Un inquilino centenario (forse). Tanti errori di stampa sul New York Times.
Molto forte, incredibilmente vicino è un romanzo sull'11 settembre. E' un romanzo sul caos. Sull'incomprensibilità ottusa delle tragedie. Sull'acume dei bambini. E' un libro commovente e irriverente, che ti lascia senza fiato eppure quel fiato lo tiri fino alla fine, come per magia.

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 7292 KB
  • Lunghezza stampa: 351
  • Editore: Guanda (23 maggio 2013)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B00CS4NYQI
  • Word Wise: Non abilitato
  • Screen Reader: Supportato
  • Miglioramenti tipografici: Abilitato
  • Media recensioni: 4.1 su 5 stelle 122 recensioni clienti
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: #2.800 a pagamento nel Kindle Store (Visualizza i Top 100 a pagamento nella categoria Kindle Store)
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Recensioni clienti

Principali recensioni dei clienti

Di Anna il 13 gennaio 2015
Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
ho comprato questo libro perchè mi è stato consigliato e per le tante recensioni positive ma... è davvero pesante, non tanto per i contenuti, quanto per lo stile. L'ho trovato davvero faticoso da leggere: troppo frammentato, troppi cambi di "scena" ed epoca. Non ho mai impiegato così tanto tempo per leggere un libro e l'ho finito solo perchè la storia di per sè sarebbe anche interessante. Inoltre, dopo tutta la fatica nel leggerlo, il finale è un po' troppo lasciato a se stesso, una piccola delusione.
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Di Sam RECENSORE TOP 1000 il 12 gennaio 2012
Formato: Copertina flessibile
un'amica mi regala questo libro. sorrido, ringrazio.
lo apro dopo circa una settimana. e ci si perde. fa perdere. fa emozionare.
una prosa facile e complessa nello stesso momento.
Safran Foer è un genio. riesci ad intrecciare una storia perfettamente con ogni suo filo sempre più complesso che sboccia in un dipinto finale colmo di significato.
l'avventura di Oskar nella ricerca del significato di un ultimo oggetto lasciatogli dal padre scomparso. e parallelamente la narrazione della storia d'amore tra i nonni attraverso lettere e racconti.
grande libro, grande storia, grande scrittore.
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Formato: Copertina flessibile
Oskar Schell ha la Sindrome di Asperger. Vive a New York e da un anno non ha più il suo adorato papà, morto nel "giorno più brutto”, che poi è l’11 settembre.
Ha inoltre una mamma che lo ama tantissimo, una nonna complice e dolcissima, e un nonno che non parla da tanti anni e che per comunicare scrive su un quadernetto o mostra le mani con scritto “Si.” e “No.”
Oskar Schell si sente solo. E da solo sopporta un dolore troppo grande. Ha 9 anni e fa tanti pensieri, soprattutto brutti, ultimamente, e tanto strani. E’ un piccolo inventore di mondi magici e di trovate fantasiose, come il suo progetto di tubazioni collegate ai cuscini di tutti i letti di New York per raccogliere le lacrime di chi piange prima di dormire (per esempio lui), e poi riversare le stesse nel laghetto di Central Park e misurare ogni giorno il livello di sofferenza della sua città. Oppure lo stratagemma per salvare l’umanità dal pericolo utilizzando camicie di becchime, per essere sollevati in volo dagli uccelli e non cadere mai.
Mai.
Oskar Schell ha anche tante paure, si comporta in modo bizzarro, ed è un bambino fin troppo intelligente. Ma sempre e comunque solo. E triste. Dopo la morte del padre, per caso trova una chiave e un bigliettino con scritto “Black”, ed intraprende una minuziosa indagine, che inizia come una caccia al tesoro, uno dei tanti giochi di ingegno che faceva con suo padre, e che poi diventa un vero e proprio viaggio di ricerca. Un viaggio alla ricerca di sé stessi, affrontando il vuoto delle tante parole non dette.
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Un protagonista cui non si può non affezionarsi, le tragedie di due generazioni di una famiglia come specchio delle disgrazie dei popoli investiti dalla guerra, una narrazione serrata eppure ricca di invenzioni grafiche e lessicali... scucciolatelo!
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Formato: Copertina flessibile
Era da molto che non mi immergevo nella lettura di un libro così straordinario! Foer è semplicemente in genio della narrativa. Una scrittura particolare, intensa e divertente. Lo consiglio assolutamente!
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Formato: Formato Kindle
Può esistere amore più viscerale e indissolubile di quello di un genitore per il proprio figlio, e quello di un figlio per il proprio genitore?
Questa è la storia di Oskar Schell, undici anni, inventore, archeologo, attore, cantante, fotografo, percussionista… e Figlio.
Oskar ha nove anni quando suo padre muore nell’attacco alle torri gemelle e da quel momento il suo cuore, la sua anima e le sue scarpe si fanno pesanti, ogni giorno di più.
Il bambino si sente incompleto e smarrito, inizia a cercare suo padre in tante piccole cose, fino a che, un giorno di due anni dopo, trova una chiave in casa sua. In quell’oggetto vede speranza: un’ultima occasione per afferrare, respirare e sentire ancora il suo papà. Per più di otto mesi si dedica alla ricerca della serratura che quella chiave può aprire…
Un libro che è un percorso tra Amore e Morte, che affronta la sofferenza della perdita di un papà con delicatezza e con l’apparente spensieratezza che può avere un bambino di undici anni, un libro intenso e forte che a tratti fa star male, ma soprattutto un libro che fa riflettere su quanto sia importante amare e dirselo…dirselo e dirselo perché quando si perde qualcuno di così caro rimane quel senso di incompiutezza, rimangono quelle parole a mezz’aria non dette che pesano come un macigno.
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Formato: Copertina flessibile
Non riuscivo a smettere di leggerlo, l'ho finito in pochi giorni. La storia e lo stile di scrittura mi hanno commossa, ogni parola mi ha colpito. Incredibilmente coinvolgente sin dalle prime righe, i personaggi mi sono entrati dentro. E' il libro che tornero' a rileggere per sempre. Mi sono innamorata di questo autore e ora sto leggendo tutti gli altri suoi libri. Benedico il giorno in cui sono trovai, per puro caso, questo libro.
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