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Non è stagione (Il vicequestore Rocco Schiavone) di [Manzini, Antonio]
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Non è stagione (Il vicequestore Rocco Schiavone) Formato Kindle

4.5 su 5 stelle 103 recensioni clienti

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Lunghezza: 317 pagine Miglioramenti tipografici: Abilitato Scorri Pagina: Abilitato

Descrizione prodotto

Recensione

Cade la neve di maggio sulla liceale rapita ad Aosta

Bruno Quaranta, Tuttolibri - La Stampa

Rocco Schiavone, il vicequestore di Antonio Manzini, sfiora nella terza inchiesta l’epigrafe ad honorem. Quella che Ellery Queen attinse da Mille foglie di Tamaka Hiero per La poltrona n° 30: «Il poliziotto deve spesso seguire gli insegnamenti dei “bakadori”, ossia di quegli stupidi uccelli che, pur sapendo della sorte disgraziata che li attende per mano - e per randello - degli avidi frequentatori delle spiagge, sfidano una morte ignominiosa al solo scopo di seppellire le loro uova nelle rive sabbiose...».
Accade che il sanguigno Rocco Schiavone, in chiusura della nuova prova (Non è stagione, dopo Pista nera e La costola di Adamo), sfugga miracolosamente, miracoloso il fato, a un killer vendicatore: «’Mori’ ammazzato. Queste (pallottole, ndr) sono per mio fratello». Se non che, a riceverle, sarà Adele, giunta da Roma per far ingelosire, e così riconquistare, un ulteriore sbirro. Riuscirà, il fortunosamente sopravvissuto, a catturare l’assassino? Come dubitarne? Seppellire le uova, ovvero compiere la missione, non è la sua divisa?
Nell’attesa, si ausculti il cuore di Non è stagione. Come pulsa ad Aosta, ancora Aosta, da Antonio Manzini elevata a narrativa città di adozione. Rocco, il lettore ricorderà, nella Vallée è stato trasferito (dall’Urbe) perché - egli stesso spiega a un collega - «tende ad applicare la legge con poco equilibrio, diciamo che mi faccio prendere la mano», per nulla incline - si aggiunga - a chiudere un occhio di fronte alla Casta...
Non rinunciando a sperare che la fatwa capitolina evapori, Rocco Schiavone sfoggia l’orgoglio di chi è ostinatamente se stesso. Eccolo. Rieccolo. Inseparabile dalle Clarks, nonostante siano inadatte a domare le pozzanghere e la neve (succede che ad Aosta nevichi in maggio). Innamorato, sempre, di Marina, la moglie scomparsa, appassionata di enigmistica, che nessuna donna sa cancellare. Fedele, fedelissimo, alla «preghiera laica quotidiana», la marijuana, uno spinello di tanto in tanto, per non smarrire le tracce.
È una grolla, Non è stagione, una storia da centellinare. Il caso ruota intorno al rapimento di una splendida fanciulla, la liceale Chiara. I familiari non lo denunciano: perché? Rocco Schiavone scopre il sequestro «ispirato» da un furgone, targa rubata, su cui viaggiavano un rumeno e un italiano, destinati a sfracellarsi, e da un negozio paravento di traffici illeciti. Il vaso degli enigmi si apre, si spalanca, effondendo figure e figurine che il vicequestore, inesorabilmente, attrae nel suo bestiario mentale. (Il preside dello «scientifico», per esempio: «un Sorex arameus, comunemente detto toporagno»).
Salvate Chiara, vicequestore Schiavone. C’è un’azienda in crisi, la Edil.ber, entrano in scena gli usurai, il prestito via via lievita, i criminali reclamano, in cambio, quote della società, titolare il dottor Berguet, padre di Chiara (ma le sue prigioni si possono senza remore aggirare), ad affiancarlo tal Cristiano Cerruti, che si rivelerà come «il tramite di tutto ’sto schifo», finendo assassinato con una mazza da golf. Non scordando di accendere i riflettori sulla indigena Cassa di Risparmio: «Erano loro a indirizzare chi aveva bisogno da ’sti mafiosi, magari presentandoli come gente per bene».
(Giallo, poliziesco o commedia-noir, Non è stagione va a irrorare un genere da tempo sull’onda. Setacciare, certo, occorre, scartare si può e si deve, ma infine come non tirare un sospiro di sollievo? «In questa nostra epoca - come già osservò Borges - , così caotica, c’è una cosa che, umilmente, ha conservato le virtù classiche: il racconto poliziesco. Non è possibile concepire un racconto poliziesco senza principio, parte centrale e fine. Letto con un certo disdegno ora sta salvando l’ordine in un’epoca di disordine. E questa è una prova meritoria, di cui dobbiamo essergli riconoscenti». Un eco di grazie, beninteso, anche ad Antonio Manzini).

Sinossi

Dopo Pista nera e La costola di Adamo ritorna il vicequestore Rocco Schiavone. Torna il racconto dell’Italia di oggi dalle quattro pareti di una questura di montagna. Tra nordici e meridionali, cittadini e paesani, vittime e carnefici. Una rilettura della tradizione del giallo all’italiana, capace di coniugare crimine e passione, lo sguardo più dolente e la risata più sfrontata.

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 743 KB
  • Lunghezza stampa: 233
  • Editore: Sellerio Editore (12 gennaio 2015)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B00RLUUJLM
  • Word Wise: Non abilitato
  • Screen Reader: Supportato
  • Miglioramenti tipografici: Abilitato
  • Media recensioni: 4.5 su 5 stelle 103 recensioni clienti
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: #730 a pagamento nel Kindle Store (Visualizza i Top 100 a pagamento nella categoria Kindle Store)
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Recensioni clienti

Principali recensioni dei clienti

Di Maurizio RECENSORE TOP 500 il 19 gennaio 2015
Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Ecco un bel romanzo giallo e un solido personaggio a cui affezionarsi: il vicequestore di Aosta, Rocco Schiavone, trasferito da Roma in seguito a un provvedimento punitivo. Ormai da nove mesi Rocco sta cercando di abituarsi al freddo della città, che detesta, quando finalmente arriva la primavera. Con l'arrivo della bella stagione, ecco due casi spinosi per il vicequestore: la morte sospetta di due uomini su un furgone dalla targa rubata e un rapimento... Come sempre, Rocco Schiavone è magistralmente tratteggiato, esce con prepotenza dalle pagine, è anafettivo con le donne perché ancora parla al fantasma della moglie morta, fumatore di marijuana, persecutorio con i poveri agenti di polizia che incappano nelle sue ire... Insomma, Rocco Schiavone è un personaggio senza zone neutre, o si detesta profondamente o si ama: personalmente, appartengo al gruppo di coloro che amano questo bizzarro personaggio. Ebook impaginato perfettamente e senza alcun errore. Lettura vivamente consigliata, anzi, suggerisco di iniziare dal primo della serie, "Pista Nera".
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Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Ecco il Vicequestore Schiavone in equilibrio fra giusto e sbagliato e un Manzini sempre più bravo, non solo nel gestire un personaggio non certo facile, ma anche nel maneggiare una scrittura ricca, precisa e mai banale. Come i suoi gialli che mi piacciono perché lo scrittore sa dosare bene i vari ingredienti. Simpatiche le vicende personali di Rocco e in particolare i suoi rapporti con le donne. I riferimenti sociali ed economico-politici al nostro paese non sono mai scontati. Nel far questo Manzini si mantiene lontano da ogni facile semplificazione dimostrando un'intelligenza lucida e ironica.
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
La serie TV, anche con uno spettacolare Giallini, non rende appieno il fascino brutale, volgare, inatteso di questo "commissario, no vicequestore".
I suoi bisogni di silenzio, il suo amore limpido e sconfinato, la strafottenza tutta romana, la sua fisicità che avverti addirittura solo leggendo...
Bellissimo e gli episodi sono sempre inattesi, non voluti ma stupefacenti nella loro assoluta "normalità" quotidiana.
Leggete tutta la serie!!!
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Manzini scrive molto bene e le sue storie sono molto accattivanti. Solo che la figura del Vicequestore Schiavone, anche se molto simpatica, mi sembra troppo trasgressiva, nel senso che comunque, anche se molto bravo nelle indagini, non dovrebbe arrivare a commettere gli stessi reati di quelli che arresta.
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Ci sono dei romanzi in cui non sapresti dire bene perché, non è un singolo elemento, non è un personaggio, non è la trama. O meglio, non è nessuno di questi preso singolarmente. Ma è tutto l'insieme che ti fa dire che quello è proprio un gran bel romanzo giallo. Ben scritto. Cinque stelle tutte meritate.
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Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Non avevo mai letto Antonio Manzini, ma il suo stile diretto mi ha subito catturata. Dritto al cuore, senza fronzoli e senza troppi giri di parole. Mi piace e lo consiglio a chi ama il genere noir
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Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Al di là della trama-avvincente-quello che coinvolge negli scritti di Manzoni è la miseria, molto umana, del suo antieroe Schiavone e di chi gli sta attorno: slanci di umanità e disonestà piccole e grandi, bisogno d'amore e sfiducia nei sentimenti, cinica mancanza di ideali eppure presenza di etica..
Sembra l'Italia di oggi che cerca un motivo per voler sopravvivere
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Ho scoperto il commissario (ops....vicequestore Schiavone) di A. Manzini grazie a Pista Nera. Sto leggendo il quarto della serie (Era di Maggio) con l'intenzione di leggerli tutti. Trasgressivo. Consigliatissimo.
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