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OPEN, la mia storia Copertina flessibile – 1 apr 2011

4.6 su 5 stelle 364 recensioni clienti

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Copertina flessibile, 1 apr 2011
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Descrizione prodotto

Recensione

Sono mesi che sentivo parlare di questo libro, della sua rocambolesca traiettoria editoriale: l’uscita in sordina nella primavera del 2011, un paio di illustri recensioni, le vendite discrete, poi la lenta risalita attraverso Twitter e, oltre un anno dopo, la conquista del primato in classifica. Lo ammetto, ero diffidente: quando ti dicono che un successo è frutto del passaparola, quasi mai ti dicono la verità. Questo però è un signor libro, scritto da J. R. Moehringer – il nome non compare in copertina ma una nota all’interno svela l’arcano – che non è proprio un tizio qualunque, ma il vincitore una decina di anni fa del premio Pulitzer per il giornalismo, poi diventato anche ottimo romanziere (vedi Il bar delle grandi speranze, bellissimo). Grazie a una diabolica consapevolezza di scrittura, Moehringer riesce a calarsi completamente nei panni di Andre Agassi e a scomparire tra le pieghe di una vicenda che si fa subito appassionante, anche per chi non ha mai preso in mano una racchetta. Inizia nelle ore precedenti l’ultimo torneo prima del ritiro, con il nostro eroe che, tenuto in piedi soltanto da iniezioni di cortisone che leniscono dolori terribili alla schiena, rivela con una sincerità disarmante il proprio odio per il tennis, un sentimento oscuro e segreto che nasce a otto anni e non smette mai di bruciare: «Lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio, perché non ho scelta. Per quanto voglia fermarmi non ci riesco». E così impariamo a scoprire l’essenza di uno sport solitario, psicologicamente violento e brutale, dove si lotta uno contro l’altro, uccidere o essere uccisi. È qui, dopo appena poche righe, che capisci lo scarto vertiginoso tra Open e una qualunque biografia: quella che vediamo crescere anno dopo anno, torneo dopo torneo, non è una “rockstar del tennis” (la definizione è di un’altra leggenda, John McEnroe), un campione che, sì, tra le altre cose ha avuto soldi, donne, riconoscimenti, milioni di fan pronti a emulare le sue acconciature e il suo abbigliamento improbabile; è soprattutto un uomo che confessa con struggente ironia la propria incapacità di gestire il talento, il peso di un padre mitomane, un’insoddisfazione feroce verso se stesso che diventa giorno dopo giorno micidiale avvelenamento. Il suo è un calvario privato e pubblico, una collezione di sublimi invenzioni e di figuracce clamorose, di match epici e di batoste cocenti, perché «una vittoria non è così piacevole quanto è dolorosa una sconfitta. E ciò che provi dopo aver vinto non dura altrettanto a lungo. Nemmeno lontanamente». E, a ben vedere, è la stessa partita che giochiamo tutti.

recensione di "www.bookdetector.com"

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Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 502 pagine
  • Editore: EINAUDI (1 aprile 2011)
  • Collana: Einaudi. Stile libero extra
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8806207261
  • ISBN-13: 978-8806207267
  • Peso di spedizione: 458 g
  • Media recensioni: 4.6 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (364 recensioni clienti)
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Recensioni clienti

Principali recensioni dei clienti

Formato: Copertina flessibile
Non è mai troppo tardi per scoprire che si può essere padrone della propria vita dopo essere sopravvissuto, nell'ordine, a un padre-padrone al limite del sadismo, a una specie di campo di concentramento per giovani tennisti, a colleghi che ti odiano, a giornalisti che ti perseguitano, a una moglie sbagliata, a infortuni, depressioni, delusioni e chi più ne ha più ne metta. Si può sopravvivere, e non solo. Si può anche diventare se stessi, imparare a capirsi e a trovare un equilibrio nel marasma incessante di una vita fin troppo particolare. Si può trovare la pace interiore, si può rinascere e diventare persone migliori. Un libro emozionante, a tratti commovente, mai assolutorio né autocelebrativo. Alla fine, ti viene voglia di passare da Las Vegas giusto per andare a cercare Mr Agassi e stringergli la mano. Niente autografo, grazie. Volevo solo farle i complimenti per essere riuscito a trovare un po' di felicità.
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Formato: Copertina flessibile
Devo dire che OPEN mi ha sorprendentemente colpito. E` stato molto interessante capire cosa sta dietro all'atleta Andre` Agassi: un uomo tanto fragile quanto grintoso con un'infanzia condizionata da un papa` autoritario.
Il libro e` scritto in modo scorrevole e piacevole nonostante le sue 480 e passa pagine. Diverse volte vi sono degli anneddoti molto diverteneti che ti fanno capire i retroscena di molte sue vittorie piuttosto che dei suoi momenti di vita quotidiana.
Il finale e` " particolare" ma a tratti commovente.
Insomma, sono partito con molta riluttanza ma devo riconoscere che e` stato una piacevole sorpresa.
Consigliato a tutti coloro che (ovviamente) sono appassionati di Tennis ma anche a quelli che vogliono scoprire cosa si cela dietro ad un atleta anticonformista ma vincente.
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Formato: Copertina flessibile
Non bisogna essere perfetti per vincere. È in questo momento che la carriera di Andre Agassi ha una svolta definitiva: quando uno sei suoi coach-mentori, Brad, gli dice che per diventare numero uno al mondo deve accettare che non riuscirà in ogni partita a tirare il colpo della vita. Anzi. Gli capiterà al massimo quattro, cinque volte all'anno. Eppure, proprio per questo, potrà diventare il migliore. Salirà sulla vetta quando si concentrerà sull'avversario in carne e ossa che gli sta davanti e non su un orizzonte immaginario. Da quel momento in poi non ce ne sarà più per nessuno. E agli effetti le cose sono andate così.
Lo racconta lo stesso Agassi nella sua autobiografia. Con ritmo incalzante il tennista americano ci fa ripercorrere come è riuscito a scalare la classifica ATP e rimanerne al vertice per ben 101 settimane. Non è una storia allegra. Si rimane scioccati ad apprendere che uno dei miti moderni del tennis odiava letteralmente lo sport a cui deve fama planetaria. Si rimane ancora più interdetti se, come ho fatto io da adolescente, hai passato pomeriggi interi davanti alla tv a guardarlo mentre ruggiva dandosi legnate clamorose, per ore e ore, contro Becker, Courier, Sampras e prim'ancora McEnroe e Connors. Poi leggi il suo libro e scopri che uno dei tuoi idoli per anni, per tutte quelle partite, per tutti quelli slam vinti, era costantemente percorso dall'angoscia. Né più nè meno di chiunque altro che si dimena tra ciò che è e ciò che vorrebbe essere. Né più né meno di tanti tra noi. Quando ne prendi piena consapevolezza, il libro di Agassi assume uno spessore inaspettato.
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Di simona il 17 gennaio 2012
Formato: Copertina flessibile
Chi lo avrebbe mai detto? Un'autobiografia (solitamente detesto il genere), che si legge come un romanzo: avvicente ma anche molto triste in alcuni passaggi. Un campione solo e la sua storia. Da leggere.
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Formato: Copertina flessibile
Open è, a mio avviso, un libro bellissimo. E lo è non tanto perchè narra dei successi di uno dei più importanti campioni del tennis di sempre, quanto, piuttosto, perchè mostra in profondità i travagli di un uomo (e ancor prima, di un bambino e di un ragazzo), oltre la sottile e fragile patina dell'apparenza.
Il tennis mi pare quasi un "pretesto" per raccontare ciò che ha condizionato (se non anche fortemente tormentato) la vita di chi non ha avuto facoltà di scelta, di chi ha dovuto subire quanto deciso da altri, senza essere minimamente interpellato. Ed allo stesso tempo - ed è in questo che il libro si rivela anche avvincente - le vittorie ed i successi (spesso sofferti), le rivalità e le sconfitte (talvolta, persino mortificanti) hanno costituito il mezzo per superare lentamente inquietudini ed angosce, per riprendere (chiaramente, solo in parte) quanto era stato da altri negato (la possibilità di scegliere, l'istruzione, l'amore di un padre).
Proprio per questa sorta di espiazione del dolore proprio e delle colpe altrui, per il lento riaffiorare di un'insperata serenità, la storia si rivela infine commovente e, al tempo stesso, rassicurante. Anche alcune delle (francamente, poche: peccato!) fotografie scattate nel corso degli anni danno l'idea di un progressivo rasserenamento del protagonista - emblematiche, mi paiono, in questo senso, quella con Brooke Shields in Sudafrica (da cui trapela una evidente tristezza), e, all'opposto, quella con S. Graf ed i figli, e quella con gli alunni dell'Agassi College, di Las Vegas.
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