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il 19 aprile 2018
Davvero bello questo primo thriller di Marco Apolloni. Innanzitutto molto ben scritto. Ambientato nella riviera del Conero mi ha subito attirata. La trama, originale, permeata da una sottile ironia con dei crescendo di suspence e un finale non scontato. Leggendolo ,mi ha ricordato ,per assonanza , i romanzi noir di Massimo Carlotto anche se completamente diverso ma per con un’ atmosfera simile. Comunque ve lo consiglio! Ci sara’ un secondo romanzo di questo scontroso investigatore?
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I PRIMI 500 RECENSORIil 27 giugno 2018
Formato: Copertina flessibile|Recensione Vine di un prodotto gratuito( Cos'è? )
Premetto che il libro l'ho tutto, dal principio alla fine. Questo romanzo giallo è ambientato ad Ancona, e questo sicuramente è uno dei suoi pregi anche se come qualche lettore lamenta, le digressioni descrittive avrebbero potuto essere più precise. Protagonista assoluto è il detective Tarcisio Muzzo, ex carabiniere, cinico e disincantato, ma che deve fare i conti con il passato, che lui chiama il Fatto. Il Fatto è l'attentato a Nassirya, a cui Muzzo è sopravvissuto. Una volta rientrato in patria, dopo deludenti sedute psichiatriche, Tarcisio lascia la divisa e lavora come detective. Come un Marlowe nostrano, viene ingaggiato da una bellissima ragazza, Elettra, per indagare sul presento suicidio della sua amica Rossana. Le indagini di Muzzo scavano nella vita della vittima e della sua famiglia, e trovano aspetti diversi da quelli della facciata di rispettabilità. Fra bevute di Rosso Conero e donne, a pagamento e non, Tarcisio conduce le indagini fino all'imprevisto finale. Questo libro mi ha lasciato qualche perplessità. innanzi tutto il titolo deve essere spiegato ai non Anconetani: i moscioli sono dei gustosissimi mitili che si trovano nella zona di Portonovo, ma nel romanzo non hanno un ruolo preponderante. Altri punti a sfavore di questo libro sono quelli che ha rilevato prima di me una lettrice anconetana, e a parte l'ambientazione che avrebbe potuto essere più descrittiva, anch'io sono d'accordo sul fatto che il linguaggio nel descrivere le donne sia a volte volgare, e questo lo affermo senza tuttavia essere un bacchettone. Mi rendo conto conto che probabilmente sia sul tenore dei discorsi al bar Sport, ma leggerli in un libro è un altro conto. Il finale mi ha un po' deluso, è un po' affrettato, sembra quasi che arrivato a un certo punto lo scrittore non riuscisse a trovare una via d'uscita per designare il colpevole. Dopo avere elencato i punti deboli del romanzo, secondo me vi sono anche dei buoni punti di forza: certamente l'ambientazione, e l'introspezione del personaggio, che parla sempre in prima persona. Come in tutti i gialli che si rispettino, la vita personale di Tarcisio è adeguatamente tormentata, è separato da una moglie che forse ama ancora e ha una figlia preadolescente che vizia decisamente e vede troppo poco. Lo stile dell' autore è fluido, anche se un paio di volte avrei preferito vedere i congiuntivi coniugati nel modo corretto, ha usato in modo avveduto un'espressione molto colta, "evidenza cartesiana" che mi ha fatto riprendere in mano un vecchio libro di filosofia e mi sono divertito anche in questa digressione.In conclusione: stempero la severità, libro promosso dunque, in attesa di altri romanzi di questo autore, speriamo sempre ambientati nel bel territorio marchigiano e con Muzzo protagonista.
2 persone l'hanno trovato utile
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I PRIMI 100 RECENSORIVOCE VINEil 21 giugno 2018
Formato: Copertina flessibile|Recensione Vine di un prodotto gratuito( Cos'è? )
Amo molto leggere ma non con un tempo limite e per questo non ho mai scelto un libro dalla lista Vine perché, se mi appassiono, lascio perdere tutto, anche il sonno, per il piacere della lettura; se non è così neanche lo termino e, con un libro della lista Vine, non lo posso fare e avere trenta giorni per un libro, in questo caso, sono pochi.
Attirata da un autore che scrive un giallo, argomento che prediligo, ambientato nella mia città di nascita e che, a sua volta è nato nella cittadina in cui vivo, non ho saputo resistere e ho deciso di leggerlo.
Mai avrei dovuto …. Una completa delusione, sotto tutti i punti di vista: personaggio principale, trama, descrizioni e scrittura.
Il protagonista Tarcisio Muzzo, ex carabiniere sopravvissuto a Nassiriya ed ora investigatore privato, ama rapportarsi a Magnum PI ma, chi non ha seguito i telefilm degli anni ottanta (e io li ho visti), non riesce a immedesimarsi e a capire il personaggio, anche perché tutto si limita esclusivamente a auto e donne e tale leitmotiv è usato e riusato.
Come individuo, Muzzo mi ha creato una sorta di repulsione che non mi ha permesso di restare coinvolta nelle indagini anzi, lo considero una persona superficiale, nonostante i drammi vissuti, che entrano qua e là nel romanzo ma che poi si annullano nei commenti volgari rivolti ad alcuni personaggi femminili inseriti nel romanzo che rappresentano i soliti stereotipi di donna (ballerine di night straniere, procaci bariste, belle figliole ecc. ecc.).
La storia non mi ha incuriosito, non mi ha colpito e anche l’epilogo è arrivato per caso, al penultimo capitolo come se a quel punto servisse finire il libro.
Ho letto tanti gialli, ma pochi mi hanno lasciato “niente” come questo e mi dispiace molto doverlo scrivere di un conterraneo che, per giunta, ha l’età di mio figlio.
La scrittura non mi è piaciuta, tanti dialoghi, molti non pertinenti alla storia ed esclusivamente volgari per il mio metro di riferimento, ovviamente.
Avrei preferito, molto di più e l’ho già scritto, alcune descrizioni del mare, dei luoghi della mia bella Ancona e dei luoghi limitrofi come il Monte Conero (menzionato così velocemente che neanche si è capito) o Sirolo descritto come la “famosa spiaggia Urbani” ma chi non la conosce cosa si immagina!?
Solo una volta una veloce descrizione del Duomo, del Porto e poco altro che non mi è rimasto neanche in mente.
Molto probabilmente sarò troppo stagionata per apprezzare la scrittura dell’autore che lascio molto volentieri a coloro che lo apprezzano.

NOTA per l’autore: se vuole scrivere di Ancona da Anconetano deve sapere che non deve scrivere “ ci avemo i moscioli” (pag. 48 ) ma “ c’avemo i moscioli” altrimenti fa veramente una pessima figura…
2 persone l'hanno trovato utile
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VOCE VINEil 8 luglio 2018
Formato: Copertina flessibile|Recensione Vine di un prodotto gratuito( Cos'è? )
Mi sono forzata a leggere il libro anche se inizialmente ho fatto fatica concludendo che la mia iniziale delusione se ne poi andata, è scritto in un modo un po' ironico che diverte.

L'investigazione è un lavoro spesso di pazienza, è come un puzzle quando si mettono i pezzi un po' alla volta insieme per poter iniziare a vedere il quadro completo ,ma a volte possono capitare imprevisti quando ci si avvicina troppo al colpevole/i.

Tarcisio è un ex carabiniere scampato alla strage di Nassiria perchè non è una persona che esegue gli ordini in modo cieco e preciso.
Oggi ha dietro alle spalle un matrimonio distrutto, un po' per colpa del passato che lo tormenta, uno si può sentire in colpa quando sopravvive, ma anche per il suo carattere trovandosi con una ex moglie e una figlia.
Per guadagnarsi da vivere si avventura in una libera professione di investigatore privato con tutte le complicazioni che può portare questo mestiere.
Finalmente gli arriva il primo caso serio quando gli viene richiesto di indagare su un caso di un suicidio sul quale la miglior amica della ragazza morta nutre forti dubbi.
Il libro è raccontato in prima persona da Tarcisio, di giorno investigatore ma di notte un cuore libero che trascina nelle sue avventure anche il suo ex collega e amico maresciallo che incrocia per colpa di un altro caso che ha accettato pensando di risolverlo facilmente con un semplice pedinamento.
In pratica la maggior parte del libro racconta il lavoro di investigazione arricchito con le avventure del nostro personaggio ambientato in Italia com'è adesso, un paese con tanti stranieri dove spesso la giustizia non sembra molto giusta e uno quando pensa di fare le cose in regola ed è posto in pratica cammina sul filo del rasoio. Sempre più spesso si vedono difese le persone cattive causando danno a quelli che hanno reagito pensando di essere dalla parte giusta.
Il libro si legge così così, anche se non è scritto male ci vuole pazienza per arrivare alla parte movimentata con qualche azione.
I personaggi sono tanti con età e categorie sociali diverse non parlando dei caratteri dei personaggi singoli ecc. , non manca neanche un po' di sale e pepe e qualche battutina che a qualcuno potrebbe definirla al limite del volgare che a me hanno fatto piuttosto sorridere, insomma c'è la vita italiana di tutti giorni.
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il 16 luglio 2018
Formato: Copertina flessibile|Recensione Vine di un prodotto gratuito( Cos'è? )
Ho letto questo romanzo con qualche fatica, senza essere entusiasmato né dalla trama (un po' confusa ed a tratti noiosetta) né dall'ambientazione (amo le Marche, ma in questo libro le ho trovate poco presenti, quasi un mero accidente malgrado il richiamo nel titolo e nella fascetta) né dalla tecnica di narrazione (non amo racconti in prima persona).
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il 25 aprile 2018
Scorrevole,appassionante,tiene in sospeso fino alla fine. I personaggi sono descritti con molta cura e la vicenda è coinvolgente... Maggiormente apprezzato il libro anche per l'ambientazione,la regione Marche,dove vivo da qualche anno...
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I PRIMI 500 RECENSORIVOCE VINEil 17 giugno 2018
Formato: Copertina flessibile|Recensione Vine di un prodotto gratuito( Cos'è? )
Si tratta di un thriller particolare, che mi ha preso fin da subito. Mi piace molto la caratterizzazione del protagonista, odioso ma piacevole, che da un momento all’altro ha a che fare con un caso di suicidio.
Ambientato in Italia, precisamente nella zona di Ancona, ultimamente mi piace leggere storie ambientate nei luoghi italiani, soprattutto quelli che ho visitato.
Iniziato a leggerlo, in 3 giorni l’ho divorato e mi è dispiaciuto averlo finito così presto. Una bella scoperta.
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