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Silfrida, la schiava di Roma (Odissea Romantica) di [Greenwood, Isabel]
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Silfrida, la schiava di Roma (Odissea Romantica) Formato Kindle

4.1 su 5 stelle 8 recensioni clienti

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Prezzo Amazon
Nuovo a partire da Usato da
Formato Kindle, 14 mar 2017
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EUR 3,99

Lunghezza: 225 pagine

Descrizione prodotto

Sinossi

ROMANZO (236 pagine) - ROMANCE - Nessuno l'ha mai guardata in quel modo, mai desiderata tanto. Perché lui è l'unico uomo che potrà mai amare.Silfrida è una giovane donna Gota, venduta come schiava dagli usurpatori dell'imperatore Teodosio e poi adottata da una coppia di romani che abita nei pressi di Verona, sulla via Postumia. È timida e timorosa, la evitano tutti a causa della sua origine barbara, ma il Fato è in agguato e la sua vita verrà sconvolta per sempre. Il padre che credeva perduto è il temibile Alarico, a capo dell'orda di barbari che invade il nord Italia. Partirà alla sua ricerca accompagnata da Ghiveric, un giovane e valoroso guerriero goto. Ma i legionari romani sono sulle loro tracce, la battaglia del Tanaro incombe. Riusciranno i due giovani a coronare il loro sogno d'amore e ritrovare Alarico? Isabel Greenwood è lo pseudonimo di un'autrice che ha all'attivo già numerosi racconti, romanzi e partecipa spesso a concorsi letterari. È da sempre appassionata di Storia italiana: Impero Romano, alto e basso Medioevo, Rinascimento. Con il suo ultimo romanzo ha deciso di mettersi in gioco con un'opera più romantica.

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 632 KB
  • Lunghezza stampa: 225
  • Editore: Delos Digital (14 marzo 2017)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B06XJN7C63
  • Word Wise: Non abilitato
  • Miglioramenti tipografici: Non abilitato
  • Media recensioni: 4.1 su 5 stelle 8 recensioni clienti
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: #61.554 a pagamento nel Kindle Store (Visualizza i Top 100 a pagamento nella categoria Kindle Store)
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Recensioni clienti

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Principali recensioni dei clienti

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Purtroppo è un romanzo troppo corto e sviluppato davvero troppo in fretta. Avrei preferito una storia più articolata. La trama di per sè funziona, diciamo che è scorrevole e mi sono comunque affezionata ai personaggi ma poteva essere scritto molto meglio! Lo consiglio come una lettura leggera.
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Quello di Isabel Greenwood è un interessante progetto che cerca di creare un armonico connubio tra due generi apparentemente distanti, il rosa (da oggi in poi userò questo termine al posto dell’anglosassone romance) e lo storico.

Sottolineo apparentemente, perché creare uno storico non significa eliminarne il lato sentimentale; amore e sesso esistono dai tempi della creazione umana, addirittura fu, secondo il libro di Enoch, uno dei responsabili della strana e straordinaria mescolanza di Angeli e umani. Fu l’amore a generare eroi che poi contribuirono alle gesta epiche, quelle su cui fu possibile in seguito impiantare i capisaldi della cosiddetta società civile.

Fu l’amore, anzi la passione, la primaria guida per le azioni di tanti uomini illustri, da Teodorico a Napoleone, da Mussolini a Peron, oppure di tanti scempi splendidamente raccontati nel saggio 101 donne più malvagie della Storia, di Stefania Bonura. E laddove la pazzia fomentava un pozzo oscuro di odi e rancori esacerbati da imitazioni dovute ai pregiudizi di un’epoca, qua in Silfrida la passione fa da cornice a eventi profondamente violenti, che cercarono con la loro metodologia priva del self control vittoriano, di dare una “sistemata” alla scacchiera variegata e caotica del mondo di Teodosio.

Un brevissimo excursus storico. Teodosio, o Flavio Teodosio, fu imperatore romano dal 379 fino al 395 d.c. Fu l’ultimo imperatore a regnare su un impero unificato che fece del cristianesimo non soltanto la religione unica e obbligatoria ma soprattutto un collante capace di tener assieme le diverse parti. Una compagine variopinta e variegata in cui sopravvissero quegli antichi culti che sarebbero poi giunti fino a noi e condannati come diabolici.
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Quando l'affascinante lingua latina incontra la celebrazione dell'amore in ogni sua forma e delle gesta dei popoli antichi, si crea un connubio magistrale, un incastro perfetto di storia e sentimento. Isabel Greenwood narra in modo impeccabile uno spaccato della nostra storia, quella dell'Impero romanzo del 394 d.C., la approfondisce inserendo punti di forza e debolezze dei popoli combattenti e ne dà vita.
Siamo negli anni del regno di Teodosio 379-395 d.C., l'imperatore romano che nel 380 promulga insieme agli altri due augusti, Graziano e Valentiniano II, l'editto di Tessalonica con il quale il cristianesimo diventa la religione unica e obbligatoria dell'intero Impero romano e condanna con pene ed esecuzioni chi pratica culti pagani. Nello stesso anno però i Goti, popolazione nomade denominata barbara e occupante la regione dei Balcani, cominciarono ad effettuare scorrerie e razzie tanto che Graziano rinuncia al controllo delle province illiriche, consentendo a Teodosio di portare avanti delle operazioni militari. Un motivo di grave debolezza degli eserciti romani del tempo era legato alla pratica di arruolare contingenti fra le popolazioni barbare e farli combattere contro altri barbari, spesso etnicamente affini. Nel 382 venne stipulato con i Goti stessi, o perlomeno con quelli che erano scampati alla guerra, un trattato che li autorizzava a stanziarsi lungo il corso del Danubio, che allora costituiva il confine dell'impero, e più precisamente nella Tracia, e di godervi un'ampia autonomia.
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Un romanzo storico inusuale, quasi maniacale nella descrizione dei più minimi dettagli, usando addirittura gli stessi vocaboli che usavano gli antichi romani per gli oggetti, l'abbigliamento di uso comune.
È stato un vero full immersion nella vita degli antichi romani, un vero documentario storico.
Si avverte fin dall'inizio, nel contesto del libro, che c'è uno studio approfondito, una pignoleria estrema nello svolgimento di tutta la storia. Un voler attenersi ai fatti, caratteristica comune più in una storica che in una romanziera... tanto che, ad un certo punto, ho creduto che i personaggi Silfrida, Ghiveric, Tullio e Lucio fossero davvero esistiti.
niziando a leggere di una battaglia fra barbari e romani, per me che ho fatto studi umanistici, mi ritrovata di colpo sui banchi del liceo, di quando studiavo il De bello gallico di Giulio Cesare.
Inutile dire che è stata un'esperienza... rigenerante. No, non fatevi spaventare dai vocaboli o termini arcaici usati più volte nel libro e godetevi invece la storia d'amore tra Silfrida, la figlia di Alarico, e Ghiveric giovane goto.
Dunque, durante la battaglia una fazione di traditori romani truciderà e e saccheggerà il campo Goto lasciato quasi incustodito dagli uomini impegnati nella battaglia. Essi rapiranno tra i tanti bambini anche l'amata figlioletta di otto anni del capo dei Goti, Alarico.
È una prosa molto scorrevole quella di Giovanna Barbieri, quindi non lasciatevi intimidire a volte dalle descrizioni molto dettagliate e meticolose.
Con il suo stile, Giovanna Barbieri ha saputo delinearci abilmente i suoi personaggi facendone scaturire una storia d'amore delicata, malgrado i temi cruenti della battaglia.
Non fatevi intimidire dai termini che, se li trovate un po' ostici, l'autrice ha messo in fondo al romanzo un ampio e ben dettagliato glossario.

Consigliatissimo. by Il mondo delle sognatrici blog
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