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Steve Jobs Copertina rigida – 24 ott 2011

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Recensione

Jobs: vuoi il successo? Fa’ le cose belle e semplici

Marco Bardazzi, Tuttolibri - La Stampa

Indagare sul concetto di leadership è sempre stata una passione americana. Non c’è personaggio pubblico di un qualche spessore che non si confronti con questo tema. Le immancabili biografie a cui ogni presidente degli Stati Uniti si dedica, non appena diventato un pensionato, sono soprattutto trattati sulla leadership. L’ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani, per raccontare come aveva ripulito Manhattan a colpi di «tolleranza zero», scelse di scrivere un libro autobiografico, nel quale le sue mosse da primo cittadino diventavano regole pratiche per dirigenti, manager e boss vari. Titolo, non particolarmente fantasioso: Leadership. Non sorprende dunque veder comparire nello «scaffale dei leader» quello che probabilmente è stato l’imprenditore più geniale che l’America abbia prodotto negli ultimi decenni: Steve Jobs. Se un tempo scienziati e imprenditori studiavano le biografie di Thomas Edison e Henry Ford alla ricerca di ispirazione, oggi è ragionevole vedere come punto di riferimento il fondatore della Apple, scomparso nel 2011. Chi conosce un po’ la figura di Jobs, però, può legittimamente interrogarsi su quale modello di leadership possa incarnare un uomo che era noto per il caratteraccio e temuto da tutti i collaboratori. In realtà Steve Jobs ha molto, moltissimo ancora da insegnare a tutti noi. C’era del metodo anche nelle sue leggendarie esplosioni d’ira, o nel suo perfezionismo ai limiti del maniacale. A cogliere l’essenza del Metodo Jobs è stato il suo biografo Walter Isaacson, che ora ce la propone sotto forma di 14 regole pratiche, supportate da esempi che attingono alla vita dell’uomo che ci ha dato il Mac, l’iPhone e l’iPad.
Le Lezioni di leadership, da tenere sempre a portata di mano e non su uno scaffale, sono nate come lunga inchiesta che Isaacson ha scritto non a caso per la Harvard Business Review, una rivista-cult per la classe dirigente ma anche un serbatoio di idee per creativi di ogni settore. Due imperativi riassumono meglio di altri le lezioni di Jobs: «Concentrati» e «Semplifica». Il primo non è un invito a saper scegliere cosa davvero è importante, a concentrarsi sulle priorità senza disperdere energie. «Decidere quello che non si deve fare - secondo il fondatore di Apple - è non meno importante di decidere cosa si deve fare». È la filosofia che Jobs impose al suo rientro in azienda per salvare la Apple dalla bancarotta ed è il motivo per cui, da allora, la società di Cupertino si è concentrata su pochi prodotti d’eccellenza, invece di puntare su una vasta gamma di modelli come fa la rivale Samsung.
Saper scegliere le proprie priorità è una regola che si accompagna a un altro dei 14 comandamenti di Jobs secondo Isaacson: non fidarsi dei focus group. Cioè, non essere schiavi di ciò che pensa o di ciò che piace alla gente, per un semplice motivo: «I clienti non sanno quello che vogliono finché non glielo abbiamo mostrato noi». Un concetto che potrebbe essere pericoloso nelle mani di un politico, ma che ha una sua razionalità nei campi d’azione dell’innovazione. Quando a metà degli anni 2000 si cominciò a parlare di smartphone, non era chiaro che cosa significasse davvero per un telefono essere «intelligente». Vennero fuori tanti modelli, in buona parte basati sulle indicazioni dei focus group. Poi, un giorno del 2007, Steve Jobs tirò fuori dalla tasca un iPhone e tutti capirono come doveva essere uno smartphone: le caratteristiche le aveva decise la Apple, rispondendo a esigenze che in larga parte gli utenti non sapevano neppure di avere.
«Semplifica» è l’altro mantra di Jobs. Chi lavorava con lui era continuamente sfidato a rivedere i prodotti, rendendoli più semplici senza perdere niente in efficienza: meno spazi, meno tasti, meno viti. Per i progettisti ogni nuovo prodotto era un incubo, reso ancora più complicato dalla tendenza di Jobs a «deformare la realtà» per pretendere l’impossibile (o quantomeno ciò che ai collaboratori sembra impossibile, e che però alla fine si avverava). Il risultato finale era un minimalismo che si è tradotto in bellezza: il design Apple è da tempo materiale da musei di arte contemporanea.
Il perfezionismo di Jobs - un’altra delle sue 14 regole - si estendeva anche alle parti del prodotto che nessuno vedrà mai. Ai progettisti del Mac impose di realizzare circuiti interni di particolare bellezza, con i chip perfettamente allineati, come se fossero un’opera d’arte. Era il frutto di un insegnamento ricevuto dal padre quando era piccolo, che gli raccontava come i bravi falegnami fossero quelli che usavano il legno buono anche per realizzare la parte posteriore dell’armadio, che nessuno avrebbe visto. Un modo di lavorare - e di essere leader - che fa di Steve Jobs un erede degli scalpellini delle grandi cattedrali, quelli che realizzavano con cura le statue sulle guglie più alte e nascoste. Là dove nessuno all’epoca poteva vederle. Eccetto Dio.

Descrizione del libro

Basandosi su più di quaranta interviste con Steve Jobs in oltre due anni, e su più di cento con i suoi familiari, amici, rivali e colleghi, Walter Isaacson racconta l'avvincente storia del geniale imprenditore la cui passione per la perfezione e il cui carisma feroce hanno rivoluzionato sei settori dell'economia e del business: computer, cinema d'animazione, musica, telefonia, tablet ed editoria digitale.

Mentre tutto il mondo sta cercando un modo di sviluppare l'economia dell'era digitale, Jobs spicca come massima icona dell'inventiva e dell'immaginazione, perché ha intuito in anticipo che la chiave per creare valore nel ventunesimo secolo è la combinazione di creatività e tecnologia, e ha costruito un'azienda basata sulla connessione tra geniali salti d'immaginazione e riconosciute invenzioni tecnologiche.

Sebbene abbia collaborato attivamente per questo libro, Jobs non ha chiesto nessun controllo sul testo né ha preteso il diritto di leggerlo prima della pubblicazione. Non ha posto nessun filtro, anzi ha incoraggiato i suoi conoscenti, i familiari, gli antagonisti a raccontare onestamente la verità. E lo stesso Steve Jobs parla candidamente, talvolta in maniera brutale, dei colleghi, degli amici e dei nemici, i quali, a loro volta, ne svelano le passioni, il perfezionismo, la maestria, la magia diabolica e l’ossessione per il controllo che hanno caratterizzato il suo approccio al business e i geniali prodotti da lui creati. Ispirato dai suoi demoni, Jobs sarebbe potuto cadere nell'ira e nella disperazione.

Ma la sua personalità e i suoi prodotti erano una sola cosa, esattamente come l’hardware e il software di Apple, parti di un sistema integrato. Una storia che ci insegna e allo stesso tempo ci mette in guardia, ricca di lezioni sull'innovazione, il carattere, la leadership e i valori.

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Recensioni clienti

Principali recensioni dei clienti

Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Una biografia costruita sugli aneddoti, scegliendo quelli più curiosi, per quanto insignificanti, che farà felici i "fans" di Jobs ma che è ben poco informativa, nonostante le oltre 600 pagine del volume. Un libro esteso, ampio, leggibile, ma poco franco e che senza dubbio rispecchia la visione ufficiale di Jobs.

Il libro è completamente privo di dettagli tecnici sugli apparecchi costruiti da Apple, Next, etc. Ora, io sono perfettamente d'accordo che una biografia contenente l'elenco (tipo elenco telefonico) di tutti i modelli della Apple, della Next etc. sarebbe pesante, inutile, illeggibile, etc., ma qui si esagera nel senso opposto. Non vi è la minima descrizione di che cosa il Lisa o il Macintosh hanno rappresentato per l'evoluzione del software e dell'hardware dei microcomputer, e il lettore non può farsi un'idea esatta di che cosa si siano resi capaci i tecnici della Apple nel realizzare queste macchine meravigliose e anzi potrebbe perfino pensare che ci sia voluto "troppo tempo" per sviluppare il Macintosh (in tre anni), mentre in realtà il lavoro ciclopico che è stato fatto ha quasi del miracoloso.

Il libro è adulatorio e Jobs viene esaltato oltre ogni limite, e per di più in maniera subdola. Certo vengono espresse anche opinioni negative sul suo carattere, sul suo modo di atteggiarsi, ma sono cose già note, poco rilevanti, e comunque inserite (spesso in chiave comica) in un contesto che lo fanno sembrare, come dire, "figo". La sua superiore intelligenza, la sua capacità di immaginare il futuro, etc. etc., insomma le sue innumerevoli doti invece vengono presentate in maniera "consistente" e non vengono neanche per un momento messe in dubbio.
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Ricordo molto bene quando, sotto un ombrello in una serata piovosa, andai con mio padre alla Registri Buffetti. Con 570 mila lire portammo a casa un joystick, uno strano magianastri e un Commodore 64. Avevo 12 anni.
Chi come me ha questo genere di ricordi ha vissuto la nascita del personal computing, in alcuni casi con acquisti emozionanti, in altri desiderando oggetti fuori portata di cui leggeva nelle riviste.
Una delle cose che ho apprezzato di più di questo libro è stato rivedere una storia che ho vissuto da appassionato e da consumatore attraverso la vita di un un indubbio protagonista dei nostri tempi.
Dal punto di vista biografico secondo me il libro si divide equamente in due parti.
La prima ferocemente autentica. Non ci sono sconti. Leggere le dichiarazioni di tutte le persone disturbate dal cattivo odore di Steve Jobs, convinto che la sua alimentazione rendesse inutile la doccia, oltre che divertente è stata una delle prove di sincerità dell'autore. Anche i racconti delle scorrettezze che Jobs faceva senza la minima capacità di sentirsi in colpa testimoniano la volontà di raccontare un uomo nella sua interezza. Anche i fallimenti imprenditoriali sono raccontati nel dettaglio.
La seconda parte mi ha dato la sensazione di essere marketing Apple. Le cattiverie su Steve Jobs diventano più rare e lasciano il posto ad un'epopea di brillanti innovazioni. Non voglio dire che queste brillanti innovazioni non ci siano state, ma che ad un certo punto il libro sembra spostare il focus da Jobs alla Apple. Inoltre tutto viene dipinto in modo positivo, come se le scelte fatte sui prodotti fossero solo il risultato di ciò che è meglio per gli utenti.
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
è decisamente affascinante vedere come un uomo con i suoi pregi e difetti abbia creato ciò che ha creato. davvero una fonte di ispirazione per chi vuole perseguire i propri sogni con determinazione.
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Formato: Copertina rigida
Un libro da leggere tutto d'un fiato: semplice e scorrevole ma molto accuarato ed obiettivo nella ricostruzione dei fatti.
L'autore descrive la vita di Steve Jobs facendo trapelare aspetti del suo carattere e vita personale non a tutti conosciuti: la sua ossessione per la dieta vegana, la scarsa igiene personale e il carattere scontroso.
La cosa che più mi ha colpito è stato il suo percorso: l'uomo che ha cambiato il nostro modo di comunicare e ha lasciato un segno nella storia ha commesso numerosi sbagli prima di raggiungere il traguardo.
Questi aspetti mi hanno fatto riflettere su quanto la nostra società sia focalizzata sulle apparenze, il raggiungimento dei risultati, la perfezione... ma quanto sia importante, per arrivare al successo, rischiare e concedersi di fallire, ed agire senza dare troppo peso al giudizio degli altri.
Mi piace ricordare Jobs come icona dell'anticonformismo.
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Formato: Formato Kindle
Uscendo dall'equivoco. Tutto su Steve Jobs e sul mondo che lo ha circondato. Il pazzo, il visionario, il freddo, l'odioso, il pessimo, il geniale, l'incredibile, l'arrivista, il sognatore Steve Jobs. Mentre leggi lo detesti ma lo ami ed ammiri, non lo capisci ma capisci che è un passo avanti a te ed agli altri, non lo condividi ma tieni per lui. Che dire: sicuramente un libro da leggere, ottimo. Tendenzialmente preferisco testi più brevi ma questo (oltre 600 pag. in cartaceo) l'ho letto di un fiato e cosa che non faccio mai, ho riletto diverse pagine per meglio cogliere in "flash back" alcune sfumature . Da leggere assolutamente.
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