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Terremoto

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Dettagli prodotto

  • Audio CD (29 marzo 2001)
  • Numero di dischi: 1
  • Etichetta: C.G.D
  • ASIN: B00000IHM7
  • Disponibile anche in: Audio Cassetta  |  Vinile  |  Musica MP3
  • Media recensioni: 4.6 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (12 recensioni clienti)
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Principali recensioni dei clienti

Formato: Vinile
Dissento con chi mi ha preceduto nel momento in cui dice che l'album in questione ha sancito la consacrazione dei Litfiba verso il grande pubblico, essendo questo un merito o demerito (a seconda dei punti di vista) da attribuire all'album "El Diablo" del 1990.
Personalmente ritengo "Terremoto" un gran bell'album. Un disco che viene dato alle stampe nel 1993, in piena era "Tangentopoli" e con Cosa Nostra che, con efferata violenza, combatteva la sua guerra allo Stato, alleandosi, quando necessario, con pezzi dello stesso.
Se con "Litfiba 3" (1988) si comincia a percepire l'intenzione da parte dei Nostri di virare verso dimensioni più rockeggianti, se con "El Diablo" approdano nel mare di un rock intriso di venature latineggianti, in "Terremoto" strizzano l'occhio al metal (non a caso, il logo LITFIBA in copertina ricorda, nella grafica, quello dei Metallica).
Ovviamente parliamo di un metal "alla Litfiba", nel quale l'inconfondibile suono della chitarra di Ghigo Renzulli, la fa da padrone a scapito delle tastiere del buon Antonio Aiazzi, comunque prezioso ed impeccabile; a rendere il tutto più hard contribuiscono una 2° chitarra suonata da Fede Poggipollini, già preso in prestito da Ligabue ai tempi de "El Diablo Tour", una sezione ritmica composta dal basso martellante di Roberto Terzani e da un drumming preciso ed heavy affidato alla maestria e professionalità di Franco Caforio, secondo me, ingiustamente dimenticato sia dal duo Pelù/Renzulli che dai fan, e, naturalmente, la grande voce di Piero Pelù che in quest'album è più che mai potente, gutturale, inconfondibile..."targata Pelù" insomma...
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Di 666 RECENSORE TOP 1000 il 1 giugno 2012
Formato: Audio CD
L'accusa talvolta rivolta ai Litfiba degli anni '90 è quella di aver venduto l'anima al dio denaro, e "Terremoto" è spesso citato come il simbolo della (presunta) commercializzazione della band. Assunto con cui personalmente non mi trovo d'accordo, perchè se da un lato è innegabile che l'album segna una svolta sonora non indifferente rispetto alle precedenti prove in studio (soprattutto se il riferimento è agli esordi, che lasciavano presagire ben altre direzioni) strizzando a tratti l'occhio a certe correnti in voga all'epoca, dall'altro è altrettanto vero che il sound del gruppo non si è certo addolcito o reso maggiormente "radio friendly", tutt'altro: "Terremoto" è al contrario un album di hard rock infuocato, probabilmente il più estremo nella discografia della band fiorentina.

La furiosa opener "Dimmi il nome" sintetizza alla perfezione la nuova dimensione-Litfiba: produzione più ruvida che in passato, la chitarra di Renzulli è distorta al limite del Metal e anche i vocalizzi di Pelù sono più aggressivi rispetto al precedente "El Diablo". La successiva "Maudit" si muove su sentieri sonori ugualmente estremi, il cantato al vetriolo è per certi versi reminescente l'Hetfield più recente (siamo nel '93 e non si è ancora spenta l'eco del Black Album) e dimostra che i nostri sono più incavolati che mai contro sistema, convenzioni e classe politica. Tensione che non accenna ad allentarsi anche con "Fata Morgana" (eccellente il riff centrale) e "Soldi", il brano in cui è forse più avvertibile l'influenza della contemporanea esplosione grunge d'oltreoceano.
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Formato: Audio CD Acquisto verificato
A mio parere il miglior album dei Litfiba (ovviamente è questioni di gusti); non c'è un solo attimo che passi in secondo piano e lo si ascolta pienamente dall'inizio alla fine.
Qui siamo nel pieno equilibrio tra il loro primo periodo degli anni '80 e quello di fine '90.
Ho aspettato un po' di tempo per vedere se usciva in qualche nuova veste, magari remaster e/o nuovo packaging, poi, vista la convenienza del prezzo (acquistato all'interno di una promozione), mi sono deciso di acquistarlo comunque.
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Di TT 23 il 6 luglio 2014
Formato: Audio CD Acquisto verificato
I Litfiba sono tra i più grandi gruppi rock italiani di sempre. Sopratutto tra fine anni 80 e inizio anni 90, hanno scritto grandi pezzi. Terremoto è per me il loro miglior album. Uscito nel 93, nei testi risente di quel periodo storico. Sopratutto l'indignazione pubblica per Mani Pulite e la corruzione della politica. Purtroppo le cose non sono cambiate quasi per niente. Percui questo album è ancora attualissimo.
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Di Andrea il 5 giugno 2015
Formato: Audio CD Acquisto verificato
eh, terremoto è terremoto.
L'ho dovuto ricomprare perchè il cd che avevo in macchina me l'hanno rubato.
per chi è un fan dei litfiba è un album che deve esserci assolutamente nella collezione.
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Formato: Audio CD
Ho amato questa band fino a "Litfiba 3" ed il successivo "Pirata", poi mi e' stato chiaro che l'allontanamento di un'irriducibile come Gianni Maroccolo non nascondeva altro che il tentativo del duo Pelu'-Renzulli di rendersi sempre piu' accessibili fino a massificarsi. "Terremoto" esce in piena epoca grunge ed i nostri capiscono che l'unico mezzo esistente per scalare le classifiche e' quello di salire sul treno degli arrabbiati, mostrandosi duri e puri: eleminate le percussioni di Candelo e relegate le tastiere di Aiazzi ad un ruolo marginale, i Litfiba sfornano un disco si duro ma anche banale. Se con i primi tre brani ("Dimmi il nome", "Maudit" e "Fata Morgana") ci si tiene su di un livello piu' che accettabile, gia' dal quarto brano "Soldi" il lavoro prende una piega tra il serio ed il faceto toccando il fondo nella sciocca "Il mistero di Giulia"; dove sono finiti i Litfiba che facevano dell'eleganza e dell'originalita' la loro dote principe, regalandoci suggestioni tex-mex, barocche e zigane? Per chi li ricorda in quella maniera vederli fare il verso ai Black Sabbath non puo' essere che sconcertante, saluti.
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