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Tokyo. Stazione Ueno Copertina flessibile – 27 maggio 2021
Opzioni di acquisto e componenti aggiuntivi
- Lunghezza stampa176 pagine
- LinguaItaliano
- Editore21lettere
- Data di pubblicazione27 maggio 2021
- Dimensioni19.4 x 2.1 x 13.2 cm
- ISBN-108831441175
- ISBN-13978-8831441179
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Dettagli prodotto
- Editore : 21lettere (27 maggio 2021)
- Lingua : Italiano
- Copertina flessibile : 176 pagine
- ISBN-10 : 8831441175
- ISBN-13 : 978-8831441179
- Peso articolo : 160 g
- Dimensioni : 19.4 x 2.1 x 13.2 cm
- Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 145.930 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)
- n. 599 in Narrativa sulla vita sociale
- n. 9.007 in Studi culturali e sociali (Libri)
- n. 13.669 in Narrativa contemporanea (Libri)
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Con Tokyo – Stazione Ueno, Yu Miri riporta, sotto forma di romanzo, le storie dei senzatetto, i “dimenticati” della società, che l’autrice ha ascoltato in prima persona. La vicenda di Kazu riecheggia quella di tanti altri invisibili, figure ormai non più appartenenti al tessuto sociale giapponese e costretti a nascondersi, cacciati dalle forze dell’ordine, al passaggio dell’Imperatore o della sua corte o in vista di qualche occasione importante. E Kazu non fa eccezione: dopo una vita trascorsa a lavorare per mantenere la propria famiglia si rende conto che lui, della famiglia, non sa nulla. Non ha ricordi che lo leghino a sua moglie o ai suoi figli, si è sempre e solo dedicato al lavoro e ora che ha perso prematuramente sua moglie e suo figlio comprende di non appartenere più al mondo che ha sempre creduto di conoscere.
Tokyo – Stazione Ueno è un romanzo di denuncia sociale, passata e presente, in cui Yu Miri, con un’onestà in grado di sfociare in un lirismo sconcertante, tratteggia tutte le contraddizioni di una nazione di cui spesso ci viene trasmesso solo un determinato aspetto: accanto al progresso imperante ci sono ancora realtà rurali che non riescono a stare al passo con i repentini cambiamenti; allo stesso modo, nelle grandi città persona appartenenti alle situazioni sociali più diverse convivono quotidianamente e, altrettanto quotidianamente, si ignorano. Tokyo – Stazione Ueno è la storia degli ultimi, di coloro che la società vorrebbe dimenticare perché testimonianza imperitura di vergognosi fallimenti; è una storia non facile da leggere ma che si rivela necessaria se si vuole comprendere davvero il Giappone, toccando con mano anche tutti quegli aspetti che fin troppo spesso si decide di tralasciare.
Recensito in Italia il 12 giugno 2023
Con Tokyo – Stazione Ueno, Yu Miri riporta, sotto forma di romanzo, le storie dei senzatetto, i “dimenticati” della società, che l’autrice ha ascoltato in prima persona. La vicenda di Kazu riecheggia quella di tanti altri invisibili, figure ormai non più appartenenti al tessuto sociale giapponese e costretti a nascondersi, cacciati dalle forze dell’ordine, al passaggio dell’Imperatore o della sua corte o in vista di qualche occasione importante. E Kazu non fa eccezione: dopo una vita trascorsa a lavorare per mantenere la propria famiglia si rende conto che lui, della famiglia, non sa nulla. Non ha ricordi che lo leghino a sua moglie o ai suoi figli, si è sempre e solo dedicato al lavoro e ora che ha perso prematuramente sua moglie e suo figlio comprende di non appartenere più al mondo che ha sempre creduto di conoscere.
Tokyo – Stazione Ueno è un romanzo di denuncia sociale, passata e presente, in cui Yu Miri, con un’onestà in grado di sfociare in un lirismo sconcertante, tratteggia tutte le contraddizioni di una nazione di cui spesso ci viene trasmesso solo un determinato aspetto: accanto al progresso imperante ci sono ancora realtà rurali che non riescono a stare al passo con i repentini cambiamenti; allo stesso modo, nelle grandi città persona appartenenti alle situazioni sociali più diverse convivono quotidianamente e, altrettanto quotidianamente, si ignorano. Tokyo – Stazione Ueno è la storia degli ultimi, di coloro che la società vorrebbe dimenticare perché testimonianza imperitura di vergognosi fallimenti; è una storia non facile da leggere ma che si rivela necessaria se si vuole comprendere davvero il Giappone, toccando con mano anche tutti quegli aspetti che fin troppo spesso si decide di tralasciare.
Ma Kazu ha scelto di lasciare la sua casa, le cure di sua nipote, per non pesare più, per non essere più accudito dopo la morte della moglie Setsuko, dopo la disperazione di aver perso suo figlio Koichi nato il 23 febbraio del trentacinquesimo anno dell’era Showa, lo stesso giorno del principe ereditario. Ma Koichi è morto alla giovane età di vent’anni.
Yu Miri è un’autrice sudcoreana, vincitrice del National Book Prize per la miglior opera straniera, cresciuta in Giappone e di lingua giapponese, ritrae la società nipponica nel bene e nel male, senza puntare il dito nelle sue contraddizioni, ma estendendo lo sguardo sui limiti che anche una grande società possiede, nella sua modernità, che chiude gli occhi ai disagiati, quelli che sopravvivono, raccattando lattine di alluminio, quelli che possiedono poche cianfrusaglie in un carrello della spesa, quelli che devono sparire al passaggio dei dignitari imperiali.
Tokyo- Stazione Ueno è l’immagine pura delle bellezze giapponesi, un tour affascinante tra storia e religione, cultura e tradizioni: Yu Miri scandaglia con una eccezionale potenza narrativa, un Giappone contemporaneo legato comunque al suo passato millenario, attraverso la voce di Kazu, ci addentreremo nella cultura nipponica, i riti funerari, le tipiche pietanze, il sakè e le feste celebrative, i comunicati, le notizie del tempo di ieri e di oggi, Kazu ci narra la sua vita sempre al limite, dei suoi mestieri lontano da casa, per mantenere la sua famiglia, due figli e una moglie, delle sue difficoltà, ma anche e soprattutto le storie di chi come lui non ha più nulla. Una umanità che sopravvive tutti i giorni al malessere quotidiano in cerca di cibo, di rifiuti recuperabili, di qualsiasi cosa abbia un pur minimo valore.
La critica sociale di Yu Miri è pacata dai toni intimistici, è uno sguardo al di là del orgoglio nazionalistico, è frutto del delicato lavoro che ha portato la scrittrice a narrare le storie di chi vive agli angoli della società, dove la dignità è calpestata da una condizione al limite della sopravvivenza.
Tokyo – Stazione Ueno è stata una tra le più belle letture di maggio.








