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Da bambino ero sovietico di [Poggi, Leonardo]
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Da bambino ero sovietico Formato Kindle

4.9 su 5 stelle 8 recensioni clienti

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Prezzo Amazon
Nuovo a partire da Usato da
Formato Kindle, 20 set 2013
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EUR 2,99

Lunghezza: 243 pagine Miglioramenti tipografici: Abilitato Scorri Pagina: Abilitato

Descrizione prodotto

Sinossi

I giochi con Zima e Vova. I calabroni al guinzaglio, Svetlana con l’accetta e il corso al teatro di danza. Leonardo Poggi ripercorre le avventure della sua infanzia bielorussa negli anni 70 e 80, e lo fa raccontandole ai suoi amici di un social network mezzo abbandonato ma pieno di spiriti allegri, che si radunano intorno a questo camino virtuale ad ascoltare le storie e ribattendo con le proprie. Ne nasce una serie di conversazioni talvolta commoventi, più spesso comicissime, narrate con uno stile originale, molto più vicino al parlato che allo scritto.

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 991 KB
  • Lunghezza stampa: 243
  • Utilizzo simultaneo di dispositivi: illimitato
  • Editore: Leonardo Poggi; 1 edizione (20 settembre 2013)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B00FC6VGNC
  • Word Wise: Non abilitato
  • Miglioramenti tipografici: Abilitato
  • Media recensioni: 4.9 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (8 recensioni clienti)
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: #61.798 a pagamento nel Kindle Store (Visualizza i Top 100 a pagamento nella categoria Kindle Store)
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Principali recensioni dei clienti

Acquisto verificato
Il fascino arcaico dei racconti intorno al fuoco trasposto sul mezzo contemporaneo per eccellenza del social network: dove si interloquisce, si ride (molto), si commentano i ricordi esilaranti dell'autore e se ne aggiungono di propri. Il tutto raccolto e confezionato, con una revisione limitata all'indispensabile, sotto forma di ebook. E l'argomento, di interesse straordinario: niente di meno che l'Unione sovietica degli anni '70 - se non proprio il regno del male, almeno della pesantezza per antonomasia, nel nostro immaginario collettivo - osservata con lo sguardo allegro e leggero di un bambino, solito trascorrervi lunghe vacanze dalla nonna: i giochi pericolosi e un po' folli nelle sterminate periferie urbane, la scuola di danza, il sontuoso circo, gli appartamenti condivisi che danno luogo ai più grotteschi equivoci, le file ai negozi per comprare un salame gustosissimo (ma rigorosamente unico articolo in assortimento), gli ossessivi controlli alla dogana, con i poliziotti russi alla ricerca di codici di spionaggio perfino negli appunti per una partita di scacchi. Le cicche e i jeans bramati da tutti e portati in dono, le lattine di Fanta esposte in vetrina come preziosi cimeli, i distributori stradali di succo di mela dispensato in un unico bicchiere a disposizione di tutti, gli ubriaconi che dividono in tre una bottiglia di vodka, segnalandosi a vicenda le proprie intenzioni col semplice andare in giro con un bicchierino vuoto in pugno, la vecchietta che rifiuta categoricamente di condividere le ciliegie della pianta che le cresce davanti casa in nome del comunismo, pronta a difenderle a colpi di bastone.Ulteriori informazioni ›
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Di Alias il 27 settembre 2013
Acquisto verificato
Leggere le storie di Leonardo Poggi mi ha divertito molto. Lo stile narrativo in stile chat è un po' strano, ma una volta capito il funzionamento anche i commenti diventano parte integrante del racconto.
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Leonardo Poggi ha aperto la scatola dei suoi ricordi ad una comunità di amici che si trova in rete. E facendolo è come se si fosse inventato uno stile tutto suo, a metà tra la tradizione orale e la narrativa, il tutto filtrato dalle logiche di un social network.
Scorrendo gli aneddoti si è spettatori sia delle sue parole, che non stancano mai, sia degli ascoltatori stessi dei racconti, ruoli che molto spesso si invertono piacevolmente diventando gare al ricordo più piacevole o divertente. Il libro non annoia mai, e alterna momenti di grande divertimento (risate fragorose) o racconti e ricordi più profondi e riflessivi, dalle condizioni di vita nel blocco comunista fino ai dettagli delle convulse giornate di Genova per il G8 del 2001.
La definizione di FriendFeed nella prefazione, per chi conosce o ha conosciuto quei luoghi, è sincera e sentita, e quindi vera, e anche la commistione di temi e contesti ne è la prova.
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Acquisto verificato
Il libro è molto bello e lo consiglio, fondamentalmente per due ragioni. Primo: l'ambientazione; secondo; la tecnica narrativa. Ambientazione: la maggior parte dei racconti rievocano situazioni vissute dal Poggi nell'URSS pre-perestrojka, un mondo che era semisconosciuto per molti già allora e che è interessante poter vedere oggi con gli occhi di un testimone diretto.
Tecnica narrativa: l'aneddoto. Al Poggi riesce molto bene: in due parole, sa raccontare. Sia quando c'è da ridere, sia quando c'è da star seri o col fiato sospeso; sia quando si rievocano semplicemente i giochi di un bambino e sia quando i suoi racconti diventano lo spunto per riflettere sulle differenze tra la vita al di là e al di qua della cortina di ferro.
Lo stile è sempre piacevole e curato, pur nell'informalità dell'ambiente-chat. Anche l'idea di riportare pari pari i dialoghi Friendfeed in linea di massima è azzeccata; però, secondo me, contiene l'unico (piccolo) limite del libro: siccome naturalmente non tutti gli interventi dei friendfeeders sono omogenei rispetto a quelli dell'autore, sia come stile che come capacità narrativa, in qualche passaggio abbassano un pochino il livello del racconto. Niente di che, comunque, rispetto alla qualità complessiva del libro.
Insomma, siccome l'autore è proprio bravo, nel prossimo libro spero che si prenda ancora più spazio rispetto ai suoi pur simpatici compagni di chat :-)
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