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Commento: Milano, Bompiani Ed. 2011, cm.14x21,5, pp.520, alcune figg.bn.nt. br.cop.fig. (taglio inferiore con una macchia di alcuni cm.). Coll.Vintage.
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Il cimitero di Praga Copertina flessibile – 29 giu 2011

3.3 su 5 stelle 129 recensioni clienti

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Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 520 pagine
  • Editore: BOMPIANI (29 giugno 2011)
  • Collana: Vintage
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8845268969
  • ISBN-13: 978-8845268960
  • Peso di spedizione: 640 g
  • Media recensioni: 3.3 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (129 recensioni clienti)
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 102.501 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)
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Recensioni clienti

Principali recensioni dei clienti

Formato: Copertina flessibile
Eco è un grande erudito e fa sfoggio della sua infinita cultura con dettagli che il lettore medio, anche se di buona istruzione, fa fatica a cogliere o non coglie tout court. Il libro è a tesi, e vuole dimostrare che i complotti sono sempre esistiti, per cui figuriamoci a che livello siamo arrivati oggigiorno. La prosa di Eco è spesso prolissa e la sovrapposizione di ben tre narratori rende pesante e talvolta complicato seguire la trama. Ho letto random queste critiche, sui giornali e su Amazon: tutto vero.
Resta però il fatto che, a dispetto dell'indubbia passione dell'autore per gli esercizii di stile e del suo mal represso autocompiacimento nell'esibizione della propria enciclopedica cultura, il romanzo si legge benissimo, fila liscio come l'olio dal punto di vista del plot e, se anche all'inizio si fatica a raccapezzarsi tra Simonini, abate Dalla Piccola e narratore super partes (che fa tanto Manzoni), la storia è avvincente nonchè a tratti esilarante.
Certo io personalmente ero molto più giovane quando lessi Il nome della rosa e La misteriosa fiamma della regina Loana, e può darsi che li trovai più ostici per questo, tuttavia la mia impressione è che Il cimitero di Praga sia un esperimento infinitamente più riuscito di narrativa d'intrattenimento coniugata alla cultura. Se non altro perchè giunti alla fine del libro, fine peraltro abbastanza prevedibile - e forse qui sta il bello - ci si sente subito spinti a cambiare nomi e luoghi per verificare l'adattabilità dell'intreccio al tempo presente... e purtroppo, com'è ovvio, il giochetto è tristemente facile.
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Formato: Copertina flessibile
Bisogna riconoscerlo: l'impianto di questo romanzo è geniale, la storia di un falsario smemorato e dalla doppia personalità richiama motivi di Borges e di Pirandello. Il protagonista è quello che si chiama un 'narratore non affidabile', per più di una ragione. Eco gli attribuisce una quantità incredibile di falsificazioni, intrighi e imbrogli, e delinea un personaggio che, nella sua totale amoralità e negatività, è tuttavia affascinante come il Ripley di Patricia Highsmith. Simonini, il protagonista, l'unico inventato, come dice Umberto Eco, partecipa del nefasto antisemitismo del suo tempo, ma vedremo che il suo disprezzo non si limita agli ebrei, ma si estende a tutta l'umanità. E le menzogne di cui si avvolge lo hanno isolato da quell'umanità che disprezza e sfrutta. Sullo sfondo, eventi storici come il risorgimento Italiano, la guerra franco-prussiana, l'affare Dreyfus, tutto visto attraverso le lenti deformanti della mentedi uno dei più interessanti personaggi negativi che la letteratura abbia prodotto.
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Di Fede RECENSORE TOP 500 il 30 luglio 2013
Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Sicuramente scritto bene. Sicuramente molto erudito.
Ma sono arrivato in fondo con fatica e mi è rimasto poco di ciò che ho letto.
Ho trovato eccessivamente complessi la trama e il continuo passaggio da un personaggio all'altro.
Tutt'altra cosa dal Nome della Rosa.
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Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Un libro spiritoso e commerciale, anche se intelligente. Rispetto ad altri romanzi dell'autore è più agevole, sebbene solo una conoscenza della storia culturale e politica dell'800 e '900 permetta di apprezzare a pieno il romanzo. Si tratta di una storia del complotto e del complottismo, in base all'idea che il racconto del complotto sia in realtà la causa del complotto stesso (sia che il complotto sia solo immaginato, come nel caso del presunto complotto ebraico, sia che esso diventi reale, come nel caso del nazismo stesso, che di fatto si ispirò ai Protocolli del savi di Sion, il falso redatto dal protagonista Simonini). In questo senso il precedente è senza dubbio un romanzo sul medioevo di Eco, Baudolino: i protagonisti, i mai esistiti Baudolino e Simone, con le loro azioni o con i loro falsi documenti fanno accadere i più importanti avvenimenti storici del loro tempo. Così l'antisemitismo esasperato di Simone allo stesso tempo nutre l'atavico antisemitismo europeo e trova in esso un terreno fertile.Tuttavia in realtà è Simone il vero artefice dei complotti, per cui studenti innocui o rivoluzionari improbabili, ma anche ufficiali di vario tipo vengono incastrati dai vari governi perché accusati proprio di complotto.
Altro messaggio che indica quale sia l'idea di Eco circa il complottismo è la convinzione di Simone che sia sufficiente che un racconto risuoni su voci diffuse perché esso sia considerato vero da tutti.
Ancora una volta la luce sinistra del nazismo ricade su Simone: Goebbels diceva che basta ripetere molte volte una bugia perché diventi verità.
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Formato: Copertina flessibile
Umberto Eco romanza gli avvenimenti storici che hanno portato alla creazione dei Protocolli dei Savi di Sion con il diario di un falsario che odia gli ebrei.
Il romanzo ha un intreccio avvincente in cui il falsario subisce la propria trasformazione pur di far evolvere i suoi protocolli in base alle necessità dell'ideologia e dei fini, politici, sociali o militari, dell'acquirente di turno. La trasformazione porterà il falsario ad essere una spia, un infiltrato, un agitatore, un dinamitardo e nel mentre a fare di sé stesso un falso indistinguibile dall'autentico.
Con questo libro, l'autore mostra quanto, peggio della riscrittura orwelliana della storia, la storia possa essere non solo falsata ma addirittura plasmata in una maniera tanto sconvolgente da sembrare irreale, e invece i Protocolli hanno influito davvero sulla nostra storia fino alla soluzione finale e allo sterminio di milioni di persone.
Gli unici punti a sfavore del libro sono alcune frasi troppo lunghe e un eccessivo groviglio dei fatti storici nell'ultima parte.
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