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Il condominio Copertina flessibile – 9 luglio 2014
Opzioni di acquisto e componenti aggiuntivi
- Età di letturaDa 3 anni in su
- Lunghezza stampa192 pagine
- LinguaItaliano
- Dimensioni13 x 1.22 x 19.99 cm
- Data di pubblicazione9 luglio 2014
- ISBN-108807884895
- ISBN-13978-8807884894
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Dettagli prodotto
- Editore : Feltrinelli; 11° edizione (9 luglio 2014)
- Lingua : Italiano
- Copertina flessibile : 192 pagine
- ISBN-10 : 8807884895
- ISBN-13 : 978-8807884894
- Peso articolo : 249 g
- Dimensioni : 13 x 1.22 x 19.99 cm
- Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 9,662 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)
- n. 959 in Narrativa contemporanea (Libri)
- n. 1,209 in Narrativa letteraria (Libri)
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Il grattacielo, dotato di tutti i più moderni comfort, si presenta inizialmente come una sorta di isola felice da cui quasi non sembra necessario uscire, tanto è accessoriato. Una serie di blackout, e di conseguenti malfunzionamenti dei principali servizi, mette a nudo la fragilità della struttura, dovuta alla sua eccessiva complessità. I blackout sono il casus belli che fa esplodere tensioni già presenti all’interno del condominio, ma finora trattenute dalle regole di una civile convivenza e dal savoir-faire.
Emergono quindi lotte di classe tra i condomini dei piani bassi e quelli dei piani alti, faide tribali per il controllo di ascensori e scale, mentre i pianerottoli sono teatro di scontri fisici e barricate. Invece di fuggire da questa situazione o cercare aiuto all’esterno, i condomini subiscono una specie di oscura fascinazione da parte dell’edificio e non lo abbandonano, immergendosi sempre più in una spirale di violenza.
Emblemi del conflitto sociale sono Richard Wilder, il rozzo regista che vive in un piano basso e vuole tentare la scalata all’attico, ed Anthony Royal, l’architetto dell’edificio che si presenta come una specie di novello demiurgo. Su tutti spicca la figura di Robert Laing, il giovane medico protagonista che sperava di trovare nel condominio un’oasi di anonimato e che invece viene coinvolto nel caos generale e vede sgretolarsi la sua sanità mentale insieme al sistema del grattacielo.
Il romanzo è scritto in uno stile chiaro e coinvolgente e si legge con grande piacere, nonostante la situazione agghiacciante che viene narrata. I personaggi sono descritti in maniera realistica ed efficace, non solo i tre principali ma anche i comprimari che popolano il vasto condominio.
Dal romanzo è stato tratto il film “High Rise”, uscito a marzo 2016 e purtroppo ancora inedito in Italia, che, nonostante qualche libertà narrativa, riprende fedelmente lo spirito del libro. Il film è uscito per il mercato inglese e lo consiglio a tutti gli appassionati di questo splendido romanzo.
Il grattacielo è un’immensa macchina non collettiva ma individuale, un punto di arrivo per sfuggire ad ogni genere di rapporto.
I suoi abitanti rappresentano il nuovo modello esistenziale di fine secolo, caratterizzato dal rapido avvicendarsi delle conoscenze, dallo scarso coinvolgimento degli altri, dalla totale autosufficienza di una vita che, non avendo bisogno di nulla, non può patire delusioni.
Più’ la vita, li’ dentro, si fa arida ed anaffettiva, maggiori sono le possibilità offerte, a rappresentare il perfetto modello d una tecnologia espressione di una psicopatologia autenticamente libera.
Vivere qui richiede un comportamento acquiescente, controllato, forse anche un po’ folle, nel grattacielo uno psicotico si troverebbe a suo agio.
Vi risiedono un insieme apparentemente omogeneo di professionisti ad alto reddito strutturati in tre aree disunite ed ostili, con una distinzione sociale classica, qui potere, capitale, egoismo sono di casa.
Che cosa accadrebbe se un giorno, improvvisamente, questo status quo venisse azzerato e capovolto, se un blackout di alcune aree condominiali annullasse distinzioni e privilegi, se anarchia ed autarchia prendessero il sopravvento, in un realismo fatiscente e spudorato?
Nuovi equilibri, un caos organizzato, il tentativo di conservazione della “ specie “ e una lotta senza confini per la sopravvivenza, scalando il grattacielo, difendendo i diritti acquisiti, scoperchiando tutto il marcio da sempre presente. Feste di ubriachi, risse, saccheggi negli appartamenti vuoti ed aggressione agli inquilini isolati.
Il blackout andrà espandendosi, rendendo la vita impossibile, un’ erosione lenta e costante, una valanga psicologica verso il basso, coinvolgendo direttamente gli inquilini dei piani alti, in un sovvertimento dove abbondano torture, atrocità, anarchia, una guerra di una civiltà dissolta, isolati dal mondo esterno divenuto un’oasi di pace, mentre qui imperano violenze notturne, pareti coperte di slogan, oscenità e liste di appartamenti da devastare.
La separazione del grattacielo dall’ esterno segnerà una nuova era, senza alcuna struttura sociale, con la dissoluzione dei clan, inscenando piccoli gruppi di assassini e cacciatori solitari.
Esso conserva un assetto immodificato, da’ ancora protezione e sicurezza, i suoi inquilini continuano a produrre grandi quantità di rifiuti, ma va affermandosi un nuovo ordine a tre ossessioni: sicurezza, cibo, sesso.
La sera il condominio si chiude in se stesso, buio e silenzioso, come se tutti oltrepassassero una zona di confine, la notte per sfuggire al terrore ci si rifugia nel proprio appartamento.
Si potrebbe affermare che qui la vita comincia ad assomigliare a quella del mondo esterno: le stesse crudeltà e violenze celate entro una serie di cortesi convenzioni e, paradossalmente, nella dissoluzione più estrema, la meta finale è la costituzione di un regno in cui gli impulsi devianti siano finalmente liberi di manifestarsi.
“ Il condominio “ presenta una visione dissolta e distopica di una società corrotta, marcia, amorale, un luogo costruito per l’ assenza dell’ uomo in sua presenza, esito della volontà onnipotente di colonizzare il cielo, mentre il bieco e maligno pettegolezzo demonizza gli inquilini dei piani superiori ed una nuova organizzazione individuale considera affetti, emozioni, preoccupazioni come mostri di insensibilità ed indifferenza.
In verità tutto e’ già presente nella premessa, un modello di socialità asociale pronta a rendere possibile l’ impossibile, a trasformarsi in un incubo, tratteggiando protagonisti diversamente uguali, scene paradossali e tragicomiche, un eccesso di tutto che ne diviene il limite estremo.
la scrittura è una continua descrizione di un degrado crescente, i pochi personaggi sono vuoti, non parlano mai, non c'è la minima introspezione... la trama praticamente non va mai avanti, è una continua attesa che succeda qualcosa e che la storia parta, ma questa non parte mai...
onestamente il libro, nonostante le sole 200 pg mi è stato molto pesante e noioso e non mi ha proprio lasciato niente
Storia distopica, al giorno d'oggi neppure troppo, su come l'essere umano si rivela civile solo finché permangono le condizioni imposte dalle convenzioni sociali.
Prosa tipica di Ballard... o ti piace o rinunci a leggere dopo tre pagine.
Editorialmente l'edizione è impeccabile e venduta ad un prezzo congruo.
Storia distopica, al giorno d'oggi neppure troppo, su come l'essere umano si rivela civile solo finché permangono le condizioni imposte dalle convenzioni sociali.
Prosa tipica di Ballard... o ti piace o rinunci a leggere dopo tre pagine.
Editorialmente l'edizione è impeccabile e venduta ad un prezzo congruo.
non ha dato il massimo di se stesso nel Condominio.
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Consiglio comunque di leggerlo, e' una lettura veloce che puo' dare spunti interessanti di pensiero sulla natura dell'uomo e sulla societa' in cui viviamo.















