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cleale

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Grikon
Grikon
da Marco Casolino
Edizione Copertina flessibile
Prezzo: EUR 13,11
6 nuovo e usato a partire da EUR 13,11

1 di 2 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle Quando a cantare le nostre canzoni era Mal (dei Primitives), ed era pure bravo, 26 ottobre 2012
Questa recensione è su: Grikon (Copertina flessibile)
C'erano una volta gli scrittori che sapevano di scienza.. E di solito lo si veniva a sapere dopo. Chi ha mai letto Dostoesvkij con l'idea che il nostro avesse studiato ingegneria? Carlo Emilio lo chiamavano già così, ma al limite ci si dava una pacca sulla fronte dicendosi "Ecco perché tutta questa mania di classificare!". Stessa cosa con il Reverendo Dogdson, che la matematica la metteva nel ritmare la parola e legarla a un metronomo ancora più sconclusionato del gatto del Cheshire. Di Giordano non parlo perché non l'ho letto. Di Calvino e dell'OuLiPo parlerei volentieri, ma non adesso e non qui.

Di Marco Casolino, invece, prima ho saputo che faceva il fisico, e poi che era anche scrittore. E così mi è venuto naturale cercare nella lettura di Grikon tutti quegli elementi che potessero soddisfare i miei orizzonti di lettura più beceri e farmi dire "beh, certo, chiaro, è uno scienziato". Non che non ce ne siano (l'autore sceglie addirittura di mettere in campo il mistero ultimo della scienza moderna, la conciliazione tra teoria dei quanti e relatività... nella prossima opera gli toccherà confrontarsi quantomeno - e seriamente - con la divinità!) non che non ce ne siano, dicevo, ma la prima piacevolissima scoperta di questo libro è che l'autore ha tante altre vene con cui dissetarci. La conclamata passione per l'anime, il cartone animato giapponese, va di pari passo con la passione per un tipo di letteratura di altri tempi, di puro intrattenimento ma mai dozzinale, un tipo di sapore che si è perso nella narrazione di oggi, o che perlomeno io non ritrovo più, perché snobbato. E' una narrazione che sa di Isole del Tesoro, di Corriere dei Piccoli quando ancora erano ammesse le vignette "coloniali", con i negretti che facevano cose buffe, di Avventure di Tin Tin.
E' un tipo di narrativa - sì, narrativa, è questa la parola giusta - slegata da ogni obbligo, dove tutto è possibile, anche creare un sistema di relazioni che unisca ben 42 personaggi (vabbè, non tutti, ma quasi) in un poliedro perfetto di parentele/vecchie amicizie/amori "in un continuo susseguirsi di colpi di scena" (vedete? Non c'è veramente altro modo di definirlo). In altri casi non l'avrei perdonato, qui invece sono stato al gioco. E quando questo accade, vuol dire che il libro funziona, perché è la fiction a funzionare.
Stessa cosa per la trama, dove lo scienziato Casolino deve essersi preso le sue soddisfazioni: il romanzo non ha 1 idea alla base, ne ha a decine, e ognuna di queste avrà necessitato del suo tempo, della sua ricerca, di tanto tempo per capire come incastrarla a quella vicina. Il meccanismo non è particolarmente complicato, ma è appassionante, perché a muoverlo è quel gusto dell'avventura per l'avventura (di genere si direbbe in Giappone, un "genere" inesistente in Italia, dove tra il grande pubblico sopravvive a malapena il noir) tout court.
Riassumiamo: una piccola Recherche, dove da ritrovare sono una narrazione giocosa d'altri tempi, ingenua forse (ma è un tratto ricercato, volontario) ma di qualità indiscutibile, quella che accelera verso il finale facendoti leggere d'un fiato le ultime 50 pagine; tutte ma proprio tutte le proprie passioni - i cartoni animati anni 70, (immagino) le storie d'avventura e di fantascienza, i telefilm quelli con la struttura cronometrata, per cui al 47imo minuto interveniva il colpo di scena a ribaltare le previsioni in tempo per la sigla di chiusura al 53imo; gli amori leggeri, fatti di quello che succede e non di quello che si pensa; la scienza della fantascienza, quella che parte dalla scienza per arrivare alla fantascienza (con il vantaggio che ne parla uno con cognizione di causa, e si può anche imparare qualcosa).
L'impressione che l'autore abbia messo tanto, forse troppo, dentro questo romanzo d'esordio, c'è. Ma forse era necessario. D'ora in poi, magari in un racconto di più corto respiro, si parrà la sua nobilitate.

Che dite? La trama? Seee, pare facile!


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