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Recensione cliente

I PRIMI 500 RECENSORIil 11 gennaio 2016
Chiara va al lavoro, torna ogni giorno a casa dal suo fedele gatto, mangia, dorme (per quel che le riesce)… la sua vita va avanti, ma può davvero essere considerata “vita” questa?
È passato quasi un anno da quando ha visto il suo matrimonio saltare e, ancor peggio, da quando l’uomo dei suoi sogni è scomparso tragicamente nello scoppio della miniera in Sierra Leone dove era solito recarsi per i suoi affari.
Chiara è troppo buona per tagliare del tutto i ponti con i fratelli del compagno defunto, nonostante rivedere il volto pressoché identico del gemello di Roscoe, Damian, e scorgere nella determinazione di Gladys la stessa fiamma che alimentava quella del suo uomo la spezzi ogni volta. Così, quando il gemello biondo e gentile le comunica di dover volare dalla Scozia alla volta dell’Italia, Chiara non ha dubbi: sarà lei a ospitarlo.
Nel suo intimo, ognuno dei membri della famiglia sta vivendo il proprio dramma personale; Damian ha finalmente aperto gli occhi al suo compagno Brian su quelli che sono i suoi reali gusti sessuali ma si trova a dover combattere con l’istinto di cacciatore che è radicato nel suo amante, che fatica ancora a metabolizzare quel cambiamento, mentre Gladys, la regina dei ghiacci, sembrava restia (più per paura che per abitudine) ad abbandonare lo scettro, pur avendo accanto uno degli uomini più passionali e istintivi di tutta la Scozia, il tenente Matthew Gleason.

«Non puoi lasciarmi» la voce di Brian era quasi una supplica.«Non posso averti» gli fece eco Damian. E il loro mondo crollò.

C’è anche qualcun altro che ancora non si rassegna alla scomparsa di Roscoe, il fidato collaboratore Jack Darril, che pur non condividendo lo stesso DNA del giovane Mac Talbot, passa le giornate indagando sulle dinamiche dell’incidente che l’ha portato via, come farebbe un vero fratello.
È in uno dei suoi giri che il fido collaboratore si imbatte in una notizia importante e travolgente che cambierà le carte in tavola: qualcuno se ne sta andando in giro per la Sierra Leone usando il suo nome e cognome e quel qualcuno sembra rispondere alle caratteristiche di Roscoe. Sono decisioni fondamentali quelle che lo aspettano, combattuto fra la necessità di condividere con i fratelli Mac Talbot la scoperta e il cercare altre prove che fortifichino la sua teoria. E Chiara? Forse è meglio aspettare il momento propizio per rivelarle ogni cosa, potrebbe non essere pronta.
Una cosa su cui non si sente davvero pronta è concedersi ad un altro uomo, diventa palese nel momento in cui si imbatte in Saverio e si trova dopo tempo a sentirsi corteggiata e desiderata. Tutto le urla di andare avanti e dimenticare ma al cuore non si comanda, e metterlo a tacere è più difficile di quanto si possa pensare.

Il cuore saltò un battito e il fiato le si mozzò in gola, «Roscoe…» sussurrò rimanendo sconcertata. La mano sulla bocca non riuscì a evitare il suono soffocato di un singulto. Fermo nel cono d’ombra dell’ingresso, c’era un fantasma, il suo Highlander.

In questo secondo romanzo l’evoluzione dei personaggi principali è progressiva e coerente. Tutti si trovano a gestire i cambiamenti che la scomparsa di Roscoe ha portato. La serenità guadagnata nel primo romanzo lascia il posto ai dubbi e alle incertezze. L’autrice sceglie con cura la direzione di ognuno e le conseguenti reazioni dei loro compagni. Su tutti, esattamente come nel primo capitolo della trilogia, spicca Damian.
Un processo magistrale il suo, una risposta precisa per tutti quelli che nel corso della sua vita hanno sostenuto fosse l’anello debole della famiglia, quello facile da plasmare. Damian dimostra la teoria dell’acqua cheta senza andare per il sottile, quella del “Mai svegliare can che dorme” e del “Niente è peggio di un buono che diventa cattivo” e, se già prima sentivo di amare il suo personaggio, qui ne ho avuto la conferma.
Qui siamo di fronte ad un libro self publishing che si rivela più curato, preciso e minuzioso nella scelta delle parole di molti libri con un marchio editoriale sulla copertina. La storia è un storia, non una narrazione sterile che ruota intorno ad un nucleo principale. Ogni personaggio ha un suo stile, un suo gergo e modi di muoversi nello spazio, precisi. Ci sono punti in cui si fatica a capire se l’autore sia una donna o un uomo per la versatilità con la quale tratta i pensieri dei suoi personaggi. I dialoghi coprono il giusto spazio e le descrizioni non sono mai ridondanti o eccessive nel testo. Davvero un ottimo lavoro, e la quasi totale assenza di errori fa chiaramente capire che in giro c’è ancora “roba buona” che meriterebbe il salto.
Consiglio vivamente a tutti quelli che sono stanchi delle solite trame, ma altresì a chi ama i romanzi intensi e curati. Con la varietà di personaggi presenti in questo secondo capitolo non potrete di certo rimanere a bocca asciutta!
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