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il 30 settembre 2017
Al di là delle vicende della storia, il triste esodo dei Parigini e la quotidianità di una manciata di persone in un paesino della Francia occupata nei primi anni Quaranta, a rimanermi maggiormente impresso è stato lo stile della Némirovsky. Le parole si intrecciano sul foglio come le note su un pentagramma, dando vita a una sinfonia di righe e paragrafi che, ben accordandosi al romanzo e alla sua coralità, porta con sé fino a sfiorare le orecchie del lettore la voce cristallina del narratore, equanime e sentita nell’osservare i drammi che vi si consumano, ma venata di implacabile ironia nel commentare i sentimenti malevoli, quali ipocrisia e pregiudizio, di cui si macchiano alcuni personaggi e lo scotto, quasi un contrappasso, a loro riservato. Pur essendo composto da due soli movimenti dei cinque che l’autrice si era prefissata inizialmente prima di dover abbandonare la stesura a causa della deportazione, Suite francese è una lucida, a tratti poetica, testimonianza romanzata di ciò che Irène Némirovsky e il popolo francese hanno visto e provato sulla loro pelle, donando ai posteri un libro dalla prosa dolorosamente realistica, sfaccettato come i tanti personaggi, meravigliosamente tratteggiati, che il lettore si trova a guardare negli occhi grazie alle sue parole, per cercare di scorgervi ancora l’umanità di cui, al passaggio della guerra, spesso non rimane traccia.
(recensione completa sul blog)
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il 5 luglio 2017
Dopo aver visto l' omonimo film ho acquistato il libro. Il film presenta la seconda parte del libro intitolata:"Dolce", che ho letto. Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più: la caratterizzazione dei personaggi negativi (grette personalità di paese) è molto ben fatta, ma non c'è molta trama, inoltre i "buoni", Lucile a parte( che comunque non ha pregiudizi verso i nemici) sembrano essere i tedeschi!!! Colpisce il fatto che l' autrice che di lì a poco sarebbe stata arrestata e lasciata morire in un campo di concentramento fosse così poco consapevole di ciò che stava accadendo o forse aveva solo una grande fiducia, purtroppo mal riposta, nell'animo umano dei nemici... Si capisce che è un romanzo incompleto...
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il 12 ottobre 2015
Subito dopo la sua elezione, nel settembre del 2015, una giovane Miss Italia ha dichiarato che avrebbe amato vivere nel 1942. Irène Nemirowsky in quell’anno ha vissuto per poi morire ad Auschwitz, all'età di 39 anni, ma Suite francese si svolge tra il 1940 e il 1941. Sono gli anni dell’invasione tedesca e della prima occupazione della Francia, una guerra estiva e rapida che getta lo scompiglio a Parigi, provocando un esito incontrollato verso la campagna. Irène ce la racconta attraverso diversi personaggi che segue nel loro esodo dalla civiltà verso un progressivo imbarbarimento, che coinvolge quasi tutti. La sua penna ci fa entrare nelle loro case, nei discorsi che fanno, nei sentimenti che li guidano con un’immediatezza tale che il quadro che ne scaturisce è vivido, fotografico, intenso. La narrazione avvolge il lettore e tutti i suoi sensi. Non sono soltanto i personaggi a venirci incontro, ma anche gli ambienti e i paesaggi in cui si muovono, gli animali, i fiori, gli insetti. L’animo dei protagonisti è raccontato senza sotterfugi e senza prese di posizione, in diretta.
Nella seconda parte del libro la vicenda si sposta in un piccolo paese della provincia francese in cui si è acquartierato un reggimento di tedeschi. Riviviamo così il sentire degli abitanti nei confronti degli invasori, i rapporti che si creano tra loro, gli odi e gli amori che nascono dall’incontro tra due umanità, una vinta e barricata nelle proprie case e una orgoglioso della vittoria ancora fresca. Quando scriveva, Irène non sapeva chi avrebbe vinto la guerra, né lo seppe mai. Anche per questo, forse, la sua testimonianza suona così autentica e l’umanità che ci restituisce, con tutta la sua debolezza, ci sembra così attuale.
È un libro che ho letto con passione e che consiglio a tutti, anche a Miss Italia.
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il 25 luglio 2017
Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Némirovsky compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande «sinfonia in cinque movimenti» che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l’occupazione nazista: Tempesta in giugno (che racconta la fuga in massa dei parigini alla vigilia dell’arrivo dei tedeschi) e Dolce (il cui nucleo centrale è la passione, tanto più bruciante quanto più soffocata, che lega una «sposa di guerra» a un ufficiale tedesco). La pubblicazione, a sessant’anni di distanza, di Suite francese, il volume che li riunisce, è stata in Francia un vero evento letterario. Non è difficile capire perché: con Suite francese ci troviamo di fronte al grande «romanzo popolare» nella sua accezione più nobile: un possente affresco, folto di personaggi memorabili, denso di storie avvincenti, dotato di un ritmo impeccabile, nel quale vediamo intrecciarsi i destini di una moltitudine di individui travolti dalla Storia. Su tutti – il ricco banchiere e il giovane prete, la grande cocotte e la contadina innamorata, lo scrittore vanesio e il ragazzo che vuole andare al fronte e scopre invece le gioie della carne fra le braccia generose di una donna di facili costumi – Irène Némirovsky posa uno sguardo che è insieme lucidissimo e visionario, mostrandoci uno spettro variegato di possibilità dell’uomo: il cinismo, la meschinità, la vigliaccheria, l’arroganza e la vanità, ma anche l’eroismo, l’amore e la pietà. «La cosa più importante, qui, e la più interessante» scriveva la Némirovsky due giorni prima di essere arrestata «è che gli eventi storici, rivoluzionari, ecc. sono appena sfiorati, mentre viene investigata la vita quotidiana, affettiva, e soprattutto la commedia che questa mette in scena».
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il 19 novembre 2017
Un libro da leggere, nonostante non sia stato portato a termine. La seconda parte è più facile da seguire e forse più piacevole per il lettore, ma la prima, così frammentata, a quadri, rende molto bene nella scrittura lo spirito del momento descritto. È un libro ricco di spunti su cui riflettere e di alto livello artistico.
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il 4 aprile 2016
Libro scritto in modo semplice ma con gran capacità. Importante per comprende cosa provassero i civili durante la Seconda Guerra Mondiale, ma soprattutto coinvolgente. Consigliatissimo. Modo di pensare e opinioni celate dell'autrice decisamente moderne per il suo tempo.
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il 26 settembre 2015
Il libro è molto ben scritto. Ho solo il dubbio che, in considerazione dello stile narrativo e dello stesso ritmo dei periodi e della struttura narrativa non sia privo di revisione editoriale. Se così non fosse, l'autrice deve ritenersi avanti di decenni rispetto al periodo, anteriore al 1942, in cui ha scritto il libro
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il 7 dicembre 2016
ottimo libro, trama originale e molto scorrevole, scritto in maniera non troppo pesante.
lo consiglio se vi piace il genere e l'autore.
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il 16 novembre 2015
Considero questo libro incompiuto un capolavoro. Racconta con ironia le piccolezze dell'essere umano nel periodo della seconda guerra mondiale. È davvero un libro bellissimo.
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il 3 agosto 2017
Scrittura schietta, ironica nella sua durezza.Lettura che consiglio in qualsiasi momento dell'anno. Fa sicuramente pensare e riflettere sugli agiti delle persone.
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