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Recensioni clienti

4,0 su 5 stelle
9
4,0 su 5 stelle
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il 15 settembre 2015
Rimarrà molto a lungo nel mio lettore cd.
Grandissimi Riverside...prog puro...raccolgono a piene mani le atmosfere delle grandi band degli anni settanta.
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il 27 aprile 2017
Questa band non sbaglia un colpo, per gli amanti del prog è un acquisto da non perdere. Consigliato come anche i dischi precedenti.
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Sesto album per i Riverside:
anche in questo nuovo lavoro i nostri sono riusciti a mantenere fede alla loro natura di esploratori del prog multi sound, capace di voltare non solo pagina ma addirittura libro ad ogni album che materializzano.
Mauriusz Duda, compositore della band, esplora sound più liberi dalla corposa oscurità che ribolliva nei recenti lavori.
La linea a cui si tracciano i notevoli cambiamenti esplorativi della band sono l'assoluta capacità di armonizzare le melodie con arrangiamenti mai esibiti in ipertecnicismi o fiumi di scale virtuose, facendo emergere voce alla melodia e carattere di indubbia originalità nella qualità creativa.
L'album è freschezza prog pura, scandendo già dalle battute del primo brano "Lost", un malinconico Duda sostenuto da armonie sintetizzate.
"Under the pillow" è un ottimo connubio di chitarre e synth, arpeggi e interpretazioni di suggestive parti liriche.
"Addicted" brano dalle sonorità che piaceranno anche a coloro che non sono avvezzi alle tipiche sonorità prog, ciò nonostante riesce ad espandersi nella numerosa varità di arrangiamenti qualità tipica di questa band, non comune.
"Caterpillar And The Barbed Wire", è un brano apparentemente "vuoto" volutamente sottotono quasi a voler seguire una ricetta che non si percepisce subito, ovvero quella di esprimere tutto il pathos in cui si riconosce Lapaj-Duda fra tastiere chitarra acustica e distorsioni magistralmente dosate e capaci di emanare alti livelli di cariche emozionali.
"Saturate Me" trascorre in un perfetto stile prog classico a tratti echeggiante di passaggi "alla Rush", ma sempre in stile Riverside, con legati lirici e sonorità di complessa costruzione, dove i tempi composti e le partiture dei vari strumenti si legano perfettamente alle emozioni formando l'impressione che più ci addentriamo nel profondo di questa musica più ne emerge l'assurda semplicità con cui entra già a far parte delle emozioni di chi lo ascolta.
"Afloat " tiene il collante emotivo dell'album pur diversificandosi dal contesto sonoro, dove le linee tastieristiche sembrano seguire un monologo armonico sopra il livello degli altri strumenti. Emana con una chitarra e la linea vocale una struggente sensazione nostalgica sapendo trasmettere tanto in poche note.
"Discard Your Fear" dove le tastiere e la ritmica avvolgono il brano, il valore interpretativo del vocalist emerge con misure teatrali e vibrazionali ancora una volta degne di grandi band che trasportano in inspiegabili evoluzioni emotive coinvolgenti. Soprattutto in questo brano traspare quanto la crescita compositiva della band abbia saputo alzare il livello nella capacità di creare atmosfere cupe e cariche di tristezza a quelle dolci e melodiose con incredibile naturalezza e imprevedibiltà con cui colpiscono a sorpresa, disseminando di tale alchimia tutto l'album.
"Towards The Blue Horizon", trilo-suite suddivisa in parte acustico-lirica, seguita da sonorità hi-tech e arrangiamenti di alto prog a ritmiche dispari,con atmosfere tenebrose. Seguono poi chitarre e tastiere orchestrali, per concludere meravigliosamente il brano.
"Time Travellers", con una voce a doppi cori e chitarra acustica, lasciano volare nel tempo dei ricordi e delle liriche del brano, capaci di lasciare
inalterato il valore dell'impatto emozionale, nonostante la semplicità esecutiva, fatta di soffici arpeggi e strofe quasi sussurrate.
"Found", chiude l'album questo brano di linee acustiche delicate e tranquille come a voler trasmettere la quiete di un mare calmo dopo che il viaggio attraverso le proprie paure che il tempo cerca di farci portare addosso si è scaricato finalmente nelle sonorità della macchina temporale.
Le sonorità scandiscono atmosferiche personalità di ogni membro della band laddove ogni traccia acquisisce lo svilluparsi delle scelte e delle relative conseguenze come in una macchina del tempo; dove emozioni e paure s'intrecciano a formare l'album così come il titolo a cui fa riferimento.
Bellezza, serenità e soddisfazione sono ciò che resta nella persona che ascolta fino in fondo questa nuova perla del prog contemporaneo.
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il 1 novembre 2015
Molto buono meglio del precedente scorre veloce e viene subito voglia di riascoltarlo.
Un piccolo capolavoro del neo prog.
Grande chitarrista e maggior uso di tastiere
Insomma un ottimo gruppo consigito
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il 14 novembre 2016
certo non mi aspettavo grande innovazione sotto il profilo prog, ma questo disco è un disco pop soft rock, anche noioso... andate piuttosto sugli anathema, almeno qualche bel brano lo sfornano...
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il 15 luglio 2016
Tristissimo, ispirato, bellissimo disco. Nien'altro da dire. Consigliato per il songwriting, la voce dolente, il basso in evidenza. In Italia manca una band così.
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il 31 ottobre 2016
Disco bellissimo prog quasi pop , ma per nulla commerciali , sembrano gli A-ha in versione rock. Spero non sia il disco finale dei Riverside.
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il 19 ottobre 2015
Ammetto che non ho l'intera discografia dei Riverside...
Ma leggendo positivamente di questo lavoro su Facebook da amici fans mi sono incuriosito, e... l'ho ascoltato....
Molto gradevole... Famosi per il loro prog, sembra quasi un album pop, ma un pop non da talent show!
Grande sorpresa il bonus disc con tracce strumentali che sfiorano quasi l'ambient...
Mi è piaciuto molto e me lo ascolto abitudinariamente!
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il 10 settembre 2015
Avevo già espresso le mie perplessità riguardo al precedente lavoro.
Capisco che nella vita s'ha da campà e questi signori ne sono un clamoroso esempio.
Dopo i primi lavori che avevano una tensione oscura e coinvolgente si sono dati a cose un tantino più metal-prog, passando poi verso accenti più hard-prog ed ora siamo al prog atmosferico...io lo definirei piuttosto meteorico...
Tutto è melodia, suono patinato, produzione impeccabile...come tante altre cose neo-prog.
Auguro ai Riverside di trovare tanti nuovi fans ma credo che abbiano perso quelli che avevano avuto fino ad oggi, me compreso.
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