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il 9 aprile 2016
La qualità video e audio eccellente il film ok il disco che non quadra blu ray multi strato ??? Quando c'è una nuova tecnologia i dischi OLOGRAFICI. con 500 giga per iniziare.
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il 6 maggio 2016
Ormai da tempo immemore, mi sono trovato a visionare film dal grande clamore mediatico, che regolarmente mi hanno lasciato un profondo senso d'insoddisfazione, questa volta mi sono emozionato e non rimpiango il denaro speso per un prodotto preso al giorno del debutto. Ovviamente un largo numero di persone potrà dissentire, e forse trovare il lungometraggio noioso e con una storia lineare, ma credo che si debba guardare questa opera per ciò che riesce a trasmettere dal punto di vista prettamente cinematografico, mi riferisco alla fotografia, ai piani sequenza, ai dettagli visivi che trasudano ricercatezza e amore per il cinema. Ci sono scene che, almeno io, non avevo mai veduto, mi riferisco all'aggressione dell'orso, quanto di più veritiero si possa immaginare, ai nativi americani realmente credibili nell'espressioni e non mediati negli atteggiamenti, solo per renderli pedissequamente accessibili all'utenza di massa, come in " Balla coi Lupi ", questi sono crudeli, laconici, intensi nei lineamenti; il contesto ambientale è di prim'ordine e le interpretazioni di Tom Hardy, DiCaprio, e non solo, sono encomiabili, ma per quanto mi riguarda il plauso più grande va conferito ad Inarritu, il regista. Sicuramente ero predisposto positivamente e senza preconcetti, e questo favorisce il giudizio entusiastico, però mi sento di consigliare la visione senza riserve, credo che debba essere visto almeno una volta da chiunque, perché certe immagini non possono lasciare indifferenti. Consiglio il Blu Ray, in grado d'esaltare i dettagli e possibilmente vedetelo con uno schermo sufficientemente grande, altrimenti potreste perdere il senso d'immensità del contesto; il film viene suggerito come visione accessibile a tutti, ma su questo mi permetto di dissentire, molte scene sono estremamente realistiche, direi cruente, e questo credo che vada sottolineato, perché non mi sembra esattamente un prodotto da far vedere ai bambini sotto una certa sogli di età, diciamo almeno 10/12 anni. Nota dolente i contenuti accessori, come extra è presente una sorta di documentario della durata di 45 minuti, che non fornisce grandi dettagli sulla realizzazione del film, e una galleria d'immagini, si poteva fare meglio, o forse metteranno ulteriori aggiunte all'interno della prossima probabile versione, una " Director's Cut " da immettere in commercio in un prossimo futuro.
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il 14 maggio 2016
Il mio primo film in 4K. La parte tecnica è straordinaria, sfrutta appieno tutto il mio home cinema. Audio strepitoso e qualità video da paura. Ma il film è orrendo! Potete vederlo fino alla famosa scena del grizzly e poi passare tranquillamente agli ultimi 5 minuti...non succede quasi nulla. Ok i paesaggi ma sentire il respiro di Di Caprio per oltre 2 ore non giustifica il prezzo del disco! Avevo fatto bene a non andare al cinema.
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il 5 maggio 2016
L'era moderna è stata segnata da alcuni eventi irreversibili e che hanno fatto fare al nostro mondo dei gradini evolutivi senza ombra di dubbio.
Uno di questi eventi è quello che va contestualizzato in un momento storico che va dalla fine del 18esimo all'inizio del 19esimo secolo.
Mi riferisco a quella fase umana in cui si poteva toccare con mano il sogno di quegli uomini che secoli prima avevano immaginato territori sconfinati al di là del mare.
Cristoforo Colombo vuole fare "tana" su una spiaggia americana e secoli dopo commessi viaggiatori di altre potenze internazionali cercano di accaparrarsi il più possibile di quelle terre.
E se davanti a me avessi ora una mappa del tempo, punterei il dito subito dopo la Guerra dei 7 anni, nello scenario americano, in gergo Guerra Franco Indiana, ed in particolare nell'ultimo quarto del 1700.
La guerra Franco Indiana (lato nordamericano vs europa), pochi lo sanno, ma parte da un pretesto semplicissimo: accordi sfumati e tasse alte su pelli di animali selvatici di cui quei territori erano ricchi.
Un pretesto per la guerra ovviamente, ma che fornisce a me anche il pretesto per delineare un quadro sociale e umano che si viveva al tempo.

Nato nel 1780, Hugh Glass, protagonista della storia, era in definitiva un uomo di montagna. Un trapper, cioè un cacciatore di pelli come altri personaggi suoi coevi che giravano tutto il nord america, a piedi, prateria per prateria, foresta per foresta a caccia di animali.
Qui parliamo di gente dura, aspra e inossidabile che lottava giorno per giorno per la sopravvivenza, tra animali selvatici, insidie naturali e anche nativi americani che difendevano i loro territori dai nuovi arrivati dal vecchio mondo.
Nativi americani che in verità non erano tutti belligeranti, tanto è vero che lo stesso Glass, ne sposa una e si integra tranquillamente nella sua tribù.

Ma in quel momento di rivoluzione sociale globale, la pace non poteva essere contemplata, soprattutto quando le potenze europee si facevano beffe di una colonia libera e grande quanto il continente americano. Ergo la famiglia di Glass viene devastata e lui sopravvive portandosi dietro un figlio nelle sue avventure (che a pensarci bene di fascinoso avevano ben poco).
In una delle sue battute di caccia in solitario, si imbatte in un GRIZZLEY femmina accompagnata da due piccoli. A quel punto l'inferno si scatena sottoforma di quadrupede alto 3 metri per 200kg, che dal canto suo proteggeva i piccoli e magari voleva sfamarli.
Lo scontro (soprattutto per Glass) ha dell'epico, lui prova a imbracciare il fucile ad avancarica Kentucky ma Mamma Orso è più veloce, spezza in due il fucile, scaraventa Glass a terra, lo blocca con una zampa (grande quanto un tv led 32 pollici) e con l'altra comincia ad asportare pezzi del suo corpo dandoli in pasto agli orsetti (magari anche divertiti dalla scena).

Ora, fermiamoci un attimo ad immaginare la scena, un piccolo uomo devastato nella carne, con le gambe rotte e schiacciato da quintali viventi, riesce ad impugnare il suo coltello e a sferrare dei colpi letali, fortunatamente per lui e sfortunatamente per lei (la grizzley).
Fatto sta che l'orso collassa, su di lui, e così lo trovano gli altri membri della sua spedizione che svariate ore dopo lo vanno a cercare.
Solo questo, perchè ancora nella sua vita non è successo nulla, per me basterebbe a farlo Santo Subito per tutte le religioni possibili.

I suoi compagni lo trovano praticamente defunto, tutto spezzato e con orribili ferite, prendono l'Orso, lo spellano e usano la pelliccia per lasciare coperto Glass a mò di sepoltura.
Teniamo presente che in quel frangente la spedizione era inseguita da nativi americani che li avrebbero uccisi tutti. Inoltre, come spostare un uomo in quelle condizioni?
Il Generale Ashley, a capo della spedizione, decide di lasciare Glass vivo con due uomini in supporto: Bridger e Fitzgerald.
Questi due uomini, scavano una buca, ci mettono dentro Glass agonizzante e aspettano la sua morte. In realtà avrebbero dovuto, ma non lo fecero.
Biasimarli? Non sta a me, quello che abbiamo chiaro è il contesto non solo storico, in cui stavano vivendo in quel momento.
I due, presero tutti gli effetti personali di Glass, fucile, coltello, borraccia, tutto e ciao ciao Hugh Glass.
Biasimarli? Non sta a me, e in fondo suvvia ragazzi Glass non aveva chance sulla carta, loro lo davano per morto di sicuro.

Niente di piu SBAGLIATO.

Qui entriamo nel capitolo dell'uomo fenomeno, della leggenda, del REDIVIVO (the revenant).

ATTENZIONE TEMATICHE FORTI (per stomachi deboli)
Glass si sveglia solo, sistema alla meglio una delle due gambe spezzate (quella non maciullata), arriva a un tronco dove strofina la schiena devastata dalle ferite e dai vermi, per liberarsi da questi ultimi e comincia il suo strisciamento che da cartina geografica sarebbe stato lungo circa 300km.
E 300KM, anche in piena forma, sono tantini.
Mangiando radici, frutti di bosco e carcasse di animali; nella sua biografia così come nel film si dice che dopo essere stato aiutato da un nativo americano allontanatosi dalla sua tribù di origine, un ramingo, raggiungerà poi un forte inglese dove verrà rimesso in piedi.

Ma in ogni caso, non è questo il punto.

Non importa se poi Glass, rimessosi in sesto come solo un vero REDIVIVO saprebbe fare, comincia la rincorsa a Bridger e Fitzgerald, i due che lo avevano lasciato indietro.
E non importa se poi Glass, una volta raggiunti entrambi, li abbia lasciati vivere.
Qui la questione è anche burocratica e non solo scenica, nel senso che i due avevano ricevuto l'ordine diretto del loro superiore di aspettare la sua morte e così non fecero.
Per cui se non la morte per sua mano avrebbero meritato la corte marziale o qualcosa del genere? Non sta a me, anche qui, giudicare.

Il perno della questione, evidentemente, è che stiamo parlando di una leggenda vera, di un super uomo, di un esempio, anzi paradigma di pura forza di volontà e determinazione.
Su questo non c'e' alcun dubbio, non ci può essere, non ci deve essere. Lui è riuscito dove qualunque altro avrebbe fallito, ecco chi dovrebbe essere esempio per tutti, un vero dogma di vita.

Venendo al film, io dico di non farci illusioni, quello che si vede a schermo è tutto fuorchè un eroe. Anzi lo dico, non sbagliamo, il protagonista è un puro ANTI-EROE.
Come ho già detto Hugh Glass è il principe degli zingari (passatemi il modo di dire) e i suoi compari non sono da meno.
Nel film, Glass trae la sua forza dalle vicende accadute a sua moglie, ai suoi figli, e questo farà si che sopravviverà ad ogni circostanza venendone fuori come il numero 1, sia come forza che come intenti morali.
Questo non è un fatto storico ma ci può anche stare. I personaggi al contorno spariscono al confronto di Glass (Di Caprio), lasciando fuori Tom Hardy che interpreta la parte del cattivo (Fitzgerald) in maniera magistrale.
Su questo potrei dire che se Di Caprio meritava l'Oscar (ed è così), Tom Hardy non era da meno.

La regia è ottima e il regista a parte qualche fase un pò pretestuosamente lenta se la cava benissimo, facendo rima in qualche caso alla scuola Greenaway e talvolta a Terrence Malick (che preferisco al primo).

Di fatto e su questo non mi offendo, è un film di pseudo-nicchia, è talmente contestualizzato che se uno ama il romanzone di avventura 800entesco con gli "indiani", primo fra tutti L'ultimo dei Mohicani, allora è sia da guardare che da avere.
Il gradimento è assicurato. Se uno non ama lo scenario è un film obbiettivamente un pò pesante.

Ho sentito tante critiche sulla crudezza delle scene, cosa che per me non può essere il limite secondo cui basare il giudizio mi piace / non mi piace.
Il film è duro è crudo, ma d'altronde per parlare di quello che ho riasssunto sopra potrebbe essere diverso?

Oscar meritato sia per il regista che per Di Caprio... e peccato per Tom Hardy.

IL BLUE RAY
Personalmente credo che avrebbero potuto fare di più.

Che è un film di nicchia lo sapevamo già, ma per un film premiato dalla critica come questo, potevano sforzarsi di far uscire una versione non base base, base.
La qualità dell'immagine è buona con una classica risoluzione 1980x1020 a 24 frame per secondo. Audio al solito DTS 5.1 contro la traccia inglese neanche paragonabile in qualità (accade troppo spesso purtroppo).

Contenuti aggiuntivi ridotti all'osso (o alla carcassa visto il tema del film):

* Un mondo mai visto (documentario)
* Galleria di immagini

Un'edizione in economia a un prezzo un pò alto per chi non è appassionato del genere, che potrebbe tranquillamente recuperarlo da scaffali a 9.90€ successivamente.
Per gli appassionati è un MUST al day one :)

5 stelle per il film
3 stelle per questa edizione in blueray
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il 6 maggio 2017
Ormai avrete capito che io arrivo sempre dopo con i film. Fanno ora a vincere Oscar, fanno ora a diventare super famosi, fanno ora a passare secoli ed ecco una mia recensione. Per carità, non è passato nemmeno tantissimo tempo ma insomma..ormai, fatevene una ragione.

TUTTI sapranno che FINALMENTE DiCaprio con questo film ha vinto quel MERITATISSIMO Oscar che doveva vincere, in realtà, ANCHE con altri suoi precedenti film e ho sempre pensato che glielo abbiano dato con The Revenant per due principali motivi: non volevano avere sulla coscienza un eventuale suicidio da parte di un grande e famosissimo attore holliwoodiano e coscienti che ormai se non glielo davano stavolta non glielo avrebbero dato mai più. Questo per dirvi che non mi aspettavo che in questo film DiCaprio potesse meritare l’Oscar tanto quanto lo meritava negli altri film e invece mi sono ricreduta praticamente subito. In The Revenant DiCaprio ha forse dato il massimo, credo abbia sputato sangue per fare questo film. Si è sorbito ore di trucco per avere quelle cicatrici sul corpo, ha dovuto strisciare nel fango, ha dovuto patire il freddo e il gelo e, come se non bastasse, doveva far arrivare a noi spettatori una miriade di sentimenti ed emozioni senza proferire parola. Tanto di cappello a DiCaprio che questo Oscar se l’è proprio dovuto sudare (in tutti i sensi!).

Molto bravo anche Tom Hardy che ha interpretato il cattivo del film. È stato così bravo che non mi è risultato per nulla difficile odiarlo dal profondo. Ogni volta in cui appariva, ogni volta in cui parlava, vi giuro, mi procurava fastidio, non riuscivo a trovare una posizione nel divano, talmente poca era la mia sopportazione nei suoi confronti quindi sì, l’ha interpretato proprio bene il personaggio!

Ritornando a quanto detto sopra, questo film ha veramente pochissimi dialoghi e nonostante questo mi ha comunicato veramente tantissimo. La fotografia è un non so che di spettacolare (il film ha vinto infatti anche l’Oscar per questo). Ogni inquadratura e ogni immagine era curata nei minimi dettagli. Io amo la fotografia e trovare questi aspetti in un film è molto emozionante. Avrei voluto fermare il film molte, moltissime volte e rimanere in contemplazione della scena proprio come fosse un quadro e se avessi potuto mi sarei fatta una stampa per ogni immagine perché vi giuro ragazzi è stato spettacolare. Questo motivo è il principale motivo per cui mi dispiaccio di non aver potuto vedere questo film al cinema. Oltre alla fotografia, mi hanno colpito particolarmente i suoni e una scena che ricordo molto volentieri è quando vengono inquadrati gli alberi e in particolar modo la neve che si stava sciogliendo e l’unico suono era proprio questo: il contatto della neve che si sta sciogliendo e che cade sul terreno. Non so se voi ci avete mai fatto caso ma è un rumore diverso dall’acqua che cade dagli alberi dopo una pioggia e sentir riprodotto proprio quel suono, proprio il suono della neve che si sta sciogliendo è stato magico (nonostante la tragicità del momento).

Questo film è stato comunque pesante. Non fraintendetemi, mi è piaciuto veramente molto ma la storia è emotivamente pesante, i fatti sono emotivamente pesanti e secondo me anche la quasi totale assenza di dialoghi ha contribuito molto a questo. Da questo punto di vista è stata una fortuna che l’abbia guardato a casa perché sul divano ho potuto cambiare posa molte volte e ho potuto mettere in pausa più volte e andare in bagno (ho bevuto due litri d’acqua, comprendetemi). Questo mi ha aiutato a respirare, ma letteralmente respirare perché l’ansia e la tensione è stata veramente tanta.

Se non avete ancora visto questo film, dovete assolutamente guardarlo per diversi motivi: in assoluto perché Di Caprio ha vinto l’Oscar poi perché Di Caprio ha vinto l’Oscar MERITANDOSELO ALLA GRANDE; perché la fotografia è magica, ogni scena è un quadro e i suoni sono meravigliosi, mettere assieme in questo modo vista e udito ha permesso a me, in quanto spettatrice, di vivere appieno la natura e di sentirmi NEL film; infine, perché avrete la possibilità di apprezzare un film che con pochissimi dialoghi trasmette e comunica più di un qualsiasi altro film in cui si parla fin troppo.
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il 28 gennaio 2017
un film fatto solo per dare l'oscar a di caprio, niente più...mai visto un film peggiore: noioso, inutile, senza trama... scene inconcludenti e stupide, quando lo guardi non vedi l'ora che finisca... visto al cinema, sono rimasto perché ero con amici che volevano vederlo, ma a metà film sarei voluto andare via per non perdere altro tempo..
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il 23 maggio 2016
Un altro magnifico film del mio regista e sceneggiatore preferito, con due dei miei attori preferiti. Spero questo non per questo di avere maturato troppi pregiudizi (positivi), ma mi pare si tratti di un autentico capolavoro cinematografico (che è il meno) e soprattutto di un’altra preziosa lezione di vita da parte di Alejandro Gonzales.
Il titolo del film fin dalla prima volta che l’ho letto mi ha ricordato il celebre “The crow” con Brandon Lee, e forse qualche analogia la si potrebbe anche riscontrare, nonostante quello fosse un fantasy gotico mentre questo un film estremamente realistico immerso nella natura più selvaggia e incontaminata (non a caso ha vinto anche l’oscar per migliore fotografia). Inoltre entrambi i personaggi protagonisti dei due film si muovono mossi dal desiderio di vendetta. Niente altro però.
La differenza fondamentale è che il vero primo motivo che spinge il personaggio di Leonardo Di Caprio all’azione è in realtà il puro e insopprimibile spirito di sopravvivenza. Non la vendetta. Le parole della moglie defunta che echeggiano nella testa dello scout fin dal primo minuto del film sono estremamente chiare: “finché riesci a respirare, combatti. Respira... Continua a respirare”.
Non ci sono ragioni, nobili ideale, motivazioni eroiche o altro. C’è solo un comandamento, e come tale non necessita di giustificazioni: bisogna lottare per sopravvivere, e quando le cose vanno male, lottare ancora, se peggiorano ancora bisogna lottare per sopravvivere, e quando proprio la vita supera i limiti di qualunque umana sopportazione, continua a lottare.
Nessun uomo o donna del ventunesimo secolo può doversi trovare ad affrontare le difficoltà che si trova ad affrontare ognuno dei personaggi del film: il freddo più impietoso in primis, la fame, gli animali predatori più pericolosi, le tribù indiane più crudeli, le cui indicibili sofferenze sono magnificamente rese dall’interpretazione di Di Caprio, ma proprio per questo, in qualunque situazione difficile, faticosa o assurda chiunque possa trovarsi, non può non riconoscere che un sottile filo rosso collega il dolore e le sofferenze di tutti gli uomini e donne di ogni tempo e di ogni luogo, e memori di questo legame che trascende tutto, una volta di più trovare la forza di volontà necessaria a rialzarsi e combattere, una volta di più, per nessun ideale che non sia “perché così deve essere”.
Questa lotta per la sopravvivenza, scevra da qualunque ideale nobile o meno che sia, io trovo costituisca la seconda differenza col film del Corvo. Il personaggio di Eric Draven era una creatura sovrannaturale, una sorta di angelo della morte, chiamato a compiere una missione di vendetta divina. In Revenant invece è detto molto chiaramente “la vendetta appartiene a dio”. Niente di quanto facciamo o non facciamo può realmente riscattare la nostra condizione di mortali, o ripagarci del dolore o delle perdite subite. Non c’è alcuna offerta di senso per quello che viviamo, se non una che è l’obbedienza, indefinita e inspiegabile a una forza più grande di noi, che costituisce poi il grande mistero della vita nella sua accezione più ampia.
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il 20 aprile 2018
Spettacolo sia il film sia il bluray.
Non ho una tv super mega bella che mi permetta di approfondire le qualità del bluray, ma se avete una bella tv di ultima generazione, questo film è quello giusto da vedere. Suoni, immagini, colori.. tutto perfetto.
é un film abbastanza "lento", nel senso che dopo la parte d'azione iniziale, si entra in una sorta di limbo insieme al protagonista, e questo viene riflesso anche nelle lande desolate ricoperte di neve che si vedono da un certo punto in poi. Lento non vuol dire brutto, non vuol dire poco interessante, non vuol dire noioso, ANZI, la tensione costante è palpabile!
Quindi film stupendo ... e a me piacciono un sacco queste steelbook!!! :D
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il 19 gennaio 2018
Questo titolo non ha paragoni sulla qualità è uno dei migliori titoli UHD HDR al momento.

Per chi possiede un UHDTV e lettore è un titolo che non deve mancare nella collezione dei titoli TOP.

Consigliatissimo!
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il 13 gennaio 2017
é must da avere a casa dato che è il film in cui il grande Di Caprio ha vinto l'oscar senza togliere niente a Tom Hardy :D Il film è bellissimo un'interpretazione di Leonardo fantastica!
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