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I PRIMI 1000 RECENSORIil 8 novembre 2016
Non so da che parte cominciare…devo ammettere che ho un po’ di confusione in testa riguardo Trent’anni e li dimostro di Amabile Giusti perché mi è piaciuto abbastanza, l’ho trovato carino ma non penso che lascerà un segno indelebile nel mio cuore, sono passate solo un paio di settimane da quando l’ho letto e già faccio fatica a ricordarne i particolari, infatti devo ammettere che ero molto indecisa se recensirlo o meno ma voglio provarci lo stesso.

Le premesse erano buone e la trama m’ispirava un sacco, avevo proprio voglia di un po’ di situazioni bizzarre e di divertirmi leggendo un romanzo leggero che mantenesse ciò che prometteva e i primi capitoli sono riusciti pienamente nell’intento.
Risulta molto semplice immedesimarsi nella protagonista Carlotta, carina, simpatica, pasticciona e soprattutto, alla soglia dei trent’anni, single e disoccupata, risulta purtroppo molto più complesso capire ed apprezzare alcuni dei personaggi che le girano attorno.
Il protagonista maschile in primis. Luca proprio non l’ho digerito.
Ho letto molti libri in cui il playboy di turno si redime e s’innamora perdutamente della protagonista ma in questo caso, forse a causa della mancanza del suo punto di vista, sembra che tutto succeda in modo troppo precipitoso, quasi irrealistico, con in più l’aggravante che lui a parte la bellezza e l’aitanza sembra poter offrire molto poco ad una donna, mi è sembrato un personaggio superficiale e moscio e per una buona parte del libro perfino meschino (chi ha già letto il libro mi capirà), si redime giusto alla fine ma sinceramente a me non basta.
Per apprezzare a pieno un romance devo amare il protagonista maschile e l’autrice deve riuscire a farmi innamorare anche e soprattutto dei suoi difetti, in questo libro li ho solo odiati.
Ho apprezzato la parte in cui viene assunta come trovarobe in una piccola produzione teatrale e i personaggi che le girano intorno in quei frangenti sono tutti molto azzeccati e alcuni davvero bizzarri, menzione speciale a Rocky il regista che prende subito in antipatia Carlotta, una vera macchietta, e soprattutto alla di lui nonna Ortensia, stylist dello spettacolo, davvero fantastica e divertente con le sue battute scurrili a sfondo sessuale.
Per me incomprensibile è stata la sorella modella di Carlotta, Erika, non per tutto quello che fa contro di lei ma per la spiegazione che le dà alla fine…avrei apprezzato molto di più se avesse continuato a fare la str…. e basta, non trovo affatto necessario che tutti debbano redimersi!!!
Mi scuso per la mia recensione non proprio positiva e sono sicura che sarò stata una dei pochi a vederla in questo modo ma con mia somma delusione Trent’anni e li dimostro è rimasto nel mezzo, in una sorta di limbo che non me lo fa né amare né disprezzare, semplicemente non spicca.
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il 11 gennaio 2014
Tenere il lettore in equilibrio tra le righe, fino alle due e trenta del mattino, nel vivo dell'attenzione, non è da tutti. Tanto meno da autori "incompresi" come Amabile Giusti che, ha già ampiamente dato prova della sua bravura con i primi due romanzi della saga Odyssea. Anche in quel caso, avevo fatto le ore piccole, ipnotizzata dall'intensa storia d'amore tra i due protagonisti. Nel suo nuovo romantico e ironico romanzo, torna a farci assaporare il suo stile impeccabile e la vividezza delle emozioni. Riderete di stomaco, ma assisterete anche a momenti davvero intensi, dove gli stati d'animo della protagonista, si riverseranno sui vostri muscoli, tenendovi in spasmodica tensione fino al punto finale. Ho fatto fatica a prendere sonno, ripercorrendo le giornate di Carlotta, una giovane donna un pò naif, ipercritica verso se stessa (che non guasta mai, per rimanere con i piedi per terra!!!), e schiacciata da una famiglia davvero come se ne trovano nella realtà. Il continuo confronto con la sorella, il continuo tentativo di rimanere a galla nonostante le demotivazioni della madre, la battaglia personale per vedersi migliore e per trovare un lavoro dignitoso (o anche no). Insomma una donna alla soglia degli -enta,che non è riuscita a sistemarsi economicamente, che non ha ancora trovato un uomo che la sappia amare per la sua semplicità, schiettezza, ironia e romanticismo d'altri tempi. Si perchè al giorno d'oggi, Carlotta è una perla rara nel "variopinto" mondo del sesso senza amore, del legame mordi e fuggi, sia dal punto di vista maschile, che da quello femminile. Carlotta ha molto in comune con la mia generazione (sigh... sono più vicina agli -Anta!), quando ancora si credeva all'amore per sempre, quando c'era la speranza di trovare un uomo che incarnasse più ideali e li conservasse (fiiiuuu, per fortuna ho preso il mio tram quando ero ancora in tempo). Oggi tutto è più superficiale, soprattutto i rapporti di amore e amicizia. Carlotta è una donna caparbia, che non si vergogna del suo punto di vista, del suo romanticismo, del suo aspetto fisico. E' pronta a sfidare chiunque, pur di dimostrare che è una donna come le altre, che può trovare l'uomo che saprà apprezzarla. Centrifugata tra mille divertenti peripezie, tra familiari fin troppo invadenti e quanto mai realistici, cercherà di nuotare nell'agitato mare delle probabilità, dove gli imprevisti cercheranno di trascinarla fino al fondo, ma dove lei cercherà di rimanere a galla anche quando tutto sembra davvero aver perso colore.
Un personaggio davvero forte e intenso, una donna dal carattere invidiabile, che riesce ad accettare se stessa, partendo dai suoi difetti macroscopici, che madre e sorella son ben contente di rimarcare ad ogni respiro. Ma cosa sarebbe Carlotta e la sua storia, senza l'affascinante "imprevisto" e imprevedibile Luca??? Il suo coinquilino è quel granello nell'occhio, che la costringe a non accontentarsi mai dell'ovvio, un monito per la sua ricerca dell'uomo giusto, che deve essere il suo preciso opposto. Ma questo irraggiungibile e sexy ragazzaccio, che usa le donne come Kleenex, è proprio da tenere a bada come l'influenza? E' davvero così pericoloso? O forse nasconde anche lui delle virtù, che solo una ricercatrice tenace può trovare? Siete curiose? Allora sappiate che questo è uno di quei romanzi terapici, che mi hanno aiutato a superare un momento di rifiuto della lettura. Mi ha fatto ridere e anche commuovere, mi ha innervosito come un patito di pallacanestro ai play-off, quando fai il tifo per la tua squadra che ormai sembra aver perso... Carlotta mi ha dimostrato che essere donna significa non mollare mai la presa, non gettare mai la spugna anche quando tutto sembra scontato, come la perdita di una partita, perchè anche in zona Cesarini, si può trovare la felicità. Credo che la sua autrice, nel momento in cui l'ha tratteggiata, ci abbia pennellato parte di sè stessa... almeno la parte più forte e tenace. Brava Amabile, ti auguro di vedere questa tua storia, impressa su carta!!! Hai uno stile impeccabile, senza sbavature, è sempre un piacere enorme leggerti!
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il 31 dicembre 2013
Premetto che ho acquistato questo e-book per diversi motivi: innanzitutto, ho visto che in questo periodo è uno dei più venduti su Amazon.it ed è recensito in modo positivo da parecchi lettori; appartiene al genere chick lit, che è nelle mie corde; infine, il prezzo di vendita è più che onesto, fattore da non sottovalutare in periodi di magra come quello attuale.
L'ho letto in qualche ora.
Trovo che sia un libro piacevole, scorrevole, ben scritto. Per "ben scritto" intendo che l'autrice conosce bene l'italiano e sa utilizzarlo in maniera gradevole e appropriata, a differenza di altri autori che nel linguaggio ci sguazzano come nella melma torbida e densa, pensando che la parola "sinonimo" si riferisca a chissà quale morbo sconosciuto. Qui chi scrive è una persona che conosce il suo mestiere e che sa come costruire frasi e concetti fluidi e articolati.
Dò due stelle e non di più (sarebbero due stelle e mezzo, in realtà) per diversi motivi.
Il primo è che la storia non mi ha entusiasmato. Cioè, è la solita storiella trita e ritrita, e forse è questo uno dei difetti e dei limiti del genere: la solita ragazza innamorata del belloccio di turno, i soliti famigliari maligni, le solite disavventure lavorative - e non dico di più per non creare l'allerta spoiler.
Il secondo è che la trama è facilmente intuibile, fin dal principio. Non ci sono colpi di scena e anche i malintesi che si creano tra i personaggi sono subito chiari agli occhi del lettore. Qualche sorpresa qua e là non avrebbe guastato.
Il terzo è che leggendolo non ho riso molto, ho solo sorriso, e in genere quando prendo in mano un chick lit mi aspetto anche di ridere. Quando ho letto "I love shopping" e "Sai tenere un segreto?" di Sophie Kinsella ci sono stati punti in cui mi sono venute le lacrime agli occhi per la comicità di alcune scene. Qui no. È come se il libro fosse scritto in modo brillante e piacevole, ma mancasse di quella vena umoristica che lo rende così divertente da ridere ad alta voce.
Sembra quasi che l'autrice si sforzi di costruire delle scene buffe e di trovare delle similitudini convincenti, mentre invece credo che questo tipo di comicità sia un qualcosa di innato e spontaneo, cito ad esempio autori come la Kinsella, Federica Bosco, Giobbe Covatta, la stessa Littizzetto.
La mia sensazione è che Amabile Giusti sia dotata di un indubbio talento scrittoriale, ma forse questo non è il genere che le permette di brillare come potrebbe e meriterebbe. Sono curiosa di leggere le altre opere di quest'autrice, che credo appartengano a filoni differenti.
Brava, in ogni caso: il libro è comunque carino e lei sa esprimersi proprio bene, cosa non sempre ovvia quando si parla di libri. Inoltre, un plauso anche per il costo contenuto, che permette al lettore di godersi la lettura con i soldi di una colazione al bar.

Aggiornamento: vedo che il prezzo è aumentato. Quando parlavo di colazione al bar, intendevo dire che io l'ho pagato 1,99 (a dicembre 2013), ora (dicembre 2014) ne costa 4,99. Non capisco quest'aumento ingiustificato di 3 euro, in genere si verifica il contrario, e cioè che un libro quando esce costa un tot e con il tempo cala leggermente di prezzo. Specifico che quando l'ho comprato io non era in offerta, inoltre la versione Kindle non comporta costi di stampa o altro. Mi sembra scorretto, perciò.
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il 9 settembre 2014
Cosa c’è di più fastidioso tra l’amare il proprio coinquilino che ti scambia per una pianta d’appartamento, e amare il proprio coinquilino che gorgheggia nella camera accanto con la tipa di turno? Be’, è un vero dilemma. E Carlotta, quasi trentenne, non trova il bandolo di questa matassa arruffata (peggio dei riccioli d’acciaio che ha per capelli). Inoltre, in ogni minuto della sua vita da sfigata cronica, Luca è il pensiero fisso che mai l’abbandona. Il ragazzo sembra un “armadio di mogano”, ci dice l’autrice, e ha la bocca da diavolo tentatore. Forse al nostro autore in erba (sì, avete capito bene, Luca è un aspirante scrittore) manca solo il forcone, di fascino ovviamente ne ha già in abbondanza. Insomma è una suppellettile che ognuno di noi vorrebbe in casa, no? Certo è che tanti sono i lati negativi di una convivenza platonica con l’uomo a cui vorresti dare anima e corpo (non esattamente in quest’ordine!), lo stesso uomo che improvvisa opere liriche tra le lenzuola con “do” di petto che quasi fanno venire il mal di testa. Ma povera Carlotta, finché non troverà un lavoro stabile, dovrà sopportare questi spettacoli da sciupafemmine. Infatti, un po’ per dovere e un po’ per disperazione, si ritrova a lavorare come art buyer per un regista pazzo (letteralmente pazzo), un tale Rocky che la manda alla ricerca di BARBIE per il suo rifacimento teatrale de “Lo zoo di vetro”: Carlotta dovrà trovare pezzi unici e da collezione, bambole che riporteranno a galla ricordi d’infanzia abbandonati nei cassetti della vita. Nel mentre, a casa Lieti-Morli il via vai di lingerie leopardata e glutei di cemento non finisce. A complicare il tutto è Luca che pensa a Carlotta come un “barattolo di pomodori secchi”, conservato con dovizia per il grande amore (o per la grande abbuffata), e questo grande amore (o questa grande abbuffata) sembra non essere il bel barista/casanova/scribacchino. Lui, troppo figo per innamorarsi (troppo fifone a mio avviso), non vuole legami seri e duraturi. Quindi: bye-bye love dreams! Cosa rimane da fare a Carlotta? Forse un appuntamento al buio? Insomma, non si dice “Chiodo scaccia chiodo”? Eppure Luca è impossibile da soppiantare, soprattutto ciò che Carlotta sente per lui: non è semplice passione, o spasimo per un dio bell’e finito, ma è qualcosa di più controverso che si insinua dentro, fino a toccare i sentimenti. Sappiamo che i nostri cuoricini di donne sono tanto sensibili, pronti ad amare con disperazione e follia. Ebbene… Carlotta lo ama il suo Luca, tanto strano a volte, tanto distaccato altre, tanto geloso e infastidito. Mr Morli è l’alta e la bassa marea di Ms Lieti, un viavai di sorrisi e battute isteriche, un ti amo-ti odio che non ha fine, perché l’amore è anche rabbia e illusione. La malinconia di un uomo come Luca nasconde tutto e niente, soprattutto le emozioni difficili da inabissare, da tenere legate alle catene del proprio animo. I protagonisti sono antitesi e sintesi di confusione, di possesso, di arrogante simpatia. Si rincorrono, si aspettano, ondeggiano tra prendere e lasciare, senza pensare al “dopo” e senza rinnegare il “prima”. Si urlano contro, si spezzano, ma tornano ad avere bisogno l’uno dell’altro! Carlotta non è poi la sfigata che pensa di essere, poiché prova ad andare avanti, e la forza di volontà – anche se vacilla – la tiene a galla: con il suo viso da fragola, con quella spruzzata di lentiggini che sembrano stelle caramellate, con la voglia di non avere solo trent’anni e briciole di delusioni tra le dita. Carlotta riflette la donna reale, smettiamola di nasconderci dietro l’indice, in lei ci sono tanti frammenti di NOI. La storia mi ha conquistata, ammaliata in questa sua nuova veste, nell’allegoria della ricerca della BARBIE RARA, così perfetta e sinuosa che nulla ha a che fare con la ragazza comune: tuttavia, in quel mondo di plastica e sorrisi finti, si può trovare una BARBIE-CARLOTTA. L’ilarità della Giusti non manca, così come le metafore originali e per nulla ripetitive, ancor più palpabile è il sentore di una leggiadra malinconia che fa riflettere. Non è il classico chick lit, è molto di più, è una finestra sul mondo moderno a volte romantico altre odioso. Da leggere, da rileggere, da sbranare con gli occhi!
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il 12 gennaio 2014
Amabile Giusti è una bravissima scrittrice, dalle innegabili doti narrative. Capace di spaziare in diversi generi, ma con una caratteristica sempre comune a ogni suo racconto: la capacità di tenere avvinti alla storia, trasmettendo col suo linguaggio elegante e ricco ma allo stesso tempo immediato, una gamma di emozioni talmente varia e vasta da lasciarmi ogni volta a bocca aperta. Altra sua peculiarità tutt'altro che secondaria, che io amo particolarmente, è la capacità di tratteggiare appieno nelle loro sfumature non solo i protagonisti, ma anche i personaggi secondari, perfino quelli di scarso rilievo.
Nel romanzo in questione, da me divorato in pochissimo tempo, la protagonista Carlotta ci porta nella sua vita facendoci vivere con la sua ironia a volte feroce (soprattutto verso se stessa), le piccole e grandi difficoltà dell'esistenza di una ragazza normale, con i suoi problemi familiari e lavorativi, le sue pene d'amore, le sue insicurezze e i suoi pasticci, facendoci sorridere e riflettere insieme.
Ho letto qualche recensione, qualcuno dice che la storia è banale, qualcuno che certi avvenimenti sono fin troppo esagerati, in qualcuno ha prevalso il senso di amarezza per la protagonista a cui ne capitano di tutti i colori, in altri il divertimento per la sua storia e la sua capacità di ridere anche dei guai, qualcuno ha pensato che non è credibile, qualcuno che è meraviglioso sognare che il lieto fine possa arrivare anche per chi non parte in pole position nella griglia di partenza della vita.
Io penso che il bello, la magia, la grande dote di una scrittrice brava come la Giusti stia proprio in questo: la capacità di suscitare tante emozioni e tanto diverse tra loro. Perché significa che, in un modo o nell'altro, è capace di arrivare alla sensibilità e al cuore di ognuno, con ciascuno di noi in modo diverso, a seconda delle nostre personali inclinazioni.
Detto questo, io credo anche sia meglio che ognuno di noi dimentichi le recensioni lette e le aspettative che suscitano, dimentichi di volersi fare un'opinione da riferire poi ad altri, e semplicemente si lasci andare alla lettura: sono sicura che le persone capaci di farlo a mente e cuore aperti, non potranno che vivere un'esperienza positiva... e desiderare di ripeterla ancora con altri suoi libri, che insieme a questo, spero portino presto Amabile Giusti al meritato successo.
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il 30 marzo 2018
All'inizio sembra qualcosa di frizzante, umoristico (e la cosa piu' difficile e' proprio far ridere....molto piu' facile far piangere!), fresco e inconsueto. Ma dopo un po' che lo leggi, ti rendi conto che e' ripetitivo, scontato, oltremodo fantozziano, troppo lungo....per non parlare dei due capitoli che anticipano il sequel: copia conforme e quindi una noia irrimediabile, tanto che non ho finito neppure il primo! Pazienza: depenno la Giusti dalla lista degli autori da leggere e passo al prossimo!
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il 16 aprile 2018
La giusti è un fenomeno! Ho riso tantissimo come non mi era mai successo con un libro ma nello stesso tempo mi sono emozionata tantissimi. Ha creato un mix davvero perfetto considerando che e scritto in maniera impeccabile. La storia non e noiosa e tanto meno scontata, anzi prende sempre dei risvolti inaspettati. Deve assolutamente essere nelle proprie librerie e il seguito è già nelle mie mani perché non posso perdermi,le disavventure di Carlotta. Un personaggio favoloso, sopra le righe ma che sicuramente rispecchia molto persone reali. Contentissima del mio acquisto, una vera rivelazione!
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il 11 aprile 2018
Un romanzo divertente e commovente, di quelli in cui riesci a immedesimarti, che ti tengono incollato perché vuoi capire come si evolve la storia. Carlotta è esilarante, la storia una volta tanto realistica, possibile seppure con alcune esasperazioni. Una bella scrittura, che scorre e ti carpisce. Ora voglio vedere come evolve la storia di Luca e Carlotta.
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il 20 aprile 2018
Adoro lo stile di questa scrittrice: ironico, scanzonato...porta avanti le sue storie con leggerezza, senza mai forzare troppo gli avvenimenti, ma coinvolgendoti nei loro travagli. Mi è piaciuto, leggetelo.
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il 27 marzo 2018
Devo dire che questo libro con la sua storia ed i suoi personaggi mi è piaciuta ed ora aspetto di leggere il seguito e vedere cosa succederà ancora...
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