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La luna e i falò (Super ET) di [Pavese, Cesare]
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La luna e i falò (Super ET) Formato Kindle

4.5 su 5 stelle 45 recensioni clienti

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Lunghezza: 241 pagine Miglioramenti tipografici: Abilitato Scorri Pagina: Abilitato

Descrizione prodotto

Sinossi

Pubblicato nell'aprile del 1950 e considerato dalla critica il libro piú bello
di Pavese, La luna e i falò è il suo ultimo romanzo.
Il protagonista, Anguilla, all'indomani della Liberazione torna al suo paese delle Langhe dopo molti anni trascorsi in America e, in compagnia dell'amico Nuto, ripercorre i luoghi dell'infanzia e dell'adolescenza
in un viaggio nel tempo alla ricerca di antiche e sofferte radici.
Storia semplice e lirica insieme, costruita come un continuo andirivieni
tra il piano del passato e quello del presente, La luna e i falò recupera
i temi civili della guerra partigiana, la cospirazione antifascista, la lotta
di liberazione, e li lega a problematiche private, l'amicizia, la sensualità,
la morte, in un intreccio drammatico che conferma la totale inappartenenza dell'individuo rispetto al mondo e il suo triste destino
di solitudine.

Completano il volume la cronologia della vita e delle opere, la bibliografia ragionata e l'antologia della critica.

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 692 KB
  • Lunghezza stampa: 241
  • Editore: EINAUDI (11 giugno 2013)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B00DETIVMI
  • Word Wise: Non abilitato
  • Screen Reader: Supportato
  • Miglioramenti tipografici: Abilitato
  • Media recensioni: 4.5 su 5 stelle 45 recensioni clienti
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: #1.900 a pagamento nel Kindle Store (Visualizza i Top 100 a pagamento nella categoria Kindle Store)
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Recensioni clienti

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Principali recensioni dei clienti

Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Un UOMO quarantenne ritorna, per un breve periodo di vacanza, al paese delle Langhe,
dove trovatello, era stato allevato in affidamento da contadini. - Motivi anche politici lo
avevano portato altrove, fin in America, dove aveva fatto fortuna. Sono gli anni 50 del
'900.
Egli riconosce il paesaggio, i pendii..i boschi..i prati, incontra persone, rievoca avveni-
menti del proprio passato o di quello altrui, apprende inaspettate tragedie che lo addo-
lorano, constata che sacrifici e sangue del movimento della Resistenza non hanno
raggiunto i risultati sperati.
Il bellissimo titolo (simbologie a parte ) aumenta il fascino del racconto, di per se sem-
plice ma armonioso, quasi musicale; e dove certamente l'autore ha immesso suoi
personali ricordi.
Per me, che sono piemontese e che ho vissuto l'infanzia in campagna in quegli stessi
anni, è stata una lettura che mi ha toccato, trovando un 'eco nei pensieri fatti quando
occasionalmente vi sono tornata. - Sensazioni difficili da spiegare
Oltre alla trama, che tutto sommato rispecchia la vita, interessante è il modo sponta-
neo con cui viene esposta; il dialetto tradotto in lingua, nella costruzione delle frasi,
nelle parole, nelle denominazioni. - Non bisogna dimenticare che allora in Piemonte
si parlava normalmente il dialetto con cadenze locali. Chi parlava italiano era consi-
derato uno straniero.
Un'edizione ottima, presentata molto bene, con una splendida introduzione di G.L.
Beccaria (il lettore piemontese non la manchi !), il racconto e poi una scelta di
testi critici a dimostrare l'interesse che questo particolare scrittore ha suscitato.
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Confesso che non avevo mai letto niente di questo autore e un po' me ne vergognavo, ho parzialmente rimediato approcciando il suo capolavoro, l'ultimo prima della tragica fine di questo scrittore. Devo ammettere che la lettura non è molto scorrevole: l'utilizzo di espressioni dialettali e la costruzione stessa delle frasi, in alcuni casi molto gergali, lo rendono un poco ostico ma si sa, il neorealismo letterario vuole anche questo e il Pavese in ciò è maestro. La vicenda è narrata sul filo perenne della nostalgia e delle aspettative per il futuro, i personaggi ben delineati scorrono come testimoni degli avvenimenti che hanno scosso il paese delle Langhe (ma anche tutta l'Italia) dall'epoca fascista fino al primo dopoguerra. Anguilla, il protagonista e il suo "alter ego" Nuto raccontano e si raccontano episodi della loro gioventù uno "Anguilla" più giovane, un "bastardo" accolto in una famiglia di contadini che incassavano le 5 lire mensili provviste dal governo ha trovato il coraggio per uscire dai luoghi natii e sperimentare la sua fortuna prima a Genova e poi in America, l'altro rimasto attaccato ai luoghi della sua infanzia crea la trama di ciò che "Anguilla" avrebbe visto se.....fino al tragico epilogo. Sullo sfondo delle loro conversazioni compaiono, come fantasmi, compagni di avventure del loro passato, ragazze di buona famiglia che facevano battere il cuore a tutti i giovanotti perse in avventure sbagliate e figure vive del presente che allacciano ciò che è stato a ciò che è; insomma un libro da leggere con attenzione e conservare con cura.
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Di matteo il 1 dicembre 2014
Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
il libro è come me lo aspettavo, certamente pavese non penso possa essere considerato un autore "facile", ma il romanzo è ottimamente congegnato, i tempi dello scritto sono comunque rapidi ed invitano alla lettura, nonostante siano legati alle stagioni agricole, e quindi a momenti forzatamente "dilatati". Il racconto spesso in prima persona aiuta ad immedesimarsi nei vari protagonisti e nei paesaggi descritti, a volte con così tanto realismo da vederseli materializzare davanti agli occhi. Per argomento e modo di scrivere la considero comunque una lettura abbastanza impegnativa, anche se non lunga..... insomma non per lettori princiapianti.
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Di Lorenz il 9 novembre 2015
Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Elegante diretto, metodico e meticoloso è in parte biografico. Se prima di questo o subito dopo
vi andate a leggere "Lessico Familiare" avrete di Pavese una visione ancora più completa.
Molto bello vi dispiacerà arrivare alla fine.
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Formato: Copertina flessibile
Dopo aver sentito parlare e riparlare di Cesare Pavese, mi sono finalmente decisa a leggere un suo libro....ed è stata una piacevole scoperta.
Una narrazione dolce, precisa che ti fa sentire gli odori, ti fa guardare i paesaggi, capire le tradizioni e ti immerge completamente nei primi anni del dopoguerra facendoti vivere le condizioni e la vita di un tempo, lasciandoti un retrogusto amaro, come di un qualcosa che manca o che si è perso nella vita di oggi.
Assolutamente consigliato!
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Formato: Copertina flessibile
Libro particolare, impegnativo, ma bellissimo!
E’ il periodo successivo alla lotta partigiana antifascista ed alla Liberazione.
Anguilla, dopo molti anni trascorsi in America a cercar fortuna, torna al suo paese d’origine sulle colline delle Langhe, alla ricerca delle proprie radici. Ritrova l’amico Nuto, con il quale ripercorre i luoghi della propria vita adolescenziale.
Alla Mora, vendemmiava, sfogliava, torchiava; mangiava il coniglio con la polenta e andava per funghi. In quella terra era cresciuto, tra canne e cascine sperdute, tra il Belbo e Canelli, lavorando, soffrendo, andando alle feste di paese. C’erano i falò e “la notte di San Giovanni tutta la collina era accesa”.
Ora, Anguilla desidera soltanto vedere qualcosa che ha già visto: “carri, fienili, una bigoncia, una griglia, un fiore di cicoria, un fazzoletto a quadrettini blu, una zucca da bere, un manico di zappa”. Il suono di una martinicca risveglia in lui tutte quelle cose che si è portato dentro tutti quegli anni. Quelle cose che “non sapeva più di sapere”. E “non sapeva che crescere vuol dire andarsene, invecchiare, vedere morire, ritrovare la Mora com’era adesso”.
Anguilla ha fatto fortuna ed è tornato, ma le facce, le voci e le mani che dovevano toccarlo e riconoscerlo non ci sono più: “Pareva un destino. Certe volte mi chiedevo perché, di tanta gente viva, non restassimo adesso che io e Nuto, proprio noi” … “Di tutto quanto della Mora, di quella vita di noialtri, che cosa resta?”
Profonde riflessioni sul mondo che va avanti, mentre la vita ripropone le medesime esperienze: “ I ragazzi, le donne, il mondo, non sono mica cambiati.
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