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Il mostruoso femminile. Il patriarcato e la paura delle donne Copertina flessibile – 17 marzo 2021
Opzioni di acquisto e componenti aggiuntivi
- Lunghezza stampa304 pagine
- LinguaItaliano
- EditoreTlon
- Data di pubblicazione17 marzo 2021
- Dimensioni18.6 x 2.7 x 13.3 cm
- ISBN-108831498258
- ISBN-13978-8831498258
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Dall'editore
Jude Ellison Sady Doyle
Nato nel 1982, vive nello stato di New York e scrive di femminismo, cinema, letteratura e cultura di massa per numerosi blog e riviste online. La sua firma è apparsa su «The Guardian», «Elle», «The Atlantic» e sul magazine «GEN» di Medium, che ne ospita una rubrica settimanale. Con il nome di Sady Doyle ha pubblicato Trainwreck: The Women We Love to Hate, Mock and Fear… and Why (Melville House, 2016). Qui di seguito, alcune illustrazioni ispirate dalla lettura del libro e dalle creature mostruose che incontrerete.
LE ERINNI (illustrazione di Ambra Garlaschelli)
“Nell’antica Grecia i mariti e i padri si curavano in special modo di rabbonire un trio di dee, le Benevole, le quali un tempo erano state le Erinni, tremende e feroci vendicatrici del delitto di sangue, con gli occhi fiammeggianti e gli artigli insanguinati, in grado di condurre alla pazzia gli uomini che avevano osato far del male a una madre. […] Affinché il dominio (e la sicurezza) dei padri fosse garantitoo, le Erinni dovevano essere placate con argomentazioni convincenti dalla fedele figlia di Zeus, Atena. […] Così, per evitare che il mondo venga distrutto, la dea della strategia offre un accordo: le Erinni, fantasmi di un passato matriarcale, devono ricevere offerte votive a ogni matrimonio o nascita. E se mai gli uomini dovessero dimenticare o sottovalutare le mostruose verità femminili soggiacenti alla famiglia patriarcale, le Erinni emergeranno dagli inferi, facendo del mondo una landa desolata.”
BABA YAGA (illustrazione di Claudia Ianniciello)
“La minaccia primordiale di cui si parla nei miti più antichi è una donna che vive ai margini della civilizzazione, rifiutata dalla propria comunità: una donna che è vecchia, brutta e asessuata, ma anche troppo bella, sensuale e padrona di sé; una donna che conosce cose che altri non sanno, che fa cose che altri non osano. […] Benefattrice e assassina; saggia e cannibale; una donna in piedi presso i cancelli della vita e della morte, che scorta gli uomini attraverso l’inconoscibile spazio intermedio. La magia si accumula nei punti di transizione, e la strega è l’incarnazione di quel trapasso: non è né buona né cattiva, ma sempre, assurdamente, entrambe le cose insieme. Le streghe sono quel che le donne sarebbero se avessero potere. L’ambiguità della stregoneria è quella del potere stesso, che è al contempo orribile e magnifico, intriso di sangue e luminoso di vita, a seconda di chi lo detiene e contro chi è brandito. «Sei una strega buona o una cattiva?» Dipende. Chi lo chiede?”
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LE SIRENE (illustrazione di La Tram)“Il terrore che i maschi nutrono verso la sessualità femminile incontrollata scorre in profondità e ogni tanto sgorga in sanguinolente fantasie. Si pensi alle sirene che attirano i marinai in acque pericolose per poi lasciarli affogare. […] Ancora oggi, la parola per indicare una donna notoriamente seducente è la stessa che si usa per il mostro che ha quasi spinto la nave di Odisseo contro gli scogli, e per il suono che avverte di un pericolo imminente: sirena. Le sirene non provano desiderio sessuale, oppure lo provano con una tale intensità da divorare i propri partner; piuttosto che assecondare le avances sessuali degli uomini, utilizzano la loro libido per ingannarli, sfruttarli e poi distruggerli. A un primo sguardo appaiono bellissime e umane, ma da vicino il loro corpo non è mai del tutto in ordine: hanno sempre un qualche segno animale o sovrannaturale. Queste donne non potranno mai essere comprese fino in fondo, mai incastrate, mai amate.” |
GODZILLA (illustrazione di Laura Guglielmo)“E poi c’è lui. Il “ragazzone”, il mostro marino più celebrato del XX secolo, la cosa mostruosa più antica del tempo stesso, emersa dall’umida e melmosa oscurità: Godzilla. In questa storia l’indomabile forza della vita viene incarnata da misteriose mutazioni radioattive. In molto conoscono Godzilla come un “lui” che porta il virile titolo di “re dei mostri, ma il genere di Godzilla è tutto fuorché stabilito. […] Questo “lui”, però, creò qualche confusione quando nel 1967 ne Il figlio di Godzilla (J. Fukuda, 1967) comparve Minilla. Allora: a) Godzilla è un padre impegnato e postfemminista che di sicuro rende una sconosciuta signora Godzilla molto felice; b) Godzilla ha deposto e covato un uovo grazie ai servizi di un Manzilla fuori campo; c) i genitali di Godzilla, con la loro capacità di autofecondarsi, sfuggono a una nostra comprensione o classificazione.” |
TIĀMAT (illustrazione di Margherita Morotti)“A Babilonia […] la Madre era Tiāmat. […] Tiāmat è un serpente marino. […]Tutta la vita ha avuto origine in Tiāmat: essa esisteva prima del cielo, della Terra e di tutto il resto, eccetto dell’Abisso. […]Il mondo è stato appena salvato dall’inarrestabile forza generatrice di Tiāmat quando Marduk, l’eroe e il vendicatore degli dèi, entra in azione. Lacera il ventre di Tiāmat, regalando al mondo un cesareo di emergenza. […]E ora, dopo che la violenza purificatrice dell’uomo ha imposto l’ordine al ributtante e gravido corpo femminile della Natura, la civilizzazione può avere inizio. Questi sono i termini con cui abbiamo più o meno a che fare ancora oggi. In molti monoteismi contemporanei, e soprattutto nel cristianesimo […]. Il mito babilonese, però, contiene un importante avvertimento contro tale tracotanza: Marduk può averla uccisa e disperso le parti del suo corpo, ma noi non siamo mai usciti del tutto da Tiāmat. Tutto quello che ci circonda è Tiāmat. Siamo ancora dentro la Madre.” |
Edizioni Tlon
I libri di Edizioni Tlon sono i manuali del grande gioco che è Tlon. Sono le regole e le mappe da imparare per immaginare insieme una nuova cartografia del futuro. Nelle edizioni Tlon troverai autori e autrici come Andrea Colamedici e Maura Gancitano, Barbascura X, Tom Robbins, Anne Carson, René Daumal e Anita Diamant, Irene Facheris, Giuseppe Sorgi, Jennifer Guerra, Lorenzo Gasparrini, Richard Tarnas, e tantə altrə. I nostri libri trattano di filosofia e fioritura personale, di femminismi e poesia, di scienze sociali, spiritualità, scienza e pedagogia. Ogni libro è un tassello di una nuova visione del mondo, le spire di un serpente editoriale che si muove verso spazi ancora da esplorare.
Dettagli prodotto
- Editore : Tlon (17 marzo 2021)
- Lingua : Italiano
- Copertina flessibile : 304 pagine
- ISBN-10 : 8831498258
- ISBN-13 : 978-8831498258
- Peso articolo : 290 g
- Dimensioni : 18.6 x 2.7 x 13.3 cm
- Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 4.849 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)
- n. 155 in Riferimenti alla sociologia
- n. 178 in Studi culturali e sociali (Libri)
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Il saggio di Doyle costituisce un’analisi della figura femminile mostruosa, dai miti dell’antichità alla cultura pop contemporanea.
Come osserva l’autrice, “la donna è sempre stata un mostro”: la cultura occidentale, da Aristotele a Freud, ha definito l’uomo come il vero essere umano e la donna come il suo opposto. Dunque la donna è considerata come un uomo menomato, un essere a cui manca qualcosa per poter essere definito pienamente umano.
Il libro è diviso in tre macro parti: Figlie, Mogli, Madri, in quanto questo percorso è l’unico proposto (o imposto) della società patriarcale, e ogni deviazione da questa norma si configura come “mostruosa”.
Dalla Reagan de L’Esorcista, alla T-Rex di Jurassic Park o a Norma Bates di Psycho, ognuna di queste figure terribili e feroci si delinea come l’espressione della paura dell’uomo di fronte alla sessualità della donna, al suo potere o alla sua autorità, che celano il terrore dell’impostazione patriarcale davanti alla possibilità di un rovesciamento dell’ordine costituito.
È anche interessante l’analisi di come gran parte delle figure mostruose del cinema e della letteratura sia a sua volta ispirata da vicende realmente accadute, e dietro ognuno di questi archetipi della cultura pop si nasconda una donna realmente esistita, per quanto la sua storia sia stata il più delle volte distorta e demonizzata.
Ho particolarmente apprezzato l’excursus sul cinema slasher e sul fascino del true crime come moderni riti catartici, tra i pochi prodotti della cultura pop che non romanticizzano la presenza maschile e la vulnerabilità della donna nella società ma anzi la pongono al centro della narrazione e permettono di dare un nome alla paura.
In questi film la dicotomia tra la “dead blonde”, la ragazza frivola, procace e sessualmente attiva che viene uccisa e fatta a pezzi in modi sempre più creativi, e la “final girl”, di solito bruna e androgina, che sopravvive al killer, viene portata al suo parossismo.
In coda alle tre figure “istituzionali” di figlia, moglie e madre, incontriamo alla fine la strega, l’outsider per eccellenza, che vive a metà tra il villaggio e il bosco ed esercita un inaccettabile controllo sul processo riproduttivo che è stato demonizzato nella leggenda del “mangiare i bambini”.
L’autrice analizza in modo avvincente e feroce i meccanismi della creazione del mostruoso femminile, dalla sua iconografia alla paura che la fa nascere. Decostruendo le paure degli uomini verso donne fittizie e la violenza purtroppo reale che viene esercitata sulle donne vere, l’autrice indica la consapevolezza come via per scoprire la forza della giusta rabbia di fronte a tali ingiustizie.
Se temete di trovarvi davanti a un noioso saggio dall’impostazione accademica, vi rassicuro subito: questo libro è fresco e avvincente e, nonostante o forse proprio a causa dell’argomento, intriso di un irresistibile humour nero (sottolineo che il titolo originale “Dead Blondes and Bad Mothers” di chiara matrice pop è stato tradotto in italiano con il più istituzionale “Il mostruoso femminile” e l’autrice indicata con il suo nome lungo e completo anziché semplicemente come Sady Doyle).
Caldamente consigliato a tutti gli appassionati di horror e fantastico, in particolare alle lettrici; questo potrebbe essere il libro che vi farà guardare gli archetipi e gli spauracchi della nostra società e cultura con occhi nuovi.
Recensito in Italia il 23 giugno 2021
Il saggio di Doyle costituisce un’analisi della figura femminile mostruosa, dai miti dell’antichità alla cultura pop contemporanea.
Come osserva l’autrice, “la donna è sempre stata un mostro”: la cultura occidentale, da Aristotele a Freud, ha definito l’uomo come il vero essere umano e la donna come il suo opposto. Dunque la donna è considerata come un uomo menomato, un essere a cui manca qualcosa per poter essere definito pienamente umano.
Il libro è diviso in tre macro parti: Figlie, Mogli, Madri, in quanto questo percorso è l’unico proposto (o imposto) della società patriarcale, e ogni deviazione da questa norma si configura come “mostruosa”.
Dalla Reagan de L’Esorcista, alla T-Rex di Jurassic Park o a Norma Bates di Psycho, ognuna di queste figure terribili e feroci si delinea come l’espressione della paura dell’uomo di fronte alla sessualità della donna, al suo potere o alla sua autorità, che celano il terrore dell’impostazione patriarcale davanti alla possibilità di un rovesciamento dell’ordine costituito.
È anche interessante l’analisi di come gran parte delle figure mostruose del cinema e della letteratura sia a sua volta ispirata da vicende realmente accadute, e dietro ognuno di questi archetipi della cultura pop si nasconda una donna realmente esistita, per quanto la sua storia sia stata il più delle volte distorta e demonizzata.
Ho particolarmente apprezzato l’excursus sul cinema slasher e sul fascino del true crime come moderni riti catartici, tra i pochi prodotti della cultura pop che non romanticizzano la presenza maschile e la vulnerabilità della donna nella società ma anzi la pongono al centro della narrazione e permettono di dare un nome alla paura.
In questi film la dicotomia tra la “dead blonde”, la ragazza frivola, procace e sessualmente attiva che viene uccisa e fatta a pezzi in modi sempre più creativi, e la “final girl”, di solito bruna e androgina, che sopravvive al killer, viene portata al suo parossismo.
In coda alle tre figure “istituzionali” di figlia, moglie e madre, incontriamo alla fine la strega, l’outsider per eccellenza, che vive a metà tra il villaggio e il bosco ed esercita un inaccettabile controllo sul processo riproduttivo che è stato demonizzato nella leggenda del “mangiare i bambini”.
L’autrice analizza in modo avvincente e feroce i meccanismi della creazione del mostruoso femminile, dalla sua iconografia alla paura che la fa nascere. Decostruendo le paure degli uomini verso donne fittizie e la violenza purtroppo reale che viene esercitata sulle donne vere, l’autrice indica la consapevolezza come via per scoprire la forza della giusta rabbia di fronte a tali ingiustizie.
Se temete di trovarvi davanti a un noioso saggio dall’impostazione accademica, vi rassicuro subito: questo libro è fresco e avvincente e, nonostante o forse proprio a causa dell’argomento, intriso di un irresistibile humour nero (sottolineo che il titolo originale “Dead Blondes and Bad Mothers” di chiara matrice pop è stato tradotto in italiano con il più istituzionale “Il mostruoso femminile” e l’autrice indicata con il suo nome lungo e completo anziché semplicemente come Sady Doyle).
Caldamente consigliato a tutti gli appassionati di horror e fantastico, in particolare alle lettrici; questo potrebbe essere il libro che vi farà guardare gli archetipi e gli spauracchi della nostra società e cultura con occhi nuovi.
Recensito in Italia il 24 settembre 2023
Mostruoso è il modo in cui le donne sono percepite dagli uomini nel momento in cui prendono in mano la propria vita, la propria carriera e la propria sessualità.
Mostruoso è il modo in cui da vittime passano ad essere carnefici, perché sensuali, sirene, streghe.
Quando una donna smette di essere sottomessa all'uomo, diventa un mostro.
Nel saggio Sady Doyle analizza con attenzione la rappresentazione della donna, a partire da tre dei ruoli che quest'ultima assume all'interno della società (figlia, moglie e madre), così come ci sono sempre stati raccontati sin da bambini, a partire dalle storie folkloristiche popolate da creature malvagie come fate, per finire con i film horror, le notizie di cronaca e i true crime.
Riesce quindi a dimostrare quanto il maschilismo sia ancora profondamente radicato nella nostra società, al punto che nemmeno ci facciamo più caso, poiché ormai abituati ad un certo tipo di narrazione.
Il saggio è ben riuscito, pieno di spunti interessanti che spingono a riflettere, ricercare, comparare le varie ipotesi e porti un punto di vista nuovo e forse più comprensibile, ma ammetto che non mi sono trovata d'accordo su tutto ciò che ha scritto, in quanto alcune cose mi sono sembrate un po' delle forzature.
Nonostante questo mi è piaciuto molto, anche se non credo sia adatto a chi è completamente a digiuno di altri saggi sull'argomento.


