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il 26 settembre 2011
Secondo me questo libro dovrebbe essere fatto leggere a tutti i ragazzi che hanno appena iniziato a fare filosofia alle scuole superiori e ancora non sanno bene perchè... Rovelli usa come pretesto la figura di Anassimandro per raccontarci l'avventura meravigliosa del sapere, della curiosità del mondo in cui viviamo, del pensiero razionale sulla realtà. Ci racconta come Anassimandro non sia solo un buffo filosofo che sostiene che tutto è fatto di apéiron, come qualche volta viene banalmente detto sui banchi di scuola, ma è un personaggio incredibile: non solo per quello che aveva capito, ma per come lo aveva capito! Anassimandro rifiuta le spiegazioni sulla natura come storie sugli dei, spiega il mondo in termini di cause ed effetti interni al mondo stesso, e soprattutto... rivoluziona l'immagine del mondo che avevano gli uomini del suo tempo. Questa è per Rovelli la natura della scienza: farci vedere con occhi nuovi il nostro mondo. Rovelli davvero fa venire voglia al lettore di avvicinarsi all'avventura meravigliosa della scienza, di diventare uno scienziato... e quindi diventare un rivoluzionario!
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Ah, quello dell'"apeiron" direbbe un liceale. Ma non sarebbe questo il massimo "achievement" di Anassimandro, secondo Rovelli, bensì l'aver aperto la strada ad una comprensione naturalistica del mondo non più fondata sugli argomenti mitico-religiosi tradizionali. In altre parole risalirebbe all'antico filosofo ionico la prima idea di scienza. Un primo importante passo in questo senso sarebbe la concezione di una terra sospesa nello spazio vuoto, secondo quanto gli viene ascritto da antichi autori. Si tratta di un "atto rivoluzionario" a partire dal quale si svolge il lungo itinerario della scienza greca, ellenistica, occidentale, ormai patrimonio comune dell'umanità. In che cosa consista la scienza, quale sia il suo valore nel mondo attuale e come evolva, sono i temi centrali del libro, che l'Autore, noto fisico teorico, tratta con competenza e chiarezza di idee. La scienza non è la verità e non ci dà certezze definitive, ma è pur sempre la migliore risposta di cui disponiamo al momento, sulla quale è giusto fare affidamento a dispetto di ogni sciocco relativismo culturale. Provvisoria, migliorabile, in divenire, senza che ciò costituisca un disvalore; al contrario: la ribellione creativa agli schemi consolidati e una ragionevole incertezza sono fra le caratteristiche precipue del pensiero scientifico, e ciò che lo fa evolvere.
La prosa dell'A. è coinvolgente; particolarmente significativi gli ultimi capitoli: "Fra relativismo culturale e pensiero dell'Assoluto", "Si può comprendere il mondo senza gli dei?" e "Il pensiero pre-scientifico" nei quali Rovelli espone in modo appassionato e piuttosto convincente la propria visione del mondo. Costanti lungo in tutto il libro puntuali riferimenti alla dimensione storica. Un saggio leggibile e di grande interesse.
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il 14 luglio 2014
Erano anni che aspettavo di leggere un libro così. Un'analisi lucida e approfondita sulla storia della scienza, sulla filosofia della scienza, sulla enorme e ancora irrisolta questione del rapporto tra fede e ragione, sulla relazione misteriosa tra l'uomo e la realtà. In definitiva un libro sulla straordinaria e appassionante storia dell'umanità su questo pianeta.
Rovelli è un umanista, curioso e appassionato dell'uomo.
Come ogni buon filosofo non dà risposte definitive ma si pone bellissime domande e ci lavora sopra.
D'altra parte è proprio la tesi principale del libro l'impossibilità di trovare "verità" indiscutibili.
Libro estremamente stimolante, indispensabile per insegnanti di Filosofia, Fisica, ma anche Lettere, Storia ecc.
Da consigliare assolutamente a studenti delle scuole superiori, non dovrebbe mancare in nessuna biblioteca scolastica.
Tra l'altro la lettura è facile e scorrevole e non richiede particolari conoscenze di Fisica o Filosofia.
Infine una considerazione molto personale: il suo palese ateismo, accompagnato come è dal "dubbio" come metodo e dalla chiara consapevolezza del profondo mistero dell'esistenza, è un ateismo aperto che paradossalmente lascia spazio alla fede.
Ben diverso dall'ateismo arrogante, "fideistico" e "bigotto" di altri uomini scienza.
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il 23 agosto 2012
Questo libro e' sicuramente il piu' bello che io abbia letto sul tema della scienza e filosofia della scienza. Rovelli ci mostra l'importanza di Anassimandro -troppo spesso ignorata dai professori di liceo di filosofia, che mancano di preparazione scientifica adeguata- per il pensiero occidentale ed il mondo moderno, ci fa capire cosa sia la scienza, che eredita' ci ha lasciato Anassimandro e come proprio sulla linea di pensiero da lui tracciata vadano lette le opere di Tolomeo, Copernico, Galileo, Newton, Einstein e Heisenberg. Segue poi un capitolo in cui Rovelli smonta il relativismo culturale tipico di quest'epoca, cosi' come il suo opposto, ossia il pensiero della verita' assoluta che si respira in Italia a causa della forte presenza del clero e del Vaticano, invitandoci a mescolare le culture, a mettere sempre tutte le nostre certezze in gioco (Einstein per elaborare la teoria della relativita' ristretta mise in gioco la simultaneita' del tempo), ad essere aperti al confronto, ad aprirsi al dialogo per imparare ed insegnare. Infine Rovelli non sfugge alla discussione se sia possibile immaginare un mondo senza dei, e lo fa con argomentazioni eccellenti, logiche, precise. Un libro che dovrebbe essere letto da tutti gli studenti di liceo e non solo da loro, un libro che mi ha arricchito oltre ogni aspettativa.
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il 16 gennaio 2017
Carlo Rovelli (fisico italiano specializzato nel campo delle teoria unificanti fra quantistica e relativismo) è un buon conoscitore di epistemologia e filosofia antica. Questo testo è un excursus per principianti e non nel mondo di Anassimandro, filosofo vissuto a Mileto oltre 2500 anni fa, padre della filosofia e del pensiero scientifico occidentale. Proprio lungo questa tesi, Rovelli analizza i contributi fondamentali del filosofo ionico e ne sottolinea l'influenza che ha avuto nell'ambito della fisica, anche nella tradizione contemporanea. Grazie ad Anassimandro, Rovelli può procedere a indicare l'importanza del comsopolitismo, della democrazia, della laicitià e del rifiuto del principio d'autorità come gli elementi decisivi per la nascita del pensiero filosofico-scientifico, qui trattati nella loro reciproca interazione, rispetto all'abitudine tutta contemporanea di separare il sapere umanistico da quello delle scienze pure.
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il 2 agosto 2015
Carlo Rovelli e' un fisico teorico, divulgatore scientifico con la passione per gli studi classici. Ho acquistato questo libro dopo aver ascoltato una sua conferenza online su Anassimatro e la rivoluzione scientifica. Premetto che non mi occupo di fisica ed ho svolto anch'io studi classici al liceo. Questo libro ha getta uno sguardo nuovo sulla filosofia presocratica ed in particolare sulla figura di Anassimandro, un gigante del pensiero occidentale. Molto spesso al liceo non viene posta particolare enfasi su questo gruppo di filosofi pre-socratici e si tende a trascurare la reale portata della loro innovazione nell'ambito della storia del pensiero occidentale. Carlo Rovelli traccia invece nel suo libro un bellissimo racconto della nascita della filosofia greca e dei primi traguardi raggiunti da questi pensatori. La prima meta' del libro e' un affascinante percorso lungo la storia, i luoghi ed il pensiero di Anassimadro, con citazioni puntuali delle piu' recenti ricerche in merito.
Nella seconda meta' del libro invece l'autore si distacca dall'argomento principale ed inizia a tracciare un'apologia della scienza avventurandosi nei meandri del dibattito fede - scienza. Accusa velatamente la prima di aver rallentato il progresso scientifico del mondo occidentale negli anni a cavallo dalla caduta dell'impero romano alla rivoluzione scientifica di Galileo ed insiste ripetutamente sul concetto, vero, della non fissita' delle verita' scientifiche.
Nel complesso un ottimo libro con una nutrita bibliografia. Peccato per la seconda parte che appesantisce lo slancio della prima meta' del libro.
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il 22 giugno 2015
Questo libro mi ha aperto gli occhi su come tanti aspetti di un modo di ragionare"scientifico" fossero presenti già nei filosofi dell'antica Grecia, a partire dalla scuola di Mileto di cui faceva parte appunto Anassimandro. L'autore ci invita a riflettere non tanto sulla correttezza o meno delle ipotesi fatte all'epoca, quanto sull'enorme rivoluzione di un modo di ragionare che cerchi spiegazioni naturalistiche e non soprannaturali ai fenomeni e sui fattori che hanno reso possibile questa rivoluzione. Il tutto condito da riflessioni su come deve essere fatto un sapere scientifico, da riflessioni storiche e da un parallelo con la fisica moderna, probabilmente un po' ostico per chi è a digiuno di questi argomenti.
Nel complesso dò un giudizio veramente ottimo perché, una volta tanto, un libro di divulgazione scientifica mi ha veramente fatto riflettere.
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il 30 dicembre 2014
Partendo da Anassimandro l'autore riflette su quali siano gli elementi distintivi del pensiero scientifico (in particolare la capacità di mettersi continuamente in discussione) e la centralità del programma naturalistico di Anassimandro, il testo è vivace ed appassionato testimoniando direttamente il punto di vista di uno scienziato che fa scienza e che riflette (e studia) sul suo fare scienza.

Moltissimi gli spunti interessanti e gli elementi che spingono ad approfondire alcuni argomenti specifici. Di sicuro interesse polemico l'analisi della frattura tra l'approccio naturalistico della scienza e le resistenze forti e ancora presenti nel pensiero extranaturalistico ed inevitabilmente dogmatico.

Da non trascurare la lettura dell'ottimo Glossario Ragionato che aiuta ad orientarsi nel testo e a riprendere alcuni concetti chiave dello stesso e ad evitare le facili trappole di un diffuso antiscientismo che si nutre di falsi miti d'incommensurabilità che troppo spesso portano alla totale, presunta, incomunicabilità tra culture e concenzioni del mondo diverse.

Illuminante a tal proposito il dialogo con l'autrice di un articolo di storia della scienza.

Libro assolutamente consigliato!
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il 12 dicembre 2014
scienza ad altissimo livello, spiegata con estrema chiarezza anche a persone come me che hanno seguito studi di tipo letterario-umanistico. Capacità divulgativa eccezionale da parte di Carlo Rovelli,finalmente anche in Italia la divulgazione scientifica sta raggiungendo i livelli dei paesi anglosassoni.Non è solo fredda scienza ma passione, entusiasmo, e la sottolineatura che la scienza non è solo metodo di ricerca ma anche capacità visionaria e immaginifica di concepire idee rivoluzionarie che ribaltano tradizioni, usi e costumi secolari, nonché coraggio di criticare e superare anche i propri maestri. Sta qui il miracolo del naturalismo ionico e soprattutto di Anassimandro, che può considerarsi a ragione il padre della scienza moderna.
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il 3 marzo 2015
Non è facile che gli scienziati riflettano sulla scienza, invece di farla (cosa per altro utile e divertente). E non è facile che lo facciano con la lucidità di Rovelli. Non ho idea se quello che scrive di Anassimandro sia filologicamente sostenibile, e in fondo non conta molto. Ma quello che scrive su come la scienza può aprire gli occhi di fronte al mondo e aiutare a pensare in modo critico e razionale, subendo il meno possibile i vincoli ideologici, è molto utile. Una lettura accessibile ma non triviale, consigliabile a chiunque sia interessato alla scienza e al valore del sapere.
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