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Dopo di te
Formato: Copertina rigida|Cambia
Prezzo:15,30 €+ Spedizione gratuita con Amazon Prime


LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER

Sono sempre stata convinta che l'Opera Omnia di uno scrittore sia solo una.
Infatti qui ci troviamo ad un calo vertiginoso di idee, un tanto atteso seguito che risulta penoso e che ad ogni pagina peggiora sempre di più, sempre di più...fino a sfociare in un libro pieno di cliché, descrizioni atte solo ad allungare la straziante durata del libro, dialoghi talvolta più che imbarazzanti, incidenti gravissimi da cui tutti riescono a guarire in poco tempo e cose messe a caso.
Volutamente non parlerò dello stile frettoloso, con poco rispetto delle regole base della scrittura e dei tempi verbali, ma sembra sul serio che questo libro lo abbia scritto una ragazzina pestando a caso i tasti sulla tastiera e producendo una fan fiction di bassa lega di “Io prima di te”.

L'unica cosa che ho apprezzato è stata l'onestà nei ringraziamenti alla fine del libro: i lettori di tutto il mondo hanno chiesto alla Moyes, pregandola in ginocchio con messaggi privati e petizioni, di sapere Lou che fine avesse fatto.
E gli editori l'hanno perseguitata, evidentemente, vedendoci soldi facili.
Così la Moyes ha ridato vita a Lou, ma non l'originale, divertente, sfrontata e tutta calze a righe gialle e nere Ape Maya Style abbinate a vestitini di paillettes verdi vintage e ballerine dai colori improponibili, ma ad una fotocopia sbiadita e monotona fatta di anonimi jeans e magliette che si trovano nei mercatini.
In sostanza: ha scritto un libro dalla trama rosa qualunque – il suo solito genere – ed ha cambiato i nomi con quelli dei personaggi del libro precedente, ovvero le regole base – repetita iuvant – della costruzione di una fan fiction.

La nostra amica Clark aveva promesso a Will che avrebbe vissuto la sua vita, così ha comprato appartamento e mobilia a Londra dopo aver fatto il giro del mondo, sperperando tutti i soldi del lascito (ricordiamo che Will le aveva detto chiaramente che doveva riprendere a studiare moda, e i soldi servivano a quello e per farla vivere serenamente). Oggi la ritroviamo che lavora come cameriera infelice in aeroporto, perché le vecchie abitudini sono vecchie a morire e se sei un'ereditiera che non sa gestire i soldi alla fine finisci così.
Beve vino, tanto, cammina sul cornicione della terrazza...
Insomma cosa mai può capitarti, se non cadere da cinque piani per colpa di una voce femminile sconosciuta che ti ricorda che non dovresti stare lassù?
Ovviamente cade, ma mica muore come tutti i comuni mortali, no: grazie al tendone aperto – di notte – ed una “sdraio costosa di vimini” del vicino di casa (cito, poiché non ho parole in merito), atterra sul morbido, quindi viene soccorsa dal paramedico (che più avanti ritornerà con furore nella narrazione) e si salva con qualche lieve danno, cosa di poco se si conta che solo dopo due mesi da costole e clavicola incrinati e dalle due operazioni all'anca, Lou è di nuovo a lavoro, sempre in piedi e sempre presente (perché ha un capo odioso che le ha pure rinfacciato di essersi presa due mesi di malattia e non può perdere questo lavoro così soddisfacente!) e, strano a dirsi, senza fare fisioterapia.

Louisa Clark: la nuova miracolata.

Come se non bastasse, i suoi genitori, credendola una suicida per la disperazione di aver perso Will, la iscrivono al gruppo di sostegno “Guardare avanti” e sarò sincera: a parte i primi incontri e sporadici interventi sensati, sono tutte battute alla tipo “I biscotti sono immangiabili, il caffè fa schifo” e continui punzecchiamenti tra i partecipanti che poi, alla lunga, stancano.
Quello che stanca di più, però, è come un personaggio chiave come Lily – la proprietaria della voce sconosciuta che Lou sente prima di cadere – sia stato introdotto a forza, con una storia fin troppo pesante (che potrebbe capitare, certo, ma l'esagerazione di voler colpire l’immaginario del lettore a tutti i costi non ha limiti), genitori volutamente assenti e ricchezza a palate.
Salto per il vostro bene la storia smielata tra Lou ed il paramedico Sam (l’unico uomo che flirta al citofono), i continui riferimenti ad ogni tre parole al libro precedente e la lite grottesca che vede protagonisti i genitori di Clark (ceretta inguinale del padre compresa).

Quando si perde qualcuno per suicidio il dolore è straziante, ti chiedi sempre il perché di un gesto simile.
Ma come ho scritto precedentemente nella recensione di “Io prima di te” (la trovate sul blog), Will ne aveva tanti, di perché.
Allora mi chiedo per quale motivo Lou abbia deciso volontariamente di non vivere, di non andare in cura da uno psicologo per superare il trauma.
Insomma, parliamoci chiaro: guarisce solo chi vuole guarire, e la nuova versione di lei mi suggerisce che la maturità acquistata nel primo libro era solo apparenza.
Se i motivi che hanno portato al suicidio assistito sono chiari, non ha senso rivangare il passato: vai avanti Clark, era quello che Will desiderava per te.

A differenza del precedente capitolo, molto curato e molto esplicativo sul mondo dei tetraplegici, questo libro è patetico, raffazzonato, superficiale e senza un nesso logico: Lou decide di guardare avanti all'improvviso e solo verso gli ultimi capitoli come se fosse avvenuto un miracolo (bis), senza esplorare il mondo della depressione post-suicidio di chi si ama.
Avrei preferito che tutte le pagine fossero permeate di delusione, depressione, infelicità e, solo alla fine, di una rinascita, della rinnovata voglia di vivere e trovare un nuovo amore, invece il lettore non fa altro che esclamare, pagina dopo pagina: “Lou, sei un'emerita deficiente!”.

Molti condonano questa insufficienza di empatia che la Moyes fa provare al lettore nei confronti di Clark (complice anche un rifiuto di un lavoro ben retribuito e con tutti i santi crismi per ritornare a fare la cameriera nello squallido bar che detesta, pregando quasi in ginocchio il capo che odia – sarò ancora più sincera di prima, ma a questo punto ho avuto voglia di abbandonare sul serio la lettura) solo perché è da intendersi come “libro a se stante”, quindi goderselo così com'è se senza recriminazioni.
E no, amici miei: se stampate sulla copertina “il tanto atteso seguito di Io prima di te” quasi più grande del titolo stesso (in proporzione alla grandezza del carattere si può intuire quanto scadente sia il prodotto) …non è un libro come un altro.
È un dannatissimo seguito.
Scritto solo per fare soldi e per accontentare i lettori di tutto il mondo che si sono mobilitati per farsi scrivere a comando la degna conclusione per un libro tanto amato.

Che poi, vista e considerata la qualità, forse era meglio lasciare Lou seduta al tavolino di Parigi con la lettera di Will in mano, con lo sguardo rivolto verso un futuro incerto, senza l'uomo che ama ma comunque con la speranza di sopravvivere a questo enorme dolore.

lasoffittadeilibridimenticati.blogspot.it
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I PRIMI 500 RECENSORIil 26 aprile 2017
L'autrice del libro ha uno stile semplice che è complice del successo dei suoi libri.
Il problema principale di questo "Dopo di te" è la forzatura ed i cliché che adornano tutto il romanzo. A mio parere, Jojo Moyes, avrebbe fatto bene a non scrivere un seguito visto e considerato che, secondo me, con questo romanzo ha rovinato la bellezza di "Io prima di te".
Ho cominciato a leggere questo libro con la convinzione che non avrebbe potuto reggere contro il suo predecessore e, purtroppo, la mia sensazione è stata confermata, se non accentuata dai colpi di scena di questo romanzo.
Forzati all'inverosimile, con un cliché dopo l'altro.

SPOILER
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Prendiamo Lily che, ovviamente, scopre del padre e si fa viva soltanto dopo la sua morte, e non prima. Ma soprattutto, Will non è mai stato uno sprovveduto, e sebbene le cose possano accadere, ho sempre supposto che sia sempre stato molto attento alle precauzioni, visto il giro di ragazze che aveva. Quindi, Lily, è stato il primo cliché di tutto il libro, con il suo arrivo... in modo tale da, come dice Lily stessa nel libro, far continuare a vivere Will. (Allora non lo facevi proprio morire, ed è una cosa che ho aprrezzato tanto del precedente libro, cioè rimanere fisso sulle proprie idee ed invece del lieto fine, far sì che uno dei personaggi più amati muoia con cognizione di causa).
Secondo cliché: Sam. Soprattutto per quanto riguarda il suo incidente esattamente la sera del "ricongiungimento" nel quale Lou rivela che ha paura di perderlo e per questo non riesce a lasciarsi andare.
Terzo cliché: capire che Lou ama Sam con tutto il cuore proprio per via dell'incidente.
I lavori che piovono dal cielo sebbene Lou abbia perso la prima opportunità, quarto cliché. Le persone aspettano soltanto lei, praticamente.
Quinto cliché: Richard. Richard che è uno che sta sul cavolo perché è una persona brutta che pensa solo al profitto. Basta una sfuriata di Lou ed ecco che diventa un agnellino e spiega le sue ragioni e diventano "BFF".

FINE SPOILER

Quindi secondo me... io dopo di te è un big no.
Bisogna sapersi fermare, sebbene comprenda che avere successo, voglia portare a non far morire i personaggi che hanno portato la gloria. Ma, almeno, bisognerebbe avere la cognizione di causa di non rovinare il proprio capolavoro.
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il 11 gennaio 2018
Jojo Moyes sicuramente emoziona sempre, ma questo libro mi è sembrato un'eccessiva forzatura ad "Io prima di te" che sarebbe dovuto finire senza un seguito. Mi son sembrate quasi due storie a parte, a tratti scollegate.. il primo libro mi è piaciuto veramente tanto e mi aveva lasciato qualcosa, questo è un libro piacevole, di facile lettura, insomma compratelo, leggetelo, ma a cuor leggero e senza aspettarsi qualcosa all'altezza del primo libro.

Elisa Lisotti
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il 6 marzo 2018
Ho regalato questo libro a mia moglie.
Ne ha letti davvero tanti di questo autore e quindi ho fatto il regalo a occhi chiusi.
Ha apprezzato tantissimo.
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il 11 marzo 2018
Non mi è piaciuto perché non c'è il pathos del primo libro. Qui è un semplice romanzo come altri che li compri per la curiosità della continuazione ma puntualmente ti deludono.
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il 4 agosto 2016
Libro molto emozionante, anche se non ho apprezzato molto il finale. A tratti mi ha fatta infuriare, piangere, e mi sono fatta prendere tantissimo.. lo consiglio
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il 1 marzo 2018
un libro emozionante. Mi ha conquistata pagina dopo pagina, sia per curiosità e sia perchè mi sono affezionata alla protagonista. Adoro Louisa Clark. E adoro lo stile di scrittura dell'autrice
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il 7 ottobre 2016
Scritto bene e scorrevole ma purtroppo non regge il confronto con il libro che lo ha preceduto. In alcuni tratti la storia è scontata e prevedibile
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il 9 novembre 2016
...consigliato a chi ha letto il primo libro Io prima di te. Trama coinvolgente, lettura fluida...in attesa del seguito!
Ottimo imballo di Amazon per i libri (e non solo)!
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il 13 ottobre 2016
Un bellissimo libro che tratta dell'amore e affronta il dolore della perdita di una persona cara!!! Lo consiglio per chi con me lavora e studia medicina
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