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il 19 ottobre 2017
Louisa Clark ha ventisei anni, sta per perdere il lavoro come cameriera nella piccola località turistica dov’è nata e da cui non si è mai mossa: per la prima volta tutte le sue certezze saranno messe in discussione.

Will Traynor ha trentacinque anni, in seguito ad un grave incidente è diventato tetraplegico e non ha più nessuna voglia di vivere.

Lou irromperà nella monotonia di Will per cercare di rendere le sue giornate meno grigie e più variopinte, come i suoi abiti stravaganti che indossa quotidianamente.

Inizia sostanzialmente così Io prima di te, il libro di Jojo Moyes che ha riscosso un enorme successo tanto da diventare anche un film altrettanto famoso.

Avevo intenzione di leggere questo libro ben prima che diventasse così famoso e discusso. Ahimé, tra un libro e l’altro i mesi sono passati (come sempre) e solo qualche giorno fa ho avuto l’occasione di prenderlo in mano e dedicargli un po’ del mio tempo. Questo per dirvi che conoscevo molto bene la storia, ormai sfuggire agli spoiler era diventato pressoché impossibile, un po’ come con Game of Thrones per intenderci.

Per chi mi segue da un po’ sa che quello che sto per dire non è una novità: ho un’allergia per i romanzi rosa. Beh, sappiate che Io prima di te è stato l’unico romanzo rosa che mi ha fatto emozionare e che non mi ha fatto storcere il naso. Questo è probabilmente dovuto al fatto che la storia d’amore tra Lou e Will fa da contorno ad un tema molto importante e trattato quasi in ogni pagina: la disabilità e come questa viene vissuta da chi ce l’ha e da chi invece è normodotato.

Will soffre terribilmente per la sua condizione. Al di là del fatto che in un primo momento, prima dell’incidente, era un ragazzo molto attivo e sportivo, credo che chiunque persona tetraplegica possa soffrire terribilmente. Will è in una condizione in cui non può fare nulla senza l’aiuto di qualcuno, dipende in tutto e per tutto da una seconda persona; l’unica cosa funzionante è il cervello e il viso quindi perlomeno riesce a pensare e ad esprimere in parole quello che a cui pensa. Non si può pulire il naso, se ha prurito non può trovare sollievo autonomamente, non può avere un rapporto sessuale con la donna che ama, non può mangiare da solo, non può lavarsi. Capite bene che in una condizione del genere è difficilissimo trovare sollievo e trovare una ragione per vivere. Di conseguenza ho compreso benissimo il caratteraccio di Will, soprattutto all’inizio del libro: è un giovane uomo tremendamente infelice e questo ovviamente lo porta ad essere scontroso con chiunque. (Devo dire però che ho amato le sue risposte ironiche e taglianti!)

Ho adorato Lou fin dalle prime pagine: è allegra, spensierata e chiacchierona; mette allegria e voglia di sorridere alla vita. Ero spesso in pena per lei quando si sentiva inferiore rispetto alla sorella ma soprattutto mi arrabbiavo quando erano i genitori stessi a trattarla come se fosse realmente meno intelligente o addirittura quando la offendevano per il suo aspetto fisico o il suo modo di vestirsi.

Anche la famiglia di Will è ben lontana dalla famiglia perfetta.

So che è dura per lui, ma così distruggerà te e papà. Ne sono certa. Pensa a come vi sentireste! Pensa al clamore! Al tuo lavoro! Alla vostra reputazione! Lui deve saperlo. È egoista perfino a chiederlo.

Non posso fare altro che chiedermi: è veramente Will l’egoista?

Nessuno della sua famiglia mi stava particolarmente simpatico, ognuno per un motivo differente; ho cominciato però ad apprezzare ma soprattutto a cercare di capire un po’ di più la madre di Will quando ho letto cos’ha cercato di fare per provare a farlo stare meglio.

Fu soltanto quando riportammo a casa Will, una volta ristrutturata la dépendance, che riuscii a trovare un motivo per renderlo di nuovo bello. Dovevo dare a mio figlio qualcosa da guardare. Sentivo il bisogno di dirgli, silenziosamente, che le cose potevano cambiare, crescere o appassire, ma che la vita andava avanti. […] Non potevo farlo a voce, naturalmente – io e Will non siamo mai stati capaci di comunicare molto -, ma volevo dimostrarglielo. In un certo senso, la mia era una promessa silenziosa che esisteva un progetto più ampio, un futuro più luminoso.

Il punto fondamentale di questa storia è che noi, normodotati, non abbiamo nessun diritto di decidere per gli altri. Se un uomo a causa di una qualsiasi malattia o disturbo, genetico o non, non ha più la forza e la voglia di vivere, chi siamo noi per impedirglielo? In questo caso Will non può decidere nulla perché dipende in tutto e per tutto dagli altri i quali, la maggior parte delle volte, pensano di sapere cosa sia meglio per lui e decidono di conseguenza, senza nemmeno chiedere il parere del diretto interessato.

Chi ero io per dirgli come doveva desiderare di viverla?

Questo mi ha aperto gli occhi e credo possa farlo anche con voi.

Mi sono emozionata, mi sono commossa, ho pianto a dirotto, mi sono arrabbiata, sono scoppiata a ridere, ho cambiato il mio modo di vedere le cose. Se non avete letto Io prima di te, beh, fatelo e mi rivolgo soprattutto a voi, popolo maschile, che sicuramente sarete ancora più restii di me a leggere un romanzo “del genere” ma per una volta fidatevi e accettate il consiglio.
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I PRIMI 500 RECENSORIil 28 maggio 2016
Eccovi tre cose da fare prima di iniziare questo libro:

- Comprare una scorta di fazzolettini con almeno tre veli;
- Rifornirsi di una bella dose di cibo spazzatura: consiglio gelati o biscotti;
- Preparare una bella tisana calda, per un dolce conforto una volta finito il libro.

Una volta spuntata tutta la lista, sarete pronti per immergervi in questa lettura veramente, veramente splendida. È un libro che ho divorato in appena due giorni: la Moyes ha uno stile di scrittura molto fluido, e si legge veramente senza problemi. Questo libro appartiene a un genere di libri che a me piace molto: ne ho letti tantissimi di libri che parlano di argomenti simili e per certi versi, quindi, avevo in testa uno scheletro della storia già da subito.

Nonostante avessi un'idea di dove volesse andare a parare, la storia mi è piaciuta tantissimo: infatti, nonostante sia presente una tematica seria e anche dolorosa, il libro ha in sé una buona dose di ironia che rende il tutto molto più godibile per il lettore. Quello che davvero non mi aspettavo è il discorso serio e attuale dell'eutanasia. All'interno del libro è un tema che si scopre piano piano, e, tramite i vari personaggi, si possono leggere le diverse reazioni che comunemente si manifestano quando si parla di queste cose. Secondo me è una cosa che valorizza tanto il libro, perché lascia al lettore modo di farsi una propria idea, senza indottrinamenti.

È un libro completo: c'è la storia d'amore, ci sono gli scontri, le lotte interiori. Mi è piaciuta la caratterizzazione di quasi tutti i personaggi, eccettuato quella del fidanzato di Lou che, a mio avviso, è stata stereotipata fino all'inverosimile. Non ho capito bene se l'autrice ha voluto provare a creare un triangolo che non è riuscito o altro, ma per la caratterizzazione di Patrick do un grande no.

Moltissime persone si sono commosse alla fine del libro - me compreso (avreste dovuto vedere i pacchetti di fazzoletti che ho consumato) - e secondo me è perché questo libro lascia un senso di vita che non tutti i libri hanno. Una volta letta l'ultima pagina ti ritrovi a pensare alla tua vita, a dove sta andando, a cosa fare, a come vivere, a come scegliere di vivere e anche a come scegliere di non vivere. "Vivi bene. Semplicemente vivi." È un messaggio potente.
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il 3 novembre 2016
Quando ho deciso di leggere questo libro, l’ho fatto un po' per curiosità, visto il grande successo editoriale e cinematografico, sia perché attirata dalla bellissima copertina. Sì, perché un libro prima di essere “contenuti e storia” è una cover, che è un biglietto di presentazione, il classico colpo d’occhio.
A me è piaciuta la giovane ragazza dall’aspetto fresco che indossa un abito rosso che sembra essere seduta su un ragazzo di bell’aspetto.
La lettura inizialmente mi è sembrata un po' monotona e ripetitiva.
La protagonista Louisa Clark è una ragazza come tante, ha una discreta istruzione e vive la condizione tutt’altro piacevole di essere rimasta disoccupata suo malgrado. Il suo lavoro era quello della cameriera ai tavoli, ma il locale per il quale prestava servizio chiude. La ragazza cerca di trovare altro e valuta diverse e poco allettanti proposte di lavoro. Il suo stipendio in famiglia è importante almeno quanto quello di suo padre. Infatti con loro vive la sorella di Louisa, Treena, che è una ragazza madre, e il nonno disabile.
Anche in famiglia, la vita di Lou non è esaltante. Sua sorella sembra godere di una situazione di vantaggio e superiorità, sembra avere maggiore approvazione da parte dei genitori e il diritto ad essere sempre compresa. In casa, quella che era la stanza di Lou era diventata la stanza di Treena e di suo figlio e lei era stata costretta ad accettare di dormire in una sorta di ex sgabuzzino piccolo e poco arieggiato.
Sul piano personale, Lou è legata da diversi anni a Patrick, ma la storia d’amore si trascina avanti stancamente.
In questa situazione di insoddisfazione, tuttavia, un giorno trova un annuncio in cui si cerca un’assistente per disabile per un periodo limitato a sei mesi.
Per Lou è la migliore proposta di lavoro che lei abbia trovato e non pensando se fosse in grado o meno di svolgere quella mansione va a fare il colloquio.
Da questo momento la storia entra nel vivo.
Lou conoscerà in questo modo Will Traynor, ex brillante uomo d’affari della City, costretto a vivere su una sedia rotelle in stato di quasi totale immobilità.
Will è un tetraplegico e in quelle condizioni lo ha ridotto un incidente: è stato infatti investito da una moto che procedeva a folle velocità. Will non è autosufficiente, ha bisogno di essere aiutato in tutto e per tutto.
Lou dovrà essere per lui una sorta di dama di compagnia e collaborare con un infermiere personale di Will, Nathan, che il ragazzo considera un amico.
I rapporti tra Will e Lou non sono inizialmente dei più rosei. La ragazza non si è mai confrontata con una condizione di vita così drammatica e Will è introverso e scorbutico. Tuttavia Lou giorno dopo giorno imparerà a conoscerlo e a decifrare le sue esigenze e le sue emozioni anche da un solo sguardo. Will si troverà ad apprezzare quella ragazza dall’aspetto un po' trascurato e dall’abbigliamento bizzarro e pian piano si aprirà a lei. La malattia gli aveva tolto tutto, anche l’amore, ma non la sua cultura, i suoi ricordi e il suo dialogo brillante. Will e Lou diventeranno amici e condivideranno tanti momenti, dai più leggeri ai più dolorosi.
Lou cambierà grazie a lui e ai suoi consigli. Inizierà a prendere consapevolezza di sé, delle sue potenzialità e delle sue capacità e avvertirà sempre meno il senso di inferiorità rispetto alla sorella.
Anche Will sembra cambiare apparendo più aperto e più sorridente del solito ed è chiaro a tutti che l’amicizia con la giovane Lou gli giova.
Tuttavia Will nasconde un terribile segreto e quando Louisa lo scoprirà ne rimarrà sconvolta.
A questo punto il romanzo assume toni struggenti, perché da questo momento in poi il solo sentimento che esce fuori è amore. Amore in tutte le sue sfaccettature. Louisa farà di Will la sua missione di vita, la ragione delle sue giornate, si dedicherà a lui completamente, la sua stessa vita passerà in secondo piano. E inizierà a vedere quel ragazzo di bell’aspetto, prigioniero del suo stesso corpo, costretto a vivere su una sedia a rotelle, come una donna può guardare un uomo, come una donna può guardare l’uomo che ama.
Un amore profondo, vero, palpitante, percepibile attraverso le righe, un amore ricambiato con la stessa intensità che diventa ad un certo punto un doloroso e struggente sentimento.
L’epilogo, intuibile già a metà della narrazione, tuttavia contiene un elemento che non poteva essere previsto durante la lettura e che rende l’amore un sentimento capace di superare tutto, anche il tempo e la morte.
La narrazione sembra superare le barriere della scrittura, andare oltre e commuove.
Ho capito la bellezza di questa storia che apre a numerosi argomenti di discussione caldi e attuali, come potrebbe essere quello dell’interruzione volontaria della vita in caso di malattie fortemente invalidanti. Non entro nel merito, ma credo che “Io prima di te” possa spaccare le coscienze, far parlare di sé a lungo. E’ un libro che si ama o si odia, ma se si ama è una di quelle storie che resterà impressa per sempre.
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I PRIMI 1000 RECENSORIil 29 novembre 2016
È passata ormai una settimana da quando ho letto il libro ma, per qualche strana ragione, ogni volta che provavo a scrivere una recensione mi sentivo bloccato. È stato davvero molto difficile mettere nero su bianco tutte quelle emozioni che questo romanzo mi ha trasmesso. Fissavo per ore la pagina bianca non sapendo da dove iniziare, su cosa concentrarmi, cosa dirvi.
Come posso in poche righe raccontarvi tutte quelle scene che mi hanno lasciato con il fiato sospeso, che mi hanno fatta piangere e mi hanno spezzato il cuore, che appena ho finito di leggere l’ultima parola un pezzettino della mia anima è rimasto racchiuso tra quelle pagine?
Posso dirvi, per esempio, che “Io prime di te” è stato uno dei romanzi più emozionanti che io abbia mai letto. Non è, infatti, la solita storia romantica, i personaggi non sono convenzionali, il modo di scrivere dell’autrice è fluido e scorrevole anche se a volte la narrazione rallenta, soprattutto durante quei capitoli in cui impareremo a conoscere i protagonisti secondari.
In più devo stare assolutamente attento a non rovinarvi il finale... perchè, almeno per me, fino all’ultimo momento è stato un po’ un’incognita.
Vi sembrerà banale ma ho amato tutto di questo libro. Credo che il mondo abbia bisogno di scrittori come Jojo Moyes. Abbiamo bisogno di protagonisti veri e umani, di storie che affrontano il mondo reale senza nessuna esagerazione o finzione, nelle quali l’amore a volte non è abbastanza, non guarisce le persone, non risolve tutti i problemi.
Il libro affronta un tema difficile, quello del suicidio assistito. La maniera ricca di tatto e misura con la quale la Moyes ha affrontato qualcosa di difficoltoso e il modo delicato col quale è tratteggiata la nascita delicata di un sentimento così forte da mutare il corso delle vite coinvolte in maniere impensabili sono due delle cose che più ho amato in questo libro.
La Moyes è riuscita a costruire una storia devastante, mettendo in chiaro le enormi difficoltà e i problemi senza usare mezzi termini, ma è anche riuscita a far trasparire le possibilità che si possono aprire di fronte ad una persona che trova il giusto equilibrio.
L'amore che viene raccontato è di una potenza sconvolgente, quasi traumatizzante. Un' amore che supera la morte, un'amore che parla di libertà di scelta, un'amore che riesce ad aprire nuove strade, nuove mentalità e nuovi orizzonti, un'amore in grado di distruggere gli stessi orizzonti lasciandoti con semplici lacrime amare da dover ingoiare. Un'amore però, che riesce a donarti tutto quello che ci si aspetta dalla vita, un'amore che ti rende completamente libero.
Credo di non poter spiegare con altre parole la potenza di questo libro.
Mette il lettore di fronte a scelte complicatissime, difficili da comprendere, lascia il lettore a riflettere sulla morte, sull'amore e sulla vita e lo riesce a fare praticamente nello stesso istante.
Tutto in “Io prima di te” è perfetto e quei sorrisi tra le lacrime che l’autrice sa donare non sono che la conferma.
Questo romanzo merita di essere letto da ognuno di voi, merita di rimanere nei vostri cuori e nelle vostre menti, merita di essere letto e riletto perché ci dona la possibilità di ragionare su una miriade di cose, apre la mente e il cuore.
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il 19 ottobre 2016
" La cosa che non puoi capire riguardo all'essere madri finchè anche tu non lo diventi è che quello che vedi davanti a te non è un uomo adulto, il cucciolo impacciato, irsuto, puzzolente, ostinato, con le sue multe per divieto di sosta, le scarpe sporche e una complicata vita sentimentale. Vedi tutte le persone che è stato riunite in una sola."

" -Qualche volta, Clark, sei praticamente l'unica ragione per cui desidero alzarmi al mattino.-"

" Aveva un'aria stranamente assente, come se il Will che conoscevo fosse partito per un breve viaggio e avesse lasciato soltanto il suo guscio. Per un attimo mi domandai se succedeva così quando le persone morivano."

" E tutto quello che posso dire è che tu...tu fai di me una persona che non potrei nemmeno mai immaginare di essere. Mi rendi felice anche quando sei intrattabile."

So che non si tratta di una lettura originale, dato che "Io prima di te" è un vero e proprio "best seller" e che è da poco uscito al cinema l'omonimo film, ma essendo stato consigliato tempo fa da una delle mie scrittrici preferite, non ho potuto esimermi dal leggerlo.
Confesso che non ho avuto un approccio facile ed immediato con questo romanzo. L'inizio non mi ha entusiasmata, la prima parte mi ha tenuta a debita distanza...mi rendevo conto di rimandarne continuamente la lettura e non capivo perchè. I personaggi mi spiazzavano, non mi coinvolgevano più di tanto, la storia mi pareva priva di possibili sviluppi interessanti, la condizione di Will mi sembrava troppo dolorosa.
Poi di colpo tutto è cambiato.
Di colpo è scoccata la scintilla per Louisa, protagonista e voce narrante, colei che deve trovarsi a tutti i costi un nuovo lavoro dopo che il bar per cui lavorava e a cui era eccessivamente affezionata, chiude improvvisamente i battenti. Colei che vive ancora con la sua famiglia d'origine, in serie difficoltà economiche, che ha una sorella minore votata allo studio e alla carriera nonostante ragazza madre, colei che mai si mosse dalla piccola cittadina turistica a due ore da Londra in cui nacque.
Quando l'agenzia interinale le propone un lavoro di assistente ad un uomo tetraplegico, quasi non crede alle sue orecchie; non ha nessuna esperienza in quell'ambito, non se la sente, non ha proprio nessuna voglia di ridursi a lavare ed accudire un disabile. La paga però è ottima, e Will ha già un infermiere che si occupa di quelle incombenze che la terrorizzano, inoltre si tratta di un impiego di soli sei mesi............

"Io prima di te" è un romanzo d'amore ma non nell'eccezione riduttiva del termine. E' un romanzo che narra l'amore nella sua forma più pura, più intensa, più generosa seppur nel suo intrinseco egoismo.
E' una storia che lacera, che illude, che lascia senza parole, che sconvolge, ma allo stesso tempo riesce persino a divertire, a strappare più di un sorriso, pur affrontando temi duri come la disabilità e l'eutanasia.
La scrittura, il modo di trattare certi temi, riesce a scuotere senza ferire; ecco il vero pregio di questo libro.

Non sono solita guardare films tratti da romanzi, ma credo che questa volta farò un'eccezione, mentre non credo che leggerò il seguito, che in questo caso secondo il mio punto di vista non ha ragione d'essere.
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il 30 aprile 2016
recensione del blog:[ ... ]

Io prima di te è un romanzo che trafigge il cuore, che penetra sotto pelle, che inevitabilmente, nel bene e nel male, crea dipendenza.
Sogni infranti e nuovi desideri si contendono la scena. Vita e morte muovono le pedine di un gioco il cui prezzo da pagare è troppo alto.
Quella ideata da Jojo Moyes è una storia difficile, che porta il lettore a fare i conti con una realtà che non ha niente a che vedere con il "vissero tutti felici e contenti". Il lieto fine non è un lusso che spetta a chiunque. L'autrice in modo delicato, genuino, sincero ci racconta un amore diverso, unico, complicato, un'amore nato sotto una cattiva stella.
Will è un giovane di buona famiglia, amante degli sport estremi, con una carriera avviata ed una ragazza che vuole sposare: ha qualsiasi cosa si possa desiderare dalla vita. Un terribile incidente stradale gli porta via tutto, il mondo gli crolla addosso, rimane prigioniero delle macerie della sua vita precedente: è completamente paralizzato, costretto su una sedia a rotelle, dipendente dagli altri. Tutto, però, cambia quando irrompe nella sua quotidianità, fatta di solitudine e rimpianti, Louisa Clark.
Lou è vulcanica, con la sua allegria contagia chiunque, sembra essere uscita da un cartone animato per il modo curioso in cui si veste. Mi ha rubato il cuore, un meraviglioso personaggio femminile. Ho ammirato sin da subito la sua forza, il suo coraggio ed il modo premuroso con cui si è presa cura di Will.
Inizialmente lui respinge l'eccentrica ragazza, poi abbassa le difese, non riesce a resisterle. Ritorna a vivere, ricomincia ad amare.
La storia di Louisa e Will non è carnale, non può accarezzarle il volto, non può passeggiare con lei mano nella mano, non può stringerla tra le braccia. Lei non può essere sua come Will vorrebbe. Eppure Louisa si innamora perdutamente di lui, non le importa non avere un amore da favola, o semplicemente normale, lei desidera Will.
Louisa gli fa un dono dal valore inestimabile, un dono che credeva di non poter più ricevere, lei lo rende nuovamente felice.
Meraviglioso, struggente, commovente. Un romanzo che merita di essere gustato scena dopo scena, una lettura dal sapore delizioso ma con un retrogusto terribilmente amaro. La speranza, come un'ombra silenziosa, cerca di tramutarsi in realtà, per non essere più una semplice illusione. Un senso di impotenza angoscia lo spettatore, che gioirà e soffrirà tremendamente al fianco di questi sventurati amanti.
Gli ultimi capitoli li ho letta chiusa in camera, ho chiesto di non essere disturbata, non volevo nessuno intorno. C'eravamo io, Will e Lou, mi sono sentita quasi un terzo incomodo nel finale, mi è sembrato di spiare un momento fin troppo intimo, un istante che doveva appartenere solo a loro due.
Lacrime amare mi hanno bruciato la pelle. Una volta finito il romanzo ho fissato il vuoto, nel mio cuore era ancora vivo il ricordo del grande amore che ha unito Lou e Will.
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il 28 febbraio 2016
Comincio subito con il dire che il mio stato d'animo al momento oscilla fra il "vi odio tutti" e "esco di casa per andare a cercare delle calze ad ape".
Bene, ora cominciamo.
"Perchè leggere un libro che sai già, ti farà soffrire?"
Questa è una domanda che mi viene fatta spesso dalle persone a cui racconto di questi romanzi.
Eppure, nonostante il loro continuo provarci, il loro continuo dire che "Tanto la vita è già dolorosa di suo" oppure "No no, io quando leggo devo evadere e pensare qualcosa di positivo, non posso leggere qualcosa che mi butti ancora più a terra", nella mia testa non si accende mai quella spia che mi fa dire "Non voglio soffrire, non voglio stare male e non voglio leggere qualcosa che mi faccia allagare casa di lacrime e riempire le orecchie di singhiozzi e lamenti".
Perchè? Bella domanda. Penso che questo dipenda molto da persona a persona.
Però sono contenta di essere fra quelli che possono dire di amare questi libri.
Mi butto a capofitto nella sofferenza e nelle avversità insieme ai protagonisti, e questo mi fa vivere appieno le loro sensazioni e il loro modo di pensare.

Questa storia. Oh, non so nemmeno da dove cominciare.
Per chi legge le mie recensioni, sa giù che non mi piace parlare della trama del libro, quanto delle sensazioni che esso ha suscitato in me.
Penso invece che per scrivere quello che penso, io debba parlare appieno di tutto.

Will e Clark.
Un Will costretto sulla sedia a rotelle, completamente immobile, contro una Clark che è determinata a fargli tornare la voglia di vivere.
Una persona che dalla vita ha avuto tutto, ma che chiedeva ancora molto, che prova a far prendere il volo ad una ragazza di 27 anni che non ha mai vissuto la sua vita nel modo in cui lei desiderava viverla davvero.
Due persone che si incontrano e che si cambiano a vicenda senza nemmeno rendersene conto.

Può bastare l'amore? Questo libro è un inno alla vita o ti lascia l'amaro in bocca?
Posso dire che "Io prima di te" è tutto questo.
L'amore che basta per una persona sola, non per due. Quell'amore che ti fa cambiare anche se non hai più niente da amare. Che ti fa andare avanti perchè pensi a al tuo amore.
Ti lascia l'amaro in bocca perchè la vita alle volte non ti lascia scelta. Non importa quanto tu ami o desideri una cosa con tutto te stesso. La vita ha già deciso. Le persone come Will hanno già deciso. E non c'è da arrabbiarsi, non c'è da compatire. Si deve solo stare a guardare, a capire il perchè di una determinata decisione. A pensare a quanto sia difficile poter avere la felicità ad un palmo dalla mano e non riuscire nemmeno a sfiorarla perchè la vita ha deciso così.
E' un inno alla vita perchè ti spinge a farti alzare il culo dalla sedia e ti fa pensare a quello che tu hai fatto nella tua vita, a quello che vorresti fare e ai sogni che hai per il futuro. E ti spinge a fare dei passi verso quei sogni che magari fino al giorno prima erano stati chiusi in un cassetto.
Perchè la vita è una.
E perchè la vita è breve.

"Semplicemente.. Desidero essere un uomo che è stato a un concerto con una ragazza con un abito rosso. Solo per qualche istante ancora."

Perchè la vita può darti tutto, una splendida casa, una ragazza fantastica, una scalata sul Kilimangiaro e una camminata su un asino per due giorni per arrivare in qualche strano villaggio cinese dimenticato da dio ed essere il primo bianco a metterci piede.
Ma con la stessa velocità può toglierti tutto.
La storia di Will sembra quasi una beffa. Un uomo che assapora il brivido del pericolo ogni volta che ne ha l'occasione, ma poi esce di casa e si trova davanti a qualcosa che non era stato programmato.

Una ragazza semplice che non ha fatto altro che rimboccarsi le maniche per aiutare la sua famiglia, da quando ha saputo che in casa servissero i soldi.

Due anime perdute che si incontrano e affrontano insieme un percorso che è fatto di crescita, di sofferenza, di amore, di vita.

Da leggere. Assolutamente.
Uno dei più belli che io abbia mai letto.

"Vivi bene.
Semplicemente vivi.
Con amore.
Will"
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il 16 agosto 2016
Ho letto questo libro con eccessivo ritardo e vi chiederete, perché?
Purtroppo, girovagando su Facebook, incappai in un grandissimo spoiler che rivelava perfettamente il finale del libro. Ecco che la mia voglia di leggerlo svanì in un batter d'occhio così tanto da lasciare il libro sulla mensola, nel reparto "dimenticatoio".
Sentivo parlarne benissimo, a parte qualche recensione negativa (veramente rare) tutti lo presentavano come un capolavoro, soprattutto mia madre che lo dipingeva come uno dei libri più belli che avesse mai letto.
Ebbe due giorni fa ho ripreso in mano questo libro leggendolo in tempi rapidissimi e adesso eccomi qua a volerlo recensire senza però trovare parole adeguate per spiegare tutto ciò che mi ha trasmesso questa storia dalla prima all'ultima pagina.

Non è la solita storia d'amore, né una lettura semplice e leggera.

Parlando dei vari personaggi della storia mi sento subito di dire che nessuno e ripeto NESSUNO di questi è stato infilato nel testo come semplice comparsa, no, ognuno di questi ricopre un ruolo importantissimo nella la vita e nelle scelte dei due protagonisti e nel il percorso di tutta la storia in se stessa.

Ho pianto.
Ho versato talmente tante lacrime per questo libro che credo si sia portato con se un pezzo della mia anima.
E' una storia profonda, un racconto struggente e allo stesso tempo molto riflessivo.
Riflessivo perché vuole farci capire che amare è anche lasciare la libertà all'altro di prendere le proprie decisioni e appoggiare le sue scelte, anche quelle che non concepiamo e che non vorremmo fossero prese.

Jojo Moyes , con questo libro, entra a far parte della cerchia degli autori che più preferisco perché oltre ad aver creato uno dei più bei romanzi che io abbia mai letto, ha un modo di scrivere fantastico , molto scorrevole ed appassionante.
Come è riuscita a farmi piangere allo stesso modo è riuscita anche a farmi fare della grasse risate con le sue frasi ironiche e scene veramente buffe.
Attraverso le sue parole è riuscita ad immergermi completamente nella storia facendomi vivere a pieno TUTTE le emozioni che un libro possa farti mai provare.

Molti sono in completo disaccordo con il finale, ma io non cambierei nemmeno una virgola di questo libro perché lo trovo perfetto così com'è.

Ve lo consiglio, dovete assolutamente leggerlo.
Io stavo commettendo il gravissimo errore di farmelo scappare soltanto per uno stupido spoiler e non potete veramente capire cosa si perde a non leggere questo capolavoro.

Vi farà tanto riflettere e lo amerete,
ve lo assicuro.
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il 29 giugno 2016
Come mio solito ho la cattiva abitudine di essere attratta da un libro, solo dopo averne visto l'adattamento cinematografico. Ed ammetto che questo è un grave errore, perciò questa volta ho voluto ridurre i danni. Ho cominciato a interessarmi a questa storia quando hanno iniziato a pubblicizzare incessantemente il film di "me before you", con l'intenzione di andarlo a vedere prima o poi. Ma questa volte come già detto ho pensato di leggere prima questo splendido libro. Per poter creare mentalmente la sceneggiatura, le voci i movimenti di questa storia, senza che il regista del film me le servisse su un piatto d'argento. Ho letto l'estratto, e poi mi sono dovuta precipitare a cercare un WiFi per comprare immediatamente l'ebook. Ho divorato le 370 pagine in 48 ore, anche se ho avuto molta difficoltà a concluderlo (a causa delle lacrime, e già, se non siete dei cubetti di chiaccio, piangerete, eccome se piangerete). È stata una lettura estremamente piacevole, invogliata da una gran curiosità e un pizzico di ansia per la fine che avrebbe potuto fare questa stravagante coppia. Per quanto non abbia mai conosciuto personalmente un tetraplegico, credo che l'autrice sia stata molto razionale e abbia descritto fedelmente, (per quanto sia possibile) la reale condizione di una persona affetta da ciò. Per quanto la situazione fosse tragica, il libro non è mai stato pesante, le battute di Will mi hanno strappato un sacco di risate, l'ironia della situazione è stata dosata in maniera deliziosa.
Da inguaribile romantica ho desiderato ardentemente (anzi ero convinta) che con un colpo di scena vi fosse un lieto fine, che per qualche assurda ragione will fuggisse a gambe lavate da quel posto infernale. Ma come è perfettamente inadeguata l'espressione "a gambe lavate" allo stesso modo era inaccettabile a questo punto che il finale del libro assomigliasse a quello di un cartone Disney. Ma a questo punto penso sia giusto cosí, perché la vita non è una fiaba. In conclusione consiglio vivamente questa letturalettura, perché rallegra, grazie al suo approccio delicato e ironico ma al contempo ti catapulta in una realtà che può sembrarci cosí lontana, ma che abbiamo il dovere di conoscere, per essere piú consapevoli. Inoltre non va sottovalutato il processo evolutivo di Lou, secondo elemento chiave della storiastoria, avvenuto solo all'incessante insistenza di will. È un messaggio importante, come diceva il caro vecchio Orazio, "carpe diem"
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il 9 settembre 2016
Magicamente, libri che nessuno sapeva che esistessero, i cui autori erano ignoti ai più, vengono letti dalla massa, definiti con aggettivi esagerati come 'superlativo' o 'stupendo'... E sapete di chi è il merito? Del film uscito al cinema da poco e ispirato al romanzo in questione, ovviamente. Questo è successo a moltissimi libri - tanti, tra questi, di poco spessore -, nell'ultimo periodo, e la sorte ha voluto che anche "Io prima di te" venisse portato alla luce grazie al film ispirato a questo. Potete darmi dell'ipocrita, se volete, visto che anche io l'ho letto perché al cinema ho visto il film, ma da parte mia posso attutire il colpo dicendovi che ho voluto confrontarli, vedere quanto c'era nella pellicola rispetto al romanzo. E ovviamente le differenze sono abissali... Tanto ho considerato il film scialbo e troppo veloce, quanto il libro è pieno di sentimento ed emozione, colmo di avvenimenti che sono stati brutalmente cancellati dal ciclo narrativo - ed è un peccato. Ma non voglio parlarvi del film. Non ora, almeno.

"Io prima di te" non è una comune storia d'amore, di quelle che si sono viste e riviste sul grande e piccolo schermo, tra soap-opere e filmetti strappalacrime dalla trama banale, bensì una storia che non solo parla di sentimento, ma anche di crescita, di cambiamento. È la storia di un viaggio. È il viaggio di Lou, attraverso la sua storia con Will, che la porta a rivoluzionarsi, a mutare in qualcosa di nuovo e diverso, migliore sotto molti punti di vista. Sminuire questo libro dicendo che è la storia di Lou, una ragazza chiacchierona che si veste a casaccio, e Will, un tetraplegico che vuole farla finita, sarebbe come sminuire la "Odissea" di Omero dicendo che Ulisse era un guerriero che dopo tante peripezie, per mare e per terra, riesce finalmente a tornare a casa a guerra finita. Per questo, "Io prima di te" va letto. Va letto perché è stato troppo banalizzato da mille e una recensione e fatto a pezzi per colpa di un film dalla narrazione troppo veloce. Perciò leggetelo. Leggete questo libro. Date una chance a Lou e Will: sono sicura che, alla fine, vi lascerà qualcosa su cui riflettere.
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