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il 4 agosto 2017
Ho fatto il liceo scientifico, anni fa ormai, ed avevo un professore di italiano e latino vecchia scuola. Ogni giorno arrivava, tirava fuori la sua stilografica, scriveva le sue cose sul registro, e si metteva a fare lezione. Martoriato dagli anni e dalla disillusione, nelle sue lezioni spesso ci metteva superficialità, e riempiva le ore spesso parlando con una ampollosità tipica di un professore universitario. Quando si giungeva a comprendere il senso delle poesie, tutto era raccontato con quelle stesse parole di cristallo che sono incastonate nei libri universitarie. Belle, perfette, elaborate. Ma fredde, distanti, intoccabili, e pieni di polvere che rende opaco il riflesso e smorza la brillantezza. Spesso l'età in cui si studiano questi poeti, con i loro argomenti, non è ancora in grado di comprendere alcune emozioni, alcuni stati d'animo e riflessioni. Non che non possano avvicinarvisi, ma la mancanza di esperienza fa sì che sia necessario che il docente possa aiutarli ad avvicinarsi a certi autori, in maniera da apprezzare la vibrante umanità che risplende in loro e in cui potrebbero ritrovarvisi, apprendendo meglio il mondo e se stessi. Così spesso non è perché, fondamentalmente, molti professori di italiano sono inconpetenti.

Leopardi è denigrato nel nostro sistema scolastico. Spesso e volentieri, almeno. Lo si etichetta come gobbo, come sfigato, come infelice. Perché, spesso, siano superficiali, insensibili, tristi. In Leopardi vibra prepotente l'intelligenza e l'onesta necessarie per fotografare la condizione umana senza ipocrisia e senza false speranze dettate da un moralismo derivante da una religione spesso fin troppo buonista e semplicistica. In lui è presente il dolore e la necessità di esprimerlo, senza tuttavia arrendersi al nulla o alla perdita della bellezza. Tematiche come la perdita dell'amore e l'infrangersi dei propri sogni non saranno di moda, ma sono cose con cui i giovani si scontrano ogni giorno. Pretendere che si arrangino e che facciano a meno di un maestro come Leopardi, banalizzandolo, è l'equivalente fisiologico di spararsi ad un piede durante una maratona.

D'Avenia con questo libro ridona giustizia ad un autore fondamentale. Lo fa con lo stesso amore e passione con cui insegna ai propri ragazzi ogni giorno a scuola. È il libro di un giovane che ha trovato in Leopardi un compagno di viaggio e che, cresciuto, ha deciso di non lasciare che tale bellezza andasse persa. Ha voluto creare un appiglio per tutti coloro che, oggi e domani, vogliano aggrapparsi alla grande eredità lasciataci da questo grande uomo e che noi, da sciocchi e sconsiderati, spesso tendiamo a voler allontanare da noi. L'Arte di essere fragili è un libro essenziale per ogni italiano che voglia definirsi tale. Per i giovani che, insoddisfatti della mediocrità dei loro professori, vogliano capire realmente cosa sia questo infinito e chi fosse realmente Giacomo. Per gli adulti che come me rimpiangono la mediocrità dei loro professori, per riuscire a colmare questa lacuna attraverso la voce di una persona innamorata e preparata. Per coloro che vogliano scorgere un po' di grandezza in mezzo a tutto il marciume che ci circonda.

In alcuni punti D'Avenia non riesce a non contenere i pensieri che gli derivano dall'essere cattolico, inserendo commenti che a mio modestissimo avviso stonano con l'opera nel suo complesso. Ma è probabilmente questione di gusti.

Nel complesso consiglierei l'opera a mani basse. Forse non la migliore dell'autore, ma sicuramente oggi più che mai libri come questo sono necessari affinché noi si possa riscoprire la nostra eredità e, conseguentemente, noi stessi.
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il 4 gennaio 2018
Questo libro mi è stato consigliato come regalo di compleanno per una studentessa universitaria appassionata dell'autore. Appena scartato il pacchetto il suo stupore e la sua gioia mi hanno confermato l'ottimo acquisto fatto. Non so se mi capiterà ma se posso le chiederò in seguito un parere non più sul regalo ma sul contenuto del libro. Amazon top come sempre: prezzo concorrenziale e consegna un giorno prima del previsto e proprio il giorno del compleanno. Meglio di cosi non si può!
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il 29 maggio 2017
Un libro davvero ispirante
fa capire tante cose sul mondo degli adolescenti e anche sul mondo degli adulti.
Un ottimo supporto per chi ha a che fare con i ragazzi per vari motivi.
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il 15 novembre 2017
Il libro è scritto molto bene, L'autore racconta il suo rapporto con le poesie di Leopardi e instaura con lui un rapporto epistolare.
Il libro purtroppo non mi ha convinto e nonostante le belle poesie di Giacomo Leopardi al suo interno alla fine mi ha annoiato.
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il 30 gennaio 2018
È stato il primo libro che ho letto di Alessandro D'avenia ed ho subito notato la sua impronta da insegnante. Molto interessante il viaggio nella mente di Leopardi attraverso l'analisi delle sue opere. Non mi ha entusiasmata a tal punto da appassionarmi all'autore (come solitamente mi capita) ma è senza dubbio un buon libro.
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il 24 luglio 2017
Sono un'insegnante e amo profondamente Leopardi! Mi sforzo di farlo gustare parola per parola ai miei studenti e questo libro mi aiuterà nell'impresa! Lo consiglio a docenti e studenti e semplicemente agli amanti della poesia e della scrittura pulita di Alessandro d'Avenia.
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il 3 giugno 2017
Prodotto arrivato nei tempi indicati. E' stato acquistato per mia figlia sedicenne a cui è piaciuto veramente tanto. Personalmente ne ho letto alcuni capitoli e lo ritengo adatto e soprattutto non volgare.
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il 21 marzo 2018
Libro essenziale non solo dal punto di vista letterario ma anche da quello medico: lo consiglio infatti anche a chi ha avuto, ha o è sulla strada di un esaurimento nervoso.
Essenziale poi per conoscere Leopardi o per invitare il lettore alle lettura di Leopardi con i suoi continui rimandi alle sue opere.
Semplicemente fantistico.
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il 11 ottobre 2017
Favoloso! Alessandro ti prende per mano e ti fa conoscere un Giacomo diverso da quel Leopardi noto ai più e insegnato sui banchi di scuola. Soprattutto è un percorso di crescita nel bello e verso la consapevolezza che la fragilità è un'opportunità e un dono, nonostante il dolore, le sofferenze e le mille difficoltà che attraversiamo, l'importante è vedere oltre e continuare a voler crescere... Come chi vede la rosa nel seme. Un libro consigliato a tutti e soprattutto ai più giovani: è un dono prezioso.
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il 28 luglio 2017
Sinceramente non mi ha fatto impazzire, dalla recensione mi aspettavo molto meglio. Ad ogni capitolo sembra avvicinarsi sempre più a un pensiero, che alla fine non arriva mai.
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