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Recensioni clienti

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il 27 febbraio 2017
Ho deciso di recensire questo libro perché lo reputo uno dei migliori libri italiani al vertice delle classifiche, e ben redatto. L’autore ancora una volta non delude. Personalmente è stato un libro che mi ha cambiato in toto, ha trasformato completamente il mio modo di vedere il mondo circostante, in quanto Leopardi insegna che in una vita fatta solo di fragilità psicologica e fisica bisogna tuffarsi nella bellezza di tutte le cose, in particolar modo nelle piccole cose e a coltivare la sua autentica sostanza. In questo modo scopriremo che l’arte di essere fragili rende GLI UOMINI VIVI, persone che saranno perennemente rapiti da questa vita e lotteranno per scoprirne la sua quintessenza.
L’arte di essere fragili diventa MODUS VIVENDI e il suo ingrediente preziosissimo è l’AMORE, non inteso solo dal punto di vista passionale, ma anche il lasciarsi coinvolgere dalla leggiadria che sprigiona ogni giorno la natura circostante, un cielo stellato a cui nessuno più volge il suo tenero sguardo, un’opera artistica che rende viva la sua armonia e graziosità ai nostri occhi, i quali hanno il magico potere di scoprire l’INFINITA BELLEZZA che alberga nelle piccole cose.
Il messaggio che dona a tutti i lettori questo meraviglioso libro è quello di nutrire di bellezza la nostra unicità, la nostra fragilità, affinchè mai si spenga il desiderio di scoprire quale sia il segreto che nasconde questa vita profumata di INFINITO.
Lo consiglio vivamente a tutti coloro che vogliono aprire il cuore alla vita!
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il 9 gennaio 2017
Consiglio questo libro in primis agli adolescenti, è un buonissimo farmaco per le piccole grandi fragilità che ogni ragazzo affronta a cui spesso gli adulti non danno importanza,ma che affliggono in modo spesso molto profondo ogni adolescente. Consiglio questo libro anche ai professori di ogni liceo perché imparino prima di tutto a conoscere chi hanno davanti e poi a proporre le materie, soprattutto quelle umanistiche, come manuali di vita più che come manuali di letteratura.
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il 20 gennaio 2017
È il primo libro di D'Avenia che leggo e ne sono rimasta ammaliata.
Amo profondamente Leopardi da quando, un giorno, la mia prof lo presentò alla classe. Come D'Avenia, anche io non ho mai pensato che Leopardi fosse un pessimista, e mi sono ritrovata moltissimo con le parole di D'Avenia.
Le sue parole, nel momento in cui lessi il libro, erano le mie.
Da quando ho finito di leggere il libro, non faccio altro che scrivere in un diario i miei stati d'animo, i miei pensieri, trascrivendo a parole ciò che provo, ciò che percepisco.
Viva la bellezza e la poesia.
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E' il binomio più che giusto per esprimere e scrivere la sensazione più forte che ho provato leggendo questo libro.
Ed è anche il sentimento che ognuno di noi dovebbe provare di fronte a un gigante quale è stato Leopardi, che più di tutti ha vissuto sulla sua pelle il peso di una promessa che aveva fatto a se stesso quando si accorse di non poter vivere senza esercitare il suo talento.
Gratitudine verso l'autore di questo libro perchè questo non è certamente il primo libro su Leopardi, ma si capisce che lo ha molto amato e molto compreso.
Gratitudine verso la poesia, perché da questo libro ne trae un beneficio immenso la nostra vita concreta, con i suoi tormenti e palpiti, pur essendo, la poesia in sè e per sè, probabilmente - per dirla con Montale - la cosa più inutile del mondo. O, forse più saggiamente e benevolmente, potremmo essere d'accordo con Keats, che anche lui sarebbe morto giovanissimo poco prima di Leopardi, e che invece sulla poesia sosteneva: "Sono sempre più convinto che il fare Poesia dopo il fare il bene è la cosa più importante che c'è al mondo".
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il 19 dicembre 2016
Dovremmo essere grati alla scuola per averci "prestato" Alessandro d'Avenia alla scrittura . Giunto al suo quarto libro con questo meraviglioso scritto su un Leopardi mai così bello come in questo suo libro. Sono certo che acquisterà un infinità di lettori fedeli e non . Perché é lui per primo a crederci in quello che scrive con passione e impegno! Grazie Alessandro e buona lettura a voi.
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Può un poeta come Leopardi essere di attualità? L'autore del libro in oggetto mi era sconosciuto, mi chiedevo se un professore di oggi fosse in grado di far capire ai ragazzi la grandezza dei nostri poeti... Ebbene per me sì, ho letto il libro tutto in un fiato e spesso ho notato quanto un poeta come Leopardi, spesso considerato noioso, racchiuda nelle sue poesie molte delle incertezze ed inquietudini del mondo odierno. La novità che ho apprezzato di più è stata questa specie di dialogo tra l'autore ed il poeta vissuto nel lontano 1800, quasi che i due fossero contemporanei ed amici. Si è riuscito in questo modo a farci capire come il poeta morto prima dei 40 anni, avesse gli stessi nostri bisogni e soffrisse delle nostre paure. e che pur dovendo lottare nella vita, non bisogna mai smettere di sperare..
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il 1 febbraio 2017
Di recensioni dettagliate sui temi e sulla struttura di questo libro ne sono già state fornite tante e la preferenza per questo testo (che si conferma stabilmente sul podio delle vendite per la categoria), è abbastanza evidente. Avuto tra le mani questo libro come regalo della Befana ( parliamo quindi del 6 Gennaio), ho impiegato quasi un mese nel terminare la lettura, sebbene il numero di pagine sia tutt'altro che un ostacolo.Si me lo sono gustato, su certe parole non si può passare di fretta... Continuavo a parlarne senza però mai avvicinarmi troppo, senza quasi avere il coraggio di comprarlo per non esserne deluso,come chi cerca di avvicinarsi ad una ragazza verso cui nutre un forte interesse, ma non si espone per paura di un suo NO, restandole vicino ma non troppo. Le aspettative erano altissime, sebbene fosse il mio primo libro di D' Avenia e non sapessi bene cosa aspettarmi. E' passato quindi un mese perchè sono stato catturato da queste pagine, leggendole silenziosamente come se tra lo scrittore ed il lettore vi fosse un canale intimo, da non contaminare con altre distrazioni. La ricerca della bellezza, del suo essere fragile, del "rapimento" che si dovrebbe avere in gioventù, salvo poi farsi "compimento" dopo un percorso di morte e rinascita, sono aspetti che l'autore confidandosi con lo stesso Leopardi, destinatario della sua lettera-libro, ci permette di scoprire gradualmente, scoprendone il sapore in modo delicato. Se da un lato si potrebbe fraintendere la vocazione dell' autore con qualche punta di narcisistico autocompiacimento (si fa riferimento spesso ai suoi testi precedenti come benefici per i suoi alunni o per altre persone), in realtà ciò riflette una vocazione autentica.Questa che molti non hanno, non viene tradotta in pratica per mettersi in mostra, ma perchè si ha il desiderio di fare del bene agli altri, seguendo un' idea di felicità che inizialmente è solo propria ma che potrebbe diventare di tutti, indistintamente. Una consapevolezza nuova che l'autore trova nel "suo" Giacomo ( "non con altra soddisfazione, che di aver fatta una cosa bella al mondo; sia essa o non sia conosciuta per tale da altrui"). In questo meraviglioso viaggio, fatto di incomprensioni ( specie con il padre di Leopardi, Monaldo), di riflessioni profonde e di smarrimento, si apprezza il valore della Ginestra che resiste al deserto, dell'Islandese che cerca risposte dalla Natura, del pastore errante che le cerca dentro di se, dopo aver contemplato le stelle. E poi il senso della siepe, lo sperare e il disperare, il canto e il disincanto...
Tutto questo in una grande storia.
Il resto è scoria.
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il 23 marzo 2017
Ho visto il trailer su FB e mi sono subito incuriosito dell'argomento. ho acquistato il libro scoprendo un grande autore. Ne ho regalati due copie ad altrettante amiche e i commenti sono stati straordinari, smentendo tanti sul carattere di Leopardi . ottima lettura
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il 16 aprile 2017
Voglio subito premettere che se questo libro riuscirà, come sembra dalle tante recensioni entusiaste, ad avvicinare a Leopardi eserciti di giovani, merita 5 stelle e oltre.
Sì perché il libro ha come target di riferimento gli adolescenti, gli alunni a cui insegna D'Avenia. Non c'è una sola pagina di questo libro che non ce lo ricordi. Un esempio? L' autore accenna alla lettera lasciata da una ragazza prima di suicidarsi in cui "accusa" i genitori di avergli dato tutto tranne un ideale per cui valesse la pena vivere, ebbene dall' autore nessun approfondimento, nessun pensiero per quei poveri sfortunati genitori, nessuna domanda tipo: è bene o male che i genitori inculchino un ideale nei figli ecc., lui, l'autore tira dritto perché sa che al suo target non importa nulla di tutto questo...io dico, e se invece gli interessasse? Se li aiutasse magari anche solo a comprendere che hanno intorno persone che gli vogliono bene a prescindere da tutto, che il loro dolore è anche il dolore di queste persone?
In breve il libro spiega che Leopardi è riuscito a salvarsi dall' incubo che è stata la sua vita, grazie al "rapimento" della poesia, che gli ha permesso di sentirsi utile, di " aver fatta una cosa bella al mondo" e invita i giovani a trovare il proprio "rapimento".
Ma per chi come me, adulto cinquantenne, ama Leopardi da sempre non offre nulla di nuovo; anzi mentre la lettura dei "Canti" nei momenti di malinconia riesce a consolarmi, questo libro mi ha lasciato un senso di angoscia, forse proprio perché risulta claustrofobico e stucchevole, nei capitoli che si susseguono gira e rigira sempre sulla stessa tematica, con frasi ricercate, pseudo poetiche e profonde, che "suonano bene", e che tanto colpiscono l' immaginazione dei meno smaliziati(penso ovviamente agli adolescenti, che spero me lo concederanno e mi perdoneranno se li definisco come "meno smaliziati") perché sembrano contenere chissà quali perle si saggezza, ma che per me più terra terra è "stringi, stringi non ti rimane in mano nulla". Il libro poteva avere 80 pagine in meno e non ce ne saremmo accorti quindi spazio per "divagare" c'era, e forse potevano aiutare un giovane ad aprire la mente e il cuore a 360 gradi, gli scritti di Leopardi consentono questo. Per questo motivo, e lo dico con dispiacere perché ci speravo trattandosi di un libro sul mio poeta preferito, non lo prenderò in considerazione come idea regalo ad un giovane, perché non lo arricchirebbe né umanamente né culturalmente, forse sbaglio ma è la mia personale opinione.
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il 24 aprile 2017
Come riscoprire un grande poeta italiano con le sue debolezze, le sue passioni, le sue manie..
L'autore si destreggia perfettamente tra passato e presente, esperienze vissute in prima persona tra i banchi di scuola e nel lontano passato;
ripercorrendo le tappe della vita del Leopardi (uomo sensibile e di immensa intelligenza) illustra la sua terapia per scoprire se stessi, le passioni più nascoste e la via per riscoprire il bello che c'è nelle cose, anche le più comuni..
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