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  • 1984
  • Recensioni clienti

1984
Formato: Copertina flessibile|Cambia
Prezzo:11,90 €+ Spedizione gratuita con Amazon Prime


I PRIMI 50 RECENSORIil 12 ottobre 2016
 George Orwell ha scritto questo libro durante la malattia, cosa che forse ha inciso molto sulla malinconia del libro stesso.
Quello che sembra trasparire da questo libro è la volontà di Orwell di avvisare tutti del pericolo sovietico, dando come data il 1984.
In queste pagine ha descritto uno stato totalitario, dove la verità non esiste, ma è decisa dal "Grande Fratello", non c'è libertà, l'amore e il sesso sono da dedicare al Partito, mai per piacere.
Lo slogan del partito è "Chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato" ed è per questo che il Grande Fratello applica costantemente modifiche al passato in modo da farle coincidere con le necessità momentanee del partito. Se si doveva far guerra si sarebbe dovuto cambiare il passato sostenendo che il nemico è sempre stato tale, in caso di pace il contrario.
Il libro in sé è spesso angosciante, con momenti di tensione vera, che tutti abbiamo bisogno di leggere e vivere, per capire fino in fondo a cosa ci si potrebbe spingere in futuro.

Perché dovreste aver bisogno di leggerlo, vi starete chiedendo?
Secondo me Orwell ci ha visto lungo, nel libro ci sono molte, moltissime cose più attuali ai giorni d'oggi che ai tempi in cui venne scritto.
Già solo questo basterebbe per far capire che forse non è tutto oro quello che luccica, sopratutto quando si parla di tecnologia, governi e mass media.
Lui lo scrisse contro il comunismo sovietico, ma in realtà si adatta perfettamente a qualsiasi tipo di governo e allo strapotere che ha, sopratutto al giorno d'oggi.
Bisognerebbe innovare e rinnovarsi tecnologicamente per essere sempre al servizio degli uomini, ma la tecnologia avanza per permettere ai potenti di controllarci meglio.
Tutti otterremo dei benefici dalla lettura di questo capolavoro e forse è arrivato il momento di prendersi un attimo per leggerlo e acculturarsi guardando indietro, in modo da capire meglio il presente e affrontare nel migliore dei modi il futuro che ci aspetta.
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il 9 maggio 2017
Insieme a “La Fattoria degli Animali” e più ancora di essa, “1984” è il lascito di George Orwell al canone della letteratura del Novecento, e già a pieno titolo anche a quello di questo inizio di XXI secolo. Il suo, anzi, non è solo un contributo letterario, ma un potente contributo politico e – si può dire – filosofico.

Come già “La Fattoria degli Animali”, 1984 è infatti un'opera sul Potere. Se “La Fattoria” era una trasparente allegoria dei primi decenni della vicenda storica sovietica, e certamente da questa estraeva intuizioni generali, “1984” va oltre, oltre la Storia, descrivendo una distopia quasi interamente compiuta.

In un passato relativamente recente (ancora vivono alcuni che hanno sperimentato il mondo “di prima”), la Rivoluzione ha vinto e si è consolidata. Quel processo di rapida degenerazione oggetto de “La Fattoria degli Animali” si è svolto e radicato. E' il mondo dopo la Rivoluzione, un mondo terribile e squallido, che regredisce continuamente quasi su tutto, con condizioni materiali in continuo immiserimento, divisioni sociali che diventano quasi antropologiche, guerra costante. Ed è il mondo in cui la presa del Potere su tutto il resto è la più forte di sempre: oltre i totalitarismi, oltre l'inquisizione. Neppure la legge serve più, nulla è vietato, ma la libertà è delitto capitale. Il controllo sui comportamenti è ininterrotto, incessante: tutti i membri del Partito sono continuamente osservati, e anche uno spasmo del viso può perdere un uomo.

Già così, sarebbe una distopia memorabile.

Ma, a leggere bene, questa è appena la superficie.

Non è questo il punto.

Il punto è che il Potere controlla, plasma e crea la “Verità”. Di nuovo, la superficie di questo la si vede nella propaganda onnipervasiva, nella costante manipolazione e eliminazione dei documenti storici, nella negazione dell'evidenza. Ma, per l'appunto, questa è appena la superficie. L'intuizione di questa opera è che il Potere non si avvera e non si esplica pienamente se la potenza non è onnipotenza. Se non si ottiene non solo la sottomissione e l'obbedienza totale, ma anche l'adesione e la convinzione, la piena remissione di ogni autonomia, di ogni forma di distinzione e disallineamento, di scostamento dalla volontà del Potere, che ha forza in quanto tale, pienamente svincolata dalla coerenza, perché contiene in sé tutte le contraddizioni, dall'utilità, dalla logica, dalle forze di natura. Assoluta. Che consente di vivere o dà la morte, ma all'improvviso, senza un perché, spesso dopo il perdono del reo e la sua riammissione nella società, dopo avergli concesso avanzamenti di carriera e di prestigio, in seguito al suo arresto e la successiva “cura”. <<Se vuoi un'immagine del futuro, pensa a uno stivale che calpesti un volto umano in eterno>>.

Il Potere controlla il pensiero e la volontà, perché <<le cose esistono solo in quanto se ne ha coscienza>>, <<la realtà si trova nella scatola cranica>> (ed è degno di nota che Winston trovi sollievo e respiri libertà quando è fuori dalla città, nella natura, cioè – forse - in ciò che esiste ma è senza coscienza, e non può dunque essere direttamente oggetto della manipolazione del Potere). Il Potere disattiva alcune minacce, come la sessualità, che teme, perché allontana le persone dal suo controllo, e le appaga, e attenua quella costante isteria di cui invece esso ha bisogno per consolidare la sua presa. Distrugge dall'interno la famiglia. Alimenta l'odio e la paura, che impongono alle persone il desiderio e la necessità della sua benevolenza e della sua protezione. Controlla il pensiero e la volontà, e ha capito che per farlo ha bisogno di controllare la lingua. Crea quindi la sua lingua, attraverso una continua, progressiva manomissione di quella precedente. C'è molto di più, ma anche solo questa – alla quale è dedicata non a caso un'apposita appendice - sarebbe una illuminazione che dovrebbe obbligare alla lettura di questo libro. La neolingua del Potere è una lingua sempre più povera, sempre più schematica, che elimina le sfumature, che elimina infiniti concetti, e li raduna sotto concetti-ombrello che impediscono di pensare difformemente da quanto il Potere vuole. <<La neolingua non era concepita per ampliare le capacità speculative, ma per ridurle>>, e questo perché <<ortodossia vuol dire non pensare, non aver bisogno di pensare. Ortodossia e inconsapevolezza sono la stessa cosa>>.

Il Potere, si noti, è solo fino a un certo punto nell'interesse di alcune specifiche persone, come invece era ne “La Fattoria degli Animali”. Inaspettatamente, anzi, è più duro e implacabile con i suoi quadri, sui quali vuole esercitarsi pienamente, che sui Prolet, la massa del popolo, della quale sostanzialmente non si interessa se non perché non crei minacce alla propria azione e perpetuazione, timore che tuttavia non è forte, dato che i passati cambiamenti di regime sono letti come frutto dell'azione di una possibile élite non sufficientemente coinvolta nel potere (i “Medi”), non di una azione partita dagli ultimi (i “Bassi”), che non possono avere modo di ribellarsi da soli. Si vuole quindi impedire che sorgano minacce dai “Medi” più che dai “Bassi”. Ma allo stesso tempo, si intuisce che anche i singoli dirigenti, gli “Alti”, le élite del Partito, siano destinati quasi certamente anch'essi all'epurazione, chi prima chi poi, per essere sostituiti da nuovi dirigenti e via così. Il Potere <<non è un mezzo, è un fine>>, serve sé stesso e distrugge tutti, anzitutto – come detto – nell'autonoma volontà. Il Potere esige il bipensiero, cioè la capacità di pensare qualcosa e il suo opposto, o anche di pensare qualcosa e ignorarla allo stesso tempo, e in piena sincerità (e questa non è forse un'osservazione sorprendente su quello che davvero ci accade, più spesso di quanto pensiamo?). <<Libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente>> viene scritto a un certo punto. Poi, Winston scriverà <<2+2=5>>.

Il Potere esige <<sottomissione totale ed esplicita>>, la fuoriuscita dall'io, la fusione con il Partito, cioè con il Potere medesimo, quale condizione per divenire <<onnipotente e immortale>>. Ci siamo quasi. Continuiamo. Il Potere è il Grande Fratello, ma non è neppure più chiaro se il Grande Fratello esista ancora – o se sia mai esistito – come persona in carne ed ossa, o non sia piuttosto una ipostatizzazione di un'idea che è anche un fatto, quella del Potere, che è Assoluto, Onnisciente, Onnipotente, disponendo di tutto e tutti, e non risponde ad altri che a sé stesso. E non si comprende neppure più se il Grande Fratello sia un uomo, o Dio, o l'hybris dell'Uomo che si fa Dio e agisce nella Storia attraverso obblighi, divieti e comandamenti che non stanno neppure nelle leggi, ma nelle teste, volontà imperscrutabile, incoerente e irresistibile, somministrazione di dolore infinito, dannazione, benevolenza, protezione dall'ipostasi del Male (Goldstein, alias il Demonio), salvazione attraverso il perdono, morte. <<Dio è potere>>: viene detto. E' l'apocalisse.

Il libro è ben scritto, la lettura scorrevole e avvincente, la creazione del futuro immaginario e distopico profondamente impressionante e suggestiva, anche per gli elementi di verosimiglianza dato il presente in cui il volume venne dato alle stampe (immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, mentre i Sovietici si mangiavano un pezzo di mondo dopo l'altro, si correva all'atomica, i laburisti vincevano inaspettatamente le elezioni con un programma piuttosto radicale rispetto alla società liberale d'anteguerra... tutto appariva possibile, i sommovimenti immensi, i rischi incalcolabili).

Non ogni dettaglio è perfetto: alcuni eventi sono inspiegabili (perché diamine Winston e Julia vanno insieme (!) da O'Brien?); il personaggio di Julia mi pare in parte abbozzato.

D'altra parte, il meccanismo narrativo è straordinariamente sorprendente e avvincente: descrizione della distopia e introduzione dei personaggi; piena ribellione di Winston e Julia; O'Brien a sostegno; prima rivelazione (il libro di Goldstein: “Teoria e Prassi del Collettivismo Oligarchico”); apocalisse: il Potere, la sua onniscienza, la sua inevitabile vittoria; sconfitta ineluttabile di Winston (e Julia).

Gli estratti dal libro di Goldstein sembrano – e sono – di profonda intelligenza politica, sociale e storica, ma è solo il preludio. I dialoghi tra O'Brien torturatore e Winston torturato sono la luce abbacinante che illumina senza ombre il loro mondo distopico. Una verità che sussiste in sé stessa, si direbbe, essendo per l'appunto il Potere l'unica Verità, anzi il creatore della Verità.

“1984”, s'è detto, non è un libro perfetto. Ma i capolavori non devono essere perfetti. I libri del canone neppure. “1984” è un libro geniale. Questo è un capolavoro. Ed è una lettura fondamentale.
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il 20 settembre 2016
Com'è possibile che un libro del genere sia stato scritto nel 1948? Ho amato il modo in cui è scritto, ed il modo in cui è attuale. Offre uno spaccato di ciò che è la società oggi, o che è stata, e che sicuramente sarà tra 50-100 e anche 200 anni. L'ho letto una sola volta ma credo che per capirne a pieno tutte le sfacettature abbia bisogno di più letture.

Mi sento di consigliarlo perchè è una lettura scorrevole, che ti accompagna e ti riempie di emozioni; talvolta ansia. Dopo qualche capitolo, se smettere di leggere, vi sembrerà di essere entrati nell'atmosfera cupa e malinconica del libro. Assicuro che lo finirete in pochi giorni, ma sarà difficile dimenticare i concetti che inculca. :-)
Difficile spiegarlo, va letto.

Molto bella anche la grafica della versione 'Copertina flessibile', con un disegno di Escher che calza proprio a pennello.
Colgo l'occasione di dirvi che è stato fatto anche un film, abbastanza vecchio, riguardo a questo libro, ma NON mi è piaciuto e l'ho abbandonato a metà. Preferivo mantenere nella mia testa le forme, i volti e le ambientazioni che mi ero immaginato.

Se questa recensione vi ha aiutato, colgo l'occasione di chiedervi di cliccare SI alla domanda posta sotto: Questa recensione ti è stata utile?
Grazie e ciao! :-)
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I PRIMI 500 RECENSORIil 12 aprile 2016
LA GUERRA E' PACE
LA LIBERTA' E' SCHIAVITU'
L'IGNORANZA E' FORZA.
Queste parole hanno continuato a suonarmi in testa molto tempo aver letto il libro, che è probabilmente uno dei romanzi più inquietanti e spaventosi che abbia mai letto. Forse 1984 dovrebbe essere incluso nel genere horror?
1984 descrive un'utopia. Non l'Utopia di Thomas More, quanto il suo esatto contrario, la Distopia. Immaginate di vivere in un paese i cui leader applicano un sistema totalitario controllando i propri cittadini nei modi più estremi, modi che farebbero impallidire Hitler, Mao, Stalin e il vecchio di V per Vendetta.
Lavorare, mangiare, bere, dormire, parlare, pensare, procreare... tutto viene controllato dallo Stato. Ogni segno di obbedienza o di disobbedienza può essere identificato da vari apparati statali come la psicopolizia, il teleschermo o anche i vostri stessi figli, che non esiteranno a consegnarvi alle autorità. Persino la lingua viene modificata in modi da non permettere una vera espressione, questo perché l'individualismo è un crimine.
Il passato viene controllato, riscritto in qualcosa che rafforza il governante. Chi controlla il passato, controlla il futuro, chi controlla il presente, controlla il passato. La verità non esiste, ma è ciò che lo Stato dice di essere. Il nero è bianco, 2+2=5, se lo Stato lo dice.
Il mondo di 1984 è diviso in tre stati, originati dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale: Oceania (Isole britanniche, le Americhe, il Pacifico, l'Australia), Eurasia (Europa e Russia) e Eastasia (il resto). Per mantenere l'ordine e la pace della società è necessaria una continua guerra tra queste tre potenze, anche se hanno le stesse ideologie. Si vis pacem para bellum.
Il secondo slogan, "la libertà è schiavitù", significa che l'unico modo di essere liberi è perdere se stessi e integrarsi nel partito. Soltanto in questo modo si può essere indistruttibili e immortali.
"L'ignoranza è forza" indica la divisione insormontabile della società in classi alte, medie e basse. Le classi medie vogliono essere alte e si alleano con quelle basse per spodestare le alte. In seguito sorge una nuova classe media, tutto cambia tranne per le classi basse. Le classi alte e medie scrivono e dettano le leggi, i proletari sono troppo stupidi per ribellarsi. Lo Stato mantiene la propria struttura tramite tortura, intimidazione, violenza e lavaggio del cervello.
1984 sa davvero essere deprimente, ma in modo positivo, e lo consiglio vivamente.
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il 31 ottobre 2013
Classico senza tempo del grande George Orwell.
Nel 1984 il mondo è suddiviso in tre potenze totalitarie che si alleano e si scontrano continuamente: l’Eurasia, L’Estasia e l’Oceania, le uniche tre grandi nazioni, divise tra loro da odio e pregiudizi così come le loro popolazioni, separate e isolate, prigioniere dei loro stessi confini.
La terza potenza, l’Oceania, ha il centro del suo potere e organizzazione nella vecchia Londra e è regolata dall’ideologia del Socing.
La moderna dittatura vede nel Grande Fratello l’unico capo. Il Grande Fratello (nella versione originale Big Brother, inteso come fratello maggiore), “colui che tutto vede e tutto sente”, è un personaggio che non è mai stato visto di persona ma che tiene costantemente sotto controllo tutti attraverso i video-schermi, installati persino nelle case dei cittadini, castigando chiunque si ribelli attraverso la psicopolizia. I cittadini però non sembrano sentire il peso e sembrano accettare con convinzione le verità del Partito. Fedeli fino a calpestare i confini del sé, vivono venerando il loro capo, ponendolo sopra qualsiasi cosa, anche sopra se stessi. I sudditi-cittadini sono tali, grazie anche alla perversa filosofia del Bipensiero, “Sapere e non sapere; credere fermamente di dire verità sacrosante mentre si pronunciavano le menzogne più artefatte; ritenere contemporaneamente valide due opinioni che si annullano a vicenda; sapendole contraddittorie fra di loro e tuttavia credendo in entrambe, […] dimenticare tutto ciò che era necessario dimenticare ma, all'occorrenza, essere pronti a richiamarlo alla memoria, per poi eventualmente dimenticarlo di nuovo”.
In questa città il protagonista, Winston Smith, vive mal sopportando i condizionamenti imposti dal partito. Il suo lavoro è di aggiornare tutta l’informazione cartacea esistente al fine di rendere veritiere le informazioni e le previsioni diffuse dal partito. Infatti, è la strumentalizzazione della memoria collettiva e individuale a essere l’arma principale di questa dittatura.
“La storia era un palinsesto che poteva essere raschiato e riscritto tutte le volte che si voleva”.

Vive da solo in una casa polverosa, spiato dagli occhi onnipresenti del Grande Fratello, che impone di non innamorarsi, di vedere la famiglia solo come un nucleo, una necessità riproduttiva in cui il sesso è finalizzato solo alla procreazione, di vivere solo ed esclusivamente per il partito, diffondendo i suoi verbi, i suoi slogan: “la guerra è pace”, “La libertà è schiavitù”, “L'ignoranza è forza”.
Questa sua rassegnazione sofferta, si trasforma presto in un crescente disagio che lo porterà a interrogarsi su ciò che sta facendo, su ciò che il partito stesso sta facendo, spingendolo verso il cambiamento.
La domanda da cui nasce tutto, la domanda che lo logora, e che lo rende un soggetto potenzialmente sovversivo, è una sola: com’era la vita prima del Grande Fratello? Prima che le informazioni venissero modificate a tal punto da non poter più rintracciare una linea storica e le persone finissero strette nella morsa di un perenne presente? Prima dei video-schermi, delle regole del partito, prima della guerra che non sembrava mai finire e che cancellava un giorno dopo l’altro il passato, rendendo passato il presente?
“La menzogna diventa realtà e passa alla storia”.
Winston si spinge nei sobborghi di Londra, nella zona dei Prolet, persone abbandonate a se stesse, perché incapaci di entrare produttivamente nel sistema funzionale del Partito, ed è da questo momento che inizierà a notare le crepe nel sistema totalitario, ma si renderà anche conto di essere solo un piccolo granello, una minuscola parte di un enorme ingranaggio. Un ingranaggio in realtà fragile, eppure reso potente dal suo popolo che accetta la menzogna, la legittima, rendendola così veritiera. Eppure queste sue azioni apparentemente sovversive e spericolate, lo avvicineranno sempre più alla verità dell’essere umano, a ciò che l’uomo era prima di perdere la via, permettendogli di abbracciare tutto ciò di cui sentiva la mancanza: l’amore, il dolore, il raziocinio, un cervello. In poche parole: “lo spirito dell’uomo”, l’umanità. Ma sarà anche condannato a osservare da una finestra l’umanità mentre si disfa, crolla sotto al suo stesso peso, trascinando con sé anche quei pochi momenti di felicità, quella consapevolezza e quei piaceri tanto a lungo negati.
Si lascerà alle spalle quel mondo, dove il futuro non è altro che un’ulteriore umiliazione dell’essere umano, (“se vuoi un'immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano — per sempre”, gli dirà un personaggio, O’Brien), mentre resta in attesa di una condanna.
Questo è un libro immensamente potente perché è così attuale da far spavento. Fa riflettere sull’importanza della libertà di pensiero e anche d’informazione ma, ancora di più, porta alla luce diversi aspetti fondanti della nostra società, sempre così uguale a se stessa, così incline a replicare gli stessi errori. Perché l’uomo è lo stesso in ogni epoca storica.
Libro fondamentale perché la distopia che Orwell temeva tanto, è ancora possibile, se non oggi, domani.

“Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero, quando gli uomini sono differenti l'uno dall'altro e non vivono soli... a un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto.
Dall'età del livellamento, dall'età della solitudine, dall'età del Grande Fratello, dall'età del bipensiero... tanti saluti!”.

Recensione pubblicata in origine su: [ ... ]
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I PRIMI 1000 RECENSORIil 25 ottobre 2017
Nessun problema nella spedizione e ricezione del prodotto, il libro sta a voi valutarlo, dopo un bella lettura :) Spedizione amazon ottima come sempre
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il 10 aprile 2018
Un classico del romanzo distopico. In un mondo totalitario dove la verità e la non verità si fondono continuamente, dove non c'è speranza per coloro che perseguono l'umanità in un freddo e comandato contesto sociale...

Servizio Amazon senza alcun tipo di problema
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il 12 aprile 2018
arrivato in tempi perfetti. devo ancora cominciare a leggerlo, ma so che sarà una piacevolissima lettura. un classico è sempre il top. la copertina è intatta, non risulta danneggiata.
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il 12 marzo 2016
Un classico strepitoso, angosciante e attualissimo. Orwell ci racconta le follie del totalitarismo ed è purtroppo molto credibile, il Grande Fratello esiste, eccome.
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il 16 giugno 2013
un monito senza tempo contro dittatura e cieca obbedienza all'autorita.. dovrebbe essere una lettura obbligata nelle scuole. L' ho letto entro due giorni e sono ancora tutto preso da questo fantastico libro
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