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Recensioni clienti

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I PRIMI 500 RECENSORIil 19 novembre 2016
...sbattuta in faccia, con una violenza degna del miglior Saviano.
Da sempre seguo quest'autore, i suoi libri, le sue interviste, i suoi interventi. Conseguentemente mi sono interessato a comperare questo libro, preferendo l'acquisto in libreria. Successivamente, sono venuto a dare un'occhiata qui, su Amazon, così, per vedere la differenza di prezzo. La cosa che mi ha veramente sorpreso, è stato constatare l'impressionante numero di recensioni negative riguardanti quest'opera, recensioni per altro sprovviste del bollino "Acquisto verificato".
Sono rimasto allibito di fronte all'innumerevole numero di persone che si sono prese la briga di venire a cercare questo libro su Amazon, senza acquistarlo, per il semplice gusto di fornire una recensione negativa e screditarlo, insieme chiaramente all'autore. Ma, attenzione, non stiamo parlando di critiche costruttive, di parole messe lì con intelligenza, mirate magari a sollevare eventuali punti deboli inerenti storia o narrazione, assolutamente NO: ho letto di "buchi nell'acqua", di "romanzetto alla Saviano", di "grande pastrocchio" da "gettare nella carta da riciclare". E allora non ce l'ho fatta, mi sono aggiunto anch'io alla schiera di recensioni, ma con l'intento opposto.
Quello di essere realista.
Roberto da fastidio, il suo lavoro da fastidio, il fatto che questo libro sia primo nella classifica delle vendite da fastidio. Perché i problemi non si affrontano, è meglio mettere la testa sotto la sabbia e guai a chi prova a fare il contrario.
Ma così non sarà mai, per tutti, fortunatamente. E Saviano ne è la prova vivente, il suo lavoro lo è, il fatto che migliaia di persone si siano presentate in libreria ad acquistare questo capolavoro, lo è.
Perché "La paranza dei bambini" descrive in modo crudelmente reale quella che è la gioventù in preda alla malavita: quando lo Stato fallisce, quando l'istruzione fallisce, quando una Nazione fallisce, all'adolescente non resta altro da fare che affidarsi a chi realmente è presente, nella vita di tutti i giorni. Che sia mafia, camorra, sacra corona unita; che ci si trovi in Campania, nel Lazio, o in Lombardia, la sostanza non cambia.
I giovani sono la spina dorsale di un Paese, ne rappresentano contemporaneamente il presente ed il futuro, ed è quello che viene descritto in questo libro ciò che succede se non sono adeguatamente seguiti e formati.
Si mira al guadagno facile, si spaccia, si uccide e si marina la scuola pur di raggiungerlo. Si rinuncia ad un futuro, si sceglie di morire prematuramente, perché è meglio ottenere tutto e subito, essere ricordati per la propria violenza ed autorità, piuttosto che finire in un lungo anonimato di legalità.
Comprate questo libro, leggetelo con passione ed entrate in prima persona in quella che è la rappresentazione più diretta possibile del degrado di questa, una volta forse splendida, Italia.
Forza.
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il 20 dicembre 2016
Il libro è scorrevole e ben scritto. La storia narra di un gruppo di ragazzini napoletani che diventano una banda criminale troppo presto.
Ho dato un voto medio perché su Saviano, che stimo tantissimo come uomo e come scrittore, ho aspettative molto alte. Non che questo romanzo mi abbia deluso, tutt'altro, solo che rispetto all'ampiezza narrativa di Gomorra e alla forza penetrante della sua denuncia mi sembra indubbiamente inferiore. Da consigliare a tutti, comunque.
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il 4 gennaio 2017
La vena narrativa di Saviano si rivela in tutto il suo splendore. Zero non mi era piaciuto...troppo tecnico e didascalico, invece qui si vola alto con una storia che apre gli occhi ed emoziona. Grande libro, bello stile e tanta tristezza, ovviamente...
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il 4 gennaio 2017
Mi chiedo che sentimenti suscita questo libro a un non napoletano perché più che un romanzo racconta una realtà (una realtà, non la realtà) di Napoli attraverso storie inventate, rispetto a un napoletano.A me in quanto di Napoli estrema angoscia, un sacrificio non da poco ma che va fatto per non nascondere la testa sotto la sabbia.
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Questo libro lo prenotai in libreria ancor prima che uscisse, in modo da averne una copia subito !
Non sono un amante di Saviano lo confesso, però sinceramente trovo l'argomento di cui tratta molto interessante e molto preoccupante, perché mi fa riflettere su cosa accadrà quando a prendere il sopravvento nelle varie mafie saranno i più giovani? Effettivamente sono già cambiate le regole, sono aumentanti i rischi per tutti. E cosa ne sarà di queste nuove generazioni già così compromesse? Dei territori sempre più dominati dal terrore? Spero che Saviano riesca anche ad offrire una speranza, una via d'uscita: nessuno di noi può chiamarsene fuori.
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il 15 gennaio 2017
Un racconto spietato, come la realtà che cerca di ritrarre. Saviano disegna personaggi autentici, senza concedere al lettore nulla di rassicurante: lo accompagna in un viaggio dentro un mondo spesso intuito dall'esterno, ma che si fa vivido e presente attraverso un linguaggio ricco e anti letterario. Bambini e adulti, tutti prigionieri di una storia nella quale il grande protagonista non è più il denaro, ma il POTERE nella sua matrice più ancestrale. La sua conquista spezza tutti i legami, anche quelli affettivi più profondi, e rende tutti selvaggiamente feroci. Su tutti si erge Nicolas, O' Maraja, che alla conquista del potere subordina tutto, pagando un prezzo altissimo senza quasi batter ciglio, ma in una sorta di autocompiacimento autentico e terribile. Il lettore è spiazzato e incredulo, ma proprio per questo arriva a comprendere fino in fondo tutto il dramma di questa Napoli orrendamente devastata e senza speranza.
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il 12 gennaio 2017
il tragico intercalare dei "bambini" della Napoli dei "fetienti". Inutile dire che è un romanzo meraviglioso. Una banda della Magliana alla napoletana con una media di 10 anni in meno per componente. A De Magistris non è piaciuto. Ce ne faremo una ragione. Ma lasciate che vi spieghi la geografia della mia città, così da capire la profondità di questo ritratto di mucciusielli. Dal tufo di Forcella il loro sogno è ascendere al Capo di Posillipo. La doppia curva della baia di Napoli divide in due la città e la cittadinanza. E' storia . Da Posillipo a Santa Lucia è la città dei "signori" . I "signori " si fa per dire, perché tra di loro si nascondono quelli che di Camorra si sono arricchiti, senza sporcarsi nemmeno il tacco di una scarpa.
Dal Molo Beverello sino a Gianturco, l'ultima fermata napoletana della metropolitana vivono i "fetienti" tra Forcella e via Marina, sino a San Giovanni a Teduccio., soffocati nell'hinterland di palazzi costruiti, ironia della storia, dal progetto del Risanamento, generato da un'altra penna napoletana, la Serao del "ventre di Napoli". Anche tra i "fetienti" ci sono luminose eccezioni e comunque alcuni di questi rioni sono addirittura diventati trendy. ma proprio di Risanamento non si potè parlare nemmeno alla chiusura dei cantieri. Il marchio dunque rimase e presto le due Napoli si distinsero anche nella lingua. e nei cantori.
Eduardo De Filippo trascorse la sua infanzia tra i "signori" di via Vittoria Colonna, quartiere Chiaia. Raffaele Viviani tra i "fetienti" del quartiere Stella. Mi dispiace per De Magistris (che è del Vomero, come dire la Padania di Napoli), ma le ferite non si sono sanate né le due Napoli unite. .
Quindi lo jettatorio intercalare "adda murì mammà" è naturale tra i mucciusielli del quartiere Stella. Cento anni fa,si sarebbe sentito un più democratico "Puozza ittà 'o sanghe", allusione alla tubercolosi che non guardava in faccia a nessuno, "signori" e "fetienti". Oggi veicolo di morte più diffuso può essere un'arma da fuoco nelle mani di un mucciusiello di dodici anni.
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il 1 gennaio 2017
Ottimo, secondo le aspettative, comodissimo perché in certe librerie era già esaurito. Con mio grande dispiacere è già da tempo che vado nelle librerie e non trovo quello che cerco se non per caso.
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il 28 dicembre 2016
Buon libro, ottima capacità descrittiva dell'autore, mi ha lasciato un pizzico di amaro in bocca il finale che avrei immaginato più "forte" ed in linea con tutto il racconto, ma comunque appassionante
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il 31 dicembre 2016
Il libro ricorda molto "Una vita violenta " di Pier Paolo Pasolini.
Uno spaccato della vita cui sono costretti a vivere i bambini di strada a Napoli. Senza valori, senza istruzione, senza famiglia, senza Stato, senza....speranza.
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