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il 17 luglio 2016
Che dire ? E' incredibile, ma, dopo aver finito di leggere il mio quinto libro di Carrisi, mi trovo sempre con un dilemma che mai ho provato per tutte le opere di uno stesso autore : mi è piaciuto o no ? E' un capolavoro o un romanzo scarso e furbetto ? Per fortuna ho letto prima il suo seguito, "Il cacciatore del buio", perchè altrimenti, dopo la lettura di questo, mai più avrei avuto la voglia di immergermi in un'altra avventura del protagonista. La storia segue l'ormai collaudato "metodo Carrisi", una sorta di "gioco dell'oca", che porta il nostro eroe e quindi anche noi, a scoprire, passo dopo passo, varie storie terribili, più o meno legate fra loro e a trovarne i colpevoli, per poi passare alla successiva. Qui, alla fine, c'è uno dei più grandi colpi di scena che mai abbia trovato in un romanzo,che mi ha lasciato letteralmente basito, ma, proprio per questo, questa storia non doveva avere un seguito, a meno di fare come il solito "furbetto"Carrisi che, nel secondo romanzo ha fatto finta di dimenticarsi (anche lui colpito da amnesia ....?) di tante cose scritte in questo.
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il 8 giugno 2015
"Questa città è piena di chiese. Rappresentano il tentativo degli uomini di contrastare l'ineluttabile e, insieme , il loro fallimento. Però ognuna custodisce un segreto, una leggenda"

Due cose noterete in questo romanzo: niente è come sembra e la Chiesa nasconde molti segreti. Due particolari probabilmente vi sfuggiranno, ma poiché l'autore non ne na fa menzione nella postfazione, non garantisco che non siano solo una mia visione.
Due sono infine i caratteri protagonisti del romanzo e seguono due diversi principi investigativi: Marcus cerca le anomalie, Sandra è insospettita delle coincidenze.
Sono una donna e le coincidenze non piacciono nemmeno a me. I miei sospetti riguardano le analogie con dei casi di cronaca nera avvenuti proprio a Roma: il delitto dell'Olgiata e la sparizione di Manuela Orlandi. L'autore non li cita come fonti d'ispirazione, ma un collegamento io lo vedo scritto a caratteri fosforescenti. E anche questa è una coincidenza ... Chi ha letto, o leggerà, il libro capirà cosa intendo.

Carrisi è un autore interessante, capace di tenere viva l'attenzione del lettore, di sorprenderlo, di stimolare le sue abilità deduttive. Da un thriller ci si aspetta suspense e nel Tribunale delle anime se ne trova in abbondanza, ma considero un romanzo completo solo se offre spunti di riflessione e se permette di scoprire qualcosa di nuovo. Carrisi supera questa prova a pieni voti.

Anche se nessuno è più in grado di accorgersene è uno dei pochi autori contemporanei che ancora scrive in modo impeccabile e che, sopratutto, conosce le regole della punteggiatura. Leggere i suoi romanzi è un piacere in tutti i sensi.
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il 21 agosto 2016
Premetto che sono un po' di parte perchè oltre ad adorare il genere, ammiro la competenza e lo stile di questo autore. In questo caso mi ha appassionato molto lo sfondo storico-reale che sta alla base di tutta la narrazione. Tutta la storia si muove sempre sul sottile confine sacro-profano e fino all'utlimissima pagina è un susseguirsi di colpi di scena incluso il finale che mi ha lasciato un po'.... solo per questo non concedo la quinta stella. Lettura comunque consigliatissima e godibilissima.
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il 3 agosto 2015
Caro Carrisi, stavolta mi hai fregato. Ho fatto ipotesi fino alla fine su chi fosse davvero Shalber, e cosa si nascondesse nel passato di Marcus, ma fino alla fine mi sono sbagliata.
Se fosse stata una manche di quel gioco di indovinelli che facevamo da piccoli, fuoco quando ti avvicini alla risposta giusta, acqua quando te ne allontani, avrei preso tant'acqua da irrigare il Sahara.
Nonostante questo, e nonostante le innumerevoli svolte nella narrazione, o forse proprio per questo, e per come nonostante tutte le vie traverse imboccate per arrivare alla conclusione la storia fili impeccabilmente, riuscendo a coinvolgere molto bene, questo romanzo si merita cinque stelline.
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il 4 gennaio 2015
Donato Carrisi è una garanzia di buona scrittura e di contenuti all'altezza della sua fama. Questo libro non fa eccezione, lo si legge con piacere, ma soffre, a mio avviso di una certa nebulosità nella prima parte, tale da farmi pensare a più riprese di essermi persa qualcosa, costringendomi a tornare indietro nella lettura, col dubbio di aver saltato qualche pagina, o addirittura ad andare a riprendere il libro immediatamente precedente, pensando che il testo riprendesse concetti e fatti lasciati in sospeso. Niente di tutto questo: proseguendo la lettura, si comprende che i fatti narrati derivano da altri antecedenti, lasciati sospesi, che vengono tutti riannodati verso la fine. Però. Però questo non consente, soprattutto all'inizio una lettura scorrevole.
Quattro stelle perché non sono in grado di darne meno ad uno dei miei autori preferiti, ma forse il voto giusto sarebbe stato tre e mezzo!
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il 31 maggio 2016
tralasciando i colpi di scena un po' troppo americani, e' un giallo non solo godibilissimo ma molto molto originale, sorprendente e affascinante.
tratta di un insolito argomento, penso proprio sconosciuto ai piu'.
e' un peccato quando finisce, lascia una scia di curiosita' e domande che prima o poi sicuramente si cerchera' in qualche modo di colmare.
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il 27 ottobre 2014
E' il secondo libro (dopo La donna dei fiori di carta) che leggo di Donato Carrisi, e devo dire che ormai mi ha conquistato... e lo dico proprio io che preferisco gli scrittori stranieri! In questo thriller/giallo "spirituale" abbiamo 3-4 trame che, strada facendo, si intrecciano in un finale davvero inatteso, spettacolare ed avvincente. E, una volta giunto all'ultima pagina, impossibile non chiedersi "Nasciamo cattivi o sono le esperienze della vita e le interazioni con chi ci circonda che ci fanno diventare tali?". Io me lo sono chiesto davvero; ma questo non è il luogo adatto a dirvi la risposta che mi son dato... altrimenti Donato Carrisi scrive un libro anche su di me! In conclusione, a mio modesto parere l'unico neo del libro è dato dai troppi personaggi principali e dalle tante situazioni (e location) presenti nel corso della lettura.
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il 30 aprile 2015
Ho acquistato il libro in formato kindle per consultarlo durante la lettura del Cacciatore del buio che ne è il seguito (la prima volta mi era stato prestato - MAI LEGGERE LIBRI DA RESTITUIRE). Come per il Suggeritore e relativo seguito, se letti a distanza di tempo si fatica a ricordare i particolari. Io sono perfezionista e ci patisco ma in realtà i libri si leggono benissimo anche in autonomia. Preferisco questa seconda serie di Marcus rispetto al filone del Suggeritore perché i personaggi mi sembrano meno stereotipati. Molto molto avvincente.
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ATTENZIONE SPOILER

Questo è il primo libro di Carrisi che leggo e sono rimasta un po’ perplessa.
È stata una lettura carina (però non ci ho perso il sonno); la trama è molto elaborata, soprattutto all’inizio si fa fatica a stare dietro alle tre vicende narrate, che, ovviamente, s’intrecciano e che, alla fine, saranno connesse tra loro.
La storia è basata sui labili confini esistenti tra bene e male; in teoria, tutti, cercando di fare del bene, possiamo fare del male. Sono meno d’accordo sul fatto che chi ha a che fare con il male a lungo termine (per esempio i poliziotti, gli uomini di Dio, etc.) ne rimane contagiato e diventa, a sua volta, una persona malvagia. Credo sia una teoria un po’ troppo semplicistica che sminuisce la forza della nostra coscienza, della nostra morale.
La trama è ricca di colpi di scena, ma spesso mi sono sembrati pilotati. Ho trovato diverse forzature, alcuni avvenimenti non nascano spontaneamente dalla storia, ma sono piegati in base alle esigenze narrative; ci viene proposto un dato di fatto ma senza un reale chiarimento del perché si è arrivati a quel punto.
I protagonisti mi sono piaciuti, soprattutto Sandra, almeno fino a quando non ha dichiarato che si stava innamorando di Shalber O.o in base a che cosa è successo, di grazia? Ci sono state pagine su pagine in cui ci è stato detto, da questa inconsolabile vedova, che disperava di poter vivere un’altra storia d’amore come quella con il suo David, e poi, dopo solo cinque mesi-cinque, pensa di essersi innamorata di un tizio che l’ha presa in giro e ingannata fin dal primo contatto. Bah, io gli avrei ficcato due dita negli occhi, tirato un calcione nelle OO e me ne sarei andata sventolando il mio dito medio, altro che amore!
Ho capito il discorso sul percorso da affrontare per superare la morte del marito, i suoi sensi di colpa etc. (comunque lasciarle dei criptici indizi e gettarla in un’indagine in cui lei rischia la vita e lui proprio ce l’ha lasciata, non mi sembra la scelta più “logica” per aiutare la propria amata; evidentemente una lettera esplicativa era troppo semplice), ma mi sembra veramente tutto tirato per i capelli (e questo è solo uno di tanti esempi).
La parte a Chernobyl in alcuni punti mi ha ricordato, in alcune cose, il film Chernobyl Diaries.
Ho scritto questo commento a distanza di giorni dopo aver finito il libro e adesso ho tanta confusione in testa. Non so più da chi (Jerimeiah?) e perché sia stato ucciso David, credo di aver capito che Marcus (Trasformista-prete-Penitenziere) grazie anche all’amnesia è diventato colui cui aveva rubato l’identità, non mi è ancora chiaro il ruolo di Clemente e soprattutto chi è e che fine ha fatto Shalber (sia il prete-penitenziere-Trasformista(?) che si porta a letto le vedove cui ha sparato, sia l’agente dell’Interpol cui, forse, il succitato prete, etc., ha rubato l’identità)? Il finale mi ha lasciato un po’ insoddisfatta, a questo punto spero in un sequel chiarificatore.
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il 5 marzo 2015
grande Carrisi. Penso che in Italia in questo momento sia in assoluto il migliore in questo genere. Il tribunale delle anime parla dei penitenzieri, le guardie vaticane che indagano per rimandare indietro il male. il romanzo e' incentrato sulla figura di Marcus e sulla sparizione di una ragazza. Marcus deve fare i conti con se stesso e con il suo passato.
Un incidente che l'ha colpito l' ha privato della memoria e deve rifare i conti con chi era prima e cosa e' adesso. Un libro con una trama intensa che rivela l' esistenza nella chiesa di una storia che nessuno sicuramente conosceva prima.
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