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il 12 gennaio 2018
Quindici anni prima di oggi per Samantha era un giorno come un altro. Beh forse non proprio come un altro, questo era speciale perchè Tony, il ragazzo più carino della scuola, aveva chiesto di parlare con lei. L'ansia che solo una tredicenne può provare nei confronti della prima cotta la porta fuori di casa un po' prima del previsto, la fretta fa sì che non si fermi nemmeno dall'amica del cuore Tina. Come sta? Sarà abbastanza carina per un ragazzo come Tony? La bambina vanitosa che è in lei, lo siamo tutte almeno un po', la fa specchiare nei vetri di un furgone e da allora di Samantha non si hanno notizie. Fino ad oggi, quando il suo ritrovamento rimetterà in moto una macchina ferma da quindici lunghissimi anni.

Donato Carrisi è per me come un amico a cui sei molto affezionato. Qualsiasi cosa io legga di quest'uomo lo adoro. Certo uno scivolone c'è stato, La ragazza nella nebbia non mi è piaciuto come avrei voluto, ma con L'uomo del labirinto è stato come tornare a leggere Il suggeritore e tutto il resto.

La storia del rapimento non è così interessante, il motivo per cui è stata scelta Samantha è poco chiaro ma quello che mi ha colpito è l'intreccio tra i personaggi passati e presenti. Menzione speciale alla mia adorata Mila Vasquez, piccolo accenno alla vicenda di Avechot e accenno velato a Marcus. Chi non ha letto i precedenti romanzi non ha idea di cosa sia parlando ma questo non impedisce di godersi appieno la lettura.

Il personaggio di Genko è quello che mi ha più affascinato insieme al dottor Green. Genko è un investigatore privato che non ha mai creduto di poter trovare Samantha ma che vuole dare un contributo, redimersi dalla sua poca fede. Green è esattamente l'opposto di quel che pensavo che fosse e per questo mi ha stupita in modo sorprendente. Idem per l'agente Berish, personaggi che spero di incontrare ancora ne Il Limbo, il luogo dove finiscono tutte le persone scomparse e mai ritrovate.

La scrittura di Carrisi è sempre speciale. È tutto e il contrario di tutto e fino a quelle fantomatiche ultime tre righe di cui ho sentito parlare ultimamente ho praticamente ipotizzato di tutto e il contrario di tutto. In perfetto stile Carrisi, ovviamente. C'è da dire che arrivata all'ultimo capitolo, quando le cose si stavano per mettere male, ho intravisto uno spiraglio e ho capito a cosa stesse mirando l'autore e... complimenti! Un epilogo inaspettato e solo annusato verso la fine.

È un thriller ben congegnato, Carrisi ha la capacità di confondere il lettore fino alle ultime righe quando ti sorprende con un finale che mina tutte le certezze conquistate fino ad allora. Non a tutti piace lo stile ma per me resta uno dei migliori scrittori di thriller italiani.L'uomo del labirinto
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il 13 gennaio 2018
La vita di Samantha Andretti finisce a tredici anni. La scuola, i primi amori, le parole di un ragazzo per cui ha una cotta e che non ascolterà mai.
Parole inghiottite nel buio, insieme ai ricordi, alle luci e ai colori di un’esistenza che non le appartiene più. Per Sam esiste solo il labirinto, con le sue pareti grigie e l’eco dei pianti attutiti dal cemento.La fame, la paura di non farcela, la sensazione di non essere mai sola, di sentirsi addosso, in ogni istante, lo sguardo malevolo del suo aguzzino. Quegli occhi che penetrano il vetro di un furgone. L’ultima cosa che ricorda del giorno in cui ha smesso di esistere ed è entrata nel labirinto.
Gli occhi a forma di cuore dell’uomo con la testa di coniglio.
Dopo La ragazza nella nebbia, Donato Carrisi torna in libreria con una storia che inquieta e sorprende. L’Uomo del Labirinto è un condensato di emozioni, un thriller che trasuda oscurità e che ricorda, a tratti, le atmosfere nere dipinte dall’autore ne Il Suggeritore. Il linguaggio di Carrisi, agile e adatto a tutti, non si perde in inutili fronzoli letterari. Tutto è studiato per sostenere il ritmo della narrazione, la trama si incastra con gli approfondimenti di criminologia che sono il giusto sfondo alle vicende.

Al di là delle copie vendute e del successo di pubblico, lo scrittore di Martina Franca è il vero Special One del thriller italiano. Carrisi non si tira mai indietro, attinge alla cronaca nera, alla cinematografia, e rimescola le carte in una nuova chiave di lettura, sporcandosi le mani con temi scomodi, quali la pedofilia, il germe nel male che infetta l’animo umano, e il buio.

Tutti abbiamo paura del buio, anche Bruno Genko, l’investigatore privato che offre un’impronta hard-boiled al romanzo.

Un uomo che combatte la morte e prova a dare un senso alla propria vita cercando redenzione. Genko infatti era stato incaricato dai genitori di Samantha, quindici anni prima, di ritrovarla e aveva fallito.
Adesso che la ragazza è stata masticata e sputata indietro dal buio, Bruno si giocherà il tutto per tutto, in una corsa contro il tempo, per dare un volto a l’uomo con la testa di coniglio. L’investigatore proverà a guardare in quegli occhi a forma di cuore per scoprire la verità.
L’Uomo del Labirinto è un libro che lascia nello stomaco un groviglio di emozioni e di domande, un ponte di collegamento con tutte le opere di Carrisi, un thriller da leggere tutto d’un fiato.
Consigliatissimo!
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il 3 marzo 2018
Quasi quattro.

La prosa di questo scrittore non è mai banale, curata, a volte addirittura essenziale; dosata. Ti fa entrare nella vicenda facendoti affogare nell'inquietudine.
Ti chiedi a volte come riesca a sviscera il buio così tanto a fondo; come riesca ad aprire l'animo umano e i suoi lati oscuri in modo tanto puntuale.
Questa però è una parte della storia.
Donato Carrisi articola le sue trame portandole all'eccesso, in bilico pericoloso tra il verosimile e l'impossibile.
L'uomo del labirinto è un concentrato di situazioni alcune a mio avviso improbabili, come gli orari d'ufficio che per il gran caldo subiscono un ribaltone diventando notturni. Ma non è l'unico fatto che mi ha lasciato perplesso.
Così come il finale, sorprendete ma che sa di amaro in bocca perché sembra una storia a parte. Un di più che stona.

Ne consiglio la lettura perché comunque resta un romanzo accattivante.
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il 1 febbraio 2018
Carrisi è il genio del labirinto.

Quando inizi ad affezionarti ad uno scrittore, non vedi l’ora che esca un nuovo lavoro. Ho letto tutti i suoi precedenti libri e non sono mai rimasto deluso. La continua originalità, il ritmo sempre presente e ben dosato, i cambi di prospettiva che ti spiazzano... sono elementi che ricerchi, ritrovi e ti tengono incollato alla trama, quasi una ragnatela che il ragno Carrisi tesse con meticolosa perizia. Questa opera scorre molto veloce, i capitoli sono piuttosto brevi e incalzanti. Credi di capire quanto stai leggendo ma poi arrivano le svolte, tra cui l’ultima, definitiva, che ti costringe ad ammettere che devi riconsiderare tutto, sin dall’inizio... quindi il libro ti resta dentro, come tutti i misteri e rimani ancorato anche tu in una sorta di labirinto...
È il migliore libro di Carrisi? Probabilmente. Ma non riesco a pensare alla possibilità di non volerli leggere tutti. La vera opera di Carrisi è l’insieme di tutti i suoi romanzi. Sono tutti collegati. Come stanze dello stesso labirinto... Buona lettura!
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il 14 gennaio 2018
Questo romanzo è perfetto per chi ama i gialli. Di Carrisi avevo letto solo 'Il suggeritore' che mi era piaciuto. L'uomo del labirinto mi ha addirittura convinto di più. Un buon intreccio narrativo, un ritmo che non cede mai, il colpo di scena finale che proprio non ti aspetti.
Personaggi molto ben caratterizzati e una storia che cattura fin dalle prime righe, quando la protagonista riappare dopo quindici anni di silenzio. Era stata rapita ed è rimasta nel "labirinto" per quindici lunghissimi anni. Perché all'improvviso è riapparsa? Perché è ancora viva? Perché nessuno è riuscito a trovarla? Leggete il libro e avrete tutte le risposte
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il 18 aprile 2018
Il libro a mio parere inizia bene, sembra avvincente la storia della ragazzina rapita a 13 anni e ritrovata 15 anni dopo. Ma come è stata ritrovata ? Da chi ? Che ruolo hanno i vari personaggi che ruotano intorno a lei ? Personalmente mi è piaciuta la figura di Genko. Per il resto francamente mi è sembrato un libro interlocutorio, che lascia aperto il finale (per me incomprensibile, mi consola il fatto che siamo in tanti a non aver capito) per il prossimo capitolo della serie Mila Vasquez.
P.s. : coloro che dicono che il colpo di scena finale vale tutto il libro, lo spiega a noi che non lo abbiamo capito, cortesemente?
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il 15 febbraio 2018
Noioso, noioso e ancora noioso. L'ho letto per terminare la saga di Mila Vasquez, a gran fatica. Peccato perché i primi due libri mi erano piaciuti molto.
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il 20 febbraio 2018
L ho comprato per curiosità. Ben scritto ma non ha soddisfatto fino in fondo la mia passione per i libri thriller. La suspance c è ma non mi ha tenuta con il fiato sospeso. La lettura ovviamente è soggettiva come i gusti sono personali.. Arrivato nei tempi adeguati.
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il 15 gennaio 2018
Ho già letto altri romanzi di questo autore, e , come sempre, ho una scrittura coinvolgente fino alla fine. Devo ammettere che in questo caso il finale mi ha lasciata un pò interdetta . Come al solito, Donato Carrisi non delude !
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il 13 dicembre 2017
Sempre al Top ..meritano tutti di essere letti..bellissimi!!si rimane attaccati dalla prima all'ultima pagina per ogni suo capolavoro.. stupefacente strabello
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