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il 18 aprile 2018
Il libro a mio parere inizia bene, sembra avvincente la storia della ragazzina rapita a 13 anni e ritrovata 15 anni dopo. Ma come è stata ritrovata ? Da chi ? Che ruolo hanno i vari personaggi che ruotano intorno a lei ? Personalmente mi è piaciuta la figura di Genko. Per il resto francamente mi è sembrato un libro interlocutorio, che lascia aperto il finale (per me incomprensibile, mi consola il fatto che siamo in tanti a non aver capito) per il prossimo capitolo della serie Mila Vasquez.
P.s. : coloro che dicono che il colpo di scena finale vale tutto il libro, lo spiega a noi che non lo abbiamo capito, cortesemente?
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il 3 marzo 2018
Quasi quattro.

La prosa di questo scrittore non è mai banale, curata, a volte addirittura essenziale; dosata. Ti fa entrare nella vicenda facendoti affogare nell'inquietudine.
Ti chiedi a volte come riesca a sviscera il buio così tanto a fondo; come riesca ad aprire l'animo umano e i suoi lati oscuri in modo tanto puntuale.
Questa però è una parte della storia.
Donato Carrisi articola le sue trame portandole all'eccesso, in bilico pericoloso tra il verosimile e l'impossibile.
L'uomo del labirinto è un concentrato di situazioni alcune a mio avviso improbabili, come gli orari d'ufficio che per il gran caldo subiscono un ribaltone diventando notturni. Ma non è l'unico fatto che mi ha lasciato perplesso.
Così come il finale, sorprendete ma che sa di amaro in bocca perché sembra una storia a parte. Un di più che stona.

Ne consiglio la lettura perché comunque resta un romanzo accattivante.
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il 1 febbraio 2018
Carrisi è il genio del labirinto.

Quando inizi ad affezionarti ad uno scrittore, non vedi l’ora che esca un nuovo lavoro. Ho letto tutti i suoi precedenti libri e non sono mai rimasto deluso. La continua originalità, il ritmo sempre presente e ben dosato, i cambi di prospettiva che ti spiazzano... sono elementi che ricerchi, ritrovi e ti tengono incollato alla trama, quasi una ragnatela che il ragno Carrisi tesse con meticolosa perizia. Questa opera scorre molto veloce, i capitoli sono piuttosto brevi e incalzanti. Credi di capire quanto stai leggendo ma poi arrivano le svolte, tra cui l’ultima, definitiva, che ti costringe ad ammettere che devi riconsiderare tutto, sin dall’inizio... quindi il libro ti resta dentro, come tutti i misteri e rimani ancorato anche tu in una sorta di labirinto...
È il migliore libro di Carrisi? Probabilmente. Ma non riesco a pensare alla possibilità di non volerli leggere tutti. La vera opera di Carrisi è l’insieme di tutti i suoi romanzi. Sono tutti collegati. Come stanze dello stesso labirinto... Buona lettura!
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il 14 gennaio 2018
Questo romanzo è perfetto per chi ama i gialli. Di Carrisi avevo letto solo 'Il suggeritore' che mi era piaciuto. L'uomo del labirinto mi ha addirittura convinto di più. Un buon intreccio narrativo, un ritmo che non cede mai, il colpo di scena finale che proprio non ti aspetti.
Personaggi molto ben caratterizzati e una storia che cattura fin dalle prime righe, quando la protagonista riappare dopo quindici anni di silenzio. Era stata rapita ed è rimasta nel "labirinto" per quindici lunghissimi anni. Perché all'improvviso è riapparsa? Perché è ancora viva? Perché nessuno è riuscito a trovarla? Leggete il libro e avrete tutte le risposte
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il 10 gennaio 2018
devo dire che il libro all'inizio non mi sembrava male,in verita fino al punto in cui entra in scena Mila cosi all'improvviso.Sul finale stendo un velo pietoso .mi sembra solo un'operazione commerciale per il prossimo libro.mi spiace ma devo dire che questo libro e il precedente non sembrano neanche scritti dallo stesso autore del suggeritore.non leggero' piu nulla di Carrisi!
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il 19 dicembre 2017
Il migliore fra i giallisti italiani che ho letto. I suoi romanzi hanno un taglio noir che a volte fa venire i brividi. La trama è scorrevole e l’ultima pagina di ogni capitolo lascia il desiderio di scoprire immediatamente il successivo (li leggo sempre in meno di una settimana). Questa volta, però, ho avvertito qualche scricchiolio, complici alcuni dettagli nella trama dei quali non si capisce bene il senso; se in uno dei precedenti la Roma al buio completo era funzionale al racconto qui, ad esempio, non ho capito il significato del grande caldo che ha investito la città che appare fine a se stesso. Finale a sorpresa ma con un punto interrogativo che forse verrà sciolto in uno dei prossimi racconti.
Consiglio sempre Carrisi anche se non reputo questo uno dei suoi libri meglio riusciti.
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il 27 febbraio 2018
Carrisi e' veramente un maestro dei colpi di scena.
sono talmente radicali che a volte necessita di una breve rilettura per essere sicuri di aver capito bene i passaggi.
non mi e' piaciuto tantissimo, mi ha lasciato un'inquietudine diffusa che a volte mi ha anche inibito il sonno, quasi un horror.
un horror pero' molto moderno, una finestra su un abisso nero che le persone "normali" non immaginano neppure, con un finale davvero sorprendente.
da leggere, ma non se si e' suggestionabili...
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il 19 maggio 2018
L’autore sa come conquistare il lettore e ha una capacità innata di stravolgerlo quando ormai sembra tutto chiaro. Libro estremamente scorrevole ma spiazzante come finale: ho dovuto ricorrere a un blog dedicato dove ho visto che non sono l’unica ad avere dubbi sull’interpretazione del finale. Speriamo che il seguito non tardi troppo se no mi ridimentico tutto come al solito. Comunque Carrisi è al solito bravissimo e questo è forse il suo libro che mi è piaciuto di più. Anche se qualche esagerazione alla Quentin Tarantino rende qua e là il libro forse un po’ autoironico...... lo consiglio agli amanti del genere
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il 24 gennaio 2018
Solo io non ho capito niente della fine?
La storia è molto coinvolgente per i 3/4 del libro. Poi, ritengo,corra un po’ troppo in fretta verso la fine che ho ritenuto davvero troppo ingarbugliata per i miei gusti. L’ultimo capitolo sembra di un altro libro. Sono piuttosto delusa!
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il 13 gennaio 2018
Libro che mi ha tenuto con il fiato sospeso finoltre alla fine. ..certo, Carrisi non si smentisce mai! È molto coinvolgente, ma se posso fare una domanda all'autore, (idea personale per carità) perché i suoi libri hanno per oggetto principalnente la pedofilia e tutto il mondo terribile che lo circonda?
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