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Recensioni clienti

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il 17 dicembre 2011
Non mi sorprendo che un libro di questo genere venga pubblicizzato come una meraviglia della letteratura. Il marketing è una bestia che sacrifica tutto lungo il suo cammino, specialmente la verità.

La verità è che il libro non è orrendo, si legge facilmente, non è prolisso e sa mantenere vivo l'interesse del lettore.

Tuttavia si ferma qua. La prosa è un po' acerba e lo stile, salvo poche parti, rimane monotono (nel senso greco del termine, ovvero "con un solo tono") per tutto il libro. La trama è strutturata in modo coerente ma non brilla certo per la sua originalità.

Insomma, non è un libro pessimo, ci hanno propinato molto peggio in questi anni, tuttavia non è certo un capolavoro. È un libro che raggiunge la media, normale, ed è proprio un voto a metà che ho scelto di mettergli.

Ma la base c'è, se l'autore non si crogiolerà sugli allori come fanno spesso molti sbruffoni della penna in futuro potremmo leggere sicuramente libri migliori.
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il 22 ottobre 2012
Il confronto con "Il nome della rosa" è impietoso. Ma di capolavori come quello di Eco ne nascono uno ogni mezzo secolo. Questo è un onesto romanzo di facile lettura, che intrattiene ma che non mozza il fiato. Certamente se ne è parlato troppo a livello di marketing e forse questo non aiuta a darne una valutazione obiettiva.
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il 30 ottobre 2012
A mio parere è sempre difficile recensire un libro, perchè è il risultato di un'opinione molto personale, quasi intima e frutto anche della propria formazione e sensibilità.
Tuttavia, senza offesa per l'autore, mi sembra che il romanzo in questione sia la sintesi di una discreta operazione di "marketing letterario", poichè le avventure di Ignazio da Toledo e compagnia si snodano su clichè visti e rivisti in altri noti (e spesso assai più validi) gialli a contenuto "medievale e/o storico": potrei citare tra i tanti "Il nome della rosa" di Eco, le innumerevoli produzioni "in serie" di Dan Brown (Codice da Vinci, Angeli e Demoni, ecc...) o le saghe del tipo "I pilastri della terra".
Francamente la stessa narrazione non mi ha affascinato per la qualità della scrittura che, anzi, ho spesso trovato ripetitiva, banale e non particolarmente raffinata e dotta, se mi permettete la grande schiettezza.
Personalmente sono un grande appassionato di gialli e thriller, ma raramente nel romanzo di Simoni ho provato l'ebbrezza o il fascino del mistero, l'imprevedibilità dei fatti o l'originalità del contenuto.
Talvolta ho avuto la percezione che l'autore abbia costruito l'intera trama in modo molto "artefatto", quasi a tavolino e magari dopo aver letto (ed incosapevolmente attinto?) da analoghe vicende. Daltronde, senza nulla togliere alla sua vena di scrittore, è un ex archeologo e, se ricordo bene, svolge l'attività di bibliotecario: in qualche modo ha "abusato" della sua formazione e della sua professione, se mi si concede la battuta!
Quindi, non mi sento di consigliarvi questo romanzo...
Magari in futuro proverò a cambiare idea sull'autore, se darà modo di ricredermi...
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il 11 marzo 2012
Il mercante di libri maledetti a dispetto della rilevanza avuta a livello pubblicitario, vantando addirittura paragoni con il nome della rosa e con altre opere, è un libro che a mio parere vale poco. La scrittura è molto semplice, anche troppo, la storia è una versione opaca del genere in stile dan brown e seppur la sua semplicità nello stile porta ad una naturale scorrevolezza, non c'è un momento in cui sembra davvero decollare. Nonostante come detto il libro sia di facile lettura,ho fatto molta fatica a finirlo per quanto l'ho trovato noioso e senza spunti interessanti. Non lo consiglio assolutamente,è davvero sopravvalutato.
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il 13 maggio 2012
Mistero improbabile, prosa insulsa, finale banalissimo. L'autore non sa che pesci pigliare e confeziona una storia dove lo sbadiglio e la distrazione del lettore sono regole costanti. Probabilmente è un libro da leggere in spiaggia: ma adesso c'è ancora troppo freddo.
La casa editrice Newton merita un plauso e un ringraziamento: pubblica ebook, alcuni piaceranno alcuni meno, ma a prezzi più che ragionevoli. .
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il 29 aprile 2014
Romanzo che non mi ha comunicato granché, al di là delle nozioni storiche e di teologia comparata.
I personaggi sono approssimativi o aderiscono a cliché preconfezionati.
La narrazione contiene qua è là termini arcaici, per richiamare goffamente l'epoca descritta.
Gli enigmi disseminati nel racconto vengono subito svelati e la loro soluzione non può essere nemmeno intuita dal lettore, a meno che questi non sia laureato in archeologia medioevale.
In definitiva, mi pare che sia stato fortemente sopravvalutato.
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il 20 agosto 2012
Una brutta copia di " Il nome della Rosa + Il codice da vinci" sembra una scopiazzatura dai due libri. Non consigliato.
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il 11 gennaio 2016
Come ha già scritto qualcuno, è difficile dare un giudizio obiettivo di un libro poiché dipende molto dai gusti del lettore. A me è piaciuto e, anche se non amo queste "sette" che hanno poteri quasi assoluti, devo dire che i personaggi sono ben tratteggiati (anche se un po' superficialmente a volte). La storia si sviluppa bene e scorre agevolmente. Ambientazione storica precisa. Tutto sommato un buon libro.
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il 2 agosto 2016
Avendo modo di leggere questo libro attraverso il servizio Unlimited mi ritrovo in contrasto con alcune recensioni che avevo letto e un po' mi avevano intimorito. Il libro è abbastanza scorrevole e non posso capire come possa esser considerato noioso considerando il fatto che i capitoli sono talmente corti che è praticamente possibile leggerne due in pausa sigaretta. Alcune volte l'autore si dilunga troppo su alcuni particolari risibili e non ho capito se lo faccia per dar sfoggio di cultura o per incuriosire il lettore ma posso dire che l'effetto su di me è stato più il primo che il secondo: se non avessi avuto un kindle connesso al wifi (quindi a wikipedia) avrei capito peggio alcune parti del libro che sembravano forzate solo per dar sfoggio di cultura anche se questo rallenta la storia e forza il comportamento dei personaggi. Non metto in dubbio che alcune usanze fossero in voga solo che mi sembravano parti molto forzate. Sicuramente se non avessi avuto modo di collegarmi istantaneamente a wikipedia avrei letto, non capito e sarei passato oltre. Nel complesso il libro è scritto bene ma la storia è banalissima e piena di parti scontate con un colpo di scena che non colpisce minimamente anzi porta quasi a esclamare "Finalmente ce lo ha detto, tanto si era capito". A fine libro però devo dire che l'ho acquistato così come ho acquistato il secondo della serie. Sicuramente un autore che è comunque di talento con il primo libro non ha voluto osare ma saprà regalarmi ore di intrattenimento con il secondo, è una sensazione ma ve lo saprò dire quando l'avrò letto. Quattro stelle di incoraggiamento per un libro che ne meriterebbe 3 e mezzo. Le recensioni negative sono guidate dal fantasma di Dan Brown (nulla a che vedere, Dan Brown ha scritto un libro d'azione, se questo voleva esserlo di sicuro non c'è riuscito, non si è mai sentita una vera urgenza nel libro) e Eco ma quelli sono capolavori di scrittori affermati, questo è un romazo d'esordio e sarebbe ingiusto metterli a paragone, l'esperienza serve anche nella scrittura come in ogni cosa. Come il marketing possa ogni tanto dare effetto opposto: un ottimo romanzo d'esordio pompato a dovere lascerà troppe aspettative inespresse e rischia di bruciare un buon talento, cosa che per fortuna non è successa. Ci vediamo per la recensione del prossimo libro della collana di Ignazio da Toledo
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Ho letto questo libro sapendo di buttarmi su un genere che di solito non leggo. Io non amo molto i romanzi storici, mi annoiano le descrizioni troppo dettagliate, ma avevo letto qualche critica in questo senso a questo libro e così mi sono buttata. Però non mi è piaciuto lo stesso, forse proprio non fa per me.
Non è che l’ho trovato brutto, ma mi è scivolato addosso, non mi ha coinvolta. È un thriller, quindi la suspense c’è, ma mi sono imposta di leggerlo e continuarlo, non mi veniva voglia di capire come finiva.
L’idea della trama è anche carina, un manoscritto da trovare, che permette di capire gli angeli. Anche le reliquie e l’inseguimento da parte dei “cattivi”. Carina ma non mi ha incuriosita più di tanto.
Lo stile è scorrevole e i capitoli corti facilitano la lettura. È vero che le descrizioni non sono così minuziose ma comunque l’ambientazione medievale è ben delineata.
Forse la pecca è nei personaggi. Li ho trovati scialbi, insignificanti. Per nessuno ho provato empatia.
Il finale mi è sembrato un po’ affrettato, ma ormai io ero già stufa del libro. Credo comunque che sia una lettura leggera adatta a chi ama di più gli storici. Esperimento per me non riuscito.
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