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Dopo il meraviglioso Mille splendidi soli, non credevo che Hosseini sarebbe riuscito a ripetersi a livelli così alti e a confermare ancora una volta un talento indubbio soprattutto per quanto attiene la rappresentazione dell'universo femminile. E' un romanzo intenso, commovente, con diverse storyline e altrettanti personaggi che si intrecciano tra loro, anche a distanza di generazioni. La parte che mi ha convinto di più è quella ambientata in Afghanistan rispetto a quelle in USA, Grecia e Francia: forse perché Khaled infonde inevitabilmente una parte di sé nella narrazione, che in quei capitoli si fa più pregna, più intimistica, come se le pagine trasudassero la sofferenza che lui stesso ha esperito. Quando invece deve spaziare in locations non "sue" (nonostante una puntuale rappresentazione delle abitudini, costumi, usanze greci, francesi e americani) si avverte l'inevitabile distacco emotivo dello scrittore onnisciente, che non può metterci l'anima mentre scrive, ecco.
Tra i personaggi che animano questa bellissima storia di amore, amicizia, sacrificio e rinuncia, voglio accennare di sfuggita a quello che mi è rimasto nel cuore: Nabi, l'autista e cuoco tuttofare. Mi ha fatto commuovere la scelta di vita che fa nel momento in cui scopre la verità sul suo datore di lavoro; mi hanno fatto venire i brividi la dedizione, l'abnegazione, la decisione consapevole di annullare se stesso. Non posso dire di più per non spoilerare.
Memorabili restano anche alcune figure femminili, non tanto quelle anticonformiste e intimamente ribelli come Nila e la madre di Talia, quanto quelle profondamente umane come Talia stessa e la madre del chirurgo Varvaris. Capaci di trasformare il dolore e la sofferenza in forze motrici positive e costruttive, di rimboccarsi le maniche e lottare quotidianamente potendo contare l'una sull'altra. Il rapporto tra queste due donne mi ha fatto venire la pelle d'oca: con dolorosa consapevolezza il medico si rende conto che è stato sin dall'inizio più forte, più profondo del suo rapporto con la madre.
Lo stile di Hosseini è sempre cristallino e scorrevole. L'unico appunto che posso fare è sull'(ab)uso delle metafore, che a volte ho trovato insistente, e sull'assenza di qualche nota a corredo dei termini in farsi, che non avrebbe stonato.
Insomma, una terza grande prova da parte di un autore che ormai è una garanzia.

G.Dalcielo
Autore de "Il Peccatore"
11 commento| 55 persone l'hanno trovato utile. Ti è stata utile questa recensione?NoSegnala un abuso
il 18 marzo 2014
Coma da titolo, quest'ultimo libro di Khaled Hosseini presenta indubbiamente una certa originalità, ma certamente non regge il confronto con "Il cacciatore di aquiloni" e "Mille spendidi soli", la cui lettura mi ha incondizionatamente indotto a procedere all'acquisto. In definitiva, sebbene deluda un po' le aspettative, vale comunque la pena acquistare questo libro.
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il 5 luglio 2015
Il terzo avvincente romanzo di questo autore, che mentre narra con estrema maestria le tortuose vie del cuore degli uomini, in ogni sua opera ci concede il lusso di apprendere qualcosa di più sulla storia del popolo afghano e della sua società, tanto poco conosciuta quanto fondamentale nella storia degli ultimi decenni dell'Occidente.
Come negli altri due suoi romanzi, la storia si dipana a partire da un evento certamente tragico eppure apparentemente trascurabile per i più. La sua abilità invece sta nel mostrare al lettore con estrema chiarezza, dandogli l'impressione di essere sempre presente lungo tutta la storia che si snoda lungo un itinerario di avvenimenti ed emozioni di cinquant'anni, dall'Afghanistan alla California, come le emozioni e i sentimenti forgino le vite nostre e di chi ci sta vicino.
Ciò che per me rende davvero prezioso il libro, e il saper mostrare come anche i momenti di dolore più incomprensibile, lo smarrimento che talvolta coglie gli uomini e le donne nei momenti più impensati, la desolazione senza fine... In qualche modo alla fine si ricomponga, non necessariamente per il meglio, talvolta anzi in maniera finanche più dolorosa di come fosse iniziata, a volte invece concedendo un poco di meritata pace dell'anima, ma pur sempre rendendo ragione di un'intera vita, con tutti i travagli che questa sempre comporta. E allora di taluni "perché!?" urlati in preda alla disperazione è concesso di avere risposta, perché alla fine "l'eco rispose".

Per una storia per certi versi simile, ancorché con atmosfere e personaggi completamente diversi, credo sia interessante leggere "Il senso di una fine" di Julian Barnes. Il raffronto che ne esce trovo sia molto interessante.
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il 16 novembre 2013
Non potevo aspettarmi di melio da Hosseini, diverso dal suo primo romanzo, ma altrettanto intenso, profondo e commovente. Un inno alla vita, in tutte le sue forme
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il 29 agosto 2013
Ho atteso con ansia questo libro dopo aver letto i primi due dello stesso autore, aspettandomi di restare ancora una volta affascinata, rapita dalla lettura di storie crude, vere e bellissime.
Devo ammettere che in realtà, rispetto ai precedenti, questo libro è stato meno coinvolgente, forse troppo frammentato dalla presenza dei tanti protagonisti che, pur essendo parte fondamentale nella costruzione della storia, sono inseriti "a freddo", di punto in bianco, e richiedono un atto di fiducia da parte del lettore per capire, nello scorrere delle righe, il loro ruolo, quasi un'intrusione "violenta" proprio mentre ci si stava appassionando al racconto.
Molto accurate le descrizioni dei luoghi, vien proprio da definirle "alla Hosseini": ancora una volta è riuscito a descriverli così magistralmente che pare di sentire i suoni, gli odori e di vedere realmente lo scenario circostante come se si fosse lì, sul posto, anziché con il libro fra le mani.
Indubbiamente un'ottima lettura, forse da leggere con la mente sgombra dai ricordi dei precedenti racconti dello stesso autore.
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il 29 febbraio 2016
Il libro inizia con un crescendo emozionale legato alla particolare situazione familiare dei personaggi...non c'è sicuramente bisogno di un libro per scoprire la realtà in cui vive la gente nei paesi dove c'è un'estrema povertà e la guerra, ma ti avvicina davvero molto...e ti fa sentire un essere fortunato , anche se non hai mai sentito di esserlo, solo perchè capisci cosa significa non essere nato lì! Avendo letto anche "Mille splendidi soli" e "Il cacciatore di aquiloni" in questo libro trovo che il fatto di aver messo troppe storie insieme, legate sicuramente dalla parentela che nella storia è molto importante, sia stato un elemento che non ha reso la storia fluida, almeno per me ovviamente. A metà libro non ero ancora riuscita a vedere dove cogliere "l'eco" a cui fa riferimento il titolo del libro. Solo alla fine si capirà e lo dice chiaramente un personaggio dove e perchè si avvertirà questo eco dando finalmente il senso del titolo al libro. Mi è piaciuto sicuramente ma l'ho trovato di intensità inferiore ai precedenti,. Soddisfatta comunque di averlo letto.
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il 13 agosto 2013
Questo libro è bello, commovente, emozionante, profondo ed entusiasmate. Leggerlo è stato facile e piacevole, non annoia mai ed ogni storia coinvolge molto. Il Romanzo è praticamente suddiviso in sei racconti, i personaggi sono tutti collegati fra loro, legati ad un filo invisibile ad un città oppure a delle persone, le loro vite vengono raccontate in modi diversi, danno emozioni disparate e rapiscono l'attenzione.
Tuttavia, è inevitabile fare il confronto con i due lavori precedenti dello scrittore, e devo dire che a questo libro manca una certa magia, fiamma o scintilla che rendeva "Il Cacciatore di Aquiloni" e sopratutto "Mille Splendidi Soli" più magici, "vivi". "E l'eco rispose" sembra più...americano in un certo senso. Ma sempre e comunque una grande e bellissima storia da leggere!
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il 4 agosto 2013
Sulla scia della sua produzione K. Hosseini si conferma forte conoscitore dell'animo umano , specie degli umili, dei pazienti, di coloro che spendono la propria vita per i propri cari, di coloro che si trovano coinvolti in cose più grandi di loro e che soccombono o che sanno anche approfittarne, come della guerra. Questo libro ,che si legge in un fiato, piace per il rincorrersi degli eventi e soprattutto dei personaggi sempre alla ricerca del loro vero io: poi come nella vita vera c è chi la ritrova come Pari , che riesce a riempire il vuoto del fratello, come Thalia ché è accettata per com'è non dalla madre naturale ma da una donna fantastica che la sostituisce, chi no come il fratello Abe, arriva per lui la malattia, come il medico Markos
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il 22 agosto 2015
Il libro della maturità di questo grande scrittore. Una visione profonda e ampia delle vicissitudini umane, scritte senza mai essere prolisso e anzi con una sintesi ed un armonia notevoli. Lo consiglio a tutti sopratutto dopo aver vissuto qualche difficoltà.
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il 1 giugno 2014
Ho atteso a lungo l'uscita del terzo romanzo di questo scrittore e l'ho acquistato nella speranza di leggere un altro capolavoro. I primi due libri di Husseini mi hanno coinvolto, emozionato e trasportato nei luoghi e tra i personaggi da lui raccontati; e l'eco rispose non mi ha suscitato, nemmeno lontanamente, quel tipo di emozione. Devo dire che ad un certo punto mi sono persa e molti collegamenti non li ho compresi. In definitiva e' stata una delusione!! Spero di leggere ancora racconti straordinari di questo talentuoso autore...
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