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il 5 maggio 2017
Questo fumetto è la prima pubblicazione di Zerocalcare e se sono tutte così le sue opere, beh, mi sento di dire che questo è un vero Artista. Zerocalcare è riuscito a portare in questa graphic novel la quotidianità, i problemi, i pensieri e le ansie di tutti noi con una spontaneità incredibile. Non possiamo non rivederci in quello che l’autore ha portato su carta. Diciamo che durante e dopo la lettura di questo fumetto ci possiamo sentire tutti un po’ più normali perché capiamo che le pare che ci facciamo, sono condivise un po’ da tutti. La caratteristica che più mi ha colpito di questo fumetto è che Zerocalcare è riuscito non solo a farmi ridere e a farmi sentire più normale ma è riuscito a farlo parlando di una situazione molto delicata, di un problema grave, di una storia veramente triste riguardante Camille, una sua amica morta a causa dell’anoressia. L’autore ha quindi avuto la capacità di sbatterci in faccia un tale problema circondandolo di eventi quotidiani, sdramatizzando il tutto, ma non per questo proveremo poca ansia, angoscia o tristezza.

Il fumetto è composto da mini storie, alcune molto corte altre un po’ più lunghe, in cui conosciamo Zerocalcare quand’era un bambino, poi un adolescente e infine un adulto; alcune sono incentrate su Camille, altre semplicemente su problemi quotidiani ma tutte servono per iniziare, condurre e infine concludere la storia di Camille.

Un personaggio che troviamo all’inizio del libro, ogni tanto nel mezzo e poi verso la fine è il guardiano del tempo. Zerocalcare crede che il guardiano con il suo ticchettio gli dica che non è ancora il momento di svelare a Camille quello che prova per lei, ma nel momento in cui Camille muore il guardiano gli svelerà una verità fondamentale: lui non gli ha mai detto che non era il momento ma che il tempo per rivelare i suoi sentimenti stava venendo a termine, d’altronde la sveglia suona quande il tempo scade no? L’ho trovata un’immagine molto molto bella e, purtroppo, reale. Quante volte abbiamo procrastinato qualcosa sicuri che quello non fosse il momento adatto? Quante volte eravamo convinti che ci fosse ancora tempo? Quante volte poi ci siamo resi conto che invece era troppo tardi?

Un altro aspetto che mi è piaciuto molto sono i personaggi famosi che tutti noi conosciamo e che rappresentano un aspetto della personalità di Zerocalcare: Vandana Shiva è la coscienza nel momento in cui Calcare sta andando a mangiare in un noto fastfood americano; la psiche che cercherà di motivare Calcare a fare esercizio fisico è il sergente di Full Metl Jacket; lo spirito strategico è interpretato da re Leonida di 300 (vedi Questa è SPARTAAAA!!!) e il senso di responsabilità è incarnato dal maestro jedi Obi-Wan Kenobi (e con questo Zerocalcare ha conquistato il mio cuore forever and ever!).

Per quanto riguarda i disegni, sicuramente quelli di Zerocalcare non sono disegni molto tipici, tanto che credo che non a tutti possa piacere il suo stile. Se devo essere sincera a me il suo stile piace molto, certo, non è tra i miei preferiti ma lo trovo più veritiero di altri, è come se rappresentasse meglio la realtà. Quando ho terminato il fumetto sono andata a guardare la foto dell’autore per vedere se me l’ero immaginata così ed effettivamente c’ero andata molto vicino! Diciamo che il suo modo di disegnare i personaggi e le tavole mi ricorda molto di più lo stile di un fumetto vero e proprio (avete presente, Topolino, Zio Paperone & co.?) non credo di spiegarmi molto bene però sì, mi ricorda molto di più lo stile del fumetto rispetto ad altre graphic novel.

In sostanza vi consiglio assolutamente questo libro; tutti voi potrete ritrovarvi in molte se non tutte le mini storie raccontate, potrete farvi delle belle risate, potrete sorridere ma potrete anche riflettere perché di fondo c’è una storia molto triste che vi darà da pensare. Trovo che Zerocalcare con questo fumetto abbia avuto il coraggio di mettere su carta molti dei nostri pensieri che non abbiamo il coraggio di dire, di esprimere a parole e spero che questo sia mantenuto anche nelle altre sue opere. Ho deciso infatti di recuperare tutti i suoi fumetti perché mi sono innamorata della sua creatività e spero che anche voi possiate farlo.
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I PRIMI 500 RECENSORIil 3 febbraio 2014
Mi sveglio sabato mattina con un messaggio della mia compagna contente un link ad una vignetta dal nome "I vecchi che usano il pc." L'ho invasata con la mia nerditudine (anzi geeketudine, visto che non sono un genietto, anzi) ed ora anche lei si diverte a mandarmi link di meme / vignette vari.

Non recensisco proprio il libro, perchè non c'è nulla da dire le stelle parlano da sole e non voglio fare il demone dello spoiler, qui se proprio qualcuno non lo conosce c'è da parlare del genio. Di uno di noi. Uno che ha la mano per essere fumettista, e la testa per riempire quei fumetti. Ed anche l'umiltà stare coi piedi per terra. Chiedendo scusa ogni volta che sul blog non appare una sua vignetta perchè, come ben specificato, non è un patto di sangue.

Insomma oggi è lunedì, è bastato un weekend, anzi forse solo quella vignetta per farmi acquistare il libro. Non saprei da dove partire... come dice Zero Calcare stesso in un'intervista, non c'era nulla che trattasse di noi nati nel decennio 80 - 90, ma io direi ancora di più nella prima metà degli '80. Ho un'anno in più di Zero Calcare, ed è impossibile, se siete coetanei non riconoscervi...

Citazioni su personaggi / giocattoli / modi di fare o essere della nostra infanzia, sì è bello per chiunque, ma certamente il suo valore raddoppia se siete della stessa annata. Io non sono romano ma leggere personaggi di Ken il Guerriero parlare in romano, o omaggiare Mario Brega, vedere personaggi di Yattaman... insomma c'è davvero talmente tanta carne al fuoco che ci vorrebbero paginate e paginate di recensione.

Acquistate, perchè questo ragazzo merita, merita davvero. Una di quelle persona che ti chiedi: ma come ca facevo a non sapere che esistesse? Vi sfido a non leggere tutto il blog in 2 giorni.

Per quanto riguarda il libro in sè, tratta, presumo di un'esperienza vissuta in prima persona, così come sembra tutto autobiografico, esperienza piuttosto triste, che si dipana tra una tavola e l'altra. C'è molta vita vissuta da parte di questo ragazzo, e se non fosse così, d'altra parte, non ci sarebbe nemmeno l'ispirazione per tutto questo.
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il 8 ottobre 2015
È difficile conciliare l'ironia con la perdita. Ma questo fa Zerocalcare. Lo avevo già visto all'opera in questo senso in Dimentica il mio nome, in cui riesce mirabilmente bene a raccontare un pezzo della sua famiglia infilandoci riflessioni più in generale sulla vita e le persone e momenti esilaranti.
Anche qui, non puoi non ridere, in certi punti, come non puoi non trovarti d'accordo su alcune considerazioni, ma ti metti anche a pensare, come quando vedi l'amico armadillo fuori dalla porta di Zero, che tenta la conversazione con un mostro molto più grande, e non così amichevole.
Ci sono storie che trascendono il mezzo scelto per raccontarle e te le senti semplicemente passare nella testa, come se fossero pensieri tuoi, e non parole altrui. Zerocalcare, anche in questo caso, riesce perfettamente in questa "magia".
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il 7 agosto 2016
Una vera scoperta piacevole. Una sensazione di comicità fresca, mai provata prima in nessun altro fumetto. Avvertirete che i temi trattati sono complessi, pesanti, spesso alternati da vignette ironiche e allegre, tratte dalla vita stessa dell'autore. Ma il tutto scorrerà in scioltezza e leggerezza.
Non vedo l'ora di leggere altri lavori di Zerocalcare!
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I PRIMI 1000 RECENSORIil 7 maggio 2016
Questo secondo me è uno degli albi di Zerocalcare più interessanti dopo Kobane Calling. Ho finito di leggere quest'ultimo e mi sono tuffato subito ne "la profezia dell'armadillo". A mio parere uno dei fumettisti italiani migliori che sono cresciuti negli ultimi anni. Non aspettatevi solo ironia, ma anche una certa profondità "particolare", in questo fumetto.
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il 5 febbraio 2017
... e dunque sono rimasto un po' deluso rispetto alle grandi risate fatte con Ogni maledetto lunedì su due, e alla maturità espressa in Kobane Calling. È sicuramente un esordio folgorante, geniale, ricco, che pesca in modo divertente dall'immaginario degli anni '80 (cartoni animati soprattutto): insomma gran bel volume, ma in seguito ha fatto molto meglio (oltre a quelli citati, va segnalato Dimentica il mio nome).
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il 15 aprile 2015
La prefazione scritta da Makkox per questa graphic novel rende perfettamente l'idea del talento fumettistico incredibile del giovane romano che l'ha ideata.
E' il suo secondo libro a passarmi per le mani, dopo aver ricevuto l'ultimo "Dimentica il mio nome" come dono - apprezzatissimo - di compleanno. Da allora mi ritrovo, volente o nolente, a cercare ogni traccia della presenza di Zerocalcare sul web, in preda ad una vera e propria dipendenza dalle sue storie.
Se non volete ridere a crepapelle, commuovervi, emozionarvi, riflettere, guardare le vostre debolezze riflesse in uno specchio divertentissimo e sincero... non compratelo.
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il 4 febbraio 2015
Al Lucca Comics 2014 non mi era ancora arrivato l'ultimo fumetto ("Dimentica il mio nome", leggetelo!) di questo autore che ormai amo già da tempo.
E dato che volevo farmi autografare un volume da lui - sempre cortese e disponibile con tutti i suoi già innumerevoli fans - il candidato ideale era proprio questo qua: la sua opera prima, il suo cimento iniziale, in cui sfodera tutte le sue qualità con sincerità ed in cui vi farà ridere, riflettere, star bene, star male ed infine, perché non c'è via di scampo, adorare lo stile e la narrazione geniale e schietta di Zerocalcare.
Sublime.
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il 1 luglio 2015
Bel fumetto, per chi già ama Zerocalcare o vuole avvicinarsi all'autore.
La storia è semplice ma non banale, con qualche simpatica divagazione e la solita moltitudine di citazioni e richiami generazionali tipici dello scrittore. Molto piacevole soprattutto per i nati negli anni '80 che si ritroveranno in molte delle situazioni descritte. Non particolarmente lungo nè impegnativo, io l'ho finito in un paio d'ore.
Consigliato, ma non pensate sia un Graphic Novel, quello è un'altra storia...
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il 23 novembre 2017
ri-acquistato a colori (ho una vecchia versione in b/n acquistata anni fa durante la fiera di Lucca)
graphic novel di "esordio" di Zerocalcare
lettura godibile, ottimo formato, stampa e carta di buona qualità
un acquisto senz'altro consigliato per chi si vorrà avvicinare alle opere dell'autore
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