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I PRIMI 500 RECENSORIil 24 settembre 2016
 >>>>> PREMESSA <<<<<

E' ora di dirla tutta: sono un fan di Harry. Ho amato tutti i suoi libri, un po' meno i suoi film, ma posso dichiararmi senza dubbio un grande estimatore della Rowling.
Tuttavia cercherò di mantenermi del tutto neutrale nei confronti di questa nuova opera, astenendomi da giudizi aprioristicamente positivi in quanto fan soddisfatto del libro o negativi per la eventuale delusione provata. La mia recensione sarà, per quanto possibile, del tutto obiettiva.
L'uscita del nuovo libro mi ha indotto a un acquisto compulsivo dell'opera in lingua originale, su cui si basa la presente recensione, e solo per completezza e fedeltà ho acquistato la versione italiana, cui traduzione è molto buona, a parte qualche errore marchiano evitabile.

>>>>> TRAMA <<<<<

Della trama voglio dire nulla: l'editore ha tenuto la bocca cucita e non voglio creare degli spiacevoli spoiler. Leggetevi quanto finora trapelato altrove!

>>>>> GIUDIZIO <<<<<

Altra premessa, questa volta sull'opera. Infatti si tratta di una opera teatrale e il libro è scritto sotto forma di copione. Quindi niente descrizioni, quindi solo e unicamente dialoghi. La rappresentazione della piece è attualmente in corso a Londra.
Specifichiamo inoltre che qui la Rowling non è l'unica autrice, ma altre quattro mani hanno scritto l'opera.
Fatte queste doverose premesse, diciamo che la lettura dell'opera scorre veloce senza intoppi fino all'ultima pagina. Troppo velocemente. E in senso negativo. Infatti lo scorrere delle pagine è determinato sì dalla forma in cui è scritto il libro, ovvero opera teatrale in assenza di descrizioni, ma soprattutto perchè la trama è debole. Troppo lineare, assai poco intricata, come invece la Rowling ci aveva abituati. Manca lo spessore, manca la forza che avevano i romanzi precedenti, quella 'vis' che aveva decretato il successo della serie.
Detto questo non mi sento di gettare la croce addosso alla Rowling, anche perchè, a mio parere, lei c'entra poco. Sono gli altri autori che hanno scritto il libro a cui la Rowling ha fornito i personaggi e messo la firma in calce. Ma d'altronde non poteva che essere così: scrivere un'opera teatrale non è come scrivere un romanzo. La differenza è tanta. Il problema risiede nel fatto che il mondo di Harry Potter non è trasponibile a teatro. Uno spettacolo teatrale non potrà mai riportare la complessità di un universo, peraltro già affermato e consolidato da sette libri e dalla passione di milioni di lettori, come se fosse un romanzo. Non ne ha la possibilità.
Anche i personaggi non sono fedeli a loro stessi per esigenze di copione. Giusto per evitare spoiler non voglio approfondire l'argomento specificando oltre, ma basti sapere che alcuni di coloro che conoscevamo bene ora sono descritti superficialmente (per carità, non tutti, eh!) e altri invece sono irriconoscibili e contraddittori con il loro passato.
Voglio precisare che non si tratta, comunque, di una trovata commerciale milionaria di bassa lega e tirata via per rendere ricchi i suoi autori e basta. Si tratta di una buona opera teatrale, che, ripeto, si legge con piacere e si sente che è scritta con mestiere e professionalità (d'altronde per operazioni commerciali come queste, si scelgono i migliori autori sulla piazza), ma non è di quel Harry Potter che noi conoscevamo.
Il mio giudizio non è viziato dall'amore per la serie, ma è una valutazione obiettiva delle differenze stilistiche e di sostanza tra i libri precedenti e questo ultimo.
Sicuramente, da grande appassionato di teatro, mi recherò non appena possibile a Londra (dove è di casa il VERO teatro, altro che Broadway!) a godermi questo spettacolo che, ne sono certo, sarà bellissimo, ma fingendo che non riguardi il mio maghetto preferito.
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il 24 settembre 2016
Innanzitutto una logica premessa: tale testo non è un romanzo, bensì il copione dell'opera teatrale, attualmente in atto a Londra. Ciò vuol dire che è composta da soli dialoghi e descrizioni brevi, le quali sacrificano tutta la potenza descrittiva a cui ci ha abituato la Rowling nel corso dei 7 libri della saga del maghetto.

Passiamo ora alla recensione vera e propria: il testo è colpito da un particolare problema, ossia le incongruenze della storia rispetto al passato, a partire dai personaggi i quali risultano spesse volte incoerenti con i loro carattere originario, quasi fossero individui diversi che si comportanto ini modo del tutto inaspettato e non in positivo.
Ci sono anche altri dettagli più o meno rilevanti come (senza fare grossi spoiler) la barriera del binario 9 e 3/4 attraversabile a detta di Harry unicamente di corsa o la Pozione Polisucco che viene preparata in meno di un mese. Ovvio, tali espedienti sono necessari in ambito teatrale, ma vanno a minare in modo inequivocabile l'esperienza di ogni appassionato che, leggendo, trova vere e proprie contraddizioni rispetto al passato.

Il problema più evidente, però, è nella scarsa originalità. La storia, come è noto, non è stato sviluppata unicamente dalla Rowling, ma anche da John Tiffany e Jack Thorne, due professionisti in ambito teatrale, che però è evidente, non hanno saputo sfruttare il vasto di mare di spunti inesplorati lasciati dalla Rowling. Risulta arduo dopo aver letto il libro, cercare di capire quanto quest'ultima abbia messo in tale testo, giacché La Maledizione dell'Erede soffre a tratti una povertà di idee che porta un continuo ripescare dalla saga letteraria personaggi, citazioni ed addirittura interi eventi, che avevano esaurito il loro corso, senza dare loro nulla di nuovo ed anzi banalizzandoli, con un dubbio effetto nostalgia che altro non genera che disagio di fronte la loro inequivocabile corruzione rispetto le origini. Tutta la storia ergo, si tiene in piedi grazie a ciò che è gìà stato scritto, con ben pochi spunti pregevoli che sono sommersi da un mare di "già visto" dove ogni situazione ricorda esperienze già vissute. Nel mentre inoltre, il tutto non sembra altro che una gigantesca telenovela riguardante i Potter e le loro famiglie che si trovano a combattere, per l'ennesima volta, gli stessi nemici, più o meno.

In conclusione La Maledizione dell'Erede nonostante i suoi incredibili difetti va letto unicamente per completezza nei confronti della saga di Harry Potter, che però sarebbe potuta anche rimanere ferma al ben più pregevole "Doni della Morte".
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il 28 settembre 2016
Bel libro che si lascia leggere con estrema semplicità. Le sue peculiarità sono: primo, pur venendo considerato l’ottavo volume della serie di Harry Potter se ne discosta moltissimo (anche perché le vicende narrate in questo volume si svolgono a parecchi anni di distanza dai fatti narrati nel settimo ed ultimo libro); secondo, non è un romanzo vero e proprio ma è solo un testo teatrale che ovviamente, come si usa fare in questi casi, contiene soltanto i dialoghi degli attori e i "cambi scena".
Tuttavia, pur partendo con parecchi pregiudizi (soprattutto dopo aver visto dei commenti di altri lettori in giro per il web), a me è quasi piaciuto... se non fosse che la trama, non proprio originale, "puzza" (permettetemi di usare questa parola) di un certo "già visto": mi riferisco ai viaggi nel tempo e al fatto che ad ogni "salto" nel passato le azioni dei protagonisti si ripercuoto nel nostro presente. Tanti altri libri e vari film hollywoodiani, hanno già sfruttato questa tematica... e, così su due piedi, mi viene in mente il film del 1994 "Timecop - Indagine dal futuro" con Jean-Claude Van Damme.
Altra anomalia di questo volume rispetto ai suoi sette predecessori è che Harry Potter non è più il protagonista principale ma si limita solo ad un ruolo di semplice comparsa. Ora il centro della scena (come detto prima, si tratta di uno spettacolo teatrale) è tutto per Albus Potter (secondogenito di Harry e Ginny) e per Scorpius Malfoy (figlio unico di un Draco ormai redento). Entrambi i ragazzi, sentendo il peso dei loro cognomi famosi, cercano di tornare indietro nel passato e di salvare la vita a Cedric Diggory (lo studente morto durante il "Torneo Tremaghi"). Con questo gesto, che nelle loro intenzioni dovrebbe essere eroico, i due fanciulli vorrebbero sia ribellarsi all'autorità dei loro padri e sia cambiare il corso degli eventi delle rispettive famiglie... ma finiranno solo per combinare pasticci e guai (anche seri) a ripetizione.
Per quanto mi riguarda, confesso che non ho minimamente capito il personaggio di Delphi: chi è realmente? E soprattutto, visto che lei stessa dice di non essere mai stata alla scuola di magia di Hogwarts, dove è stata nascosta in tutti questi anni? Altra cosa strana: TUTTI i bambini (sia figli di maghi che non) dotati di un qualche potere magico vengono mandati ad Hogwarts... perché lei no?
Il finale scontatissimo (con il classico "e vissero felici e contenti") è pero azzeccatissimo ma, allo stesso tempo, lascia spazio ad un altro mio grosso dubbio: subito dopo che Voldemort uccide i genitori di Harry Potter (e con lo stesso "Signore oscuro" che ne viene distrutto), entra in scena (anzi, è già lì sul posto) Hagrid... Come è possibile? Come faceva a sapere cosa stava per succedere nella casa di James Potter? Boh…?
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il 26 settembre 2016
<Anticipo una cosa molto importante per chi vorrà leggere questo libro: Dovrete fare buon viso a cattivo gioco, dopo tutto noi stiamo leggendo una pseudo-sceneggiatura e non un libro. In fondo alla recensione troverete un'immagine a modo di esempio del tipo di narrazione all'interno del libro.
Inoltre, troverete un TLDR/Riassunto verso la fine, prima dei "Dettagli vari" del libro.>

Dopo 9 anni dalla "fine" della storia di Harry Potter, la porta di questo fantastico mondo in cui tanti di noi siamo cresciuti torna ad aprirsi. Posso solo immaginare le grande aspettative con cui tanti compreranno questo libro, e vedere di già il loro disappunto a poche pagine dall'inizio.

Iniziamo dal punto focale del libro, cioè che è uno Scriptbook: una forma di sceneggiatura filtrata dai caratteri più tecnici del lavoro teatrale (come ad esempio, l'utilizzo dei macchinari: luce, fumo, ecc). Troveremo al suo interno una pseudo-storia in confronto a quello che siamo abituati a leggere. Troveremo sì, un racconto di una storia e con dialoghi fra i personaggi (ma in un modo forse un po troppo "meccanico", difficile da conferire fluidità al lettore nel compito di immedesimarsi facilmente nel mondo della storia: vedere immagine 6 per un esempio). La modalità di narrazione è in terza persona ("aliena") oggettiva: la storia non è raccontata attraverso gli occhi di un personaggio, ma è raccontata da un locutore invisibile e onnisciente che segue gli eventi della storia.

L'attenzione per i dettagli sono preso che minima (come descrizioni dei personaggi o dei luoghi). Questi particolari sono delegati agli attori nel palco scenico come anche al team di produzione dietro le quinte. Perciò, il lettore dovrà riempire tutti questi buchi lungo la storia di testa propria o rischiare semplicemente di trovarsi immerso in un mondo a colori, dove purtroppo capita spesso di andare contro a sfumature grige.
Infine, per quanto riguarda certi punti nel World building/creazione del mondo, ci sono certi pezzi nella trama della storia che lasciano molto a cui desiderare per quanto riguarda a logica. Punti che molto probabilmente vengono nascosti con abilita durante la funzione live dell'opera teatrale. Ma che purtroppo, leggendoli al lettore non resta che storcere il naso, chiudere un occhio e continuare avanti, portandosi dietro un gusto leggermente amaro in bocca.

Il libro di per se è molto piccolo, stiamo parlando di 342 pagine con molto spazio vuoto fra le righe. A conti fatti, tolti tutti questi spazi vuoti ci ritroviamo con si e no 200 pagine di inchiostro. Una lettura poco impegnativa che può durare tranquillamente qualche ora al più.

Infine, vorrei aggiungere come la storia prenda forza su alcuni punti molto positivi della comunità Potteriana. Innanzitutto la trama ha come base il mischiarsi del passato con il presente, e questo elemento farà leva sulla nostalgia e il ricordo di noi stessi mentre leggevamo i libri/guardavamo i film di quei particolari momenti, che in questa storia si ritrovano cambiati. Un'altro punto di forza nella Maledizione dell'erede, sono la valorizzazione (in modo anche subdolo per alcuni) dei nostri cari personaggi: questo punto può essere anche motivo di irritazione/fastidio per alcuni lettori in quanto non tutti i personaggi saranno messi in "bella vista", ad alcuni verranno sottolineati difetti che non si erano mai visti/approfonditi nei 7 libri precedenti. Bene o male che sia questo elemento, se non altro, questi piccoli dettagli hanno aggiunto più carattere ai nostri personaggi in questa nuova storia.

Voto finale 3.5/5. Voto che può sembrare basso, ma stiamo parlando della continuazione ad una storia che non aveva bisogno di essere rispolverata (a mio parere, i precedenti 7 libri ci hanno dato tutto quello di cui avevamo bisogno per quanto riguarda il mondo di Harry Potter il ragazzo sopravvissuto). Inoltre siamo davanti non ad una storia convenzionale ma, come ho detto prima ad una pseudo-sceneggiatura.

TLDR/Riassunto: Per chi vuole leggere questo libro, deve sapere che la modalità di scrittura è MOLTO diversa da quella a cui siete abituati a trovare nelle storie fantasy. La storia, in poche parole non è mai raccontata attraverso gli occhi dei personaggi ma da una voce invisibile, onnisciente, insipida e meccanica (vedere immagine 6, per un esempio). Il libro di per se è molto più piccolo di quello che sembra (metà del libro è riempito di spazi in bianco fra una riga di inchiostro e l'altra), sono si è no 200 pagine di parole (tolti gli spazi vuoti). La storia non è straordinaria, ma riesce comunque a rimanere a gala. Voto: 3.5/5

Dettagli vari:

-Per quanto riguarda la trama/sinossi che troviamo all'interno della copertina/sovraccoperta è libera di spoilers. Perciò potete leggerla senza la paura trovarvi dei brutti spoilers (come purtroppo succede in non pochi libri).

1° immagine: Piatto anteriore del libro
2° immagine: Piatto posteriore del libro
3° immagine: Sovraccoperta/Dust jacket
4° immagine: Altezza del libro 21 cm
5° immagine: Disegni all'interno della prima e ultima pagina del libro.
6° immagine: Foto della prima pagina del libro: a modo di esempio dello stile narrativo trovato all'interno della storia.
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il 1 novembre 2016
Ho acquistato questo libro in prevendita per il kindle quindi mi è arrivato immediatamente, ero gasatissima ma devo dire che l'ho divorato a metà tra la sensazione di star leggendo uno scherzo di pessimo gusto e la speranza che migliorasse verso la fine (speranza vana). Sorvolando sul fatto che il libro è una sceneggiatura e non un vero e proprio libro - cosa che si sapeva e quindi non si può criticare - quello che mi ha delusa è stata la sostanza. Come ho scritto sul titolo il libro sembra una fan fiction, forse ancor di più perchè scritta con soli dialoghi ma, sostanzialmente, perchè i personaggi non sono quelli della Rowling. Ho letto le recensioni negative scritte e quasi nessuno sembra accorgersi che questi personaggi non sono più adolescenti, sono donne e uomini che oramai hanno la loro eta, lavori di prestigio e rispetto tuttavia si comportano come bambini immaturi. Ron è irriconoscibile, Draco e Hermione hanno caratteri assurdi e il rapporto tra Harry e Albus è...è incommentabile. La traduzione dei nomi a mio avviso toglie, io ho le vecchie edizioni dei libri e c'ho messo un po' a capire i nomi tradotti diversamente e quando li ho capiti nella mia testa continuavo a correggerli, il salice schiaffeggiante poi mi è rimasto incastrato in gola. Oltre a ciò ci sono tante imperfezioni anche nei dettagli, primo fra tutti la pozione polisucco che ha bisogno di un mese per essere preparata con tanto di processo complicatissimo qui sbuca fuori in ogni angolo con qualche ora di preparazione... mah. Ultima ma non ultima cosa decisamente triste è il fatto che dopo aver letto il libro non so sostanzialmente niente di nuovo sul mondo di Harry Potter, la sensazione della fanfiction è ancora più acuta proprio per questo perchè a parte un paio di informazioni di margine tutto il resto si sapeva grazie alle tante indiscrezioni e dichiarazioni della Rowling stessa nel corso degli anni. I libri di Harry Potter finora mandavano avanti la storia, scoprivano nuovi orizzonti dell'universo dei maghi e lo coloravano di nuove sfumature facendolo crescere assieme ai personaggi, questo ultimo capitolo no: tutti girano in tondo, tornano indietro nel tempo e parlano tanto ma sostanzialmente all'inizio come alla fine si è sempre a quel punto... il rapporto tra Albus e Harry migliorato? Si ma si poteva ottenere lo stesso risultato anche con una chiacchierata seria tra padre e figlio di 10 minuti senza scriverci 380 pagine di sceneggiatura e con l'impaginazione di un tema delle elementari: scritto in grande e con tanti spazi perchè dovevano raggiungere la lunghezza minima!
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il 27 settembre 2016
Non ha niente a che vedere con i vecchi romanzi. È un testo teatrale ( e quindi, vabbe, ci sono prevalentemente ed inevitabilmente -solo- dialoghi) ma, soprattutto, per arrivare a 342 pag hanno sostanzialmente riciclato 3/4 delle storie precedenti,con discutibili richiami e viaggi nel tempo.
La storia sembra un rattoppo poco credibile di luoghi e circostanze improbabili, ci sono falle evidenti nella narrazione.
Posso capire le esigenze teatrali,ma si perde di credibilità.
Le traduzioni lasciamo non poco a desiderare e su quelle, permettetemelo, sono stati proprio degli incapaci ( "salice schiaffeggiante"???). Almeno errori del genere erano evitabili.
Ad ogni modo la storia è carina, lontana mille miglia da quelle avvincenti cui eravamo abituati, ma piacevole.
Per i potterriani sarà inevitabile leggerla ma sicuramente lascia l'amaro in bocca.
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il 8 febbraio 2017
Di questo libro se ne dicevano di tutti i colori quando ne era stata solo annunciata la pubblicazione; uscito in lingua originale, il 31 Luglio, le polemiche si sono moltiplicate, le critiche hanno fatto rabbrividire anche i fan più convinti di acquistare il libro. Io lo avrei letto comunque, anche se non fosse piaciuto a nessuno, nonostante la convinzione che fosse una trovata per vendere: ero troppo curiosa e troppo nostalgica.
Della trama sapevo ben poco, solo quelle quattro righe in croce riportate in ogni articolo, che però si riferivano solo ad un Harry adulto e ad un Albus che va ad Hogwarts. Sapevo, all’incirca, che non si trattava di un romanzo, ma di un copione teatrale, e niente di più.
La storia si apre esattamente dove si è chiusa, 19 anni dopo sul binario 9¾ con Albus Severus che sta per iniziare il suo primo anno a Hogwarts. Avvengono alcune rapide scene che inquadrano un po’ la situazione del personaggio e poi ci ritroviamo al terzo anno. Albus è stato smistato in Serpeverde, il suo migliore amico è Scorpius, sua cugina Rose lo odia. Il rapporto con suo padre è molto complicato, ma non ha nulla a che fare con la casa di appartenenza. Il mondo magico e la vita di Albus Severus vengono sconvolte da alcuni avvenimenti: il ritrovamento di una Giratempo (sono state tutte distrutte dopo la battaglia a Hogwarts) scuote il ministero, Harry e Hermione; mentre la comparsa di una ragazza, Delphi, scuote la vita di Albus.
Esordisco dicendo già che a me questa lettura non è dispiaciuta affatto, anzi! Sono partita molto prevenuta e già spaventata dal dover intaccare la mia ammirazione per la Rowling, quindi è stato semplice andare oltre le mie aspettative. Alcuni tristi sospetti li ho confermati, altri li ho smentiti.
Ho rafforzato la convinzione di trovarmi davanti ad una trovata da dare in pasto ai fan: solo il leggere la trama che ho provato ad accennare fa comprendere quanti elementi che i fan adorano sono stati utilizzati. Albus che va in Serpeverde, incipit delle migliori fanfiction, e che fa amicizia con Scorpius; la Giratempo, il sogno di tutti i fan di Harry Potter; Cedric Diggory, personaggio inspiegabilmente impresso nel cuore dei lettori, che in qualche modo sarà coinvolto, così come una comparsa di Severus Piton, altrettanto auspicata da tutti. Potrei fare altri riferimenti, ma il quadro generale è questo, ed è abbastanza chiaro.
D’altra parte però, mi sono ricreduta su alcuni punti: ho apprezzato l’iniziativa di creare questo spettacolo teatrale, e leggendo ho avuto l’impressione che per gli autori sia stato un divertimento farlo. Non credo che sia stato un lavoro di bassa qualità, fatto tanto per, ma una creazione complessa che non può’ essere vista solo sotto l’ombra dei sette romanzi che amiamo. Ha tanti punti di forza e non ha senso giudicarla come l’ottavo libro, anche se ce l’hanno spacciato così: come romanzo questa storia avrebbe fatto quasi pena, ma come spettacolo teatrale, secondo me funziona alla grande. Ovviamente mi sarebbe piaciuto poter assistere dal vivo ad una rappresentazione, ma leggere il copione e provare a lavorare di immaginazione, mi hanno dato un’idea. La storia è costruita su avventure singole che vanno a costruire la trama generale: come romanzo la cosa sarebbe evidentemente risultata fin troppo schematica.
I personaggi sono quelli che conosciamo, ma non potete aspettarvi che siano rappresentati allo stesso modo: in primo luogo non sono raccontati, ma ritratti attraverso le loro parole. Trovo che sia molto difficile restare ai livelli precedenti in questo modo. In secondo luogo gli autori hanno tentato di cogliere degli aspetti inediti, ma per niente sciocchi. È assolutamente in linea con la personalità di Harry che, dopo vent’anni, uno degli aspetti che conserva di tutto ciò che è accaduto, è il senso di colpa. Per chi non è sopravvissuto, per chi è morto al suo posto, chi per salvarlo. Così come ho avvertito la naturalezza dei sentimenti di Albus, che si sente una delusione costante, vivendo all’ombra di suo padre, del suo nome. Ron è all’apparenza una sagoma, ma forte del valore di amore e amicizia. Draco è odioso, ma ama suo figlio. Ovvio che ne escono figure e non persone, ma non sono snaturati, sono diversi e cresciuti e teatrali più che romanzeschi.
Alcuni aspetti della trama sono stati considerati fuori luogo, ma ai miei occhi sono in linea con il resto: sono avventure, più leggere di quelle a cui siamo abituati, meno costruite, fini a sé stesse, ma piacevoli da leggere.
Come una fanfiction? In un certo senso sì, con la differenza che qui dietro c’è la mente di zia Jo, che viene fuori nonostante tutto, in alcune trovate geniali che mi hanno fatta sorridere nel riconoscerla.
L’ho letto con piacere, senza aspettative. L’ho trovato creativo, mi sono goduta questo breve ritorno a casa e ho tirato un sospiro di sollievo dopo tutto il marcio che avevo letto. Ho l’impressione che si tenda a sacralizzare eccessivamente il mondo di Harry Potter: io ne sono assolutamente innamorata, non saprei neanche mettere nero su bianco tutto ciò che rappresenta per me. Ma davvero questo libro vi è sembrato un oltraggio così grave? Lo avete demonizzato.
Le mie uniche note di demerito sono per quella spinta tendenza a infiammare i desideri degli acquirenti, ma niente di così grave. E poi ovviamente il mio giudizio è condizionato dal non essere un’esperta di teatro, e dal preferire la lettura di romanzi.
Leggetelo, soprattutto se siete fan di Harry Potter: non so come riusciate a trattenervi! Non aspettatevi l’ottavo libro, avventuratevi in una storia originale, leggera, in cui sentirete il profumo di Hogwarts e rivedrete tutti per un po’. Sarà bello, ve lo assicuro. Ma non sarà mai la stessa cosa.
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I PRIMI 500 RECENSORIil 3 novembre 2016
Ho letto Harry Potter e la Maledizione dell'Erede...
Si legge in 2, massimo 3 ore, per chi ancora non lo avesse digerito, è un COPIONE.
Premetto che sono cresciuto con i libri di Harry Potter e ogni singola pagina della saga era magia pura, la sensazione era quella di essere li, a Hogwarts, a seguire le lezioni, a vivere ogni momento. Incredibili descrizioni di ogni dettaglio, di ogni personaggio, di ogni emozione.
La Maledizione dell'Erede toglie tutte queste sensazioni e ci lascia una serie di dialoghi di una storia abbastanza prevedibile e sicuramente non all'altezza della saga originale. Si tratta più che altro di un "cosa sarebbe successo se".
Il libro/copione è scritto Jo Rowling, Jack Thorne e John Tiffany. La sensazione che si ha leggendo è semplicemente che la storia sia stata scritta da Thorne e Tiffany, ovvero i due deus ex machina dell'opera teatrale, e che poi la Rowling abbia approvato in toto la storia richiedendo il nome scritto a caratteri più grandi sulla copertina del libro e allegando l'IBAN del suo conto corrente.
La sensazione che ho avuto alla fine della lettura è stata: "Davvero hanno fatto uscire questa roba?!". Poi metabolizzando un attimo la cosa, ho capito che effettivamente (pur risultando piuttosto debole come trama, se confrontato con la saga) è uno spettacolo teatrale e può funzionare. Ovviamente un copione non può rendere giustizia all'interpretazione che poi ci metteranno gli attori, immaginatevi di leggere il copione di Titanic/Avatar/I pirati dei caraibi, senza effetti speciali, senza musica, senza vedere i personaggi... Probabilmente sarebbero una palla pazzesca.
Forse questa sarebbe proprio la storia ideale per un film e sarebbe l'unico caso in cui il film supera il "libro", proprio perchè sui dialoghi si possono immaginare un sacco di situazioni e dare libero sfogo alla fantasia cinematografica.
Non a caso Warner Bros ha già registrato il marchio Harry Potter e la Maledizione dell'Erede.
Nota negativa la traduzione italiana, intanto per essere corretti il titolo dovrebbe essere L'Erede Maledetto e non La maledizione dell'erede, basta leggere il libro per capire il perchè. Poi cosa odiosa la traduzione si rifà alla seconda edizione dei libri tradotti non più da Beatrice Masini, ma ritradotti da Stefano Bartezzaghi, che dal basso della sua modestia dice che la sua interpretazione è la più corretta, un consiglio torna a fare i cruciverba. La professoressa Mcgrannit diventa la professoressa mcgonnagall, Tiger diventa Crabb, Paciock diventa Longbottom, Tassorosso diventa magicamente (sigh... sob... gulp...) Tassofrasso....
Orrori di traduzione a parte, il libro rimane una lettura molto leggera e fin troppo scorrevole, io più che un sequel lo vedo come una sorta di teoria su quello che sarebbe potuto succedere. Sicuramente è un ottimo spot anche per il film/prequel Animali Fantastici e Dove Trovarli, che uscirà a novembre.
Il consiglio è leggete La Maledizione dell'Erede senza aspettarvi chissà cosa, se avete la possibilità andate a Londra a teatro a vederlo perchè le scenografie, gli effetti speciali e gli attori promettono molto bene e poi, se volete leggervi qualcosa di bello, tirate fuori i vecchi libri della saga e rileggeteli, gustatevi nuovamente ogni pagina, la magia c'è ancora ed è tutta li.
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il 27 settembre 2016
L'ottavo capitolo di una delle saghe più amate e famose del mondo, capitolo attesissimo da milioni di fan é uscito sabato 24 Settembre scorso. Non si tratta di un altro romanzo ma del testo dell'opera teatrale che ha debuttato lo scorso luglio. Sebbene il fatto di non essere un romanzo vero e proprio, e quindi di consegne mancano le descrizioni e tutti quei aspetti che che in uno spettacolo vengono lasciati alla scenografia e alla recitazione degli attori non ho avuto problemi nella lettura: se non siete abituati come me ha leggere testi teatrali forse troverete qualche difficoltà in principio ma basta poco per abituarsi, in questo sono stati molto bravi ad adattare il testo in modo tale che che sia comprensibile anche ai profani; la trama é compressibile è abbastanza fluida ma é in dubbio che abbia difetti non trascurabiliSarebbe interessante vedere l'opera in scena, per dare un giudizio completo e obbiettivo, insomma, un opera teatrale é pensata per essere vista non Letta, penso che faccia un altro effetto. Tuttavia la trama é quella, per quanto il lavoro degli attori, degli effetti speciali, della scenografia possa dare quel più, rimane comunque grosse carenze. Questo nuovo capitolo per lo più é un revival di situazioni, concetti e di temi già visti nella saga originale a parte l'unico aspetto nuovo forse é il complicato rapporto tra padre e figlio legato per lo più alle difficoltà incontrate da Albus nel rapportarsi con la fama del padre e le grosse aspettative che gli altri hanno su di lui. Un aspetto molto interessante che però viene affrontato in maniera frettolosa e non abbastanza messo in evidenza perché nascosto dietro gli artificiosi nuovi eventi che i protagonisti devono affrontare. La nuova generazione - come prevedibile- manca del fascino che i loro genitori avevano ( ad eccezione di Scorpius Mlafoy che invece come introspezione e sviluppo é il personaggio più riuscito dell'intera opera), la vecchia generazione é irriconoscibile, quasi non sembrano loro. L'antagonista é piatto e senza spessore. Come dicevo sopra in questo caso gli attori possono fare molto con la resa del personaggio, e va ricordato anche che inserire una nuova storia all'interno di una saga completa non é affatto facile; rimangono troppe le situazioni e gli stratagemmi narrativi inverosimili fino al ridicolo che inevitabilmente fanno storcere il naso.

In conclusione, l'incipit era molto buono,ma non é stato pienamente sfruttato, almeno per la trama che possiamo vedere. Lo consiglio comunque per chi é fan di Artù Potter, per chi non si spaventa davanti a testi diversi dal solito romanzo, ma va sempre tenuto conto leggere un scritto ok é come leggere un racconta a cui manca un pezzo, e che eventuali buchi dovrete coprirli voi, non fatevi aspettative troppo alte tendo conto delle grandi difficoltà che gli autori hanno incontrato,cercando di godere il più possibile questa nuova occasione di poter leggere di nuovo su Harry Potter.
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il 25 settembre 2016
Si può dire che la saga di Harry Potter sia il mio libro preferito, che io abbia letto tutti i libri della saga, che ogni personaggio mi sia rimasto nel cuore.
Ho 13 anni e, quando ho sentito che la scrittrice J. K. Rowling aveva fatto un nuovo libro dell'omonima saga, ho subito iniziato a sognare su quello che sarebbe potuto accadere. Infatti, appena le notizie hanno intasato Internet, i miei lo hanno prenotato su Amazon. Proprio ieri, il giorno in cui è uscito il libro, è arrivato a casa nostra. Sono stata circa 10 minuti ad ammirare la copertina.
MA PASSIAMO AL LIBRO
Devo dire, sono seria, che sono rimasta un po' delusa quando, aprendo la prima pagina, non ho visto normali righe, ma una specie di copione teatrale, come infatti era scritto in inglese sulla copertina. Quando ho iniziato a leggerlo, ho notato subito una cosa:
Non ci si riesce ad imperosnare nei personaggi, come invece è successo nei libri precedenti, proprio perchè è un copione, ed essendo un copione, non ci sono approfondimenti.
Inoltre, si vede che il libro non è stato scritto solo dalla Rowling, perchè ci sono molte falle che lei in persona non avrebbe mai potuto sbagliare.
Faccio un esempio: La Pozione Polisucco non si prepara in meno di un mese, come è scritto nel libro. Oppure, che il binario 9 e 3/4 è attraversabile solo di corsa, come dice Harry, il che è falso, parlo a chi ha letto i primi libri.
Per più della metà del libro, ho pensato che non ci fosse un vero e proprio scopo, o un'avventura, come è sempre accaduto nei libri precedenti. Solo una semplice cosa che hanno fatto Albus e Scorpius. Ho pensato che alla scrittrice fossero mancate le idee del tutto, per scrivere qualcosa del genere. Poi, però, verso la fine del libro, ho iniziato, insomma, a ricredermi, per poi scoprire che il libro non è un granchè.
Certo, è stato molto bello rincontrare i personaggi migliori che abbia mai conosciuto, vedere come hanno proseguito le loro vite da quando ho smesso di leggere, risentirli, avete capito.
Però, posso dire che questo libro sia stato scritto solo a scopo commerciale, anche solo per "regalare" un proseguo ai fan della saga, in onore degli anni passati.
Da quando ho smesso di leggere i libri, perchè finiti, mi sono sempre intristita nel sentire nominare il nome "Harry Potter", la mia saga preferita, quella che non si può paragonare più a nessun libro fantasy.
Harry, Ron, Hermione... Non mi sono affezionata ad Albus e Scorpius come a loro, sia perchè sette libri non si compensano in un uno, sia perchè esso è scritto a copione.
Sono stata comunque molto contenta di leggere qualcosa di nuovo sul mio idolo, nonostante non sia niente di speciale.
Ve lo consiglio, se volete rivivere un'altro episodio dei nostri personaggi, ve lo sconsiglio se vi aspettate un'avventura fantastica, come è sempre stata in ogni libro.
H.P.
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