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il 25 febbraio 2012
Ho "conosciuto" Franco Arminio, o meglio la sua scrittura, con Cartoline dai morti, e me ne sono innamorato.
Quello era un libricino, piccolo piccolo nella struttura; ma grande, anzi grandissimo nella sostanza. Un centinaio di epigrammi, anzi di epitaffi, graffianti, acuti, fulminanti, veri, dolorosi, sanguinanti, ironici, stranianti, destabilizzanti.
Ho proseguito la mia documentazione con: Nevica. E ho le prove. E poi con: Vento forte tra Lacedonia e Candela.
Li ho trovato entrambi molto interessanti; ben scritti; e anche perfettamente congrui e coerenti col suo "percorso" paesologico.
Fino a quando non sono arrivato: Terracarne: la sua opera più corposa, più polposa, forse più dolorosa e dolente.
Un viaggio, quasi interminabile, lungo i saliscendi dell'Italia dei paesi, quasi tutti del Sud, ma con alcune originali e piacevoli escursioni anche al Nord.
La prosa di Franco Arminio non delude, mai. Appare rapida, senza fronzoli, ma rotonda; non costruita o prefabbricata; è efficace, come raramente avviene, nella descrizione a volte cruda, a volte sconcertata e sconcertante dei posti, dei volti, delle persone, degli animali, del tempo, delle pietre, delle vie, delle macerie, delle piante che incontra sul suo cammino, di cui ci parla nel suo "vagabondaggio", nel suo errare alla ricerca dell'io, di se stesso, della verità, dell'equilibrio, della Natura Madre.
Per questo consiglio a tutti e caldamente di leggere Terracarne; anzi consiglierei di adottarlo come libro di testo e farlo leggere nelle scuole, di ogni ordine e grado, abitate da mandrie di quei quei ragazzi moderni "spaesati" e persi per i quali - haimè! - il prezzo degli occhiali griffati è inversamente proporzionale al livello di intelligenza e di sensibilità.
Sono riconoscente a Franco Arminio per aver inventato questa disciplina: la paesologia, che mai come in questi tempi bui può aiutarci a riscoprire tutti la vera naturalità e la vera ricchezza delle nostre terre e a salvaguardarle dalle rapine, dai saggheggi e dalle violenze alle quali è stata sottoposta per anni e viene ancora sottoposta quotidianamente.

SMR
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il 15 agosto 2014
il titolo dice tutto: Terracarne
questo libro è così, materia organica fertile e spesso straziate/straziante
ma sempre poetica!

consigliato a chi vive in un paese qualsiasi del Sud per avere una visione profonda e chiara e per ... ritrovarsi fra queste pagine!
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il 17 marzo 2016
Mi aspettavo di più...
di molti luoghi parla frettolosamente, come frettolose sono le sue soste ed i suoi sguardi.
L'ansia domina le pagine, la sua ansia, che trasmette al lettore anche se il paesaggio intorno a lui potrebbe suscitare altre emozioni...
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