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il 27 dicembre 2011
dopo aver letto tutti i lavori di faletti mi aspettavo qualcosa di più coinvolgente; ho gradito la storia, che non è poi così di fantasia viste le vicende emerse ultimamente nel mondo calcistico;
come in "appunti di un venditore di donne" faletti dimostra la sua bravura nel trasformare in romanzo situazioni, aspetti e difetti del nostro paese, facendo emergere situazioni possibili, e lasciando al lettore il compito di giudicare; le cose alla fine ottimisticamente si sistemano comunque sempre, e forse non è del tutto sbagliato lanciare anche un esegnale positivo, ci pensa già la realtà a renderci pessimisti;
rispetto ai lavori precedenti è più breve e meno articolato, quando si comincia ad entrare nell'argomento e ci si apetta qualche ulteriore intrigo il libro finisce; si legge comunque con piacere e i personaggi sono simpatici;
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il 8 gennaio 2012
Mi aspettavo qualcosa di meglio.
Ho letto tutti i libri di Faletti e devo dire che mi aspettavo qualcosa di più.
Alle fine è un libricino che in due ore si legge.. molto avvincente.. storia interessante ma mi aspettavo un finale migliore.
Lo consiglio come lettura veloce.
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il 4 agosto 2014
Personalmente non sono un fan di Giorgio Faletti, anche se lo rispetto molto. Questo libro però è diverso dagli altri, e mi piace veramente tanto. L'ho letto in una notte, e dopo ne volevo ancora. Lo consiglio a tutti, l'unico difetto è la lentezza di certi passaggi
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il 28 dicembre 2011
.. cosa c'è di speciale? E' il primo libro di Faletti che leggo e lo reputo un buon libro da leggere anche in un ora e mezza. Uno spaccato della società attuale fatto di corruzione, brutta gente e giri strani, ambientato nel calcio che mai come ora è d'attualità visto che quando raccontato nel libro non si discosta molto da quanto esce dai vari tribunali italiani in questi anni. L'inizio è un po lento, prende più corpo verso metà/fine libro, quando praticamente ti bastano poche pagine per finirlo, visto che è di sole 142pag ed è scritto neanche troppo piccolo.
Che dire, lo vedo più come il classico libro da spiaggia o comunque da poter leggere così su due piedi in qualsiasi momento. Da consigliare ma sicuramente non un libro che ti rimane impresso
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il 16 novembre 2011
un libricino piccolo, 143 pagine lette in una serata, ma....a me e' piaciuto peccato che quando mi stavo appassionando e' finito! Comunque gradevole dalla prima all'ultima pagina con quella piccola città del nord dove e' ambientato il romanzo che potrebbe essere, come ha detto lui alla presentazione alla Libreria Feltrinelli, un po Asti, un po Vercelli ,un po Novara.
Il tutto si svolge in una sola giornata, e rispetto agli altri romanzi di Faletti, non ci sono morti ammazzati! (un morto c'e' ma e' morto di morte naturale).
Perche' si chiama cosi' il romanzo? I due tempi sono quelli della partita di calcio, i tre atti, prima della partita, nell'intervallo e dopo la partita.
Alla prossima fatica
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il 21 gennaio 2012
Decisamente differente dai suoi primi libri: non un thriller, ma un (breve) romanzo d'attualità, condito da una componente "thriller" che prova a rendere la lettura un po' più avvincente di un semplice racconto sul tema del calcio-scommesse. Un racconto piacevole, ricco di analisi introspettiva come bene riesce a Faletti, che nella sua scorrevole semplicità riesce a trascinare il lettore verso un finale atteso e sperato. Lo consiglio a tutti gli appassionati di Faletti che, in questo libro, avranno modo di apprezzare il solito avvincente "modus operandi falettiano" nel raccontare una trama di genere dissimile.
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il 18 giugno 2012
Ho letto quasi tutto di Faletti e conosco il suo stile accattivante ed il modo straordinario con cui ti fa entrare nel racconto, ma questo libro mi ha stupito e commosso. Silver è un grande personaggio che non vuol dare lezioni di etica a nessuno,si è trovato in una situazione ed ha cercato di risolverla pensando al bene delle persone che ama.Il risultato è un personaggio non solo plausibile ma simpatico ed umano come pochi. Sono d'accordo con l'autore:"quando si finisce di leggere un buon libro è come dire addio ad un amico che parte".
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il 9 gennaio 2013
come gia' aveva commentato una nota traduttrice di libri stranieri in italiano, si capiva da molte frasi idiomatiche o da slangs che i libri "leggibili" di faletti erano stati tradotti dall'americano in fretta.
Frasi come "beat about the bush" che in americano ha il significato di " menare il can per l'aia" e che nel libro Io uccido e' tradotto con "non girare intorno al cespuglio" che non significa una bella mazza.
O come la frase " pensavo che una ventina di grandi ti avrebbero fatto comodo" traduzione letterale della parola "grand" che in americano significa "mille dollari" ma che tradotto con "grandi" non significa una bella mazza. E cosi' via con quelli che nel gergo dei traduttori viene indicato un "calco" e cioe' la traduzione letterale da dizionario di un termine o frase idiomatica. Come ad esempio "I owe you one" che in italiano si tradurrebbe " a buon rendere", viene tradotto letteralmente "te ne devo una" ma di cosa? di una bella mazza...O come quando traduce "mobile phone" che in americano e' il cellulare, lo traduce con "telefono mobile" eh dai giorgio....a chi la racconti?
In america e' pieno di cosiddetti "ghost writers" scrittori fantasma che cercano un personaggio noto che possa avere un vasto pubblico di lettori.
Adesso che e' stato svergonato, faletti ci prova con qualche squallido scrittore fantasma italiano ed il risultato e' li' da leggere.
saluti giancarlo belluso
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il 11 gennaio 2012
Primo libro che leggo di Faletti e forse per questo non avevo particolari aspettative. Ma devo ammettere che questo libro mi ha preso: uno stile asciutto e piacevole, lo sfondo della città di provincia, molto comune a tutti noi, ti fa sentire tutta la vicenda in qualche modo più vicina. La storia ha dei passaggi a volte non proprio realistici, ma nel complesso convince e ti appassiona. Un buon ritmo e i continui colpi di scena, seppur in alcuni casi poco probabili, ne fanno un buon libro.
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il 3 dicembre 2011
Faletti e' un buon scrittore, ma questo libro non e' il suo miglior lavoro. L'ambientazione e' buona, ma la storia e' poco credibile. Inoltre il finale e' un po brusco. devo dire che preferivo il Faletti delle origini.
Comunque una buona lettura per una serata spensierata.
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