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il 11 dicembre 2015
Il libro è un grande gioco sulle ambiguità e sui falsi ragionamenti, una sorta di spiegazione della teoria del tutto, ma in realtà è tanto fumo e niente arrosto. Si fa prima a dire cosa non c'è in questo compendio storico, neanche tanto breve, che abbraccia rivoluzioni religiose, politiche, sociali e personali con lo stile di un saggio mascherato da narrazione e una flemma ieratica, per usare un aggettivo tanto usato da Eco. L'azione è quasi inesistente. I riferimenti storici sono eccessivi per una storia di narrativa fino al troppo che stroppia, quasi davvero a voler lasciare un testo che possa spiegare e racchiudere tutto, ovvero l'essenza stessa e la finalità del Piano ideato dai tre curatori all'interno della storia. Il Piano è in realtà un sofisma che ingannerà non solo i credenti dei temi esoterici ma i suoi stessi creatori fino all'agghiacciante presa di coscienza.
Nel complesso il libro è deludente. Eco è un ottimo studioso e bisogna riconoscergli ingegno nella combinazione di tutti gli eventi storici del romanzo e capacità narrativa nel climax al Conservatoire di Parigi, ma per il resto, in questo libro, è prolisso e stanca il lettore, infatti dopo il climax si dilunga e alla fine lascia il lettore a bocca asciutta.
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il 11 aprile 2015
Il libro comincia male, con uno stile ampolloso, difficile da leggere, con salti che non si seguono.
Impiega un bel po' a ingranare e a mostrare una trama vera e propria, e a quel punto anche lo stile diventa più chiaro, più fruibile.

La storia parla dei miti moderni, delle teorie del complotto, degli ordini segreti, dei grandi Misteri.
E parla di un gruppo di amici, colleghi in un paio di redazioni quantomeno dubbie, che oltre a fornirci uno scorcio della prima editoria a pagamento ci mostrano anche un passo successivo.
L'occultismo e il complottismo stanno diventando di moda? Allora giochiamo al loro gioco, e diamogli ciò che vogliono. Non sarà tanto difficile tirare fuori una teoria che copra tutto, un Piano come i tanti che spopolano nelle sette esoteriche, ma ben ancorato a tutti i fatti reali, no?

Un cabalista, un editor e un umanista, con una tesi sui templari alle spalle e un lavoro di cacciatore di biblioteche.
Uniti poco a poco nel creare il grande Piano.

Un Piano ineccepibile, talmente ancorato alla realtà da diventare esso stesso reale, da alimentare i miti stessi che lo avevano generato.
Una morale sull'animo umano e su come nascano certi complottismi.

La storia è interessante, il problema di fondo è che anche dopo che l'ampollosità degli inizi scompare, molto spesso restano nel ilbro tante, troppe parti in cui l'autore si perde in descrizioni metafisiche che rischiano spesso di addormentare il lettore e che in alcuni punti si arriva a saltare a piè pari.

Non avevo apprezzato molto lo stile di Eco con Il nome della rosa, ma all'epoca lo avevo letto per obbligo al liceo e pensavo potesse essere quello il motivo dell'antipatia.
Adesso è passato parecchio tempo, ho letto questo libro per scelta personale e posso confermare le impressioni di allora: ottimi spunti, ottima conoscenza storica a supportare la trama, grande capacità di intrattenere quando decide di mettersi, ma stile troppo pesante, spesso indigeribile.

Malgrado ciò, la storia ha toccato le corde giuste per quanto mi riguarda, al punto da farmi passare sopra allo stile senza troppe lamentele.
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il 26 agosto 2016
Un libro interessante sotto il profilo narrativo e storico.
Senza dubbio UMBERTO ECO e' (era); uno scrittore e saggista di indubbia capacita'.
Una immensa cultura lega questo libro al suo sapere aumentando notevolmente gli orizzonti cognitivi del lettore.
Rivisitazioni storiche unite ad un pizzico di Stregoneria ma anche alla nudità' e forse l'imbarazzo di una realtà spietata
che annebbia favole e "sorcellerie" per dirla alla Francese di Eco.
Desisamente consigliabile
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il 7 aprile 2015
Lasciamo stare un momento il contenuto del libro, che se ne voglia o no rimane comunque soggettivo, e concentriamoci sull'edizione edita da Bompiani. Le pagine del libro sono frastagliate, il che lo rendono veramente brutto da vedere quando è chiuso. Non capisco come si possa scegliere di stampare un libro in questo modo, le pagine tendono ad accartocciarsi è veramente una roba scadente. La carta è della peggior qualità in circolazione, la copertina è troppo troppo spessa. Insomma un'edizione che rende il libro brutto e scomodo da leggere, viste anche le dimensioni importanti del volume. Se trovate un'edizione diversa vi consiglio di preferire quella alla Bompiani. Detto questo, il libro è ovviamente molto impegnativo, pieno di termini non comuni e difficili da pronunciare. Ci vuole molta concentrazione per portare a termine la lettura ma alla fine appaga. Non è il classico libricino da caminetto ecco.
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il 23 gennaio 2013
Premetto che il giudizio non è riferito al romanzo, ma esclusivamente alla sua versione ebook. Il libro di Eco è meraviglioso, merita sicuramente il punteggio massimo, ed è triste che ne sia stata fatta una versione digitale così grossolana.

Refusi ovunque, da una punteggiatura improbabile che con qualche sforzo si riesce a tollerare, a veri e propri errori (Salon che diventa Salone, scohparve, Pbilosophiae, là fede...). Il parossismo si raggiunge al capitolo 75 (Gli iniziati stanno al limite di tale via): l'elenco delle coincidenze cronologiche che Casaubon mostra a Belbo e Diotallevi è funestato da continue ripetizioni di interi paragrafi, come se venisse fuori da un copia-incolla molto trasandato.

Insomma, il tutto sembra il risultato di un'operazione affrettata di OCR (ma non esisterà un file? il romanzo è del 1988), corretta in modo approssimativo.
Un'occasione sprecata e un'umiliazione sia per il lettore sia per un'opera importante della narrativa contemporanea.
Se gli editori italiani non inizieranno a considerare con maggiore serietà l'editoria digitale, è molto improbabile che l'ebook riesca ad affermarsi veramente anche nel nostro Paese.
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il 30 dicembre 2014
Sul libro non si discute, è un autentico capolavoro, per cui niente da dire.
Il giudizio scadente è sulla versione kindle: farcita di refusi ed errori di stampa che anche il più semplice correttore automatico di word sarebbe in grado di identificare e correggere. Amazon dovrebbe vergognarsi a mettere in vendita un prodotto simile.
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il 19 marzo 2014
Uno dei libri più belli di Umberto Eco. Una scrittura che ti coinvolge interamente esplorando un universo quasi parallelo tra mito e leggenda. Per molti versi superiore anche a "Il Nome della Rosa" ma non di facile lettura.
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il 15 novembre 2013
Desideravo rileggerlo. Purtroppo l'età e la fatalità non mi consentono di leggere più come prima. Grazie all'ebook reader posso farlo con meno affanno. Inutile giudicare il libro: Meraviglioso, Eco sulle vette irraggiungibili di uno scrittore poliedrico e dalla cultura immensa. Superato l'approccio dei primo capitoli introduttivi (avevo gettato la spugna, poi un'amica mi ha consigliato di insistere, per fortuna) la storia ti cattura e non ti lascia libero fino alla parola fine.
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il 16 settembre 2012
Lo avevo letto più volte in cartaceo, mi ha fatto piacere possederlo in digitale. Lo ritengo uno dei due ottimi romanzi di Eco, questo e Il nome della Rosa, lo raccomando a chi desidera un "bignami" della storia dell'esoterismo. Mi ha molto disturbato la quantità di refusi tipografici, uno insopportabile su di un elenco della storia della massoneria (voci che si ripetevano più volte). Possibile che le edizioni digitali siano abbiano una qualità così diversa da quella tradizionale? Non ho sempre voglia di attivare la connessione web e segnalare gli errori di stampa, penso che sia un lavoro che deve svolgere la casa editrice.
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il 24 febbraio 2016
Il Pendolo e' un capolavoro assoluto, uno di quei libri che vorresti non aver mai letto per poterlo leggere nuovamente con lo stesso stupore. Attenzione pero': il primo capitolo puo' essere ostico perche' non si hanno ancora le coordinate della storia ed e' infarcito di riferimenti complessi. Ma superato quello inizia la narrazione, un'immersione in una Milano affascinante, nell'atmosfera di una piccola casa editrice dove per gioco i tre personaggi iniziano un viaggio tra templari e complotti esoterici. Dopo un paio di capitoli sarete incollati alla storia (e capirete anche il primo capitolo). Per dirla col signor Garamond (personaggio strepitoso), "questo libro e' un capolavoro, una meraviglia, diro' di piu', e' un bel libro!!!".
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