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il 12 marzo 2013
Cédric è disposto a tutto pur di conquistare quell'orologio: il giovane insegnante ha deciso di impossessarsene, anche a costo di sfidare le ire della moglie, non informandola del denaro necessario per averlo finalmente fra le mani.
La storia di oggi, quella di Cédric, della moglie e del piccolo Gilbert, si intreccia abilmente con il racconto di un altro tempo, un tempo di guerra.
La narrazione avanza intrecciando, a capitoli alterni per gran parte del libro, le vicende di una famiglia dei nostri giorni con quella di un giovane che, nel 1944, sta per compiere un' importantissima missione.
La prosa utilizzata, seppur semplice e diretta, è estremamente curata, nella forma e nel significato delle parole, pur rivelandosi a volte molto sobria nella costruzione delle frasi.
Lo scrittore, alla sua prima prova di narrativa, sembra non lasciare nulla al caso, preoccupandosi di rifinire con precisione i termini e le descrizioni delle situazioni, dimostrando estrema responsabilità nel riferire i fatti storici.
L'accuratezza dei dettagli delle vicende del passato e delle informazioni fanno chiaramente intuire una ricerca approfondita che ha preceduto la stesura dell'opera. Grande cura viene riservata alle descrizioni, soprattutto quelle relative alla rievocazione degli avvenimenti della notte de D-Day.
Il romanzo si rivela, a mio dire, opera storica singolare che riesce a ricordare e raccontare i fatti del passato, facendoli rivivere nel presente.
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il 7 luglio 2014
Sono indeciso se catalogare questo libro come un racconto di formazione o un semplice romanzo. È qualcosa di meno del primo e molto più del secondo. Non so dire in che misura un autore debba o possa influenzare la sua storia, mettendola al servizio delle sue passioni.
È una disquisizione teorica, perché, secondo me, l'importante è che l'autore comunichi qualcosa.
Qui riesce a costruire una trama ben dettagliata nella quale incastonare le sue passioni evidenti: il calcio inglese, la Battaglia di Normandia, gli orologi.
La cura posta nei dettagli storici rivela soprattutto l'ultima delle tre.
La prosa è talvolta ridondante ma è questione di gusti.
Rimane una confezione eccellente e una storia interessante.
Lo consiglio soprattutto agli appassionati di storia contemporanea.
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il 3 aprile 2013
"L'orologio con le ali" è un romanzo storico di altissima qualità, sia nella forma che nei contenuti, ma non solo. È un viaggio nel tempo, una storia che si snoda tra passato e presente, un puzzle in cui le tessere s'incastrano alla perfezione. E proprio come un puzzle, man mano che si procede, la storia diventa sempre più entusiasmante, in un crescendo di emozioni e curiosità che invogliano a immedesimarsi nel protagonista principale e a desiderare di portare a termine con lui la missione che il destino sembra volergli conferire.
Mi è piaciuto molto, la storia mi ha preso da subito, con un ritmo di lettura che diventa sempre più scorrevole man mano che le vicende s'intrecciano. È stato emozionante leggere la ricostruzione degli eventi del D-Day e ancor di più il momento in cui passato e presente s'incontrano, grazie a un semplice orologio che li accomuna. Lo consiglio a tutti.
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il 30 gennaio 2014
E' un libro ambizioso, appassionante e difficile nello stesso tempo quello di Marco Strazzi: “L'orologio con le ali”. Il baricentro della storia è appunto un orologio (svizzero, naturalmente), una pre-serie in dotazione ai paracadutisti inglesi utilizzati come apripista per lo sbarco delle forze alleate in Normandia, nel D Day, il 6 giugno '44. Ecco, un altro sottile filo conduttore è questa data, compleanno di alcuni coprotagonisti della storia. Il libro narra, tra passato e presente, la Storia di quel giorno. L'autore racconta come l'eroismo e il coraggio siano un patrimonio comune ad ogni uomo, qualità che si manifestano nel momento del bisogno.
La trama è molto interessante e complessa e ha qualcosa di soprannaturale che non gusta. Il principale aspetto negativo, a mio giudizio, è l'eccessiva differenza di ritmo narrativo tra passato e presente. Giusto e equilibrato nel raccontare il passato che parla di guerra, diventa lento e troppo dettagliato nel narrare il presente. In conclusione il libro merita di essere letto, è senz'altro una lettura per palati raffinati.
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il 2 aprile 2013
Ottimo libro. Le vicissitudini di un orologio in dotazione ad un paracadutista inglese che partecipò allo sbarco in Normandia vengono scoperte oltre 70 anni dopo da un bambino. La parte relativa alla descrizione storica dello sbarco è ben narrata ed accurata; il libro alterna un capitolo nel 1944 ad un'altro nel 2014, permettendo al lettore di immergersi prima nella storia passata e poi nel futuro, che può così unire insieme i vari indizi che permetteranno di capire tutte le avventure a cui l'orologio ha partecipato e le persone che lo hanno posseduto. La narrazione è scorrevole e semplice ed il libro si legge praticamente da solo.
Consigliatissimo
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il 21 luglio 2013
Bel libro, peccato che in alcuni punti non sono riuscito a comprendere pienamente il significato,ci sono troppi discorsi che non servono a niente. Comunque l'orologio ha una funzione diversa da quella che mi aspettavo(forse meglio, cosi ho avuto la sorpresa)e soprattutto piu' sentimentale che utile in qualche strategia militare. Ottima trama, i personaggi ben realizzati e descrizioni interessanti rendono questo libo da tenere in considerazione.
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il 2 marzo 2018
Da un momento cruciale della Storia, lo sbarco in Normandia e i suoi sviluppi, prende vita, con straordinaria eleganza, un romanzo coinvolgente.
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il 24 novembre 2013
Bellissimo libro,emozionante e intenso..mentre lo si legge e capace di trasmetterti la paura o l emozione di certi avvenimenti..e pochi libri lo possono fare...COMPLIMENTI A MARCO STRAZZI,e ricordo che quest anno sarà il 70 anniversario dello sbarco in normandia...fantastico!!
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il 21 novembre 2012
Nell'angusto spazio di un C-47, Roger, un diciassettenne paracadutista inglese, è pronto a lanciarsi nel vuoto per adempiere al suo dovere in una delle notti più importanti della storia dell'umanità. Settanta anni dopo Cédric, quarantenne professore di storia, trascinato da un desiderio irrefrenabile, è deciso a rischiare un litigio con la moglie per entrare in possesso di un oggetto costoso con un simbolo familiare inciso sul fondo. Proprio questa tentazione, un orologio antico, diviene il filo conduttore delle vicende dei due personaggi, venutesi ad intrecciare grazie alla curiosità di un vispo bambino, Gilbert. La narrazione veloce e asciutta lascia parlare i fatti, coinvolgendo il lettore in un vortice crescente di emozioni. Il romanzo, strutturato su una poderosa capriata di eventi autentici (a partire dalla notte del D-Day), denota una conoscenza approfondita della realtà in cui l'autore fa muovere i suoi personaggi. Un libro che, seppur confinato nel limes della Storia, quella con la S maiuscola, riesce a varcarne i limiti, "diventando un favola" senza tempo e destinata ad un pubblico che non smette mai di sciogliere i nodi gordiani - spesso dimenticati - che ci legano in maniera indissolubile al passato. Un romanzo che in qualche modo avrebbe potuto rinfrancare Eric Hobsbawm che rintracciava "nel rapporto spezzato tra le generazioni" uno dei malesseri delle società avanzate del Novecento. L'orologio con le ali di Marco Strazzi riesce ad annodare, laddove ce ne fosse bisogno, i legami che ogni generazione dovrebbe mantenere saldi con quella precedente e con la storia che le ha create.
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